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Dipendenze

Buongiorno,
La mia compagna per un lungo periodo ha preso la sera 15 gocce di Minias,
da poco a seguito di una visita di controllo, le hanno consigliato di iniziare a scalare poiché le situazioni
sono favorevoli a tale passo;
In lo stress di qualche anno fa e decisamente diminuito.

Ciò che mi lascia perplesso, è lo scalaggio proposto ovvero 1 goccia a settimana, senza assunzioni di farmaci in sostituzione
o di appoggio.

Come dicevo da poco (circa un mese fa, è iniziato lo scalaggio) ed oggi appena rientrata da lavoro mi ha riferito che ha avuto un episodio di tachicardia che, anzi che affievolirsi, è aumentato durante la posizione da sdraiata.

Non so possa incidere, da circa 15 giorni anzi che l’originale sta assumendo il generico, mi riferisce da subito che lo ha trovato di sapore diverso e forse un po’ meno forte.

Mi ha riferito che c’era una collega con lei a fianco che non sa della terapia e che si sentiva a disagio ad avere affianco la collega poiché aveva paura di peggiorare.

Non ha avuto altro episodi da quando ha scalato, siamo a 10 gocce di notte.

Attendo Lumi che possano rasserenare me e di conseguenza lei.

Vi ringrazio per i consigli risposte.


P.
s. Qualcosa di naturale da affiancare al Minias che abbia effetto rilassante e sedativo.
[#1]
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 38k 912 63
Come da condizioni di servizio, non si può richiedere una terapia sostitutiva a quella indicata dallo specialista dal vivo.

La riduzione indicata è corretta, il problema primario è che il farmaco non è curativo in senso clinico pertanto la riduzione può riportare il riaffiorare della sintomatologia per la quale era assunto.

E' quindi necessaria una rivalutazione per un trattamento appropriato.


Dr. F. S. Ruggiero


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[#2]
dopo
Utente
Utente
Gent.mo Dott Ruggiero,
la ringrazio per la risposta,
la sintomatologia per la quale era stato prescritto il farmaco in effetti erano simili all’episodio dell’altro giorno, in cuor mio spero che un singolo episodio non sia significativo, in ogni modo ho consigliato alla mia compagnia di aggiornare lo specialista.
In cuor mio spero che abbia imboccato la via d’uscita, non per il farmaco in se ma per il fatto che non ha mai accettato di assumerlo, valutando il fatto come un segno di debolezza.
Per me non è semplice capire come essere di supporto in questa fase, poiché non ho idea di come possano influire questi medicinali, mi rivolgo a voi proprio per avere un idea, un parere e capire meglio.
La ringrazio