Utente
Buongiorno, scrivo per un parere. Dal 2010 prendo escitalopram (ora una da 10 mg al giorno) per disturbi d'ansia e alimentari. Dal 2017, in seguito a un periodo di forte restrizione alimentare che mi ha reso più ansiosa, lo psichiatra ha introdotto lo xanax (10 gocce la mattina per bloccare la dispnea che arrivava puntualmente all'ora di pranzo e 20 la notte).
All'ultima visita (alla quale sono arrivata avendo già tolto da sola, molto lentamente, le gocce di xanax del mattino che ormai non mi servivano più non avendo più la dispnea), ho chiesto un piano per scalare del tutto lo xanax, continuando a prendere però l'escitalopram.
Mi è stato detto di scalare una goccia al giorno o, se preferivo, una goccia ogni due giorni. Ho scalato una goccia ogni due giorni. Col passare dei giorni, ho iniziato ad avvertire sintomi molto fastidiosi (che non ho attribuito, fino a ieri, allo scalaggio del farmaco), quali forte confusione mentale, vuoti di testa, difficoltà a concentrarmi e a sostenere un dialogo, dispnea, irritabilità; sabato ho avuto un attacco di panico (non me ne veniva uno dal 2011). L'attacco di panico mi è sembrato strano perché non mi veniva da anni e, pensando alla quotidianità dell' ultimo periodo, non ho trovato alcuna situazione o elemento che possa giustificarlo, così come nulla che possa giustificare gli altri sintomi (mi sto nutrendo adeguatamente, faccio psicoterapia regolarmente e sono in una fase abbastanza serena).
Ieri, durante uno sfogo su questa situazione con una persona cara, è per caso emerso che sto scalando lo xanax. La persona, che ha assunto a sua volta il farmaco in passato, ha espresso molte perplessità sul modo indicatomi dallo psichiatra di scalarlo. Ho approfittato allora del fatto di dover andare dal medico di base per chiedere un suo parere. Mi ha confermato quanto detto dalla persona con cui avevo parlato, aggiungendo che può essere rischioso far scalare un farmaco così nel cambio di stagione. Mi ha consigliato, visto che sto avendo i problemi di cui vi ho parlato, di risalire a 15 gocce (sono arrivata a 8) e stare a 15 per tutto il mese, poi di scalarne una a settimana.
Mi sono sempre fidata del mio psichiatra, ma vorrei un altro parere, in particolare quello di un altro psichiatra, perché da un lato vorrei liberarmi il prima possibile dello xanax, ma allo stesso tempo i sintomi che sto avendo mi stanno creando non pochi problemi nello studio, nel lavoro (ripetizioni) e di conseguenza a livello emotivo.
Non so se possa essere utile, ma ho carenza di vitamina D (a 25) e tiroidite di Hashimoto (valori nella norma).

Grazie in anticipo,
Saluti

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Dipende anche da quanto deve scalare. Una goccia al giorno su un totale di 10 gocce in realtà è accettabile, ma il punto è che soffrendo di ansia comunque lo scalaggio potrebbe essere avvertito con l'aumento di sintomi ansiosi.
Del resto "una goccia a settimana" è un po' all'estremo opposto, ovvero certo, più graduale, ma non è detto che abbia un senso.
Io farei riferimento al medico, del resto era arrivata 8, e la ragione del panico è nel panico. Idem per questa ricerca di estrema lentezza, e anche perché quando parla del panico sembra avere ancora delle impostazioni da disturbo ancora "latente", tipo cercare una giustificazione per i singoli attacchi, o esprimersi in termini di sintomi, tipo "dispnea", che se da panico non è dispnea, ma è "soggettiva".
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta.
Sono partita da 20 gocce.
In realtà, non ho pensato che la causa dei sintomi che ho riportato potesse essere lo xanax fino a ieri, quando mi è stata messa "la pulce nell' orecchio" e stamattina, dopo aver parlato col medico di famiglia, ho preso l'ipotesi più sul serio.
Ho cercato delle motivazioni (alternative) che potessero giustificare l'attacco di panico perché è quello che faccio in psicoterapia: sto male? Cerco una ragione/situazione che possa giustificarlo e analizzo col terapeuta i pensieri che stanno dietro. Per chiarire meglio, le ragioni situazionali del panico le ho ricercate proprio perché non credevo che fosse causato dal fatto che sto levando lo xanax (cosa richiesta da me allo psichiatra).
Quindi lei esclude che i sintomi riportati possano essere dovuti allo scalaggio?

Grazie ancora,
Buona serata

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Nella mia esperienza, lo scalaggio non comporta così tanti problemi quando i disturbi sono "dormienti" o tenuti a bada da una cura. Viceversa, quando non lo sono, il vincolo con il tranquillante diventa maggiore, tanto che appunto molte persone con disturbi d'ansia continuano ad assumerli per anni nonostante la sostanziale inutilità.
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