Utente cancellato
Buongiorno,
a mia sorella hanno detto che è borderline tra il disturbo ossessivo e il disturbo delirante. Inoltre l'anno scorso le avevano dignosticato il disturbo borderline di personalità. E' un quadro clinico grave? La psicoterapia è indicata o bastano farmaci?
Grazie

[#1]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile utente,
c'è un pò di confusione in queste diagnosi e di conseguenza occorre fare chiarezza in merito prima di sbilanciarsi sulle terapie.
Cordialmente
Dott. Vito Fabio Paternò

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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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personalità borderline è una cosa, dire "borderline" nel senso di "a metà" tra un disturbo e un altro è un concetto descrittivo e non una diagnosi.
Secondo me è bene che qualcuno faccia una diagnosi standard senza confondersi in mezzo ai sintomi. E soprattutto una prognosi così si sceglie la cura più adeguata.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#3] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
io è la mia famiglia abbiamo parlato ancora con lo psichiatra. Egli sostiene che mia sorella soffre di pensieri ossessivi, deliri e sllucinazioni, ma che non esiste un nome da dare alla patologia. Volevo sapere se ciò è possibile, cioè se è possibili non poter formulare una diagnosi.
Grazie

[#4]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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A volte è difficile fare una diagnosi, a volte è necessario cambiarla nel corso della terapia; sua sorella (quanti anni ha?) presenta sintomi importanti che fanno ipotizzare una patologia seria; sarebbe utile sapere quale.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#5] dopo  
56458

dal 2014
Sarebbe utile per tutta la famiglia, oltre che per lei. Lo psichiatra però non si espone...
Mia sorella ha 24 anni. I suoi sintomi non sono sempre presenti, vanno e vengono. Ultimamente ad esempio si sente molto meglio e vuole interrompere la psicoterapia. E' una scelta consigliata, dato che lei si sente meglio?

[#6]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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"soffre di pensieri ossessivi, deliri e sllucinazioni, ma che non esiste un nome da dare alla patologia. "

Questo non direi, magari non si può esser certi subito della diagnosi, ma come si fa a dire che "non esiste un nome" ? Strano comunque, un orientamento diagnostico è proprio lo scopo delle visite.

Lo star meglio di solito indica l'opportunità di proseguire le terapie, visto che da quelle dipende.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
56458

dal 2014
Gent. dr Pacini,
i suoi dubbi sono anche i miei. Il medico ha testualmente detto che "non esiste un nome da dare al disturbo". Volevo aggiungere che mia sorella è in cura da gennaio 2009. E' possibile che in 9 mesi non sia arrivato ad una diagnosi? E possibile che invece non abbia voluto comunicarcela? Certo queste domande sarebbe meglio porle al diretto interessato. Però, essendo anche voi psichiatri, è possibile che vi siate trovati in una situazione simile...

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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In 9 mesi, quali sono stati i trattamenti pregressi e quello attuale di sua sorella?
https://www.facebook.com/francescoruggiero.it/
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[#10] dopo  
56458

dal 2014
Dunque,
mia sorella ha sempre e solo preso un farmaco, l'abilify. Però è passata da un minimo di 2,5mg a un massimo di 15mg. Ora sta assumendo 2,5mg al giorno

[#11] dopo  
56458

dal 2014
buongiorno,
mia sorella alla fine soffre di disturbo ossessivo e disturbo delirante.Desidero sapere s e il disturbo ossessivo è una malattia cronica come il disturbo delirante.Inoltre lo psichiatra ci ha detto che il disturbo delirante compare verso i 40-50anni. Vorrei sapere se la giovane età di mia sorella, 24 anni, migliora o peggiora la prognosi.
Grazie

