Utente 109XXX
Buongiorno gentili dottori vi porgo una questione che tutt'oggi non ha ancora trovato soluzione.Finita' la scuola superiore son caduto in uno stato di grave depressione che dura ormai da 6 anni,con qualche breve periodo di miglioramento.Ultimamente la situazione si è aggravata molto al punto di non voler piu' fare nulla e a pensare spesso al suicidio,sono in cura da 2 anni da uno psichiatra psicoterapeuta che negli anni mi ha aumentato sempre piu' il carico farmacologico,ora prendo 150 mg di efexor,5 mg di en 15mg di mirtazapina e 50 mg di seroquel,ma con scarsissimi risultati,l'angoscia è opprimente,soprattutto al mattino.ho chiesto di poter andare in comunita'terapeutica,ma per ora mi hanno offerto solo un programma territoriale in quanto sono anche un bevitore compulsivo(bevo un paio di litri di birra al giorno e fumo uno o 2 spinelli),ma la cosa piu'grave è che sto perdendo i pochi amici rimasti e vivo da solo,per ora riesco ancora a lavorare,ma non so per quanto tempo ancora riusciro' a tenere in piedi le cose,in piu' la sera vado a dormire verso le 8 con la speranza di non svegliarmi piu'....vi prego aiutatemi.ringrazio anticipatamente

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se lei è un bevitore "problematico" intanto va fatta una diagnosi precisa rispetto a questo: se cioè è alcolista o è un abuso. Questo lo fa un medico esperto in base a precisi criteri.
Se il suo problema alcolico è l'alcolismo, deve essere trattato l'alcolismo altrimenti i sintomi depressivi non miglioreranno in maniera soddisfacente.
Tenga conto che negli studi per stabilire che gli antidepressivi sono efficaci le persone che bevono sono escluse, quindi in persone nella sua situazione non è chiaro se l'antidepressivo sia proponibile o meno.
Gli antidepressivi utilizzati nei bevitori come mezzo per ridurre il bere sono invece neutri (cioè non riducono il bere, in certi casi lo accentuano).
Inoltre, per concludere, il fatto che ci sia un antidepressivo da una parte (anzi due) e un antipsicotico dall'altra (che farà funzione di stabilizzatore o induttore del sonno magari) indica però che forse la diagnosi non è quella di depressione semplice.
Ripatirei quindi da un inquadramento migliore del problema alcolico e da un intervento su questo.
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente,
il suo problema è complesso, però vedo che, se da una parte assume una terapia antidepressiva, e si fa seguire, dall'altra "disfa" tutto ingerendo ben 2 litri di birra al giorno e uno o due spinelli, cioè sostanze depressogene, che le rovinano il fegato e il cervello(lasciamo stare i polmoni, ma ci sarebbero anche quelli).
Comincerei da lì, chiedendo un aiuto per smettere, prima di tutto l'alcol.
Ci sono gruppi di alcolisti in trattamento che possono aiutarla a non sentirsi solo, per uscire da questa dipendenza però occorre almeno chiedere aiuto e assumere terapie specifiche, tipo Antabuse.
Se no continuerà a farsi del male e non cambierà niente.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#3] dopo  
Utente 109XXX

é quello che ho provato l'anno scorso,mi son rivolto ad un associazione della mia citta' e per ben 8 mesi non ho piu' toccato alcolici,poi,di punto in bianco mi è tornata la depressione senza stress rilevanti,ho resistito per un piu' di un mese poi ci son ricaduto,adesso il problema è che non ho piu' voglia di far niente,ma soprattutto ho paura degli altri e delle situazioni,il mio medico dice che non sono ancora alcolista anche se continuero'cosi' la fine sara' quella;ora ho appena iniziato un percorso riabilitativo territoriale,i giorni che sono li',3 in totale,va abbastanza bene,ma i restanti quattro non riesco davvero a viverli...

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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No, siamo fuori strada.
Lei ha ricevuto una diagnosi di alcolismo o non/alcolismo ?
Ammettiamo di sì. Che significa non ho toccato più alcolici per 8 mesi ? La terapia dell'alcolismo non si fa in questa maniera, con un distacco immediato come se si dovesse fare le prove di resistenza, anche perché le prove di resistenza per definizione falliscono dopo tempi più o meno brevi. Le terapie per l'alcolismo devono portare a estinzione la frequenza, la gravità e l'entità delle ricadute, anche iniziando mentre si sta bevendo.
La sequenza smetto-ricado l'alcolista se la fa anche da solo senza bisogno di interventi medici o non-medici.
Quindi in assenza di programmi terapeutici che comprendano una cura farmacologica orientata a controllare le ricadute nel bere patologico, è privo di senso prospettare alle persone una riabilitazione. La riabilitazione si verifica nel proprio ambiente naturale e se si hanno dei fattori predittivi, altrimenti è casuale e non si puà capire in base a cosa aspettarsi l'astinenza o la ricaduta. Siccome lei assume sì una cura psichiatrica, ma basata su antidepressivi quando probabilmente (in senso statistico) il suo disturbo dell'umore non così semplice e continuo, ma ricorrente e instabile, secondo me è necessaria una rivalutazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 109XXX

