Utente 956XXX
Buongiorno,
mi chiamo Elisa, ho 28 anni e purtroppo sono una persona molto ansiosa, proprio di carattere. Da parecchio tempo vado da uno psicologo, anche se saltuariamente; ultimamente sono un pò depressa x il fatto che da quando mi sono laureata ancora non ho trovato un lavoro stabile, ed al momento sono circa 5 mesi che sono disoccupata; proprio x questo mi sento molto giù e parecchio ansiosa, passo la maggior parte delle mie giornate in casa, e so che non mi fa bene, perchè poi quando si presenta l'occasione di fare qualcosa, di andare da qualche parte mi cominciano subito a venire le vampate, e mi sudano le mani, mi batte forte il cuore.
Dall'inizio di novembre lo psichiatra da cui vado mi ha prescritto lo xanax in gocce, all'inizio me ne faceva prendere 10 gg al dì, per poi andare a diminuire, ora ne prendo 3 gg la sera.
Visto che il mio dottore ha pensato bene di trasferirsi senza farmi sapere nulla, e ora devo cambiare medico, nel frattempo volevo chiedere se, visto che a breve avrò un colloquio di lavoro e già mi sento agitata ed ansiosa all'idea (anche se ne sono felicissima, spero mi assumano), posso smettere di prendere le 3 gocce la sera e magari prendere una compressa da 0,25 di xanax, o mezza compressa, al momento del bisogno?sicuramente ricominciando a lavorare e a stare in mezzo alla gente queste mie manifestazioni ansiose miglioreranno, ma all'inizio sento proprio che avrò bisogno di un aiuto...lei cosa mi consiglia?
La ringrazio molto, e le porgo i miei cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non cita però la diagnosi, forse perché non ne è stata fatt una. Dalle indicazioni ricevute è come se il medico avesse già previsto in anticipo che si trattava di ansia temporanea da trattare per un breve periodo, infatti a dosi scalari. Questo presuppone una diagnosi, perché altrimenti una previsione è totalmente "campata in aria".
Lei descrive i suoi sintomi e li lega a sue vicende di vita, ma la struttura di questi sintomi e la loro tipologia, al di là di tutto, devono essere "composte" in una diagnosi. Poi si può consigliare un trattamento.
Il primo passo da fare è, visto che ancora dopo 5 mesi non sta bene, di farsi valutare da uno specialista.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 956XXX

La ringrazio per la risposta celere, in realtà la diagnosi è che mi è stata fatta è che a volte ho stati ansiosi, attacchi d'ansia.
Per un anno e mezzo ho preso l'elopram proprio per curare questo stato. poi ho finito di prenderlo e sono stata meglio, ma in generale sono una persona un pò ansiosa e il mio psichitra non mi ha voluto prescrivere di nuovo un antidepressivo, ma ha preferito darmi per un pò lo xanax....in quanto non sempre ho l'ansia, ma magari in determinati momenti, se devo fare qualcosa di particolare che mi crea questo stato....tipo un viaggio, un colloquio di lavoro, cose di questo tipo...

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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"a volte ho stati ansiosi, attacchi d'ansia" ?
Non è una diagnosi.

"mio psichitra non mi ha voluto prescrivere di nuovo un antidepressivo, ma ha preferito darmi per un pò lo xanax"

ovvero esattamente il contrario di quel che dice la medicina dei disturbi d'ansia, proprio perché è una persona con un problema ansioso la scelta dovrebbe orientarsi se ma sull'antidepressivo, e non sul tranquillante.
Inoltre, dopo un anno e mezzo perché sospendere il farmaco è stata una decisione che può benissimo essere prematura, quindi se la persona sta male di nuovo improvvisamente stavolta si cambia totalmente strategia.

La prima volta si somministra la terapia giusta, funziona e al secondo episodio si sceglie in maniera oltretutto ragionata un errore terapeutico. Boh ?

Dopo di che alla fine si perde di vista il concetto di disturbo d'ansia e si comincia a dire che il disturbo ha cause esterne, che poi a guardarle bene diventano delle cose talmente comuni e presenti nella vita di chiunque che tutto sommato l'unica cosa anomala è l'ansia. Quindi tornerei al concetto medico del disturbo d'ansia e alle sue terapie standard, oltretutto nel suo caso con una storia di risposta piena.

