Fobia e pensiero ossessivo autolesionista

Buongiorno,
vi scrivo sperando di capire qualcosa di più su ciò che mi sta accadendo.
Premetto che ho già preso in seria considerazione l'idea di farmi aiutare da uno psicologo o da un terapeuta, anche perché sto cercando di uscire dal periodo forse più difficile della mia vita. So che però ci vorranno settimane prima del primo consulto nella migliore delle ipotesi, ma la mia preoccupazione cresce giorno dopo giorno sempre di più.
È da circa un mese che durante la giornata e in particolare prima di addormentarmi il mio pensiero scivola completamente contro la mia volontà in situazioni dove oggetti taglienti o appuntiti tagliano in ogni modo possibile il mio pene.
Ogni volta che ciò capita il mio disagio è evidentemente grande e sto cominciando a temere anche solo la vista di oggetti di questo tipo.
I primi giorni attribuivo questa cosa a un forte senso di colpa specifico e speravo che passasse in breve tempo, ma tale pensiero comincia a diventare sempre più frequente e sto cominciando a preoccuparmi violentemente: ho la sensazione che questa fobia (se così la si può chiamare) si stia cronicizzando.
Si tratta probabilmente di un modo che ha il mio inconscio di punirmi contro il mio volere, ma non riesco a capire con certezza per cosa (ovviamente qualche supposizione me la sono avanzata). Mi chiedevo se ho qualche possibilità di capire le eventuali possibili cause anche grazie a voi, senza esporre pubblicamente in modo riconoscibile la mia situazione personale, prima di intraprendere un percorso da un professionista.
Vi ringrazio di cuore e colgo l'occasione per complimentarmi per il servizio da voi offerto.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le utente,
lei dice che sta cercando di uscire dal periodo più difficile della sua vita, anziché azzardare interpretazioni estrapolando singoli aspetti della sua esperienza forse è necessario chiedersi se lei in questo momento ha paura di non farcela e se se questa paura è connessa a una situazione in particolare che suscita in lei questa reazione così intensa.

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa Campione,
grazie per la risposta.
Certo che mi sono chiesto se ho paura di non farcela: non sarebbe strano se così non fosse? Non sono sicuro di aver capito per quanto riguarda la connessione a cui lei accenna: intende che la mia "fobia" potrebbe essere il modo di punirmi a causa del fatto che non riesco a uscirne nei modi e nei tempi in cui desiderei?
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 225 108
Gentile ragazzo per i pensieri ossessivi la ricerca delle cause può peggiorare la cosa dal momento in cui domande ed autoriflessioni portano ad altre domande che premono per una risposta. La pena è una sorta di loop mentale senza uscita.
Non si soffermi su possibili punizioni incoscie e affronti la cosa con l'aiuto , dal vivo, di un professionista.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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Dr.ssa Federica Meriggioli Psicologo, Psicoterapeuta 346 3 7
Gentile utente,
sembra che i suoi pensieri siano direzionati ad una parte specifica e precisa del suo corpo, che apre anche tutta una serie di ipotesi e di pensieri al mondo ad essa connesso.
La discrezione con cui tratta qui del suo problema è comprensibile, ma non rende possibile fornirle delle risposte precise in merito.

Il fatto poi che lei ora si tenga alla larga da oggetti taglienti potrebbe essere un elemento positivo, un tentativo di tutelarsi dai suoi impulsi. Ciò però rischia di diventare un ulteriore problema che va a limitare la sua libertà di vita.

Di sicuro la scelta di rivolgersi ad uno psicoterapeuta la potrà aiutare ad interrompere le fantasie autolesioniste e a comprenderne le cause, nonchè a risolvere la fobia che sembra essere emersa.

Cordiali saluti

Dr.ssa Federica Meriggioli - Psicologa Psicoterapeuta
Via Roma 131, Spinea Ve
Tel. 3498534295 www.federicameriggioli.com

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Utente
Utente
Sono d'accordo con lei gentile Dr. De Vincentiis. Questa fobia più che un'ossessione al momento la chiamerei una forte preoccupazione. Tuttavia la mia speranza era quella di ricevere qualche delucidazione da chi come voi potrebbe avere già esperienza per questo tipo di "reazioni", in modo da poter canalizzare almeno parzialmente il mio pensiero, in attesa del mio primo incontro da un professionista...
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
il fai da te, in questi casi non giova a molto, ma diventa indispensabile interrompere il circolo vizioso dei suoi pensieri e, comprendere, con l'aiuto di uno psicologo, la causa di questi pensieri ridondanti.
Cari saluti

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le utente,
le interpretazioni attraverso una consulenza on line possono essere fuorvianti anche se è comprensibile il suo desiderio di fare chiarezza, ma il modo migliore di farlo è quello di recarsi di persona da uno psicologo-psicoterapeuta per un colloquio, in cui poter condividere il suo vissuto e confrontarsi con un interlocutore qualificato che l'aiuterà a comprendere il significato del suo disagio.
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dopo
Utente
Utente
Buongiorno a tutti,
ringrazio tutti voi per le risposte.