La ringrazio dottore,per il momento non ho ricevuto una diagnosi di alcolismo,ma un disturbo di personalita'nas,che non so bene cosa sia,comunque,se ho ben capito conviene che mi faccia fare un approfondimento diagnostico?la ringrazio

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Un disturbo di personalità NAS è una diagnosi poco riproducibile e con alta probabilità di definirsi meglio in seguito. Diciamo che la maggior parte dei disturbi di personalità NAS che ho visto come diagnosi già fatta erano poi disturbi dell'umore di tipo ciclotimico/bipolare, di solito minori e con disturbi d'ansia associati.
In effetti, anche le persone che hanno problemi di alcolismo hanno questo tipo di diagnosi come più frequente, se hanno qualche diagnosi psichiatrica.
L'importanza di fare diagnosi di alcolismo o meno, è che cambia l'approccio. Se si ha una (chiamiamola per semplicità) personalità NAS e si è abusatori periodici di alcol, la cura della personalità NAS può risolvere anche il problema alcol, se invece si è alcolisti, va curato l'alcolismo + l'altro disturbo, ma non va curata la personalità NAS sperando che così anche l'alcolismo se ne starà buono. Non funziona.
L'alcolismo si cura anche utilizzando farmaci neurologici che agiscono sul desiderio e sulla spinta verso l'alcol, con vario meccanismo. Bisogna che ad usarli sia un medico, psichiatra o non, esperto nella cura dell'alcolismo.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 109XXX

La ringraio,purtroppo pero' la mia angoscia quotidiana,nonostante i farmaci,non accenna a diminuire e spesso mi viene da chiedermi per quanto tempo riusciro' a gestirla,vorrei tanto un po' di sollievo da tutto cio' e per ora sembra che solo un paio di birre mi consentano di stare meglio e di vedere le cose con maggiore distacco anche se la mia è quasi sempre un ebrezza triste,ora sto iniziando un programma territoriale propostomi dal sert piu'continuo a fare psicoterapia dal mio psichiatra,ma la speranza sembra diminuire ogni giorno

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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No, lei sta facendo ragionamenti di controllo del bere dopo aver detto che hai problemi con il bere. Un vicolo cieco. Praticamente sta dicendo che usando in maniera controllata se ne esce, il che è un sintomo proprio specifico di un bere patologico.
Ma figuriamoci se bere due birre le fa vedere le cose con maggiore distacco, è una sostanza intossicante che nelle persone altera il giudizio di realtà, e nel suo caso addirittura è stato motivo di trattamento.
L'alcolismo ha delle terapie standard di riferimento, i percorsi di disintossicazione e promozione dell'astinenza seguono l'andamento della malattia, e spesso non aggiungono molto. Non mi pronuncio sul tipo di programma propostoLe, ma in assenza di una terapia anti-craving, cioè contro il desiderio di bere, e di una diagnosi psichiatrica fatta in maniera più precisa, la situazione procederà per come la malattia la farà procedere, dentro e fuori dai programmi "aspecifici".
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 109XXX

Chiedero' di poter fare questi inquadramenti,la ringrazio di tutto,ma volevo ancora chiedere una cosa,la sera,quando vado a dormire,mi addormento subito,sara' per l'assunzione di 2 mg di en,15 mg di remeron e 25 mg di quetiapina,poi la mattina ho numerosi risvegli e sonno disturbato,svegliandomi con una notevole angoscia e paura,solo dopo aver assunto l'efexor e il seroquel mi calmo un po',ma tuttavia mi resta un senso di alienazione e una paura cronica per tytta la giornata,il mio psi è in ferie,come posso fare?