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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E' una diagnosi possibile ma la seconda "disturbo delirante" direi che prevale sulla prima, in ordine gerarchico.
Però la cosa è quantomai confusa: prima parlava di disturbo borderline, poi di essere "borderline" tra queste due diagnosi, che non c'entra niente con il disturbo borderline, adesso le diagnosi sono tutte e due contemporaneamente.
La terapia è antipsicotica, quindi coerente con la presenza di sintomi psicotici. Non è chiaro però il discorso diagnostico. Chiederei un secondo parere.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
56458

dal 2014
Il disturbo borderline di parsonalità le fu diagnosticato dai medici dell'SPDC, mentre lo psichiatra da cui mia sorella va ora non pensa che lei sia borderline. Pensa invece che sia a cavallo tra il disturbo ossessivo e quello delirante.
Io ho dunque capito che, trovandosi a cavallo tra due patologie, le manifestasse entrambe contemporaneamente. Anche perchè in effetti mie sorella ha sia idee deliranti che idee fisse che idee deliranti e fisse. Forse la colpa è mia che non ho capito bene la diagnosi...
a parte questo, mi può dire se il disturbo ossessivo è cronico? Inoltre mi uò dire qual'è la prognosi di un disturbo delirante diagnosticato con vent'anni di anticipo?

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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"Pensa invece che sia a cavallo tra il disturbo ossessivo e quello delirante."

Ma allora non è stata fatta nessuna diagnosi, aveva detto che lo psichiatra ha diagnosticato entrambi i disturbi, non "a cavallo".

Le prognosi sia di cronicità che di evoluzione non equivalgono a previsioni del futuro nei casi singoli, consentono soltanto di scegliere le strategie di cura, che in ogni caso comportano una prima fase di trattamento continuativo.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
56458

dal 2014
Buonasera, è passato più di un anno dai primi sintomi di mia sorella (gennaio 2009). Ora La presenza di deliri è sicuramente più forte delle allucinzazioni: nonstante la terapia farmacologica lei vive perennemente convinta di essere uccisa dai mafiosi, mentre le capita di avere allucinazioni di tanto in tanto.
Volevo sapere, vista la sua giovane età (25 anni), la presenza di allucinazioni e ritiro sociale, se è possibile che la diagnosi sia di schizofrenia piuttosto che disturbo delirante. Non voglio che facciate una diagnosi online, solo dirmi se la mia idea è plausibile.Magari non lo è perchè le allucinazioni non sono costanti per esempio...

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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A quanto ne sapevamo non era stata fatta una diagnosi di disturbo delirante (io mi sto riferendo alla diagnosi precisa di disturbo delirante, non nel senso "un disturbo che include come sintomo il delirio", questo non è il senso tecnico di disturbo delirante). Lei riferiva una diagnosi "a cavallo tra" due cose che non richiamava a niente di preciso.
La continuità dei deliri e delle allucinazioni non è un elemento decisivo per la diagnosi differenziale tra le varie forme, dipende anche dal fatto che ci sia o meno una cura. Eravamo rimasti a abilify 2,5 mg, che a seconda della diagnosi è una dose francamente insufficiente.
Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
56458

dal 2014
Mia sorella ora prende 15mg di abilify, ma non sembra migliorare.
volevo chiedere:Cos'è un dilirio bizzarro?
Mia sorella è convinta che i fascisti la uccideranno. Volevo sapere se questo è da considerarsi un delirio bizzarro oppure no.
Grazie

[#18] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
so che in medicina i termini sempre e mai vanno usati con cautela, però desidero sapere se il delirio, in una persona con un'ottima salute fisica, è sempre sintomo di psicosi

[#19]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Se si riferisce alla situazione di sua sorella, che delira da anni, purtroppo sì.
Franca Scapellato

[#20]  
Dr. Matteo Pacini

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Il delirio è uno dei sintomi fondamentali della psicosi. Bizzarro può essere il contenuto, ma non è importante questo, perché la bizzarria è soggettiva. Il "bizzarro" nel delirio è la modalità con cui la persona giunge alla sua convinzione. Qualsiasi delirio alla fine è bizzarro nella misura in cui non risponde più alle verifiche e alle logiche reali.
Dr.Matteo Pacini
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[#21] dopo  
56458

dal 2014
Grazie per la risposta. A questo punto mi sorge un altro quesito: supponendo che mia sorella sia psicotica, le potrebbe essere accettata la domanda di invalidità?

