Utente 857XXX
Salve e grazie in anticipo per i vostri consulti. Premesso che la mia bimba ha 2 anni e 4 mesi e premesso che io ero contraria ad anticipare la materna ma mio marito mi ha convinta. E' la quarta settimana di inserimento e mia figlia non accetta la scuola che frequenta (nonostante cio' la porto ogni mattina un'ora e mezza o poco più, ovviamente piange già da casa appena si alza, anzi ora non vuole neppure più alzarsi dal letto, fa finta di dormire), è una scuola di infanzia comunale gestita da suore. Detto ciò non so più che fare, la bambina si è legata ancora più a me, piange che non vuole andare, mi supplica, ha voluto il ciuccio stamattina (assurdo perchè lei non lo ha mai preso neppure da neonata, solo per far la nanna), non prende più il latte la mattina e durante il sonno a volte piange o grida dicendo letteralmente "no basta mamma è mia" o "mamma stare io". Stava per rimettere ma non ho ceduto e l'ho portata lo stesso, settimana scorsa causa pianti e sudate si è ammalata ed è stata 3 giorni con influenza a casa, il pediatra dice di non mandarla, di farla andare l'anno prossimo, dice di non correre coi tempi a suo avviso ho sbagliato. Io l'ho fatto per il meglio, per farla giocare coi bimbi e farla staccare da me ma sto ottenedo l'opposto. COSA FACCIO CONTINUO O SMETTO? La maestra mi dice ogni giorno che la bambina sta facendo PROGRESSI e pian piano lo accetterà, infatti da un paio di giorni quando la prendo non la trovo piangendo, in pratica piange i primi minuti del distacco, oltre che a casa da appena sveglia! Ho pensato anche di cambiare scuola materna o meglio ritirarla da li' e mandarla al nido. LA COSA ASSURDA PERO' NON è TUTTO CIò MA QUESTA: stamattina incontro disperata un'altra mamma che conosco il cui bimbo di poco più di 3 anni si era inserito normalmente ovviamente dopo un po' di giorni non facili... ora piangeva e stava fuori rifiutandosi di entrare... gli ho chiesto come mai e lei mi ha detto che dal giorno in cui ha visto una suora con forza prendere mia figlia e sederla e dirgli che se piangeva NON AVREBBE MAI + RIVISTO SUA MAMMA (cioè io) E CHE AVREBBE CHIUSO LA PORTA E NON MI AVREBBE MAI più FATTA ENTRARE... suo figlio rifiuta anche solo di entrare in classe... cosa che prima non esisteva. BASITA, ARRABBIATA E DELUSA ecco come mi sento e a pensare che sembrava una suora buona... l'ho affidata davvero fidandomi, non la conosco ovvio era la mia impressione (sbagliata alla luce di cio')! La mia bimba quando gli ho chiesto giorni a perchè piangesse mi ha detto "caduta terra" e per la prima volta mi ha detto "suora cattiva", prima volta si' perchè io gli ripeto da sempre suora e maestra sono buone e belle e brave e lei ribadiva questo... cio' per darle positività! Io non l'ho creduta e pensavo si fosse espressa male o avesse frainteso invece dopo il racconto di questa mamma mi sento uno schifo e VI PREGO DITEMI COSA FARE se sono solo capricci più o meno normali di tutti i bimbi o se invece c'è qualcosa di strano e di più complicato! Infine, per fortuna, chiarisco che mia figlia va nella sezione dove non c'è la suora ad insegnare ma una maestra, la suora che ha fatto quanto sopra descritto gestisce solo la scuola. Grazie per la pazienza nel leggermi.

[#1]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Gentile signora,

si può pensare che la bambina almeno inizialmente abbia vissuto di riflesso la sua stessa ansia per il distacco, dal momento che la sta mandando all'asilo senza esserne per nulla contenta.

Forse sarebbe stato meglio mandarla al nido, visto che è ancora molto piccola: come mai avete optato per la scuola materna?

Per quanto riguarda ciò che le ha riferito l'altra mamma non si può escludere che sia realmente avvenuto, ma se la bambina è troppo piccola per poterglielo confermare non è possibile sapere come sono andate davvero le cose.

Penso che in questo momento sarebbe teoricamente preferibile iscriverla ad un nido più che lasciarla a casa, per evitare di farle intendere che il mondo esterno è in qualche modo pericoloso e che la soluzione è il ritiro.
Non è tuttavia possibile prevedere come reagirebbe, e quindi anche il consiglio del vostro pediatra è sensato: lasciar passare del tempo potrebbe consentire alla piccola di allontanare il ricordo di questa brutta esperienza e di approcciarsi l'anno prossimo ad un nuovo asilo senza particolari difficoltà.

Suo marito cosa ne dice?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#2] dopo  
Utente 857XXX

Gentilissima dott.ssa Massaro non immagina quanto effetto positivo mi ha fatto leggere la sua risposta, sono piena di dubbi e ho sempre paura di sbagliare e soprattutto non voglio prendere decisioni affrettate. Leggendola mi ha fatto vedere la situazione dal punto di vista della bambina e non solo dal mio. Infatti è il suo benessere a dover essere al primo posto il resto è relativo. Ne parlerò con mio marito appena rientra, di certo alla luce di quanto mi ha detto escludo a questo punto di tenerla in casa, già è una prima decisione presa... pian piano spero di sistemare il resto. Grazie infinite e buon lavoro.

