Utente 315XXX
Salve cari dottori!

Come potete vedere dalla mia scheda, ritorno sull'argomento: nel mese di marzo, su consiglio del mio psicologo, mi sono rivolto ad una psichiatra alfine di poter trovare sollievo al mio problema di somatizzazione ansiosa fisica che, di fatto, mi stava distruggendo la vita, con dolori, tensione (appunto), cervicalgia tensiva, cefalea tensiva, colon irritabile, dispnea e tutta una pletora di altre sintomatologie fisiche collegate.

Parlando con la specialista, ci siamo resi conto che con le semplici Benzodiapedine ad un dosaggio irrisorio (tre gocce!) la qualità della mia vita stava cambiando incredibilmente: tutto era sparito ed io stavo non bene ma di più, riuscendo a riappropriarmi di un equilibrio personale fisico - e di conseguenza generale sulla qualità della mia vita - che avevo perduto da chissà quando.

Andava tutto bene senonché - come è classico - le tre gocce, dopo due mesi circa, non mi hanno più fatto alcun effetto: è notorio, infatti, che con le Benzodiazepine non si dovrebbe andare oltre le 6/8 settimane di trattamento, ma - rullo di tamburi - per la specialista avrei dovuto prendere le mie tre gocce PER UN ANNO INTERO, specie considerando che, per lei, assumere un SSRI era, effettivamente, un po troppo esagerato trattandosi solo di tensione fisica nervosa.

Ho chiesto almeno dieci volte sia al mio terapeuta che alla specialista se non fosse il caso di scalare le tre gocce, visto che, di fatto, non mi stanno facendo alcun effetto, ma, sopratutto, di spiegarmi apertamente se e cosa avrei potuto rischiare portando avanti un trattamento con Benzodiazepine per un anno, considerando tutti i rischi per la salute di un utilizzo così prolungato, che ben conosciamo. Entrambi mi hanno risposto di non preoccuparmi, anche perché la dose è talmente irrisoria che, da un lato, potrebbe anche indurre assuefazione annullandone gli effetti (cosa che è effettivamente successa), mentre dall'altro non dovrei avere particolari effetti negativi sulla salute come coloro che prendono 30/45 gocce al giorno.

Sinceramente non so più cosa pensare: per questo ho bisogno di confrontarmi con voi sentendo un vostro parere. Gentilmente, quindi, vi chiedo:

- Sarebbe il caso, secondo voi, di sospendere le tre gocce giornaliere e passare, realmente, ad un SSRI sempre sotto controllo della specialista? (Logicamente, aggiungerei...)

- E' vero ciò che i due medici mi dicono? Ovvero che, essendo soltanto tre gocce al giorno, la mia salute non è a rischio in caso di trattamenti prolungati con Benzodiazepine, o, al contrario, dovrei smettere il più presto possibile? Realmente la mia salute fisica e psichica ne potrebbero risentire?

Grazie per il tempo che mi dedicherete e per ogni vostro parere in merito! Con estrema cordialità vi porgo i miei più cari saluti!

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Benzodiazepine non è un farmaco, è un tipo di farmaci. Se non specifica cosa assume, rimaniamo nel vago.

"specie considerando che, per lei, assumere un SSRI era, effettivamente, un po troppo esagerato trattandosi solo di tensione fisica nervosa."

Non capisco. E la diagnosi non c'è ? Perché si parla di ssri come se si fosse già deciso che la cura è quella, ma poi li si esclude ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 315XXX

Stiamo parlando di Lexotan.

La diagnosi, per i due professionisti, come dicevo, è di tensione muscolare dovuta a somatizzazione ansiosa. La scelta di usare Lexotan ricade - stando agli stessi professionisti - nel fatto che il farmaco verrebbe usato più come miorilassante che come ansiolitico vero e proprio.

La collega psichiatra ha escluso L'SSRI - che, secondo quanto mi ha detto, trova applicazione nei casi come il mio - in quanto il Lexotan avrebbe già fatto al caso mio.

Riporto - sic - quanto la professionista mi ha detto!

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Mi pare che la diagnosi sia definita in maniera molto vaga, non abbastanza da escludere alcunché.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 315XXX

Purtroppo, caro Dottore,
come Lei comprenderà bene mi ritrovo in una situazione in cui, fisicamente, non saprei che fare: questo è quanto la professionista mi ha riportato, e trovo assurdo non poter avere il diritto di comprendere se esiste un eventuale pericolo per la mia salute a causa di questo tipo di situazione assurda che, appunto, non mi permette di comprendere alcunché.

Onestamente, le assicuro, non riesco a capire cosa fare: mi ritrovo in mano solamente i dati che mi sono stati riferiti...

