Come gestire la rottura dopo che la mia ragazza mi ha lasciato

Carissimi dottori

Spero mi rispondiate perche sto attraversando i 3 giorni piu lunghi, stressanti, e tristi della mia vita.


Quasi fosse un lutto.


Tre mesi fa ho conosciuto questa ragazzi di 26 anni, io ne ho 33, e ci siamo frequentati.
Mi piaceva molto credevo chela situazione fosse sotto controllo.

Parlo di situazionesotto controllo dato che lei mi ha fato presente un paio di volte il suo disagio, poca intimità, e non ho voluto frequentare i supi amici.
Abbiamo fatto solo un uscita

Premetto, io sono un ragazzo timido, con pochissime esperienze anche a livello sessuale.


Il venerdi scorso, èra tranquilla, il sabato prima della cena anche, dopo la cena è esplosa.
Ha riferito che queste cose sono spontanee in una relazione e che lei si sentiva a disagio perche non apprezzata.
Gli ho detto che non èvero, e il lunedi gli ho detto che con lei mi stavo aprendo molto e che ero pronto a cambiare per lei, dato che provo un sentimento forte e lei mi ha detto di non sentirsela di proseguire perche non prvaa lo stesso sentimento.


Questa cosa mi ha distrutto letteralmente.
Non so davvero come uscirne.


Ci siamo sentiti ieri per comunicarle che sarei andato alla festa del nostro amico in comune e lei rispondeva con la stessa carineria che usavo io e mi ha lasciato dicendomi

Questo silenzio ha fatto bene ad entrambi
E ci ha dato consepevolezza delle cose.


Aiutatemi a superare questa fase, vorrei farla tornare sui suoi passi e farle capire che sono buono e che nonostante i pochi mesi io la amo davvero.


Grazie a chi mi risponderà
Con il cuore
Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 174 10
Gentile utente,
dalle sue parole si sente quanto questi giorni siano per lei durissimi. Quando scrive di vivere i tre giorni più lunghi, stressanti e tristi della mia vita, quasi fosse un lutto , descrive con grande precisione ciò che sta attraversando. Questo per lei è davvero un lutto.
Il dolore che sta provando è proporzionato a ciò che ha sentito, non alla durata della relazione.

La chiusura improvvisa l’ha colta di sorpresa e l’ha lasciata senza appigli. È comprensibile che ora lei senta il bisogno di fare qualcosa, di rimediare, di non perdere ciò che per lei era diventato importante. Allo stesso tempo, da quanto lei riferisce, l’altra persona ha espresso di non sentire lo stesso coinvolgimento, e questo è un dato che oggi fa molto male ma che va tenuto presente.

In questi giorni, l’aiuto più concreto può essere questo: evitare di cercarla o di chiarire subito, non prendere decisioni importanti sull’onda dell’intensità emotiva che sta vivendo ora, e cercare di non restare solo con pensieri che girano sempre sugli stessi punti. Fermarsi non significa rinunciare, ma proteggersi da ulteriori ferite.

Superare questa fase non vuol dire smettere subito di soffrire, ma riuscire a stare dentro questo dolore senza farsi ancora più male. Questo lutto ha bisogno di tempo per essere attraversato, non di risposte immediate.

Se sente che la sofferenza è troppo intensa da contenere da solo, cercare uno spazio di confronto può aiutarla a non restare solo dentro questo momento.



Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941

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La ringrazio per la risposta
Gia ho provveduto a chiamare un professionista per fissare un incontro per un confronto e supporto

Quindi mi consiglia di non prendere iniziative nei confronti della ragazza? Credevo di mandargli un messaggio per rafforzare la mia posizione e i miei sentimenti.

Lei ritiene che nel suo messaggio non cé apertura?

La ringrazio
e Buona serata
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 174 10
Gentile,

io capisco che, in questo momento, senta il bisogno di fare qualcosa e che l’idea di scriverle le sembri un modo per rafforzare la sua posizione e i suoi sentimenti.
Rispetto alla sua domanda sulle iniziative, il rischio non è tanto il messaggio in sé, quanto il momento in cui verrebbe inviato. Quando l’intensità emotiva è ancora così alta, ogni gesto nasce più dal bisogno di alleviare l’angoscia che da una reale possibilità di costruire un dialogo (ecco che prima le dicevo non faccia gesti spinto dal dolore).

In questi casi, spesso, il messaggio serve più a calmare chi lo manda che a chiarire davvero la situazione.

Lei chiede anche se nel messaggio che ha ricevuto ci sia apertura. Per come lo riporta lei (non possiamo conoscere le reali intenzioni dell’altra persona), sembrerebbe che quelle parole parlino più di una presa di consapevolezza e di un bisogno di distanza che di una disponibilità a riaprire la relazione. Questo non significa che tutto sia definitivo , ma suggerisce prudenza nel leggere segnali (soprattuto in questo momento) che oggi potrebbero essere ambigui.

Forse, in questa fase, l’indicazione più protettiva (come le ho già auspicato) per lei è non agire subito, dare spazio a qualche giorno in più perché le emozioni possano decantare, e portare questi dubbi nel confronto che ha già deciso di avviare (bravo!) con un professionista. Questo può aiutarla a capire se scrivere nasce da un desiderio di comunicazione o da un’urgenza difficile da contenere.

