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Una fase transitoria

Buongiorno,
sono una giovane donna che ha da sempre sofferto di disturbi dell'umore, potenziati da una deprivazione affettiva nella prima giovinezza, i cui effetti ansiogeni sono stati in parte attenuati dall'uso continuo di benzodiazepinici (per oltre un decennio, Lexotan; successivamente, a causa di assuefazione, sostituito da Prazene). Dopo aver per due decenni combattuto con forti crisi bulimiche, che riflettevano e si riflettevano su autostima, aggressività, sensi di colpa ecc. negli ultimi anni le stesse si sono di molto attenuate. Alla stessa stregua, il fenomeno simil-bipolare aggressività-eufuria è venuto appiattendosi. Tutto ciò senza consultare mai uno psicologo, dacché con una dose di caparbietà e presupponenza, ritengo di aver bypassato atraverso anni di scavo interiore. Ciò non di meno, nell'ultimissimo periodo, se da un lato aggressività e depressione si sono di molto appiattite, dall'altro si è sviluppato un senso di vuoto emotivo, già descritto da altri utenti, che vedo ben descritto dall'anedonia. E' forse conseguenza dell'uso prolungato delle benzodiazepine, o puà trattarsi solo di una fase transitoria? Preciso che non sono un soggetto inattivo né iperattivo. Solo che per quanto detestabile sia la sofferenza interiore provata nei miei anni passati, è ancora più orribile questa apparente (???) incapacità di provare emozioni positive forti. Vi ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione. Saluti.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Gentile utente,

ma la eventuale presenza del sintomo "anedonia" e' stata riscontrata da uno psichiatra o lei stessa fa questa osservazione?

Il suo "scavo interiore" a poco e' utile se permangono alcuni sintomi che invece andrebbero trattati adeguatamente.

Parla con molti termini tecnici ma sicuramente la visita psichiatrica puo' consentirle di valutare l'andamento dei suoi sintomi ed avere il trattamento piu' adeguato che non consiste nell'uso di benzodiazepine.


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dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dr. Ruggiero,
La ringrazio per la Sua cortese replica. In effetti, pecco di una spiccata tendenza all'autodiagnosi, "studiando" da sola tutte le varie sintomatologie, eziologie e psicopatologie. Come sottolineato da alcuni utenti, la mia difficoltà nell'approccio terapeutico consta nel riscontro oggettivo che spesso (non sempre, e solo per sentito dire) nel campo medico si ha la tendenza alla diagnosi non differenziale, ma univoca; nel senso che non si tiene in giusto conto dell'anamnesi familiare e della storia personale del paziente. Un pò come se un meccanico andasse a sostituire il carburatore, senza accertarsi che magari per distrazione non è stata fatta benzina, o che il conducente abbia trascurato i controlli regolari al proprio veicolo. E' certo che l'ansia e l'insonnia tamponati dalle benzodiazepine sono sintomi e non possono essere sconfitti da un medicinale a cui mi assuefaccio ogni giorno di più. Aggiungo una curiosità (per me): quando il Lexotan ha cominciato a difettare, il mio medico generico mi ha prescritto Anseren, che dovrebbe influire anche su aspetti depressivi, patologia di cui pensavo essere parzialmente sofferente; di fatto, ho dovuto sospenderne l'assunzione dacché mi aumentava in modo esponziale l'aggressività! Resto in attesa di ulteriori cortesi osservazioni e spiegazioni soprattutto sui tanto paventati e spaventosi effetti collaterali delle benzodiazepine. Ringrazio sentitamente e porgo i miei migliori saluti.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Gentile utente,

veramente gli specialisti sanno benissimo che le benzodiazepine creano assuefazione e dipendenza e per questo motivo ne limitano l'uso a poche settimane nell'anno prescrivendo altre classi farmacologiche anche quando la diagnosi certa e' quella di ansia.

Ora, non saprei chi ha fatto l'errore tra lei ed il suo medico:
- lei perche' non si e' fatta indirizzare da uno psichiatra e ha lamentato i suoi sintomi ottenendo prescrizioni di ansiolitici
- il suo medico perche', nonostante, non fosse di sua competenza ha perpetrato nella prescrizione, errata, di benzodiazepine senza indicarle la strada della visita specialistica, certamente piu' opportuna e probabilmente risolutiva.
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Utente
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Gentile Dr. Ruggiero,
La ringrazio per la precisazione. Logica consecutio, quindi sarebbe una terapia cognitivista-comportamentale?
Se lei consiglia un tal percorso, mi interesserò in tal senso.
ringrazio sentitamente e porgo distinti saluti
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 36,5k 868 56
Lei ha fatto una domanda su un farmaco io le ho risposto sul farmaco.

Da dove desume che le sia stato suggerito un trattamento psicoterapeutico?

Generalmente, non consiglio il trattamento psicoterapeutico, in quanto questo, ancora piu' di una banale prescrizione di farmaci (nel suo caso e' banale in quanto ancora non ha avuto un trattamento adeguato ed il suo medico ancora le prescrive benzodiazepine), richiede una valutazione appropriata da parte dello specialista in modo da poter capire l'applicabilita' del trattamento.

Credo che lei corra un po' troppo velocemente verso conclusioni affrettate.

Il primo passo e' rivolgersi ad uno psichiatra.
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Utente
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La ringrazio sentitamente. Provvederò in tal senso.
Cordiali saluti.

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