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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A me pare semplicemente che la diagnosi sia stata definita in termini di ambito generico, tanto da ipotizzare cure con farmaci psichiatrici, che poi sono stati esclusi in quanto non specificamente indicati. D'accordo, ma sono stati nominati quindi per quale motivo ?
La diagnosi semplicemente riporta un sintomo e lo assegna ad un ambito (psichiatrico). Quindi più che una diagnosi è una ipotesi di diagnosi. Niente di sbagliato.
Continuo a non capire come si faccia su queste basi a dire che farmaci tipo ssri (o altro, non sono gli unici) sono da escludere.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 315XXX

Che è, esattamente, la stessa domanda che ho fatto io alla psichiatra, che mi ha risposto: "guardi, considerando che il Lexotan ha già effetto, considerando che è un miorilassante, considerando che - dati obiettivi alla mano - c'è un benessere evidente, non ha senso passare ad un SSRI, le cui controindicazioni sono maggiori. Francamente non mi pare il caso: se ci fossero state problematiche più gravi le avrei detto di partire subito con questi tipi di farmaco, ma in questo caso le dico, serenamente, di prendere le sue belle tre gocce anche a vita, se è il caso, e vivere sereno!"

Avevo espressamente chiesto - essendo notorio questo tipo di problema - se fossi andato incontro ad un annullamento degli effetti del farmaco, ma sono stato tranquillizzato perché "a quelle dosi è praticamente impossibile".

Silenzio totale, invece, su eventuali danni alla mia salute derivanti da un utilizzo così prolungato (che, ripeto, mi sembra abbastanza strano, ma io non sono affatto un professionista e mi affido - teoricamente - a persone che dovrebbero saperne più di me...)

La diagnosi - ipotizzo per senso logico - è, verosimilmente, figlia della mia storia clinica, essendo in terapia da tanti anni e combattendo, praticamente da sempre, con DAP prima, per pochi mesi, e con DAG praticamente da quando ne ho memoria. Evidentemente, il Disturbo d'Ansia Generalizzato è stato considerato come causa della tensione che mi porta ad avere i muscoli costantemente contratti, senza che io nemmeno me ne renda conto! Considerando che sto seguendo una terapia, si è pensato di agire prettamente con un miorilassante che faccia da "aiutino" fisico, mentre la parte "produttiva" e comportamentale è stata lasciata all'ambito terapeutico.

Ipotizzo che il ragionamento sia questo!

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Ah, quindi ha delle diagnosi di fondo già note, questo non era emerso.
Quindi in che senso gli ssri non sarebbero indicati nel dap o nel dag ? E comunque, ce ne sono altri indicati in maniera più specifica, nel dag e nel dap anche.
E' già in trattamento con altri medicinali per queste diagnosi ?
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 315XXX

Tranne il Lexotan di cui sopra, no. Per combattere la tensione muscolare di cui in oggetto ho agito con discreti risultati per via "fisica", ovvero con un po più di attività fisica, rivolgendomi ad un fisioterapista e cercando di rilassarmi quanto più possibile. Non posso negare di avere avuto dei benefici che, logicamente, si esauriscono progressivamente.

Ma a parte il farmaco di cui sopra, nessun altro trattamento: premetto che il DAP è ormai superato da anni, ma resta il DAG, anche se tenuto molto più sotto controllo rispetto agli anni scorsi!

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Quindi diagnosi ricevute di dap e di dag senza cura alcuna ?

Cosa decisamente strana,
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 315XXX

Per il DAP, la psicoterapia mi ha fatto guarire in meno di tre mesi. Per il DAG il Lexotan solo per mitigare la tensione fisica, che è poi il problema cardine a livello "fisico"!

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Direi che però forse le diagnosi erano in continuità. Iniziata come DAP ed evoluta poi come DAG. Il problema è sicuramente fisico, il cervello è fisico.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 315XXX

Sono assolutamente d'accordo con lei. In una sola frase ha riassunto anni di sofferenza, ma anche anni di introspezione e di una ricerca personale che continua a sorprendermi costantemente.

E' esattamente così. Assolutamente!

[#13] dopo  
Utente 315XXX

Caro dottore e cari dottori,
riapro la discussione per notiziarVi degli esiti del quesito in essere, che restano ancora senza una soluzione o simil tale.

Stamani mi sono recato dal mio medico di fiducia - anche lui a conoscenza di tutta questa storia - per cause contingenti, e, parlando parlando, mi ha chiesto come stesse andando.

Come ho fatto con Lei, ho spiegato che sto ancora assumendo le tre gocce di Lexotan, nonostante stiano avendo un po meno effetto: lui si è rivelato "preoccupato" per il fatto che siano già quattro mesi che le sto assumendo, perché secondo lui "è davvero troppo", ed è addirittura "impensabile" proseguire una cura per un anno con un farmaco il cui utilizzo non dovrebbe superare le otto settimane.

La psichiatra, di contro, resta ferma sulle sue posizioni e mi ha detto di "non crearmi problemi, anche perché gli eventuali effetti avversi - sempre che ci siano - sono comunque minori del non prendere le tre gocce. In pratica, le tre gocce sono il male minore, e sarebbe peggio non assumerle".

In tutto questo, io, da paziente, non ho diritto a sapere se, realmente, l'assunzione per un anno di Lexotan tre gocce/die possa espormi a problemi per la mia salute fisica e/o mentale o se, effettivamente, posso stare tranquillo.

Alquanto paradossale nonché fastidioso. Vi ringrazio.

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Lei ha già un parere specialistico. Più che altro, per contro, stiamo parlando di tre gocce di lexotan.
Dr.Matteo Pacini
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