Consulterei però un medico che abbia idee un pò più "stabili".
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 956XXX

Guardi lei ha ragione, lo psichiatra da cui sono andata non era lo stesso che mi aveva prescritto l'elopram; e comunque ora che si è trasferito a questo punto meglio così, visto che mi ha lasciato con una terapia in sospeso.
Ora di sicuro prenderò appuntamento con qualcun altro, ma lei crede che per risolvere il fatto che sono una persona molto ansiosa e che a volte mi prendono questi stati d'ansia, sia necessario tornare nuovamente ad un antidepressivo?
so che è utile per curare stati ansiosi, ma è comunque una cosa pesante.
Io al di là dell'ansia che a volte mi prende conduco una vita normale, guido, esco, magari se esco da sola sono un pò più agitata, vado nei locali con gli amici....l'unica cosa che purtroppo mi blocca è questa agitazione che a volte mi prende: ad esempio sto facendo la fila dal medico, c'è tanta gente, e allora l'idea di stare ad aspettare chiusa lì con tutti che ti fissano mi da ansia, mi sento che devo uscire, e allora magari comincio a sudare, divento rossa in viso, ho un pò di palpitazioni....solitamente cerco di rilassarmi da sola e dopo un pò passa.....
ecco, cose di questo tipo...mi infastidisce anche prendere il treno quando è superaffollato, oppure stare in fila alla cassa del supermercato.
crede che sia necessario riprendere un antidepressivo o in realtà posso farcela anche senza, magari prendendo di tanto in tanto qualche compressa di xanax?
l'antidepressivo credo che si prescriva in casi più gravi, io al di là di qualche sudata e qualche rossore faccio tutto.....non rinuncio a niente.
cosa mi consiglia?
grazie ancora

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La terapia o è utile o non lo è. Se ritiene che le peggiori la vita, non vale la pena, se gliela migliora sì. "Pesante" è un termine privo di senso. Non mi risulta che una terapia del genere comporti chissà quali disagi.
Forse non le è chiaro il senso della psichiatria medica: cura le malattie come ogni altra branca della medicina, il "necessario" è dato dalla richiesta del paziente, è lei che riferisce i suoi sintomi. Magari diciamo che si vedono, ma l'allarme sul fatto che le diano noia lo stabilisce lei.
Prendere ogni tanto un pò di xanax è esattamente il modo sbagliato di intervenire. Qualsiasi paziente ansioso farebbe più o meno così perché è spinto dall'idea di controllare i sintomi in tempo reale e totalmente. Questa però è un'esigenza ansiosa e non la chiave del funzionamento delle terapie, che devono modificare il modo abituale di comportarsi di alcuni circuiti cerebrali.

Non ha compreso quel che le ho detto sulla terapia. Le ho detto che l'antidepressivo è la cura per i disturbi d'ansia. Lievi o gravi che siano. L'ansiolitico NON è la cura per i disturbi d'ansia, lievi o gravi che siano. La terapia cronica con ansiolitici tende ad aggravare il disturbo d'ansia. A meno che non sia un episodio brevissimo, cosa rara.




Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 956XXX

Gentile Dottore,
la ringrazio per avermi dato un suo consulto, a breve mi incontrerò con una dottoressa e credo che la soluzione giusta sia un pò di terapia psicologica e di sicuro non più gli ansiolitici, che in realtà non risolvono il mio problema.
Al riguardo le volevo chiedere una cosa: ora sto prendendo 3 gg di xanax la sera e via via andrò a diminuire fino a smettere...ma, visto che sto diminuendo la mia assunzione dello xanax in modo assolutamente graduale, come mai negli ultimi giorni sono parecchio ansiosa?mi sudano spesso le mani, mi sento irrequieta...
Inoltre sul flacone c'è scritto che il medicinale non va più assunto dopo 20 giorni dall'apertura, io in realtà mi sono accorta solo ora di questa cosa, ed ho continuato a prenderlo da novembre, quando l'ho acquistato in farmacia....forse non ha più efficacia?non sapevo che esistessero medicinali che dopo 20 gg non hanno più validità.E' vera questa cosa?
la ringrazio e le porgo i miei
Cordiali saluti

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

vedo che non ha capito. "un pò di terapia psicologica". Perché "un pò" ? Perché non tanta ? E soprattutto perché già si orienta in una direzione prima che sia stata posta diagnosi e prescritta una terapia ?
Le terapie non si dividono in "farmaci" e "non-farmaci", ma per il loro grado di efficacia e gli obiettivi che possono raggiungere.
Si faccia guidare dal medico. Che sia un medico però, che sappia fare una diagnosi medica secondo un manuale.
Dr.Matteo Pacini
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