Come recuperare la fiducia nella psicologia clinica?
Gentili dottori,
vi scrivo nuovamente, in un momento della mia vita in cui la fiducia nella psicologia clinica e/o psicoterapia è seriamente compromessa.
Ma prima di abbandonarmi al cinismo non voglio lasciare nulla di intentato.
Mi sono lasciato alle spalle 6 anni complessivi di psicoterapia - e qualche migliaia di euro a cinque cifre-, secondo vari modelli e indirizzi.
Questo non mi rende affatto "un po' psicologo", ma di certo un paziente abbastanza esperto e consapevole.
Alla luce di ciò, posso dire che l'atto più terapeutico e trasformativo degli ultimi anni è stato trovare la forza di interrompere l'ultima terapia.
Non dico che non sia servita a niente (non sarebbe vero e sarebbe ingiusto); evidenzio solo una sproporzione irragionevole tra mezzi, risorse, tempo e risultati.
Ad oggi, non ho ancora avuto la grazia di sapere per quale "patologia" vera o presunta io abbia dovuto affrontare anni di "terapia".
D'altro canto, non saprei dire su quali obiettivi concreti abbiamo lavorato.
Non lo trovo accettabile e non sono più disposto ad accettarlo.
Il risvolto positivo è che ho maturato una visione piuttosto chiara sul tipo di terapia - o sostegno psicologico - che cerco e che non cerco:
1) Non cerco - e non ho mai cercato - una "relazione" a pagamento con una persona che non conosco.
La sola idea mi pare umiliante e offensiva per entrambe le parti.
Non cerco nemmeno un professionista necessariamente "empatico", "simpatico", che condivida ogni mia opinione o interesse (cosa inverosimile e difficile da credere), né tantomeno un rapporto di simbiosi o di dipendenza.
Cerco un contratto sanitario, con reciproche partite di dare e avere.
La stima e la fiducia sono il presupposto necessario e sufficiente; una buona relazione professionale seguirà di conseguenza.
In definitiva, cerco un terapeuta indisponente e antipatico almeno quanto il sottoscritto ma che, come il sottoscritto, sappia fare il mestiere per cui ha studiato dieci anni;
2) Non ho paura che "la mia complessità sia ridotta e banalizzata da un approccio clinico".
Anzi, cerco esattamente questo.
Se mi rivolgo a uno psicologo è per cercare una cura (proporzionata e adeguata alle mie necessità).
La ricerca filosofica e/o spirituale hanno altre e migliori sedi;
3) Non ho preclusioni o preferenze di sorta fra tecniche e modelli (né le competenze per scegliere tra questi): mi va bene esplorare l'inconscio, lavorare sulla ristrutturazione cognitiva, connettermi con le mie emozioni, svolgere compiti comportamentali, fare un lavoro psicocorporeo, avere esperienze abreattive, etc. etc., basta che serva e che funzioni (in un tempo ragionevole);
4) Restituzione diagnostica e obiettivi concordati, come base sostanziale del consenso informato, sono un must imprescindibile.
Esiste al mondo qualcosa di simile?
Chiedo troppo?
O forse sto bussando alla porta sbagliata?
Grazie per l'attenzione e per gli eventuali contributi
vi scrivo nuovamente, in un momento della mia vita in cui la fiducia nella psicologia clinica e/o psicoterapia è seriamente compromessa.
Ma prima di abbandonarmi al cinismo non voglio lasciare nulla di intentato.
Mi sono lasciato alle spalle 6 anni complessivi di psicoterapia - e qualche migliaia di euro a cinque cifre-, secondo vari modelli e indirizzi.
Questo non mi rende affatto "un po' psicologo", ma di certo un paziente abbastanza esperto e consapevole.
Alla luce di ciò, posso dire che l'atto più terapeutico e trasformativo degli ultimi anni è stato trovare la forza di interrompere l'ultima terapia.
Non dico che non sia servita a niente (non sarebbe vero e sarebbe ingiusto); evidenzio solo una sproporzione irragionevole tra mezzi, risorse, tempo e risultati.
Ad oggi, non ho ancora avuto la grazia di sapere per quale "patologia" vera o presunta io abbia dovuto affrontare anni di "terapia".
D'altro canto, non saprei dire su quali obiettivi concreti abbiamo lavorato.
Non lo trovo accettabile e non sono più disposto ad accettarlo.
Il risvolto positivo è che ho maturato una visione piuttosto chiara sul tipo di terapia - o sostegno psicologico - che cerco e che non cerco:
1) Non cerco - e non ho mai cercato - una "relazione" a pagamento con una persona che non conosco.
La sola idea mi pare umiliante e offensiva per entrambe le parti.