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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L'assunzione dei medicinali non ha niente a che vedere con il ritmo del suo sonno. intendo gli orari. L'unico effetto che persiste nel tempo è quello del seroquel sul sonno iniziale. Per il resto efexor può peggiorare il sonno, indipendentemente dall'orario di assunzione (sono preparati a rilascio prolungato, alle 3 di notte ne ha in corpo la stessa quantità che alle 3 di giorno anche se li assume tutti e due la sera, per dire). EN è un farmaco che induce assuefazione, dopo di che l'unico effetto che gli si collega è l'astinenza in caso di sospensione brusca.
Se lei ha un disturbo dell'umore di un certo tipo, la terapia antidepressiva può peggiorare il sonno. Se lei assume regolarmente alcolici il sonno rimane disturbato, e l'interazione con la terapia può essere peggiorativa.
Se l'assunzione di alcol è regolare, al mattino può semplicemente avere microastinenze a cadenza giornaliera.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 109XXX

La ringrazio dottore,ora sono 2 settimane che frequento un programma per alcolisti e tossicodipendenti,devo dire che le cose stanno lentamente migliorando,ho dimezzato la dose di seroquiel,ne prendo ancora 25 mg alla sera,e anche le birre,certo,l'obiettivo è l'astinenza assoluta,ma cmq il mio umore è molto migliorato,il programma che seguo è a Torino(Beinasco)in una comunita'serale chiamata 'il Baobab'diretto dal dottor Bugnone,finalmente inizio a intravedere un po' di luce,cosa ne pensa?

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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La bontà di un programma si vede dalla gestione delle ricadute. L'obiettivo è il compenso clinico migliore possibile, verso la ripresa e il mantenimento della libertà di scelta sulle proprie azioni (in questo caso il bere), ovviamente consapevoli che il bere di per sé precipita le ricadute.
E' positivo che il programma accetti persone in fase attiva, cioè non prescriva la sobrietà come criterio di ingresso in trattamento.
Sarebbe però necessaria una farmacoterapia per il craving da alcol. E' uno strumento importante e non ce ne sono così tanti su cui poter giocare.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 109XXX

e quali sono i farmaci che riducono il craving da alcol?

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Ce ne sono diversi. Quelli diretti come il ghb, quelli indiretti come il naltrexone, quelli avversivanti (il disulfiram), altri ad effetto speciale in associazione a disturbi dell'umore come alcuni stabilizzanti dell'umore.
Sono strumenti conosciuti e studiati statisticamente, a volte si conosce anche sulla base di quali caratteristiche le persone risponodno più o meno bene.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 109XXX

Gentili dottori ho un urgente questione da proporvi,dopo alcune settimane di programma ho avuto un crollo e sono stato ricoverato in psichiatria per mia volonta' per una settimana,non bevo ormai da 15 giorni e assumo la seguente terapia efexor 150,en 3mg al giorno,e 30 mg di dalmadorm con 25 mg di seroquel la sera,ma l' angoscia che provo durante il giorno è gigantesca,non riesco piu' ad andare a lavorare se non con una fatica psichica enorme,il sert vorrebbe masndarmi in una comunita' per comorbili,mentre il mio psi mi ha portato a vedere una comunita' cattolica privata,molto rigida che non mi è piaciuta affatto,il mio quesito è questio,cosa posso fare in attesa che i servizi si mettano d'accordo,cosa che sembra piuttosto lunga?ogni giorno che vivo mi pare una scalata all'everest con questa angoscia che non mi da tregua se non durante il sonno.vi ringrazio anticipatamente

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non beve "ormai" da 15 giorni....
Lei non sta seguendo una terapia specifica per questo problema, e sta contando i giorni, cosa francamente sconcertante, compiancendosi perché siamo a 15...

Segua le indicazioni del suo SerT. Ma prima si accerti di quali terapie farmacologiche per l'alcolismo sono disponibili, e come vengono valutati i risultati.

Ogni programma che valuta i risultati mentre uno è "dentro" non ha il minimo senso prognostico, cioè non può proteggerla da cosa succede nella vita normale.
I programmi per il trattamento dell'alcolismo prevedono terapie specifiche che lei NON sta facendo.

Quindi pensare di andare dentro un posto e uscirvi "rinati" è decisamente insensato. Si tratta di una malattia cerebrale che può essere condizionata a tenuta "buona". Non è necessario che si inizio con lo smettere di bere, le cure funzionano lo stesso. non è necessaria una fantomatica "volontà" che è proprio quello che non è in gioco, altrimenti non saremmo qui a parlarne.
Non c'entra niente la personalità o la motivazione a guarire, ma quella a curarsi.
Purtroppo chi mette a disposizione le risorse dovrebbe andare secondo gli standard e non come se si trattasse di un'altra malattia.
Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
Utente 109XXX

