Ansia: sono diventato ciò che non volevo.. fare dietrofront? Perché sono paralizzato da anni?

ansia che mi attanaglia da tempo.

10 anni circa con farmaci, vivendo in una città che non sento mia e facendo un lavoro che non mi rispecchia...
Vengo da un paese di montagna, e l ultimo desiderio che avrei voluto per me è essere un programmatore nella città di Milano.
Proprio l opposto di ciò che sono... come ci sono finito?
Un Po si studia, poi si tenta un lavoro forse quello più gettonato per ovvie ragioni, e poi ci si resta... nonostante i disturbi psichici iniziano a insorgere...

Fare dietrofront è possibile??
Lo voglio fare.
Certo accettando un lavoro qualsiasi (quel che offre un paesino).


Come realizzo questa inversione?
Mi licenzio e tento un nuovo lavoro?
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo 33,6k 822 50
Credo che l’aspettativa di un percorso di questo tipo non la possa portare a decidere in merito ad una variazione di vita.

Deve concretamente cercare di trovare una soluzione con una nuova attività prima di abbandonare la situazione attuale.


Dr. F. S. Ruggiero


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dopo
Utente
Utente
Capisco, ma se nella situazione attuale continuo a fare errori, creare problemi e in più da giorni ho la testa assente, percui sono letteralmente parcheggiato davanti al pc...senza risolvere malfunzionamenti creati da me... posso provare a stare finché non trovo una soluzione, ma capisce che in questo stato è difficile:
Sia restare
Sia essere e avere la grinta per rimettersi in gioco.

Insomma un cane che si morde la coda.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo 33,6k 822 50
In questa condizione una valutazione specialistica consente anche di trattare questi fenomeni per fornire una serenità più specifica e poter stabilire anche con calma le decisioni da intraprendere.

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dopo
Utente
Utente
Buon giorno, se possibile le chiederei ancora un parere.
Questa settimana rivedrò anche il mio psichiatra.

Io sto malissimo, ho lavorato per parecchio tempo da solo e non sono riuscito a concludere nulla, però non sono mai riuscito a comunicare le mie difficoltà nello svolgere le mie mansioni. Per cui mi dovrò comunicare tutto di colpo e troppo tardi, assolutamente troppo tardi. Questo mio ritardo avrà ripercussioni abbastanza pesanti anche su eventuali contratti etc...
Credo che mi dimetterò e probabilmente neanche tanto bene....

Le chiedo questo:
è davvero così sbagliato prendersi una pausa, senza sapere che ne sarà, appoggiandosi ancora ai genitori (nonostante l età) e magari riprendere la lucidità e le energie o ? perchè ci si deve sentire in colpa, o sentirsi dei 'bambinoni' a farsi aiutare?

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