Utente 206XXX
Buongiorno chiedo informazioni per un parente affetto da disturbo bipolare e lieve schizofrenia.
Inizialmente era in cura psichiatrica, poi si è affidato al il dottore di famiglia, il quale di è offerto di curare un disturbo così importante a mio avviso senza bene comprendere la portata.
Il paziente poi ha dimezzato le cure e adesso è un paio di settimane che è totalmente senza cure.
Ovviamente ha sempre le stesse problematiche, visioni religiose, voci nella testa, sbalzi di umore, inoltre ha iniziato a bere anche svariati litri di alcool e fuma 7/8 pacchetti di sigarette al giorno, cosa che non è affatto buona per le sua salute.
Abbiamo chiesto una visita dello psichiatra dell'asl, perchè lui rifiuta qualsiasi contatto con l'ospedale, la psichiatra è venuta, l'ha visitato, e non ha fatto niente, nonostante abbia visto la situazione di grave degrado in cui vive.
La situazione ovviamente è rimasta immutata, abbiamo chiesto aiuto ad un'assistente sociale specializzata che ci ha consigliato di fare un tso.
Ieri notte abbiamo dovuto chiamare il 118, lui si rifiutava di fare entrare i medici in casa, e loro hanno chiamato i carabinieri.
Ma la visita è finita con un nulla di fatto, se ne sono andati senza ricoverarlo, perchè di fronte a loro si è dimostrato tranquillo.
Chi conosce i paziente di psichiatrici purtroppo sa che con la famiglia sanno essere molto piu aggressivi che con gli estranei, con i quali si comportano educatamente anche per paura delle conseguenze.
Oggi di nuovo s'è presentata la stessa situazione, il ragazzo non sta bene, ha bisogno di essere aiutato. Abbiamo provato per 2 ore a convincerlo a venire con noi all'ospedale e non c'è stato modo, abbiamo chiamato di nuovo il 118, i volontari hanno perso 2 ore a cercare di convincerlo, tra momenti di calma e accessi d'ira , infine sono arrivati 2 medici, il ragazzo era calmo e di nuovo non hanno fatto il tso.
Mi chiedo dunque se sia normale prassi dopo due chiamate della famiglia, con un paziente psichiatrico che rifiuta le cure, o una visita psichiatrica o al sert, che è perennemente sotto l'influsso di alcool, non fare niente?
Di chi è la colpa se poi succede qualcosa?
Perchè bisogna sempre aspettare che succeda qualcosa di grave per muoversi?
Purtroppo in queste situazioni c'è sempre un grosso scarica barile, nessuno si prende la responsabilità di fare niente. La assistente sociale dice che è competenza del medico di famiglia, il medico di famiglia dello psichiatra, lo psichiatra del 118, il 118 riversa di nuovo il barile sullo psichiatra.
Ma se non c'è piu uno psichiatra?
E la famiglia quando prova a chiedere aiuto non ottiene niente!
Se questo è corretto:
"La legge stabilisce che si può attuare il TSO a sole due condizioni:
La persona necessita di cure (secondo i sanitari che l’hanno visitata) e le rifiuta."
Come è possibile dunque che di fronte ad un paziente che ammette di non curarsi, il tso non venga attuato?
Nella speranza di trovare almeno qui un aiuto, ringrazio anticipatamente!

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La legge recita in modo diverso le condizioni ed esse sono tre.


La decisione di non fare un tso dipende dai medici mentre la decisione di fare un tso non può scaturire da una assistente sociale o da personale non sanitario.


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[#2] dopo  
Utente 206XXX

Mi scusi ma l argomento è difficile da sviscerare il 3000 parole, non si può raccontare ogni singolo dettaglio, piu di una volta ho dovuto cancellare frasi perché non stavo nel limite.
Il tso è stato consigliato si dall assistente sociale ma su presenza del medico Asl che l'aveva visitato la volta precedente e sapeva le condizioni del malato. Poi è stato consigliato dal medico di base, poi dal reparto psichiatria che abbiamo chiamato il giorno stesso e sentiva le sue urla.
Se poi intervengono momenti di calma, sia per carattere (timore delle autorità) sia per patologia (è comunque bipolare) non significa che il problema non esista!
Ho letto l articolo da lei citato, visto che proprio qui su medicitalia ero incappata in un post simile, una ragazza chiedeva quali erano gli estremi per il tso e il dottore non rispondeva. Sembra ci sia un segreto di stato sulla cosa, fortunatamente l articolo è consultabile online, recita:
Il trattamento sanitario obbligatorio per malattia mentale può prevedere che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dall'infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere.

Se l italiano non mi inganna parla di interventi terapeutici necessari non accettati da un paziente psichiatrico.
Cosa c'è di non necessario in un paziente psichiatrico che non accetta le cure e può diventare lesivo per se stesso e gli altri?
Basaglia non ha chiuso i manicomi, li ha semplicemente delocalizzati in centinaia e migliaia di famiglie italiane che si trovano a fare i conti con una malattia ingestibile a livello domestico, abbandonati dalle Asl e dai medici per paura, traumi che ricadono su migliaia di bambini, genitori, figli, anziani.
Se questo è il progresso che la legge ha portato , era meglio quando si stava peggio...

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Allora non è chiaro il discorso che chi valuta direttamente la situazione, quindi non al telefono sentendo le urla o altri soggetti non medici, decide se quello è il caso di procedere per un trattamento sanitario obbligatorio o meno, del resto lo stesso medico di famiglia può benissimo fare una proposta da far convalidare da un medico che lavora in un servizio pubblico.

Non è che si dice che si debbano fare cose ed altri vanno e le fanno.

Altre deroghe non ci sono.

Che poi voglia dissertare sulle leggi è un altro problema, probabilmente ha sbagliato la sede di discussione.
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