Consulto sull'interazione farmacologica

Buongiorno egregi Dottori, vorrei avere un consulto.
Mia sorella, secondo prescrizione medica, assume per il doc il FEVARIN da 100mg la mattina, il pomeriggio e la sera a stomaco pieno; per i sbalzi di umore il DEPAKIN-CHRONO da 300mg (solo di recente ha ripreso la terapia, a distanza di 5 anni dall'ultima volta) la mattina e sera a stomaco pieno; per sintomi paranoici l'ABILIFY-ARIPIPRAZOLO da 5 mg (acquisito solo di recente tramite richiesta della ASL) la mattina e pomeriggio a stomaco pieno.
La dottoressa presso cui è in cura, le ha suggerito di assumere i medicinali anche contemporaneamente, pertanto la mia domanda è: in tal modo non potrebbe rischiare un intossicazione, a causa dell'interazione farmacologica?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Interazioni che presumo Lei conosca e il medico invece ignora.
E naturalmente rischia un'intossicazione, così in generale, perché esiste un concetto generico di intossicazione.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
La mia era una semplice domanda, dettata dalla preoccupazione, non c'è bisogno di fare sarcasmo. Se non vuole rispondere, Dr. Matteo Pacini, ignori la mia richiesta di consulto senza questa presa in giro. Abbia rispetto per i pazienti. Io non ho offeso la Dottoressa presso cui mia sorella è in cura, sebbene non tutti i medici hanno professionalità e lei lo sta dimostrando ora.. la mia perplessità nasce dal fatto che circa 5 anni fa assumeva il FEVARIN da 100mg e il DEPAKIN-CHRONO da 300mg a distanza di un ora l'uno dall'altro. Comunque non si disturbi a rispondere..
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Non è sarcasmo. Il sarcasmo è quando si fa ironia su qualcosa di negativo. Qui le si fa semplicemente notare - e non è una presa in giro, è un discorso da prendere per la serietà con cui Lei pone la domanda - che sta praticamente supponendo che il medico scriva in una specie di stato di inconsapevolezza. Il fatto che sia dettata dalla preoccupazione mi pare evidente, ma è una forma di preoccupazione che dà per scontato che i professionisti non sappiano lavorare, mentre dà per scontato che la domanda che Lei si pone sia invece importante.
In altre parole, il problema deve esistere in base al fatto che uno ne è preoccupato, e sulla base di questo dare per scontato che il medico ignori a piè pari interazioni tra tre medicinali prescritti ? Inoltre, perché non esporre questo dubbio al medico stesso. Probabilmente per una forma di correttezza formale, o di timidezza, nei confronti del professionista, ma che non ha qui, dove si spinge fino ad offendere e diffamare.

Se ignoro o meno le richieste di consulto lo decido io e Lei non può imporre che la gente ignori le domande che Lei pone. A questo punto sarebbe più semplice se non ponesse all'attenzione dei quesiti, se vuole che siano ignorati.

L'affermazione sulla mia professionalità è (oltre ad essere segno che ha capito poco e non accetta osservazioni) una diffamazione tramite spazio di visibilità pubblica.

Adesso, dopo aver insultato a tutto tondo, specifica l'unica cosa che aveva senso specificare, senza bisogno di essere maleducati e diffamanti: depakin e fevarin, se è normale assumerli insieme e non a distanza di un'ora. Ma chi aveva indicato che dovessero essere a distanza di un'ora, e per quale motivo, visto che i livelli del farmaco sono comunque gli stessi nelle 24 ore per quanto riguarda il depakin ?

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
"Il medico scriva in una specie di stato di inconsapevolezza." sono parole non uscite dalla mia bocca o meglio in questo caso mai digitate su questo forum. Io cercavo un semplice ulteriore parere, perché a volte anche il professionista può sottovalutare una situazione medica, basta accendere il telegiornale e capire quanto spesso accade, solo Dio è onnisciente. Il problema non deve esistere perché io sono preoccupata, ma mi auguravo che un medico lo spazzasse via perché io sono spaventata. Sfortunatamente, questa domanda non è stata rivolta alla dottoressa in questione, perché dapprima mia sorella non si è posta il problema al momento, probabilmente per lo stato angosciato in cui si trovava, inoltre sarebbe più facile parlare con Papa Francesco, piuttosto che riuscire a rintracciarla, tramite l'ASL ospedaliera presso cui lavora, perché per scelte personali, non intende dare il suo numero privato.
Non voglio che i miei quesiti vengano ignorati a priori, altrimenti non ha senso appunto scrivere qui, ma mi aspetto che vengano trattati col dovuto rispetto, perché insisto nel dire che il suo mi è apparso sarcasmo, ovvero fingere di prendere in seria considerazione un'affermazione ritenuta sbagliata, per sottolinearne l'assurdità.. qui nasce la mia risposta scontrosa, non perché abbia capito poco o voglia essere diffamante, quando in realtà parlavo di professionalità, alludendo sempre alla risposta sarcastica, o perché mi sia alzata col piede sinistro.

