Utente 121XXX
Salve gentili medici,
ho 33 anni e da tempo soffro di ansia e di una leggera forma depressiva, data dai malesseri dell'ansia, che mi toglie la libertà di agire liberamente.

Dopo tanto mi sono deciso ad andare dallo psichiatra, il quale mi ha prescritto efexor 75 rp.

Lo assumo da 5 gg. Solo effetti collaterali negatii come gambe molto nervose, insonnia, debolezza muscolare e malessere generale ed oggi anche vertigini e testa vuota.

Ho letto un po' di esperienze fatte da altri sulla rete e sembra essere un farmaco dificile da sospendere.

Quindi vi chiedo

1) quanto devo aspettare ancora per capire se l'efexor è adatto/inadatto a me?

2) anche se so che sulla carta non è un farmaco che da dipendenza, come mai quasi nessuno riesce a smettere?

3) ora che sono al quinto giorno faccio forse ancora intempo a smettere prima di mettermi in qualche guaio?

Grazie per l'atenzione

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

1) mi stupisce che certe cose non le siano state comunicate. Comunque, l'efficacia di qualsiasi farmaco si misura a un mese. Tenga presente che l'efficacia del farmaco si riferisce ad una determinata dose, quella attuale è ancora bassa, quindi potrebbe poi non funzionare al suo meglio per questa ragione. Dopo 5 giorni in genere si sta uguale o peggio.
2) Non mi risulta. Lei parte da un presupposto fasullo, che è che lo scopo della cura sia smettere, dando per scontato che le malattie guariscono in tempi rapidi. Inoltre, certe persone gradiscono l'effetto stabilizzante che queste cure hanno sul loro fondo di personalità, e quindi scelgono di proseguirli onde evitare una peggiore qualità di vita, anche se non avrebbero ricadute propriamente dette.
Lo standard per una terapia per un disturbo di panico è due anni, sotto questo termine le ricadute snoo probabili. Chi si cura male all'inizio, cercando in continuazione di smettere per poi dover reiniziare in genere prolunga i tempi e ottiene risultati peggiori.
3) Lei sta cercando una scusa per smettere il farmaco o si vuole curare. Lei pensa che curarsi sia un guaio e sia meglio tenersi i sintomi ? E che il medico sia lì per prescriverle una cosa a caso solo perché lei gli chiede una visita ? Cerchi di fare dei ragionamenti un po' più logici.
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
la valutazione di una terapia antidepressiva non può essere fatta prima di 4 settimane per quanto riguarda l'efficacia. Per gli eventi avversi è utile attendere un paio di settimane, perchè in genere qualche piccolo evento avverso che si può manifestare all'inizio, tende a scomparire in questo lasso di tempo. E' importante anche saper riconoscere quale sia l'effetto provocato dal farmaco e quali siano invece aspetti già presenti per il disturbo di cui si soffre, in modo da non imputare al farmaco eventi di cui non è colpevole. Non è vero che efexor non si può sospendere o che se ne diventa dipendenti. La sospensione va effettuata nei tempi giusti e sotto controllo medico in modo da limitarne al minimo i disagi. Quello che si legge in rete è spesso il frutto di esperienze negative; è più facile scrivere quando si ha di che lamentarsi, piuttosto che descrivere una esperienza positiva e senza problemi.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente 121XXX

Gentili dottori,
grazie a entrambi per i vostri aiuti, siete stati etrambi incisivi e molto chiari per me che a fatica sto accettando la realtà di dover "scendere a compromesso" con uno psico-farmaco.

Cercherò di tener duro altri 20 gg. almeno nella speranza che arriveranno gli effetti positivi.

Lo psichiatra mi ha associato xanax 0,25 3 volte al giorno, ma siccome anche qui avevo paura dell'assuefazione ho smesso dopo 2 o 3 gg lo xanax. Dai vostri interventi già capisco che lo dovrò riprendere come da posologia prescritta, ma inoltre vi chiedo se xanax possa coprire un po' gli effetti indesiderati dell'efexor.

Grazie 1000!!

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

se lei considera che assumere uno psicofarmaco sia scendere a compromessi parte non in modo sbagliato ma sbagliatissimo.

Infatti, questo suo atteggiamento la porterà a non seguire le prescrizioni, cosa che già sta facendo dopo soli 5 giorni.

Decida sin d'ora cosa vuole fare così non perde tempo e non fa perdere tempo al suo psichiatra.
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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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"sto accettando la realtà di dover "scendere a compromesso" con uno psico-farmaco."

Psicofarmaco è un concetto inesistente in senso farmacologico. Dietro questa parola si nasconde la difficoltà a vedere e a riconoscere come autonomi i propri processi mentali, legati allo stato del cervello, che siamo invece abituati a pensare come "nelle nostre mani".

Riguardo allo xanax non deve porsi lei le domande, la ragione tecnica della prescrizione deve essere chiara al medico
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 121XXX

Gentilissimi medici,

grazie a tutti per la vostra fermezza nelle risposte, atteggiamento del quale ho evidentemente bisogno.

Il motivo per cui vi ho chiesto "conforto" è che all'inizio della terapia lo psichiatra mi ha dato solo indheral (per interrompere il cardiopalmo h 24 che avevo) e lo xanax.

Bene dopo 2 gg. di questa terapia stavo benissimo e non mi sembrava vero, mi sono comportato come facevo tanti anni fa...ho preso e son partito per un giorno intero lontano da casa.

Il terzo giorno ho iniziato l'efexor e da lì tutti gli effetti collaterali del sistema nervoso centrale li ho beccati praticamente tutti; da qui il mio allarme. Tutt'ora ho "smanie muscolari" e mi sento agitato anche se sto tranquillamente seduto in silenzio sulla mia comodissima poltrona.

Credete che tutto ciò rientri nello standard curativo di un paziente o sono... "deviante"?

Grazie 1000

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Era un rimedio immediato ma non curativo. Adesso l'impostazione della cura è curativa.
Dr.Matteo Pacini
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