Utente
Egregio/Dottore/ssa,sono un ragazzo di 30 anni,e sono omosessuale.Da un po di tempo a questa parte,evverto l'esigenza nonostante sia omosessuale,e che nella mia vita abbia avuto un paio di storie importanti ma sempre finite,avverto ultimamente l'esigenza di sposarmi con una donna ed avere una famiglia mia vera e propria,con tanto di figli.Le spiego ora il perchè di questa mia esigenza.Ho paura,ho paura di rimanere solo.Finquando si hanno i genitori specialmente la figura materna,che ho sempre reputato la piu importante,allora tutto vabbene.Ma un domani che questa figura mancherà,allora ho la sensazione che inizieranno in me una serie di sofferenze.La prima quella di aver perso la donna piu importante della mia vita.La seconda quella di rimanere solo.Anche se ho fratelli e sorelle,un domani quando avrò 40 anche 50 anni,un fratello ed una sorella anche se potranno venir a farmi visita,comunque resta il fatto che hanno una propria famiglia,e quindi come giusto sia la loro famiglia avrà sempre la priorità nel loro quotidiano.Giustamente io in maniera anche egoistica che posso sembrare sto valutando l'idea di sposarmi anche io.Perchè ho il terrore,il terrore di essere trascurato un domani che sarò vecchio,i nipoti giustamente cresceranno e per quanto cio'un domani potranno venire a farmi visita cosa da non escludere,pero'valuto sempre la situazione che la compagnia la visita di un figlio e sempre piu appagata da quella di un nipote.Io sono sempre stato dell'idea e del parere fermamente convinto,che se un giorno congiungero'a nozze ed avro'una moglie poi dei figli,sopprimero'la mia vera natura omosessuale,e dedicarmi solo a loro.Pero'la domanda che mi tartassa,che mi mette anche ansia a volte è:Potrò sopportare meglio la sofferenza di reprimere il proprio io,oppure la sofferenza della solitudine?Certo quando si arrivà ad una certa età il sesso diventa disinteressato e giustamente l'essere umano non ha piu quel desiderio di contatto.Ma giungerà comunque l'essere stato appagato dalla vita,vedendo i propri figli cresciuti e con tanto di nipotini piccoli.Ora cosa mi consiglia Dottore/ssa,come mi devo comportare,l'essere umano sopporta di piu la sofferenza della regressione del proprio io o la solitudine?

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Attivo dal 2010 al 2016
Gentile ragazzo, intraprendere una relazione matrimoniale sotto la spinta della paura e con la premessa di dover fare violenza ai suoi desideri non mi sembra esattamente un "biglietto per la felicità". Le costa di meno assumere una badante.

Tendiamo a focalizzarci molto su quello che ci spaventa o che pensiamo sia la causa della nostra sofferenza, e, pur di "spegnere" il dolore, siamo disposti a mandar giù qualsiasi "medicinale"; ma, passato lo spavento, cominciamo ad essere insofferenti per gli "effetti collaterali", per il saporaccio che lasciano in bocca e per il costo che dobbiamo pagare di volta in volta.

Per affrontare le sue difficoltà lei ha parecchie strade davanti, ma solo poche mirano ad una crescita che la renda meno dipendente dal conforto degli altri.

La scelta è sua: vuole rimpiazzare mamma o diventare più adulto?

[#2]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile utente,

sembra che lei escluda la possibilità di incontrare un compagno con il quale costruire una relazione durevole. E' così?
Non pensa che in questo caso il problema si presenterebbe anche se lei decidesse di forzarsi e instaurare una relazione con una donna?
A meno che lei non sviluppi desiderio sessuale per l'altro sesso trovo molto difficile che possa incontrare una donna che accetti un compromesso simile pur di costruire una famiglia. Anche il matrimonio non la metterebbe al riparo dalla solitudine, perchè potrebbe sempre terminare e senza che lei abbia avuto dei figli.
Le dico questo non per essere pessimista, ma per farla riflettere sul fatto che il vero problema è legato ad altri aspetti della sua storia e della sua personalità, più che al suo orientamento sessuale (che non è un problema se vissuto senza conflitti e le permette comunque di costruire relazioni durevoli).

Le consiglierei di sentire uno psicologo per elaborare il suo timore del distacco dalla figura materna: mi sembra la cosa più importante, perchè se non cercasse aiuto per superare questa angoscia non riuscirebbe a superare il senso di solitudine neanche circondandosi di figli.
E' fondamentale che lei comprenda questo, perchè a volte la soluzione non è esterna a noi e le contingenze possono modificarsi senza portare sollievo all'angoscia.

Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#3]  
Dr. Antonio Vita

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Gentile Utente,

Provi ad andare a convivere con una ragazza o provi almeno ad avere una fidanzata. Veda come va. Le è già stato detto che scegliere un suo ruolo diverso da quello che lei ha sinora esercitato potrebbe portare a modificare volontariamente, ma non con i sensi e emozionalmente la sua vita affettiva e sessuale. Provi ad avere una ragazza e cerchi di esaminare le proprie sensazioni.
Potrà vedere che significa stare con una donna e vivere con lei per un periodo di tempo.
La sua futura vita vita va vista ed esaminata con un atteggiamento critico e soprattutto con un sentimento di scoperta e di esame delle proprie sensazioni.
Non si può scegliere una vita per comodo o per mettersi al riparo di un'eventuale solitudine che potrebbe condizionarle un futuro abbastanza lontano.
Le pare?.