Credo a questo punto che mi rivolgerò a qualcuno indipendentemente dall'evolversi o meno di questa fobia.
Più che altro perché mi pare si tratti di un sintomo di un insieme di problemi, più che il problema in sé.
Purtroppo la verità è che andare da uno psicologo implica anche l'accettazione del fatto che attraverso la propria introspezione non si è riusciti da soli a uscire da una situazione e che si ha bisogno di aiuto da una persona che lo fa per lavoro. Cosa che dal punto vista logico ha perfettamente senso, da quello emotivo mi è invece non immediato da accettare.

I miei più cordiali saluti

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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le ragazzo,
capisco la sua frustrazione ma la capacità d'introspezione rappresenta una risorsa preziosa in psicoterapia sia per lei sia per il terapeuta, tuttavia a volte è necessario avere un interlocutore qualificato che possa aiutarla a fare chiarezza dentro di sé proprio in considerazione dei diversi aspetti della sua esperienza che meritano un'adeguata considerazione al fine di comprendere il loro reale significato e individuare le risorse alle quali attingere per attivare un processo di cambiamento.
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Dr. Cristian Livolsi Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo 100 5
Gentile utente,

ho prestato molta attenzione a quanto da lei scritto. Ritengo tuttavia che come già suggerito da qualche collega, la ricerca in autonomia delle cause, potrebbe solo auto-alimentare un processo che al momento non mi pare stia funzionando correttamente.

Sicuramente è utile andare a fondo alla ricerca della radice del problema (rapporto genitoriale, relazionele, orientamento sessuale etc, etc, etc,). Sicuramente avrebbe necessità per poter fare questo di una consulenza di uno psicoterapeuta e in maniera contingente (ma solo con l'effetto "tampone") anche di un ipnoterapeuta per evitare che "inconsapevolmente" possa accadere quello che è un suo istinto.

Dr. Cristian Livolsi
Psicologo/Psicoterapeuta e Ipnologo
www.cristianlivolsi.com
cell. 3387425971

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Utente
Utente
Buongiorno,
@dr. Livolsi:
in che modo potrebbe accadere "inconsapevolmente" una cosa del genere?!?!?!?
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dopo
Utente
Utente
Buongiorno d.ssa Torreggiani,
grazie per la risposta innanzitutto.
Vorrei precisare che mai neanche per un millesimo di secondo ho preso in considerazione o avuto paura di farmi del male per davvero.
Mi sono rivolto la settimana scorsa al mio medico (lui conosce la mia storia) che mi ha consigliato come voi di richiedere un consulto di natura psicologica. Sono così andato all'ASL e nonostante alcune precisazioni scritte nella ricetta medica volontariamente un po' esagerate in negativo per cercare di evitare attese troppo lunghe, mi hanno prenotato il primo colloquio per il 28 giugno, congedandomi con un "stia bene". Mi han detto che l'attesa diminuirebbe se il medico cambiasse la parolina "psicologica" con il termine "psichiatrica" (per la serie w il servizio pubblico). Giovedì lo rivedo e spero valuteremo insieme se proseguire con la strada del pubblico o viceversa...
Inoltre durante l'ultima settimana per fortuna questi tipi di pensieri sono quasi scomparsi, anche se non del tutto. Capita infatti (mediamente qualche volta al giorno per rendere l'idea) che "riaffiorino" alla vista di un oggetto appuntito. I meandri della psiche mi stupiscono sempre più...
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Dr. Maurizio Brescello Psicologo 102 1
Gentile utente, lei pare molto preoccupato dal giudizio degli altri. Credo che potrebbe trovare giovamento nell'intraprendere un percorso psicologico che la possa aiutare nella comprensione della sua situazione.