[#22]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Vi conviene sicuramente fare la richiesta, e alla visita medica collegiale verrà accertata la percentuale di invalidità; potrebbe aver diritto a percepire un contributo economico, oppure, se l'invalidità non è inferiore al 46%, all'iscrizione alle liste di collocamento per le categorie protette.
Le Province hanno dei programmi di avviamento al lavoro per le persone disabili, e con l'invalidità accertata sua sorella può iscriversi a corsi di aggiornamento per l'avviamento al lavoro. Ora magari può sembrare fantascienza un corso di inglese o di computer o di ristorazione, ma in alcuni casi ci sono stati risultati molto buoni, anche per l'autostima della persona malata: il recupero sociale è parte della terapia come le medicine.
Tenga conto che c'è anche la legge sull'handicap (legge 104/92) che può essere utile anche ai familiari, per richiedere ad es permessi dal lavoro per assistenza alla persona invalida o con handicap.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#23]  
Dr. Matteo Pacini

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La psicosi, meglio definita in una diagnosi, è ragione di richiedere una valutazione in termini di invalidità.
Dr.Matteo Pacini
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[#24] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
abbiamo convinto mia sorella a farsi valutare da un centro che si occupa di psicosi in ragazzi. nel centro lavorano psichiatri e psicologi. Per arrivare a una diagnosi essi si basano su 4 incontri con mia sorella e uno con la famiglia. Chiedo: sono sufficienti 5 incontri per formulare una diagnosi? Non credo di poter fare il nome del centro in questo sito, ma vorrei capire se si tratta di un posto dove lavorano persone serie. Lo chiedo perchè lo psichiatra che segue tutt'ora mia sorella non ha mai formulato una diagnosi in 3 anni, mentre quel centro sostiene di poterlo fare dopo 5 incontri...

[#25]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Da come lo descrive, il caso di sua sorella è un po' più difficile della media da diagnosticare, ma quanto le hanno detto al centro è corretto. In genere un'ipotesi diagnostica si fa già dopo la prima o la seconda visita, poi questa diagnosi "provvisoria" viene confermata o meno dalla risposta alla terapia, e quindi si può modificare e perfezionare.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#26] dopo  
56458

dal 2014
buongiorno,
mia sorella, che prima non aveva alcuna diagnosi, ora ne ha due: disturbo borderline di personalità (così sostiene il centro che l'ha visitata), disturbo delirante (così sostiene lo psichiatra che la segue da anni). ognuno è convinto della sua diagnosi e questo getta confusione. sono propensa a credere allo psichiatra perchè la conosce da più tempo.volevo quindi delle delucidazioni sul disturbo delirante: essendo una psicosi, è possibile che mia sorella ne soffra senza aver mai avuto una crisi psicotica? Cioè tutti quelli che soffrono di psicosi hanno crisi psicotiche prima o poi?
Altra questione. il lavoro. mia sorella studia medicina. fra due mesi inizia il quinto anno.ormai è quasi alla fine. la sua malattia è compatibile con la professione medica? Lei quest'anno ha dato molti esami, con voti alti,ma per tre anni non è riuscita a combinare nulla perchè stava sempre male. temo che il farmaco che prende (risperdal 4 mg) e le sue condizioni mentali instabili, possano influire negativamente sul suo rendimento in un lavoro difficile come quello del medico.
grazie

[#27]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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probabilmente lo psichiatra che conosce sua sorella da anni ha più elementi per giudicare. Durante il ricovero si hanno una serie di "fotogrammi" per così dire, mentre un'osservazione più costante permette una valutazione più precisa.
Se sua sorella soffre di delirio di persecuzione, non è obbligatorio che ci sia una fase acuta, una "crisi". Se i farmaci (indispensabili!) non riescono a contenere il delirio, o se li sospende di sua iniziativa, sua sorella può agire, fare qualcosa per difendersi dai "fascisti" che la vogliono uccidere.
A mio parere la sua condizione psichica, molto rara, è purtroppo incompatibile con una professione di cura come quella medica, non si tratta solo di rendimento, ma di rischi per la vita e la salute dei pazienti.
Franca Scapellato

[#28]  
Dr. Matteo Pacini

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Il disturbo delirante può anche avere periodi di crisi, ma è tipicamente una situazione continuativa e stabile. Non è chiaro però se per disturbo delirante si intenda la diagnosi o un modo per dire genericamente disturbo psicotico. La terapia con risperdal è una terapia adatta ai disturbi psicotici in generale.
La diagnosi è possibile farla anche in una seduta così parlando in generale.