Un caro saluto

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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La ringrazio infinitamente

Forse in questo momento siamo entrambi poco lucidi, meglio aspettare qualche giorno

Mi dispiace se l ho distrurbata dottore. Ma le devo ammettere questa per me è un emozione nuova e mi ha completamente spiazzato

Recupero lucidità, e spero la recuperi anche Lei

Spero veramente le cose vadano per il meglio
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 174 10
Ci mancherebbe, nessun disturbo.

Da quanto scrive, si sente quanto questa situazione la stia mettendo alla prova e quanto questa emozione, che lei stesso definisce nuova , l’abbia colta di sorpresa e le abbia tolto un po’ di lucidità. È comprensibile che, in momenti così intensi, non sia facile orientarsi.

L’idea di aspettare qualche giorno può essere una scelta prudente per lei, proprio per permetterle di recuperare un po’ di chiarezza prima di prendere iniziative o inviare messaggi che nascono dall’urgenza del momento.

Più che capire subito come andranno le cose, forse in questa fase può essere utile che lei si concentri sul ritrovare un po’ di stabilità per sé, passo dopo passo, e sul portare questa sofferenza in uno spazio sicuro e stabile, dove possa essere accolta e pensata con calma.

Cordialmente

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Ma si dottore, le devo dire che mi sono sentito letteralmente la terra mancare sotto i piedi

Tutti mi conoscono come un ragazzo forte e sicuro, ma in realtà negli ultimi giorni mi sono trovato a mangiare poco, dormire poco, lavorare male , e ieri chiedevo consigli all intelligenza artificiale

Li ho capito di dover trovare qualcuno con cui parlarne

vorrei soltanto farla capire quanto amore sono in grato di darle, e sperare che tutto torni come prima

Grazie ancora dottore
Buona serata
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Buongiorno dottore

Non ho resistito e le ho scritto con un pretesto, mi ha risposto in una maniera cordiale ma senza aggiungere altro per allungare la conversazione

Ho avuto la dimostrazione che per lei il rapporto è chiuso, e non c e nulla da recuperare

Doccia fredda
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 174 10
Gentile,

ha fatto un gesto spinto dall’urgenza emotiva e la risposta ricevuta le ha restituito con chiarezza una posizione che fa molto male da accettare.

Non ha fatto un guaio . Ha fatto un tentativo umano, in un momento in cui la spinta a cercare un contatto era molto forte. Il punto ora non è giudicare quel gesto, ma osservarne l’effetto su di lei. Per come lo racconta, questo contatto non l’ha rassicurata, ma ha confermato quanto la situazione sia chiusa, aumentando il dolore.

Se c’è qualcosa che questa esperienza può dirle, è proprio questo: ogni nuovo contatto, in questa fase, sembra riaprire la ferita invece di lenirla. Non perché lei sbagli, ma perché il legame per lei è ancora molto attivo, mentre dall’altra parte, per come emerge, no.

Come le accennavo nelle precedenti risposte, il passo più protettivo è fermarsi davvero, non come punizione o rinuncia, ma come cura. Questa doccia fredda , per quanto dolorosa, può diventare un punto di realtà su cui appoggiarsi per non continuare a esporsi a colpi che la lasciano ogni volta più stanco, svuotato, e disilluso.

Porti questo episodio nel percorso che ha già deciso di intraprendere (mi raccomando): è materiale prezioso, concreto, che racconta molto di quanto oggi per lei sia difficile resistere all’urgenza. Le serve stabilità in uno spazio sicuro.

Un caro saluto

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Ha ragione dottore

Questa sera ho pianto a dirotto

Non le scrivo piu

Cosa mi consigli, un trucco mentale , un qualcosa per non pensarla? E sopratutto la notte vorrei dormire ma la penso sempre, stanotte avro dormito 2 ore. Come posso fare . Vorrei solo stare meglio

E recuperare lucidità

Poi la speranza che torni.. c e
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Dr. Vincenzo Capretto Psicologo 174 10
Gentile,
il pianto, la notte quasi insonne, il bisogno di stare meglio e di ritrovare lucidità. È comprensibile dopo quanto è accaduto.

Su un trucco per non pensarla: purtroppo ora non c’è. Cercare di scacciare i pensieri non funziona. Può aiutare fare una cosa più semplice: quando arrivano, non seguirli. Si accorga che sono pensieri legati al dolore e li lasci passare, senza rispondere, senza cercare soluzioni, soprattutto di notte. Anche solo dirsi ora non è il momento può bastare.

Per il sonno, l’obiettivo adesso non è dormire bene, ma riposare un po’. Se il letto diventa un luogo di pensieri, si alzi, faccia qualcosa di calmo e ripetitivo, poi torni a letto.

La speranza che torni è comprensibile, ma oggi sembra legata soprattutto al bisogno di stare meglio subito, e questo la fa soffrire di più.

Ora è importante fermarci qui.

Ha fatto la cosa giusta cercando un professionista: quello è il posto giusto per farsi aiutare davvero in questo momento.

Un caro saluto.

Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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