Rapporto sfruttamento: perché ripeto scelte rischiose e dannose?
, oltre all’essere usata, sono anche che sono situazioni dove ci si mette in rischio, e pure sono andata diretta a fare.
Il bello è che sono consapevole che questa persona non ci tiene a me, è semplicemente mi usa (a scopo di guadagno) e la cosa che mi da fastidio più di tutto é semplicemente, che in 4 situazioni lui mi ha portato altri maschi, io ho fatto cose e lui ci ha guadagnato.
Di conseguenza sono consapevole di ciò, è pure mi chiedo cosa mi ha portato a ripetere il tutto 4 volte?
2 volte mi è stato portato lo stesso ragazzo, che alla fine non era brutto non era male.
L’ultima volta invece neanche c’era lui, però c’era questa persona che mi ha mandato che per una serata intera mi ha chiamato con lo sconosciuto, dopo tante chiamate che mi ha fatto a una certa, a una la rispondo.
Io e questa persona (che non conoscevo) iniziamo a parlare e scambiare battute, poi gli dico dove sto, lui viene è devo dire e stato gentilissimo, poi con l’auto ci siamo appartati a fare cose.
Che ho risposto alla chiamata e stato un caso, che era mandato da quella persona già sapevo, perché mi aveva detto che voleva venire con un amico.
Però mi chiedo cosa mi ha portato a salire in auto di uno che avevo sentito solo telefonicamente per poi farci questa scapata?.
Poi questo, scusatemi la parola che vuole fare il pappone, perché dopo che sono stata con la specie di cliente, insiste che vuole vedermi in videochiamata finché non lo chiamo?
Si tratta solo e sempre di possesitivà che fa parte della psicopatia/sociopatia.
Oppure vuole cercare di manipolarmi facendomi pensare che si preoccupa.
Quando Palesemente è cosi, chiunque tiene a una persona non la va a vendere questo lo so.
Per non parlare di come si è comportato quando c’era anche lui, che voleva che combinavo qualcosa anche con lui.
È invece di andarsene rimaneva a guardare, è anche toccare nel mentre.
Mi chiedo se ne sono consapevole perché mi sono buttata 4 volte in questa situazione?.
Tenendo conto che fino un anno fa non facevo neanche un’appuntamento e dal 2025, ne ho fatti 7 (quelli per conto mio però) e la finché non c’è nessuno, che mi porta un’altra persona non c’è niente di male.
Perché sono io
Che ho deciso.
Che ne pensate di tutta questa situazione?
ho letto le richieste di consulto che ha cominciato a rivolgerci fin dal mese di giugno e le risposte dei miei colleghi. Se avesse letto con attenzione le loro parole, l'avrebbero sottratta alla progressiva esposizione ai pericoli di cui adesso ci scrive.
Cominciamo col chiarire che il prestarsi ai bisogni sessuali di una serie di uomini sconosciuti si configura come prostituzione. E' noto che alcune persone si prostituiscono per denaro, altre per "vizio". Quello che accomuna le due modalità, spesso associate, è l'indifferenza sia al partner sia al proprio corpo, ai suoi reali bisogni, alle sue reazioni fisiche ed emotive.
Nel suo caso sembrerebbe che a determinare questi incontri ci sia un bisogno spasmodico di essere vista, considerata, forse amata. In una sua email lei scrive che ha avuto sette appuntamenti ed è ancora single, come se non fosse consapevole del fatto che l'incontro sessuale occasionale non crea una relazione, ma al contrario la preclude.
Per chi si presta a questo tipo di incontri, i corpi sono intercambiabili. Da questa perdita di significato fisico ed emozionale non può scaturire un legame.
Può invece approfittarne un intermediario, com'è capitato a lei, a scopo di ricavarne un profitto. Lei scrive quasi meravigliata che il "pappone" (uso il suo stesso termine per farmi capire) "insiste che vuole vedermi in videochiamata finché non lo chiamo".
Probabilmente vuole appurare che lei, merce di cui si serve, sia uscita senza danni dall'incontro, o vuol sapere se si è fatta pagare e avere la sua parte. Ma lei interpreta questo con le parole: "Si tratta solo e sempre di possesitivà che fa parte della psicopatia/sociopatia".
Chi le suggerisce questi paroloni, che hanno poco a che fare col suo caso?
Ci chiede perché si presta a questo, ma non possiamo dirlo da qui. Dev'essere lei stessa a capirlo. Se nella sua esistenza sono mancate figure parentali o amici che potessero orientarla ad una considerazione rispettosa di sé e del suo corpo, è bene rivolgere le domande che rivolge a noi, a distanza, a degli psicologi vicini a lei.
In ogni caso ricordi che accettare incontri sessuali occasionali, sia che li imponga il "pappone" sia che li voglia lei stessa, non toglie il loro carattere di incontri limitati e limitanti, da cui può derivare certamente denaro, ma anche malattie, violenze, gravidanze, conseguenze legali, e soprattutto una perdita progressiva del proprio io, fisico, emotivo, affettivo.
Rifletta su tutto questo e si faccia aiutare finché è in tempo.
Buone cose.
Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com
lei sta svolgendo un'attività altamente a rischio; rischio accresciuto anche dal fatto che beve, e ancora di più dal fatto che a quel che capisco nessuna persona adulta e responsabile è al corrente dei suoi incontri.
Uno degli uomini dei suoi "appuntamenti" potrebbe contagiarle malattie o rivelarsi un violento, e lei è senza nessuna protezione.
Le cose che ci scrive fanno pensare che il suo comportamento non è più del tutto libero e volontario, ma compulsivo.
Nella sua città ci sono certamente psicologi da consultare gratuitamente o a prezzo di ticket, alle ASL, nei Consultori, nel Centro di Salute Mentale. Può chiedere anche al medico di famiglia una visita psichiatrica, senza dirgli i particolari della sua vita.
L'importante è che lei non resti sola con questa situazione che va sempre più degenerando; ha già incontrato il "pappone", potrebbe incontrare di peggio.
Parla di solitudine e di monotonia, ma dice di avere anche delle amiche.
Non lavora, non studia? Come sono i rapporti col resto della famiglia?
Ha fatto bene a scrivere a noi: evidentemente ha capito che qualcosa non va. Faccia il passo successivo e chieda aiuto di persona.
Le raccomando di tutelarsi. Le sono vicina.
Prof.ssa Anna Potenza
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anche queste sue parole confermano che lei si porta dentro un dolore che va accolto nello spazio protetto di una consulenza psicologica.
Le metto qui la mappa dei centri del Servizio Sanitario Nazionale dove può trovare aiuto:
Mappa consultori" su tutto il territorio nazionale, con sedi e numeri di telefono.
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/salute-riproduttiva/mappa-consultori/
Auguri; ci tenga al corrente.
Prof.ssa Anna Potenza
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Grazie per la valutazione positiva e auguri.
Prof.ssa Anna Potenza
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