La ringrazio dottor Pacini per la pazienza e la disponibilita' che ha;comunque ci tenevo a precisare che 20 giorni fa ho avuto un ricovero volontario in psichiatria per un grave stato d'ansia,il mio psichiatra mi ha diagnosticato un disturbo di personalita'senza specificare il cluster a o b,ho alcuni valori del fegato sballati,situazione che pero' mi han detto non essere grave,volevo chiarire che il mio modo di bere era un modo per cercare di sfuggire all'angoscia cosa che pero' non è migliorata nel tempo,ora mi han cambiato la terapia farmacologica,al momento prendo 150 mg di efexor,3 mg di en distribuiti nella giornata e una compressa di dalmadorm da 30 mg piu' il seroquiel da 25 mg alla sera,mi han sostituito i 15 mg di remeron con il dalmadorm,cosa che mi ha aiutato ad avere meno appetito;ora inizio a stare un pochino meglio,sono 20 giorni che non bevo,so che non è molto e ho ripreso il mio lavoro in modalita' part time;non sono completamente autosuff
iciente in quanto la casa in cui vivo è di proprieta' di mia madre e ricevo un assegno mensile da mio padre,i miei son divorziati,purtroppo questo è il massimo che riesco a fare,sul serio,anche perchè la mia situazione di disagio dura gia' da piu' di 6 anni,vorrei solo trovare un minimo di equilibrio e riuscirlo a mantenere nel tempo senza combinare cavolate;ps è vero che le bdz se usate per molto tempo perdono definitivamente il loro vantaggio,procurando anzi effetti paradossi?perche' se è cosi' il mio problema tornera' presto o tardi a rimanifestarsi ed ho molta paura della sospensione per un eventuale crisi d'astinenza o un ritorno alla situazione precedente,la ringrazio anticipatamente,cordiali saluti

[#18]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

vedo che prosegue su una strada senza costrutto.
Ancora conta i giorni, che ora sono venti, e quindi non significano niente. Anche se fossero cinquanta.
Il problema nell'alcolismo non è smettere di bere, ma recuperare il controllo sull'andamento recidivante del bere.
Attualmente le condizioni sono le stesse di prima. Non ha una terapia specifica per l'alcolismo.
Ha delle benzodiazepine che possono sì essere controproducenti alla lunga, inoltre associate insieme che ha poco senso in generale. Possono diventare oggetto di abuso in alcuni casi, non dovrebbero essere prescritte salvo eccezioni nei casi di abuso alcolico.

Il fatto che abbia ripreso le sue funzioni in maniera migliore di prima è legato al miglioramento delle condizioni generali. Ma non è un modo per garantirsi da un andamento recidivante.

Purtroppo vedo che il suo atteggiamento è quello di essere soddisfatto dei giorni in cui non beve, cosa che è come guardare da un'altra parte e non in faccia al problema.
D'altra parte è anche vero che non le hanno proposto in maniera chiara terapie standard per questo problema.
Disturbno di personalità non specificato è una diagnosi che più vaga non si può.
Dr.Matteo Pacini
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[#19] dopo  
Utente 109XXX

gentili dottori,l'estate è trascorsa senza troppi problemi,ora,pero' sono di nuovo in preda all'agoscia e la depressione,esco poco di casa e faccio una fatica assurda per andare a lavorare,mi sembra che per me non ci siano piu'speranze...non so proprio che fare,la terapia farmacologica che seguo non da' i risultati sperati(150mg di efexor 3 mg di di en distribuiti durante la giornata e 30 mg di dalmadorm la sera piu' 25 mg di seroquel)per lo piu' ho un intensa irrequietezza che dura tutto il giorno,aiuto

[#20]  
Dr. Matteo Pacini

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Il suo disturbo dell'umore ha con una certa probabilità statistica andamento ciclico, e quindi migliora per poi ripeggiorare spontaneamente in coincidenza dei cambiamenti stagionali oppure anche senza una cadenza precisa. Lei ha delle benzodiazepine assunte stabilmente le quali a lungo termine non hanno significato terapeutico, specialmente in termini di controllo dell'umore. Inoltre, le ricordo l'assenza di terapia per l'alcolismo.
Il fatto che abbia un seroquel in terapia, seppur messo per dormire, indica che comunque l'elemento "bipolare" del suo umore è stato notato, poiché questo farmaco ha quell'indicazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#21]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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prima di tutto deve informare lo psichiatra che la segue, per valutare se è necessario operare qualche cambiamento nella terapia. Pensare che non ci siano speranze fa parte della patologia depressiva, è un sintomo come la stanchezza o l'insonnia.
Una ricaduta è un evento probabile, anche se doloroso, l'importante è farsi aiutare.
Cordiali saluti
Franca Scapellato