Cordiali saluti e molti auguri.
Dott. Antonio Vita
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[#4]  
Dr.ssa Giovanna Busto

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Gentile utente
penso importante mettere in evidenza alcuni aspetti che mi hanno colpito nella tua descrizione, ti presenti come un ragazzo di 30 anni e questo mi sembra un buon punto di partenza per una riflessione su te stesso, io credo che a 30 anni sia importante iniziare a pensarti come ad un Adulto e lavorare sul suo significato, che implica anche il costruirsi un'idea di sè come capaci di organizzarsi e di prendersi cura di se stessi, in modo autonomo. L'autonomia anche emotiva, va costruita a piccoli passi, nutrendo i bisogni e i desideri. Non voglio apparire rigida, la tua richiesta di aiuto è molto importante ed è un atto di grande maturità.Ti consiglio di farti aiutare da uno psicologo al fine di comprendere che effettuare una scelta di una "moglie" se non è una scelta serena, forse non è la soluzione al tuo reale bisogno di "stare" con qualcuno. Potenziare le tue risorse e riflettere sul senso di solitudine, e su come affrontarlo può aprirti la strada verso la serenità e verso scelte che possono essere realmente risolutive rispetto ai tuoi reali bisogni e desideri.

Cordiali saluti
Dr.ssa giovanna busto

[#5] dopo  
Utente
Egregi Dottori.Ringranzio di cuore delle vostre risposte,vi chiedo scusa se rispondo solo ora.Ma da quando ho avuto le risposte ad adesso,ho eleborato molto sulle angoscie e paure.Se sono omosessuale in primis ci sarà un motivo,anche se non sono riuscito ancora a capire qual'è,ma poco importa,col tempo tutte le domande avranno una risposta.In quanto al problema vero e proprio,ho deciso di intraprendere una scelta mia vera è propria,ossia quella della solitudine.Mi spiego meglio.Dopo aver letto le risposte,ho deciso di partire fuori per un periodo di tempo,perchè ho capito che devo staccarmi dalla figura materna,la quale il famoso cordone non si e ancora staccato.Ho deciso di spezzarlo,ed un periodo lontano da casa,trasferendomi fuori per lavoro,non fara' altro che bene.L'indipendenza e la miglior cura del crescere,responsabilizzarsi e staccarsi anche un po dalla madre.Cio significa che non è che non voglio bene a mia madre anzi,ma comunque crescendo prima o poi il cordone deve staccarsi,affinchè possiamo camminare con le nostre gambe e trovare la propria strada,il proprio destino.In quanto al matrimonio,sarei un ipocrita perchè oltre a rendere infelice me,renderei infelice anche una povera ragazza.Per il resto invece,voglio pensarla in questo modo,anche se posso sembrare irrealista,ma a volte pensare in maniera positiva,ma sempre con i piedi per terra,senza farsi castelli di sabbia aiuta molto a trovare la propria strada ed il proprio destino.Se sono gay,forse perchè e destinato che io sia felice con un uomo anzichè con una donna.Forse e sbagliato,forse è esatto,chissa'?Sarà solo il tempo e le esperienze che faro'a darmi le risposte che sto cercando,la prima sara'quella di crescere trasferendomi in Veneto per un lavoro.Grazie ancora delle risposte che mi avete dato

[#6]  
Attivo dal 2010 al 2016
Gentile Persona,
auguri per il suo viaggio di lavoro e di consapevolezza.

Cordialmente

[#7]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Mi pare che stia ripensando al fatto che anche essendo gay può trovare una persona che rimanga al suo fianco, e glielo auguro proprio.
A parte questo può sempre stringere altri legami con persone che, anche se non saranno suoi figli, potranno volerle bene e starle vicino come se fosse un padre, uno zio o un fratello: a volte la famiglia che più sentiamo vicina non è quella che si basa sui legami di sangue.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#8]  
Dr.ssa Giovanna Busto

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Bene
mi sembra che i passi che ha deciso di intraprendere sono positivi. Si conceda il tempo di esplorare il piacere dell'autonomia, ma soprattutto le darà la possibilità di esplorare le risorse che possiede.
Buon viaggio
Dr.ssa giovanna busto

[#9]  
Dr. Antonio Vita

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Gentile Amico,

"Se sono omosessuale" lei scrive.... Insomma, non mi pare che ci creda proprio.. e se non ci crede, forse non lo è. Comunque sia, questo importa più a lei che a noi. Ma staccarsi dalla madre, principale artefice innocente di tanto attaccamento e di fissazione "nell'essere per lei" e il "non essere mai per nessun'altra", come scriveva a suo modo e molto meglio di così Pierpaolo Pasolini, in modo struggente in quel capolavoro di poesia, è, questa sua decisione, quella migliore da prendere in questo momento.
Se ne vada per un po' e sia artefice della sua vita. Prenda in mano la sua esistenzza, e viva come vuole.
Poi si vedrà e torneremo sull'argomento.

Buon viaggio e molti cari auguri.
Dott. Antonio Vita
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