Pensieri e rabbia verso persone

Buonasera a tutti,
Ultimamente ho pensieri strani,
Non riesco a concentrarmi,
Mi sento immediatamente stanca fin da quando mi alzo,
Mi arrabbio molto facilmente, anche a lavoro, quando le persone mi rivolgano la parola.
Ho l'impressione ogni tanto di non essere totalmente libera quando scrivo sul cellulare perché ho la percezione che qualcuno possa leggere i messaggi che mi mando con le mie amiche su wa o che faccio su instagram.
In più mi sta riprendendo l angoscia all'idea di allontanarmi da casa per le vacanze perché ho qualcosa che non va alla gola.
Non è una cosa fissa, ma quando mi viene rischio di soffocare.
E non voglio rischiare di andare in posti lontani da ospedali o da posti che potrebbero salvarmi nel caso succedesse qualcosa.
In più spesso sono anche fermamente convinta che le persone si stiano prendendo gioco di me e usandomi a loro piacimento, fingendo rapporti che non esistono per deridermi alle spalle.

Ho paura anche paura che il mio ragazzo legga le mie conversazioni private, quindi anche su wa spesso scrivo, poi cancello per me, pensando che se qualcuno ha l'accesso non può leggere nulla.

Sono triste, non mi sento aiutata dai miei familiari.
Con loro non è possibile parlare, vorrei andare a vivere da sola, ma ho paura di fare peggio.

A tutto questo si aggiunge il fatto che provo rabbia bastano davvero poche cose a farmi scattare, tipo in casa mia mi arrabbio costantemente e arrivo a provare un odio e una rabbia che mi fanno passare più
tempo fuori che dentro.
Purtroppo non riesco a prendere le medicine.
Non ci riesco mi viene tipo tachicardia, ci ho provato, ma tempo 2 risputo tutto.

Le domande sono:
Perché questi pensieri?
È grave?

Dovrei richiamare lo psichiatra?

E se poi rifaccio la visita e non ce la faccio a iniziare le medicine e sono di punto e da capo?

Come posso tranquillizzarmi?
[#1]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Questi pensieri sono decisamente da porre all'attenzione dello psichiatra, sono pensieri totalmente autonomi che la condizionano e che ancora vive con un certo dubbio, ma sostanzialmente è convinta che ci sia qualcosa.

Che cure faceva prima ?

Non è che non riesce a prendere le medicine, si sta rifiutando di farlo probabilmente. Se già gliele avevano date e non le prende, c'è poco da riuscire, sono medicine da prendere per star meglio. Non le prende perché non vede il problema come lo psichiatra invece lo vede da fuori.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
Utente
Grazie mille per avermi risposto.
Io si, mi rendo conto in alcuni momenti che i miei pensieri sono esagerati, però in altri momenti io li penso anche se magari a tratti mi sembrano "esagerati", e in qualche modo in momenti sono fermamente convinta che sia come penso io.
Sulla situazione delle medicine sono in standby dalla quarantena.
Mi erano state prescritte 3 pasticche di gabapentin da 150 mg distribuite a colazione, pranzo e cena.
Dopo cena 5 gocce di en (l'en lo prendevo anche prima)
E sempre dopo cena il trilafon da 2 mg.
Io sono terrorizzata dall'antipsicotico, ho letto tutto quello che c'era da sapere, ed ho paura di star male. È come se avessi la convinzione che starò male e mi accadrà qualcosa
Mentre l'en l'ho diciamo un po' aumentato in maniera autonoma, perché non riuscivo a prendere sonno con 5 gocce, e perché la sera sentivo che non mi passava la saliva.
1 mesetto fa mi sono sentita col mio psichiatra, gli avevo anche detto la verità sul fatto che non avevo ancora iniziato a prendere le medicine (apparte l'en che prendo da molto tempo) e dopo un lungo discorso eravamo rimasti che io avrei iniziato l'indomani. Ma non ho iniziato nemmeno stavolta, perché ho paura, sono terrorizzata di stare male. Sono convinta mi accadrà qualcosa. Mi vergogno e mi dispiace anche ridirgli che non ho ancora iniziato per gli stessi motivi
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Magari invece era proprio quello il farmaco centrale, però se le cose sono evolute comunque val la pena che lo richiami per aggiornarlo, potrebbe confermarlo, indicarne una dose magari diversa.
Il problema è che è preoccupata ma non di cosa succede se non si cura, se mai il contrario. E probabilmente perché parte del problema in realtà non lo vede.