La stessa dottoressa, presso cui è in cura, ha indicato 5 anni fa circa, che Depakin e Fevarin, dovessero essere assunti a distanza di un'ora.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
A me sembra che Lei abbia solo un atteggiamento ostile nei confronti dei professionisti.

"La dottoressa presso cui è in cura, le ha suggerito di assumere i medicinali anche contemporaneamente, "

E Lei lo mette in dubbio, senza motivo apparente.

Dr.Matteo Pacini
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dopo
Attivo dal 2021 al 2021
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In realtà io le ho spiegato il motivo, quando dico "la mia perplessità nasce dal fatto che circa 5 anni fa assumeva il FEVARIN da 100mg e il DEPAKIN-CHRONO da 300mg a distanza di un ora l'uno dall'altro." non capendo dunque perché ad oggi si possono assumere contemporaneamente, con l'aggiunta dell'l'ABILIFY-ARIPIPRAZOLO da 5 mg. Sembra che stiamo girando intorno alla domanda.. se un medico mi rispondesse, senza sarcasmo o creare discussioni, li sarei molto grata.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Sua sorella non se ne è preoccupata perché si fida della dottoressa e nonostante ciò lei vuole mettere in dubbio l’operato della collega e per placare le sue ansie scrive qui.


Al prossimo controllo accompagni sua sorella così se la collega vuole dissertare con lei le dara spiegazioni altrimenti riceverà le giuste considerazioni sul suo atteggiamento.


Dr. F. S. Ruggiero


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[#8]
dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
Se mi sono permessa di scrivere qui, non è per placare solo le mi ansie, come scrive lei, Dr. F. S. Ruggiero, il quale appare prevenuto nei miei riguardi, ma il quesito nasce proprio da un turbamento di mia sorella.
Ieri ho ricevuto le spiegazioni e soprattutto la rassicurazione che desideravamo da un altro medico, su un altro sito.. ciò che sfortunatamente non ho trovato qui, ove si è più discusso sul mio atteggiamento non sarcastico o aggressivo a priori (non ho bisogno di una giusta considerazione su esso perché è stato solo conseguente) ma solo preoccupato, piuttosto che sulla domanda in questione.
Ringrazio i medici che avrebbero voluto rispondermi.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Ah quindi non è aggressiva quando si gira in questo modo e ringrazia altri che non le hanno dedicato del tempo.

È una impressione che sia aggressiva così che non si palpa.

Sarà stato più bravo il collega che evidentemente ha accondisceso alle sue ansie.


Saluti

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[#10]
dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
Addirittura aggressiva Se rispondere ad un medico che si rivolge con sarcasmo, che per definizione è ciò che ho scritto io o replicare ad un altro, il quale ha ipotizzato questo "Sua sorella non se ne è preoccupata perché si fida della dottoressa e nonostante ciò lei vuole mettere in dubbio l’operato della collega e per placare le sue ansie scrive qui" in base a non so cosa, allora credo che a casa, abbiamo due dizionari diversi, che spiegano il termine di aggressività.

Non ho potuto ringraziarvi perché non ho riscontrato alcuna gentilezza, o alcuna risposta, soppesando così la QUALITÀ del tempo che mi avete dedicato.. il medico alla quale mi sono rivolta non ha accondisceso alle mie ansie, ma si è limitato a rassicurarmi, senza aprire una sorta di chat Facebook per discutere e basta.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Lei non conosce il senso della parola sarcasmo, e le è già stato detto. E' stata aggressiva, certo, ed andata anche oltre, diffamante.

". il medico alla quale mi sono rivolta non ha accondisceso alle mie ansie, ma si è limitato a rassicurarmi"

Che possono essere la stessa cosa.

Dr.Matteo Pacini
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[#12]
dopo
Attivo dal 2021 al 2021
Ex utente
Ripeto probabilmente a casa, abbiamo dizionari diversi.. la definizione di sarcasmo le assicuro che è quella citata sopra da me, inoltre rassicurare e accondiscendere non sono sinonimi.
Poi la diffamazione è tutt'altra cosa, perché criticare la condotta professionale non è diffamazione (Cass. 52578/17) che invece c'è se si critica la persona.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
Ma lei non si può proprio esprimere neanche su una presunta condotta professionale perché non stiamo facendo alcuna valutazione clinica alla situazione che richiede.

