Utente 115XXX
Ho 26 anni. Ho preso per due mesi paroxetina e siccome nel secondo mese si è agravato il mio stato di depressione ed ero una pentola a pressione pronta per scoppiare mio psichiatra mi ha prescritto olanzapina (zyprexa). Sono due settimane che la prendo, il dosaggio che prendo non è ancora arrivato a 10gr (valore minimo), sto aumentando gradativamente, 5 giorni fa mi sono accorta che dal seno destro e sinistro usciva un liquido trasparente. Il psichiatra mi ha detto che negli effetti indesideratti l'aumento della prolattina succedeva in casi rari. Vorrei sapere quale è il limite di prolattina per chi prende zyprexa. Nel esame di sangue che ho fatto 5 giorni fa avevo 72,2 ng/ml di prolattina. Non so se questo numero elevato potrebbe essere causa di qualche altra cosa al seno? Ho 3 parenti di primo grado che hanno avuto tumore al seno.
Grazie per l'attenzione!

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

i valori sono al di sopra della norma e l'iperprolattinemia può causare galattorrea, parli con il suo psichiatra per una eventuale modifica della terapia e nello stesso tempo esegua i controlli preventivi vista la familiarità ( comunque una secrezione bilaterale deporrebbe per una problematica endocrina, indotta nella fattispecie ),

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

anche il trattamento con paroxetina puo' comportare aumento dei valori di prolattina.

In ogni caso, e' necessario valutare cause diverse per l'aumento dei valori di prolattina prima di imputarlo ai farmaci.
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[#3]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
la stretta corrispondenza tra assunzione di zyprexa e inizio della galattorrea, potrebbe indicare l'origine farmacologica del problema. I livelli sono più alti della norma, ed effettivamente i farmaci che lei assume (non comunemente zyprexa, raramente paroxetina) possono provocare iperprolattinemia. Tuttavia, vista la sua alta familiarità per patologie mammarie, bisogna necessariamente indagare ed escludere altre cause.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Raramente può succedere. Ma l'attuale composizione della terapia non indica una depressione, ma un disturbo di altro tipo. Se "Ho preso per due mesi paroxetina e siccome nel secondo mese si è agravato il mio stato di depressione ed ero una pentola a pressione pronta per scoppiare" la risposta allora non è stata quella che si si attende da un antidepressivo sulla depressione.
Pertanto, al di là del problema prolattina, che se è dovuto ai farmaci si risolve con la sospensione degli stessi, dopo qualche settimana in genere, chiarisca la situazione diagnostica.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 115XXX

Grazie a tutti per le risposte.

Vorrei precisare che quello che io ho non so cosa sia, ho chiamato depressione ma forze non lo è come ha detto Dr. Pacini.
Ho cambiato farmaco da paroxetina a zyprexa perchè non dormivo con paroxetina anche se prendevo tavor. Ho tentato il suicidio prendendo 15 compresse di tavor, dopo questo tentativo ho avuto alcune volte una specie di atacco di panico, rotolavo per il pavimento, non riuscivo a controllare questi impulsi suicidari... adesso con zyprexa dormo bene e sono più tranquila. Da tre settimane che sto un pò meglio, quando vengono pensieri brutti riesco e non andare dietro loro.
Ho chiesto al mio psichiatra se mi può fare la ricetta di un'altro farmaco che non aumenti la prolattina per poi fare i controlli.

cordiali saluti

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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In genere quando le terapie si "compongono" con questa sequenza, e in base alla risposta avuta con paroxetina partendo da una diagnosi di depressione, può trattarsi di un disturbo bipolare (altrimenti chiamato depressione bipolare, ma impropriamente). In tal caso ci sono farmaci di tipo diverso che non tendono ad aumentare la prolattina e sono indicati in maniera specifica.
Dr.Matteo Pacini
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[#7]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

se sta meglio con questo trattamento potrebbe non avere lo stesso successo con un trattamento diverso.

Faccia lo stesso esami di valutazione dell'aumento di prolattina e poi si puo' considerare la variazione del trattamento.
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[#8] dopo  
Utente 115XXX

grazie Dr. Pacini,
sto imparando tante cose con questa specie di malatia... Non so se ho capito bene il concetto di disturbo bipolare. Comunque una cosa che ho capito è che quello che ho io è anche consequenza di una predisposizione famigliare. Mio papà quando era giovane ha avuto depressione, mio fratello ha fatto due anni di terapia (il suo caso non era arrivato ad essere molto grave), la mia sorella anche sta facendo un tratamento psichiatrico.
Spero che si riesca a trovare presto il farmaco che può aiutare il mio cervello ad essere più positivo...

ps: scusatemi gli errori con l'italiano, non è la mia lingua madre.