Auguri

Dr. Maurizio Brescello

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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 225 108
(..)Mi chiedevo se ho qualche possibilità di capire le eventuali possibili cause(..)

gentile ragazzo questo scritto potrebbe aiutarla a comprendere l'anatomia dell'ossesione ribadendo che è comunque necessaria una consulenza dal vivo.

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/895-la-trappola-delle-ossessioni.html

saluti
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dopo
Utente
Utente
Buongiorno e innanzitutto grazie per le ulteriori risposte ricevute.
Vorrei "aggiornare" la mia situazione, anche eventualmente per altri utenti di questo sito che magari hanno problemi più o meno simili al mio.
Circa una settimana fa, ho letto un post dove un ragazzo minacciava di volersi suicidare (e altro) perché temeva di essere attratto dai bambini o ragazzini. Diceva che lui non avrebbe mai commesso nella vita atti così riprovevoli, ma nonostante questo non riusciva a controllare tale paura. Dopo averlo letto, un po' come quando uno pensa "mi ci manca solo questo", nelle ore successive ho proprio cominciato a pensare di come sarebbe terribile se una paura del genere, per quanto infondata, avesse cominciato a balenare anche a me per la testa. Detto, fatto. Un'ansia sempre più grande è cresciuta dentro me. Una parte di me mi faceva notare quanto fosse ridicola quella paura, l'altra invece mi tormentava ogni secondo portandomi a chiedermi: <<E se lo divento...?>> o cose simili. Per due giorni ho così vissuto nella paura e nell'ansia, praticamente sfiorando diversi di attacchi di panico. Allora sono andato a rileggere per la seconda volta il link indicato dal Dr. Vincentiis (GRAZIE CON TUTTO IL MIO CUORE) e questa volta credo di aver capito molto più profondamente come funzionino i disturbi ossessivi. Inoltre, ho la fortuna di avere alcuni amici tanto amici da essermi sentito libero di parlarne con loro, senza timore di sentirmi giudicato. Entrambi mi hanno fatto notare come negli ultimi mesi io abbia avuto diverse ossessioni e di come quella "nuova" indebolisse quella precedente. Tutto ciò, insieme alla scossa emotiva datami dall'ultima, mi ha permesso di capire due cose, una buona e l'altra meno: la prima è che ovviamente non soffro di quella perversione sessuale, la seconda è che sono soggetto a disturbi ossessivi (per quanto incredibile, non avevo ancora preso sufficientemente in considerazione tale ipotesi). Prima conseguenza: ho un appuntamento il 26 maggio con una psicologa. Seconda conseguenza: è da giorni che ci rifletto e, avendo intuito (almeno parzialmente) come le ossessioni lavorino e come esse si nutrino di paure, credo di aver individuato l'ossessione di partenza, riconoscendola per la prima volta come tale e probabilmente capendone anche la sua causa (rabbia). Da quando ciò è successo, le mie paure e le relative ossessioni si sono fortemente affievolite. Penso che il problema consisteva nel voler dare assiduamente risposta a una domanda che risposte non ne aveva. E il non trovarla per mesi, mi ha fatto inconsapevolmente entrare in un loop frustrante e infinito, con le relative conseguenze. Il 26 ne parlerò con la psicologa (primo incontro della mia vita di questo tipo) e vi aggiornerò (chissà, magari ancora in positivo). Ci tengo a precisare che sono consapevole che il mio problema sia tutto fuorché risolto. Nondimeno mi sento meglio e più fiducioso. Per chi stesse leggendo ed eventualmente avesse problemi analoghi al mio, anche se per ora voglio essere estremamente cauto e disilluso e anche se in questo momento mi sento ancora molto fragile, vorrei ripetere che nel mio caso la causa SCATENANTE credo sia stata l'insistenza con cui mi ponevo una particolare domanda su una cosa PASSATA, la cui risposta oltre a non avere importanza, NON ESISTE nemmeno. E che da quando ho individuato tale domanda (che generava in me ansia e paure), non me la sto più ponendo e dopo soli due giorni mi pare di essere parzialmente uscito da una sorta di incubo. Scusate tutti per la prolissità di questo post e grazie mille per l'attenzione. I miei più cordiali saluti.
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
"nel mio caso la causa SCATENANTE credo sia stata l'insistenza con cui mi ponevo una particolare domanda su una cosa PASSATA, la cui risposta oltre a non avere importanza, NON ESISTE nemmeno."

Gent.le ragazzo,
è riuscito ad individuare l'aspetto disfunzionale che caratterizza il vissuto del suo disagio, un'ottima premessa al fine di ottimizzare il percorso terapeutico.

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