Lei sta ragionando sul farmaco come se aggravasse ciò che la malattia già prevede. Se ipotizziamo che la malattia comprometta le sue capacità di studio e sociali, secondo Lei una terapia per quella malattia tendenzialmente le migliora o le peggiora ulteriormente ?

Dr.Matteo Pacini
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[#29] dopo  
56458

dal 2014
dr scappellato,
volevo rigraziarla per la risposta. inoltre volevo dirle che mia sorella ha smesso di prendere il farmaco da tre settimane.il suo psichiatra pare sia d'accordo. le ha detto: se però ti senti male ricomincia subito a prenderlo!Negli ultimi giorni lei si sente piena di energia. se si evita l'argomento "fascisti", lei è assolutamente a posto. è tranquilla, solare. insomma da profana sembra che sospendere il risperdal le abbia fatto bene.però magari è solo una fase...
dr pacini,
ringrazio anche lei per la risposta. per disturbo delirante intendo proprio la diagnosi, che finalmente lo psichiatra ha formulato. io non ho nulla contro il farmaco, penso che faccia bene.però devo ammettere che da quando l'ha sospeso è molto più vitale e felice

[#30]  
Dr. Matteo Pacini

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Un soggetto delirante solitamente non ha la libertà di gestirsi una terapia a seconda del ripresentarsi del sintomo, trattandosi appunto di un delirio.

Se è necessario "evitare" certi discorsi peraltro non obbligatori in una conversazione comune, evidentemente la persona tende a recuperare legami e nessi con il proprio delirio a seconda di quel che si dice.

Poiché il disturbo borderline è una diagnosi scarsamente riproducibile, e spesso corrisponde ad un disturbo bipolare, io farei comunque rivedere la diagnosi, poiché in base a questa è anche più chiaro quale sia l'evoluzione prevista.
Dr.Matteo Pacini
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[#31] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
effettivamente sospendere i farmaci non è stata una buona idea.Nei tre mesi in cui li ha sospesi mia sorella è stata bene solo apparente..Lei ha iniziato ad aver problemi di sonno. Passava intere nottate in bianco a parlare da sola.Allora si è decisa a riprendere la terapia(4mg risperdal),per dormire un po'.A quel punto o dorme troppo o troppo poco.Lei non ha mai avuto problemi di sonno in vita sua.può considerarsi un peggioramento della sua malattia? Oppure una sorta di manifestazione di astinenza al farmaco? Capisco che non conoscendo di persona mia sorella avrete difficoltà a rispondere.però magari potete aiutarmi a capire meglio cosa le sta succedendo...
Grazie

[#32]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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la terapia antipsicotica necessita di periodi lunghi (mesi) per funzionare al meglio, e va comunque monitorata regolarmente dallo specialista, che valuterà se aggiungere qualcosa per aiutare la paziente a dormire, in determinati periodi. Per la patologia di sua sorella, caratterizzata da deliri di persecuzione e allucinazioni, un trattamento farmacologico con antipsicotici è assolutamente indispensabile.
Se le idee di persecuzione e le allucinazioni di cui soffre sua sorella si riducono, vuol dire che c'è un miglioramento; idem se il suo comportamento in casa migliora. Possono essere cambiamenti lenti e graduali, e ci vuole molta pazienza da parte dei familiari e un buon rapporto con lo psichiatra che segue sua sorella, con la possibilità di contattarlo al bisogno.
Franca Scapellato

[#33]  
Dr. Matteo Pacini

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Il sonno è un parametro tipicamente alterato in diversi disturbi psichiatrici. Il fatto che prenda la cura per dormire non è da intendersi alla lettera, e neanche è il modo giusto di rapportarsi ad una cura perché in questo modo si va verso l'autogestione e l'uso sul sintomo. Le cure in malattie croniche o ricorrenti necessitano di essere proseguite quando si sta bene, perché il miglior risultato che danno è sulla prevenzione delle ricadute. Altrimenti diventa un succedersi di cure durante la ricaduta, con la previsione che ad un certo punto non funzionino più bene come la prima volta.
Dr.Matteo Pacini
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[#34] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
vi scrivo ancora di mia sorella. Ultimamente lei afferma che la tv parla di lei, la insulta, manda messaggi allusivi. Insomma, sta sempre peggio. Lo psichiatra ha detto a mia sorella che il disturbo delirante è difficile da curare perchè col tempo il delirio diventa uno "stile di vita", difficile da scindere dal paziente.
A me sembra che lo psichiatra anzichè "difficile", volesse dire "impossibile".
La mia domanda è: c'è una cura per il disturbo delirante cronico? E' davvero così difficile curarlo? Non parlo di guariguone, ma di cura, di tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie

