Disturbo d'ansia generalizzato - effetti antidepressivi

Gent.
li dottori,
sono un giovane di 31 anni, con alle spalle un forte vissuto di ansia e di attacchi di panico.
Nel tempo, ho imparato a gestire in qualche modo i sintomi e ciò almeno fino a tre anni fa ove, a seguito di eventi abbastanza stressanti, ho deciso di intraprendere una psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Il lavoro terapeutico mi ha indubbiamente fornito di strumenti utilissimi nella gestione.
Mi ha permesso di comprendere i meccanismi attivanti e di lavorare sulla personalità.

Dopo questa lunga parentesi terapeutica (all'incirca tre anni, ove i sintomi erano presenti solo all'avvicinarsi di un evento non riconducibile all'ordinario), anche a causa delle restrizione causate dalla pandemia da Covid, l'ansia si è affacciata nuovamente con prepotenza nella mia vita.
Tant'è che, in accordo con la terapeuta, decido di sentire il parere di uno psichiatra il quale mi diagnostica un disturbo d'ansia generalizzato (un disturbo che principalmente si manifesta sotto forma di fobie specifiche - come guidare, spostarsi, ipocondria e attacchi di panico, nei casi di forte stress).
Il medico mi ha prescritto una terapia a base di Sertralina (25 mg al mattino per una settimana e successivamente, 50 mg) e Xanax (25 mg mattina e sera).

Qui giunge la nota dolente: la mia paura, la mia preoccupazione per il farmaco e soprattutto il timore di effetti collaterali.
Cosa temo in particolare?
Principalmente, il timore è quello di perdere il controllo con i farmaci, di avere ideazioni suicide, di avere pesanti peggioramenti dell'ansia nei primi tempi e soprattutto quello della possibile disfunzione sessuale.
A contrario, non posso non immaginare anche gli effetti benefici di questa terapia farmacologica, che mi permetterebbe sicuramente di fare le cose che per tanto, troppo, tempo avrei voluto fare e che ho sempre rimandato a me stesso per timore degli attacchi di panico.

So bene quanto non dovrei prestare attenzione ai pensieri catastrofici sui farmaci, dal momento che essi sono essenzialmente figli dell'ansia stessa e del rimuginio.
Su questo sto anche cercando di lavorare in psicoterapia.

Ho deciso di sentire inoltre un secondo psichiatra, giusto per avere un quadro più completo e accurato della mia posizione ma anche nel tentativo di fugare definitivamente ogni dubbio.

Secondo la vostra professionalità, posso considerare sicura la terapia che mi è stata prescritta?
Quali sono effettivamente gli effetti collaterali di questi farmaci?

Vi ringrazio in anticipo.
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.7k 1k 63
La ricerca di rassicurazione in merito alle terapie per fantomatici effetti collaterali misteriosi ed ingestibili fa parte del suo disturbo d'ansia che è tutt'altro che mitigato.

Continuerà a fare questo tipo di operazione poiché non è nelle sue intenzioni assumere una terapia farmacologica per cui la cosa si ripeterà in continuazione.


Dr. F. S. Ruggiero


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[#2]
Utente
Utente
Gent.le dott. Ruggiero,
grazie per la risposta. In effetti, per utilizzare una metafora, "è un cane che si morde la coda"... nel senso, ho la terapia ma decido di non farla perchè non riesco ad accettarla.
Cosa consiglierebbe ad un suo paziente in questi casi?
[#3]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41.7k 1k 63
Lei non è un mio paziente ed io non la conosco, quindi non faccia un tentativo inutile per avere una rassicurazione.

Deve decidere se assumere o meno la terapia.

Deve avere riflettere su questi risultati ipoteticamente raggiunti senza farmacoterapia, visto che è evidente che sta di nuovo al punto di partenza.
[#4]
Utente
Utente
Comprendo perfettamente. La ringrazio comunque per gli spunti di riflessione.
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