Difficoltà a dire alla psicologa delle mie tendenze omosessuali
Buon giorno.
Io sono seguito da una psicologa ormai da diversi anni perché soffro di una forma depressiva abbastanza importante.
Io mi ritengo eterosessuale ma ultimamente (non molto ultimamente) ho rapporti sessuali anche con uomini (da passivo).
Devo dire che con un uomo da passivo faccio un po' di tutto tranne baciare in bocca.
Soprattutto di un uomo vengo attratto dal suo pene.
Con le donne invece mi piace fare tutto.
Io mi ritengo più eterosessuale (nel senso che mi piacciono di più le donne) ma comunque ho questa attrazione per il pene maschile.
Forse in realtà sono bisessuale?
Comunque tutte queste cose non le riesco a dire alla mia psicologa, quasi che me ne vergogni.
Volevo sapere da voi come mi potrei comportare e se dovrei dire queste mie cose intime alla mia psicologa e se secondo voi io sono bisex.
Questo anche per vivere più serenamente la mia sessualità.
Grazie mille per le vostre eventuali risposte.
Io sono seguito da una psicologa ormai da diversi anni perché soffro di una forma depressiva abbastanza importante.
Io mi ritengo eterosessuale ma ultimamente (non molto ultimamente) ho rapporti sessuali anche con uomini (da passivo).
Devo dire che con un uomo da passivo faccio un po' di tutto tranne baciare in bocca.
Soprattutto di un uomo vengo attratto dal suo pene.
Con le donne invece mi piace fare tutto.
Io mi ritengo più eterosessuale (nel senso che mi piacciono di più le donne) ma comunque ho questa attrazione per il pene maschile.
Forse in realtà sono bisessuale?
Comunque tutte queste cose non le riesco a dire alla mia psicologa, quasi che me ne vergogni.
Volevo sapere da voi come mi potrei comportare e se dovrei dire queste mie cose intime alla mia psicologa e se secondo voi io sono bisex.
Questo anche per vivere più serenamente la mia sessualità.
Grazie mille per le vostre eventuali risposte.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo.
Quello che descrive rientra nella normale variabilità della sessualità umana. L’attrazione non è sempre rigida o definita: può essere sfumata e non è necessario sentirsi obbligati a scegliere un’etichetta precisa. Se il termine bisessuale la aiuta a capirsi meglio può usarlo, ma non è indispensabile.
Il punto più importante mi sembra la difficoltà a parlarne con la sua psicologa. Quando sentiamo di dover nascondere una parte di noi, il percorso diventa meno libero e autentico. Il colloquio psicologico dovrebbe essere uno spazio sicuro, privo di giudizio, dove poter portare anche questi aspetti personali.
Può iniziare con gradualità, ad esempio dicendo: C’è una cosa della mia sessualità che mi mette in imbarazzo e faccio fatica a raccontarla . Spesso basta questo per aprire un confronto sereno e sentirsi più leggeri.
Parlare di sé con sincerità è spesso il primo passo per vivere la propria identità con maggiore serenità e rispetto verso se stessi. Un caro saluto.
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo.
Quello che descrive rientra nella normale variabilità della sessualità umana. L’attrazione non è sempre rigida o definita: può essere sfumata e non è necessario sentirsi obbligati a scegliere un’etichetta precisa. Se il termine bisessuale la aiuta a capirsi meglio può usarlo, ma non è indispensabile.
Il punto più importante mi sembra la difficoltà a parlarne con la sua psicologa. Quando sentiamo di dover nascondere una parte di noi, il percorso diventa meno libero e autentico. Il colloquio psicologico dovrebbe essere uno spazio sicuro, privo di giudizio, dove poter portare anche questi aspetti personali.
Può iniziare con gradualità, ad esempio dicendo: C’è una cosa della mia sessualità che mi mette in imbarazzo e faccio fatica a raccontarla . Spesso basta questo per aprire un confronto sereno e sentirsi più leggeri.
Parlare di sé con sincerità è spesso il primo passo per vivere la propria identità con maggiore serenità e rispetto verso se stessi. Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Pelliccia
Psicologa Esperta in Psicologia del Profondo e Neuro Psicologia
Utente
Buon giorno dottoressa e grazie mille per la celere risposta. Si probabilmente devo vivere la mia sessualità in modo più sereno. Devo aggiungere che io ho sempre avuto delle forti attrazioni per il mio stesso sesso ma la cosa si ferma lì. Mi spiego meglio :non farei mai una storia sentimentale con un uomo. Dal lato sentimentale sono attratto dalle donne. Sono stato anche sposato ed ho due figli ormai grandi. Il fatto è che negli ultimi anni anche a causa del fatto che non sono più tanto giovane (ho 62 anni) e che le mie condizioni fisiche non mi permettono molto di fare del sesso "penetrativo" con le donne, le mie esperienze sessuali si sono più orientate sugli uomini (da passivo). Poi per quanto riguarda il fatto che faccio fatica a parlare di queste cose con la mia psicoterapeuta dico che lei ha ragione che non dovrei avere vergogna di parlarne ma mi sembra di fare una brutta figura con la mia psicoterapeuta, anche perché abbiamo un rapporto molto bello. A dire la verità qualcosa gliene ho accennato ma non voglio andare oltre e parlare più approfonditamente perché appunto ho paura di fare una brutta impressione su di lei. Lo so che non è giusto perché la psicologa non deve dare giudizi ma è più forte di me.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 235 visite dal 04/02/2026.
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