Poi continui come vuole a ritenere di essere nel giusto tanto quale è il problema per me nessuno.

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Infatti Lei la mia condotta professionale l'ha offesa "Abbia rispetto per i pazienti.""non tutti i medici hanno professionalità e lei lo sta dimostrando ora.."
Lei è qui a far domande, non è una paziente. E non sta neanche chiedendo Lei per sé.
Quindi Lei critica la condotta professionale di una persona che non sta criticando alcun paziente, e si permette di criticare la condotta professionale sulla base di un commento all'origine e alla sensatezza di una domanda su una terza persona.

Questo è quanto. Io sarcasmo lo vuole intendere Lei. Io se mai faccio riferimento al suo atteggiamento, e non al rapporto o ai problemi della persona che ha parlato con il medico ed evidentemente non ha ritenuto insoddisfacenti le indicazioni ricevute.

Dr.Matteo Pacini
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[#15]
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Attivo dal 2021 al 2021
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Io ho criticato la condotta professionale, non sulla base di una valutazione clinica, la quale ovviamente non vi è stata, ma sull'uso del sarcasmo in un quesito ove mi aspettavo appunto riguardo..
Quando scrivo "Abbia rispetto per i pazienti." non alludo ad un offesa fatta a mia sorella, la quale non vi è stata, ma bensì all'irriverenza con cui è stato trattato già dall'inizio il mio consulto, relativo sempre a mia sorella anch'essa preoccupata come ho già ribadito prima, senza che io iniziassi la conversazione in modo scortese o maleducato. Contrariamente lei, Dr.Pacini ha esordito sottolineando l'assurdità della mia domanda, non prendendola in seria considerazione.. questo al Paese mio si chiama sarcasmo e ripeto ancora una volta, che non esiste perché lo intendo io, ma perché c'è.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
"ma sull'uso del sarcasmo in un quesito ove mi aspettavo appunto riguardo.."

Che tale non era, e che comunque non c'entra alcunché con la condotta professionale, ma se mai nel commento che si fa sulla modalità di un interesse per una questione medica riguardante un'altra persona e il suo medico. Che Lei critica implicitamente chiedendosi se per caso conosce i farmaci che usa o no...
Non si chiama sarcasmo. E non è assurda la sua domanda. E' altro. Se non vuole capirlo, è libera di non farlo e poco ci interessa.
Ma non di offendere e diffamare.

Dr.Matteo Pacini
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[#17]
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Se dinanzi ad una domanda, relativa sempre ad una questione medica, il dottore dimostra scarsa considerazione, questo si connette anche alla sua condotta professionale.

Per di più, io chiedevo un ulteriore parere, senza discriminare quello del medico di mia sorella, con la quale, potrà parlare personalmente alla sua futura visita.

Insiste sul dire che non si è trattato di sarcasmo e la mia domanda a quanto pare è inqualificabile ("È altro" ???). Se non vi interessano le mie convinzioni, che ho già largamente argomentato, perché dovrei cambiarle e accondiscendere alle vostre? Saluti.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
No, Lei non si è espressa chiedendo un ulteriore parere ? Su cosa ?
Ha chiesto una cosa priva di oggetto ("intossicazione" - così in generale) rispetto ad una indicazione di farmaci, peraltro già assunti, e sulla base del fatto, questo sarebbe poi il motivo spiegato dopo, di un'ora di intervallo o meno, incongruenza tra la prima e la seconda prescrizione. Cure già fatte in passato, quindi.
Potrebbe porsi mille problemi in questo modo: se il farmaco sia velenoso o adatto, se l'associazione sia pericolosissima, se la dose non sia troppa, se il medico abbia sbagliato la diagnosi...qualsiasi cosa. E infatti l'idea era indefinita "intossicazione": di cosa, di quale organo, per effetto di quale dei tre, di quale interazioni - ha letto qualcosa in merito ?
Un tipo di domanda, la sua, che non è certo unica su questo sito, e se nota a tutti personalmente rispondono facendo notare quando si tratta di domande dettate da diffidenza o da generica preoccupazione, ma senza elementi che definiscano una vera domanda.

Dr.Matteo Pacini
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E con questo ultimo commento lo staff chiude il consulto che abbiamo rubato anche troppo tempo ai medici su una domanda che oltretutto viola le linee guida del sito:

"- non inserire richieste per terzi a meno che tu non sia il genitore o il tutore della persona oggetto del consulto"

https://www.medicitalia.it/consulti/linee-guida-consulto-online/#parte1


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