Pazienti con stretti legami in terapia

Buongiorno,
Volevo chiedere se è vero che uno psicoterapeuta che, nella prima seduta con un nuovo paziente, scopre che è fratello o amante ecc.
di un paziente già in terapia anche da molto tempo, non ha nessun modo per evitare di avviare un percorso anche con lui perchè ha il segreto professionale.
Quindi sarebbe obbligato a portare avanti ad esempio due terapie individuali contemporaneamente di due amanti, ovviamente l'uno all insaputa dell'altro.
Chiedo perchè è ciò che mi è stato detto dalla mia psicologa dopo che mi sono arrabbiato perchè ha accettato in terapia una persona con stretti legami.
In pratica ha detto che lei non avrebbe potuto fare nulla!
Grazie per le risposte
Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 612
Il segreto professionale è stringente, gentile utente, e tutelato dalla legge.
Intendo dire che non è possibile/legale rivelare a X che Y è un proprio paziente.

Anche a me è successo di avere in terapia - a distanza di qualche mese - madre e figlia; un'altra volta due ex coniugi in contemporanea.
Ovviamente non lo si sa al momento della presa in carico, a causa del differente cognome. Lo si scopre cammin facendo a causa di certe coincidenze.
Se lo si sapesse fin dall'inizio, si potrebbe evitare la presa in carico, ad es. accampando qualche altra motivazione, ad es. di non avere posto, di non essere adatti, ecc. Ma non è possibile dire: "Non posso seguirla perchè ho già in terapia la Sua X, Y, Z."

Se uno dei due utenti viene a sapere dell'altro e ciò gli/le crea disagio o timore di conlitto di interessi, sarà libero di cambiare specialista.

Peraltro l* Psicoterapeuta è opportunamente formato e in grado di gestire il segreto. E anche di non parteggiare per uno dei due utenti. E' quello che fa quotidianamente conducendo le terapie di coppia, del resto.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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Utente
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Grazie per la risposta Dottoressa.
La persona in questione è mia sorella, e abbiamo lo stesso cognome.(ma non un bellissimo rapporto). Come ha detto lei, avendo capito durante la prima seduta che la persona in questione è mia sorella, avrebbe potuto dire qualcosa per inviarla ad un/a collega, ed è quello che le ho detto io quando le ho parlato in seduta... ma lei mi ha risposto che non c'è nessuna cosa che avrebbe potuto dire per evitare di prenderla. Mi dispiace tanto perchè ci conosciamo da due anni e fino a quel momento era tutto perfetto...
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Dr.ssa Carla Maria Brunialti Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 19.3k 612
A questo punto è Lei che deve fare le proprie considerazioni.

Saluti cordiali.
dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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