[#9] dopo  
Utente 115XXX

grazie Dr. Ruggiero per il consiglio,
il pensiero a dovere cambiare farmaco mi preoccupa molto, parlerò con il mio psichiatra per vedere cosa pensa.

saluti

[#10] dopo  
Utente 115XXX

sono tre giorni che ho cambiato farmaco, ora prendo seroquel (quetiapina) e mi sta andando bene, dormo benissimo (mangio tantissimo) e sono spesso tranquila. Spero continui così...
la prolattina sembra stia diminuendo, deduco questo per il liquido trasparente che esce molto di meno dai seni, fra qualche settimana forze farò l'esame di sangue della prolattina per essere certa che i valori siano normali.

grazie a tutti!

Cordiali Saluti

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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se non ha ancora fatto un dosaggio di prolattina nel sangue sarebbe meglio farlo ora e ripeterlo tra un mesetto in modo da avere parametri clinici su cui discutere.
Se mangia tantissimo ingrassera' tantissimo, si limiti nell'assunzione di cibo non finalizzata alla nutrizione essenziale.
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[#12] dopo  
Utente 115XXX

Grazie Dr. Ruggiero per i consigli, ho fatto un'esame di prolattina 3 settimane fa, forze settimana prossima farò un'altro, ho fatto anche un'appuntamento per fare un'ecografia del seno settimana prossima per controllare se tutto va bene.

Quanto al mangiare ho fame tutto il tempo, è difficile controllarmi. Quando ho cercato di limitarmi cominciavo a tremare e diventavo arrabbiata e triste con tutto, in queste ultime tre settimane sono ingrassata 7 kg, non sono ancora obesa, ho 1,73 mt e 67 kg. Preferisco impegnarmi a dimagrire dopo, finchè il mio peso non diventi un problema serio per la salute. Per il momento sento che stare sù è più importante del mio peso.

Cordiali saluti




[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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sull'aumento di peso riferisca al medico, è un effetto comune con zyprexa. Perdere il peso purtroppo è qualcosa che va fatto in maniera da non esasperare l'appetito, se è aumentato, ma non è da rimandare perché un eccesso ponderale notevole scoraggia poi chi voglia ritornare al peso di prima.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 115XXX

Grazie Dr. Pacini per la risposta, riferirò tutto al medico.
Ieri ho fatto soltanto tre pasti regolari senza sforzo, per coincidenza ieri ero molto triste ma non ho individuato le cause nei fattoti esterni. Forze il mio appetito può essere legato non soltanto al farmaco ma pure al mio stato di umore?
Avrei un'altra domanda riguardo agli effetti indesiderati di seroquel. L'altro ieri cucinavo qualcosa, alcune volte si sono schizzate gocce della pentola bollente, nelle mie mani non sentivo il caldo. Già quando prendevo zyprexa sentivo un'po di questo effetto di anestesia ( oltre sentire che le membra sono pesanti, i riflessi lenti...) vorrei sapere se questo non sentire bene le mani dovrebbe attenuarsi quando l'organismo si abituerà con il farmaco o sarà sempre così?

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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L'appetito è legato all'umore, ma comunque se è aumentato diciamo che lo è in maniera continua, poi l'impulso a mangiare cambia. Si mangerebbe sempre, si mangia solo in alcuni momenti e magari con voracità esasperata.
Comunque seroquel all'inizio può essere sedativo, quindi quel che riferisce è possibile. Certamente non sono effetti che si pensa debbano rimanere.
Dr.Matteo Pacini
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[#16] dopo  
Utente 115XXX

grazie Dr. Pacini per i chiarimenti.
Se non è troppo vorrei chiedere ancora un consiglio. Sono tre giorni che non sto bene, so che nei momenti di panico devo pensare che questo fa parte della malattia e devo aspettare che passi. Nei momenti più insoportabili mando un sms al mio psichiatra, però lui non mi rispondi mai, ha molti impegni. Devo fidarmi ed aspettare che le medicine facciano effeto o cerco un'altro psichiatra che possa rispondermi quando sono disperata? Cosa aiuta di più a guarire o a superare questa fase nel mio caso l'ascolto di uno specialista o le medicine?

grazie ancora

[#17]  
Dr. Matteo Pacini

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Non so quali accordi avete con il suo psichiatra. Non metta fretta allo psichiatra, se vi sono oscillazioni d'umore senza altre conseguenze non c'è stretta necessità di trattarle. Deve attenersi a quello che lui dice: se vuole rivalutare la situazione in un certo periodo, faccia così. Non deve sentire dottori diversi contemporaneamente altrimenti ottiene consigli che poi non può mettere in pratica o fa confusione con le cure.
Ne segue uno.
le cure psichiatriche esistevano anche prima della comparsa dei telefoni cellulari. E anche ora non c'è nessun servizio non ospedaliero che le garantisce assistenza continuativa, ma anche perché non è questa la cosa più importante.
A volte è perfino meglio non avere possibilità di discutere il problema del momento, perché si finisce per alimentare pensieri senza fondo, che diventano ancora più ripetitivi e pressanti.

Dr.Matteo Pacini
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