Non cerco nemmeno un professionista necessariamente "empatico", "simpatico", che condivida ogni mia opinione o interesse (cosa inverosimile e difficile da credere), né tantomeno un rapporto di simbiosi o di dipendenza.
Cerco un contratto sanitario, con reciproche partite di dare e avere.
La stima e la fiducia sono il presupposto necessario e sufficiente; una buona relazione professionale seguirà di conseguenza.
In definitiva, cerco un terapeuta indisponente e antipatico almeno quanto il sottoscritto ma che, come il sottoscritto, sappia fare il mestiere per cui ha studiato dieci anni;
2) Non ho paura che "la mia complessità sia ridotta e banalizzata da un approccio clinico".
Anzi, cerco esattamente questo.
Se mi rivolgo a uno psicologo è per cercare una cura (proporzionata e adeguata alle mie necessità).
La ricerca filosofica e/o spirituale hanno altre e migliori sedi;
3) Non ho preclusioni o preferenze di sorta fra tecniche e modelli (né le competenze per scegliere tra questi): mi va bene esplorare l'inconscio, lavorare sulla ristrutturazione cognitiva, connettermi con le mie emozioni, svolgere compiti comportamentali, fare un lavoro psicocorporeo, avere esperienze abreattive, etc. etc., basta che serva e che funzioni (in un tempo ragionevole);
4) Restituzione diagnostica e obiettivi concordati, come base sostanziale del consenso informato, sono un must imprescindibile.
Esiste al mondo qualcosa di simile?
Chiedo troppo?
O forse sto bussando alla porta sbagliata?
Grazie per l'attenzione e per gli eventuali contributi
Gentile utente,
la Sua richiesta di oggi corrisponde sostanzialmente alla precedente di 3 settimane fa, alla quale è stata data risposta. E dunque non è possibile replicare la richiesta.
Alla domanda "Esiste al mondo qualcosa di simile?", la risposta è "Può essere". Però occorre mettersi in gioco e giocare (metafora).
Ha poi contattato i Centri per i quali aveva presentato consulto e ricevuto risposta 20 giorni fa?
Noi non possiamo giocare (metafora) al posto suo, ed è per questo che ci fermiamo qui.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
la Sua richiesta di oggi corrisponde sostanzialmente alla precedente di 3 settimane fa, alla quale è stata data risposta. E dunque non è possibile replicare la richiesta.
Alla domanda "Esiste al mondo qualcosa di simile?", la risposta è "Può essere". Però occorre mettersi in gioco e giocare (metafora).
Ha poi contattato i Centri per i quali aveva presentato consulto e ricevuto risposta 20 giorni fa?
Noi non possiamo giocare (metafora) al posto suo, ed è per questo che ci fermiamo qui.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.
Utente
Gentile dott.ssa Brunialti, mi permetta di dissentire: tre settimane fa chiedevo come ottenere una diagnosi psicodinamica. Il consulto di oggi mi sembra radicalmente diverso. Attendo eventuali risposte da professionisti interessati. Grazie ugualmente per il suo tempo. Cordiali saluti
Ri-chiedo:
ha poi contattato i Centri per cui aveva interpellato e che le sono stati indicati?
P.S. Il servizio non prevedere ulteriori risposte di Specialisti.
Cordiali saluti.
Dott. Brunialti
ha poi contattato i Centri per cui aveva interpellato e che le sono stati indicati?
P.S. Il servizio non prevedere ulteriori risposte di Specialisti.
Cordiali saluti.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.
Utente
Se permette, prima di rivolgermi a quei centri (e spendere altro tempo, soldi e coinvolgimento emotivo) vorrei confrontarmi con una pluralità di pareri. Ciò, grazie a un consulto di più ampio respiro rispetto al precedente. Se questa grazia qui non mi è concessa, busserò altrove. Anche oggi, la fiducia nella psicologia clinica si recupera domani. Saluti
"Anche oggi, la fiducia nella psicologia clinica si recupera domani."
Forse occorre che la psicologia clinica recuperi fiducia il Lei e nell'utilità del risponderLe ... Certamente le sue modalità interattive non favoriscono ciò.
Le auguriamo di trovare "altrove" quelle risposte che Lei si aspetta e nelle modalità da Lei decise.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Forse occorre che la psicologia clinica recuperi fiducia il Lei e nell'utilità del risponderLe ... Certamente le sue modalità interattive non favoriscono ciò.
Le auguriamo di trovare "altrove" quelle risposte che Lei si aspetta e nelle modalità da Lei decise.
Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
👍🏻Il Dr. Capretto concorda con la risposta.
Questo consulto ha ricevuto 5 risposte e 102 visite dal 21/05/2026.
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