[#35] dopo  
56458

dal 2014
Buongiorno,
vi scrivo ancora di mia sorella. Ultimamente lei afferma che la tv parla di lei, la insulta, manda messaggi allusivi. Insomma, sta sempre peggio. Lo psichiatra ha detto a mia sorella che il disturbo delirante è difficile da curare perchè col tempo il delirio diventa uno "stile di vita", difficile da scindere dal paziente.
A me sembra che lo psichiatra anzichè "difficile", volesse dire "impossibile".
La mia domanda è: c'è una cura per il disturbo delirante cronico? E' davvero così difficile curarlo? Non parlo di guariguone, ma di cura, di tenere sotto controllo i sintomi.
Grazie

[#36]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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lo psichiatra ha ragione per quanto riguarda la difficoltà,di eliminare il delirio; le terapie farmacologiche impiegano molto tempo per essere efficaci, e quando si è costretti a cambiare farmaco a volte occorrono mesi prima di vedere un beneficio.
Premesso questo, lei riferisce che sua sorella è più angosciata e sta peggio, quindi la terapia va riconsiderata da parte del collega: non necessariamente modificata, ma occorre chiedersi se va bene così o c'è qualcosa che si può cambiare. Anche quello che accade in famiglia, cambiamenti, tensioni o eventi particolari, può influire sul comportamento di sua sorella.
Personalmente quando lavoravo all'ASL ho visto pazienti giovani molto gravi e deliranti che dopo anni di comportamento disturbato (aggressività, fughe, tentativi di suicidio) hanno trovato un loro equilibrio; non succede con tutti, ma succede.
Franca Scapellato

[#37] dopo  
56458

dal 2014
Grazie per le parole di speranza. In famiglia procede tutto come al solito. Almeno per quello che vedo io. Mia sorella sembra una ragazza assolutamente normale, sana, finchè non si mette a parlare dei fascisti dei messaggi che le invia la tv. Ci sono giorni in cui è più tranquilla e altri in cui è più ansiosa.Insomma, benchè io capisca che la sua malattia sia seria, apparentemente non si direbbe.Non fa cose strane. L'anno scorso ha dato molti esami all'università. Quest'anno un po' meno (fa molta fatica a concentrarsi a causa dei pensieri deliranti che la tormentano). In compenso però ha una nuova amica con cui esce il sabato sera (non usciva co un'amica da molti anni). Insomma, lei non rientra nello stereotipo della malata mentale, almeno quando è sotto terapia. Lei sta studiando medicina con profitto. Mi sembra crudele dirle: lascia l'università perchè sei malata. Lei è una ragazza intelligente, studiosa, seria, che si impegna. Ormai è arrivata al quinto anno.
Lei dottoressa mi disse che la malattia di mia sorella è incompatibile con la professione medica. Io penso che mia sorella non sia un pericolo per i pazienti o i colleghi, ma che possa sostenere con molta fatica i ritmi imposti dall'ospedale.Spero che lo stigma sociale non parta proprio dai suoi colleghi.
Concludendo, penso che non tutte le persone che delirano siano uguali, per cui magari mia sorella è una di quelle che riesce ad avere una vita, nonostante tutto. compresa la professione medica

[#38]  
Dr. Matteo Pacini

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Non esistono "Le persone deliranti", è necessario far riferimento al tipo di diagnosi per sapere il tipo di decorso e i limiti verosimili nel tempo e nell'immediato. In chi si cura succede che i limiti immediati diventano relativi nel tempo, ma l'errore più comune è evitare i limiti imposti dalle cure nell'immediato per poi trovarsi a fare i conti nuovamente con la malattia in ripresa, magari dopo un periodo ottimo in cui si era fatta tanta strada. Pertanto non ragionerei in termini di quello che può o non può fare in futuro, quanto nel controllare i presupposti perché il disturbo sia prevenuto e frenato in caso di ricaduta.
Dr.Matteo Pacini
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