[#3]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Aspetti prima di escluderlo di aver parlato anche con suo marito.
Non potendo vedere la piccola è difficile risponderle, perciò dovete essere voi a valutare se in questo momento è o no in grado di affrontare un nuovo inserimento.

Soprattutto a mio parere dovreste evitare di riempirla di aspettative positive come avete fatto per il primo inserimento: l'avete fatto in buona fede ed è importante presentare nel migliore dei modi l'asilo o la scuola ai bambini, ma quando la realtà si rivela diversa come i genitori l'hanno dipinta e prefigurata il bambino può iniziare a dubitare di quello che i genitori gli dicono e a non fidarsi più come prima.

Provi a prospettare alla piccola l'idea di andare in un nido, dove anche gli altri bambini saranno piccoli come lei, e ascolti la sua reazione.

Se la decisione fosse più ardua del previsto potrete consultare di persona uno psicologo che si occupi di Età Evolutiva e farvi aiutare a decidere per il bene della bambina e la serenità di tutta la famiglia.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4]  
Dr.ssa Antonella Allegrini

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Gentile Signora, dalla sua lettera emerge chiaramente una difficile scelta genitoriale che si sta traducendo poi in una difficoltà della bambina nell'affrontare serenamente il suo primo grande distacco.
Prima di pensare, come genitori, cosa fare in questo momento di difficoltà le posso suggerire di fermarvi un attimo a pensare che cosa significa, in termini evolutivi, inserire un bambino nella scuola dell'infanzia.
Di solito, sotto la guida di personale preparato professionalmente, i bambini imparano a relazionarsi con gli altri, a stare dentro un gruppo, a rispettare regole e tempi ecc ecc....... qualità un domani indispensabili per la vita adulta.
Maggiore è la serenità con cui i genitori affrontano questi passaggi, minore è il tempo che i bambini impiegano ad adattarsi a situazioni nuove e anche difficili ma comunque importanti in termini di crescita.
datevi un tempo di riflessione e di adattamento, poi eventualmente prendete una decisione in modo sereno.
rispetto alle affermazioni dei bambini sulle insegnanti è fondamentale istaurare fin da subito un dialogo aperto con chi si occupa dei nostri figli e a cui dobbiamo dare piena fiducia specialmente nella fase iniziale dell'inserimento.
Dr.ssa Antonella  Allegrini

[#5]  
Dr.ssa Edy Trazzi

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Concordo pienamente con la dott.ssa Massaro per ciò che concerne l'ansia da distacco. Spesso, infatti, i bambini che faticano di più a "salutare" la mamma al suono della campanella, sono figli di mamme, per diversi motivi, poco convinte rispetto alla decisione presa e non pronte, loro per prime, al distacco. I bambini come spugne assorbono la preoccupazione del genitore e la fanno propria. "Se lasciarmi a scuola preoccupa la mamma, allora significa che la scuola è un posto pericoloso in cui stare" questo potrebbe assomigliare al pensiero della sua bambina che reagirà, sul piano emotivo e comportamentale, di conseguenza.

Tuttavia anche le mamme devono potersi preparare al distacco e generalmente ci riescono più facilmente se oltre a pensare che sia la cosa giusta per il loro figlio, sentono di potersi fidare delle persone e della struttura a cui affidano il loro piccolo. I dubbi che ha in questo momento, a seguito di quanto le è stato riportato dalla mamma sua conoscente, non l'aiuteranno a trovare sicurezza e serenità; provi allora a valutare la possibilità di chiedere alla maestra della sua bambina un colloquio, per potersi confrontare, informarsi sui metodi educativi, valutare meglio l'andamento dell'inserimento. Avviare un rapporto di reciproca conoscenza e collaborazione scuola- famiglia è comunque sempre utile per i bambini, i loro genitori e la scuola. L'esperienza della scuola materna può e deve essere molto positiva e stimolante per un bambino, ma questo è possibile se la mamma è tranquilla e l'ambiente, dopo qualche fatica iniziale, diventa un "bel posto" in cui si diventa grandi.
Dr.ssa Edy Trazzi

[#6]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Signora,
spesso le ansie dei bambini si intersecano con quelle dei genitori, non comprendendo più quali appartengono ai grandi e quali ai piccoli.
La scuola diventa un palcoscenico dove poter fare esperienze, vivere sane frustrazioni e differenziarsi dai genitori.
Cari saluti
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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[#7] dopo  
Utente 857XXX

Volevo ringraziare di cuore per le risposte e i consigli, soprattutto perchè mi serviranno a fare (si spera) la scelta migliore. Volevo infine aggiornarvi, mi sembrava giusto dato l'infinita gentilezza nel prendervi cura del caso, che quando sono andata a riprenderla era buonissima, stava disegnando con altri bambini, mi ha sorriso e mi ha abbracciata, mi sono rasserenata, una sensazione di leggerezza bellissima! Poi leggendo i consulti mi sono ancor più rasserenata. Ho deciso di dare tempo, nei prossimi giorni vedremo che succede, per ora mi sento + tranquilla avendola vista cosi' serena... il guaio sarà domani mattina ahah come sempre, per fortuna passa subito...
Un grazie e buon lavoro a tutti.

[#8]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Provi a pensare a quanto la diffficoltà di separarsi dipende anche da lei, perchè se la bambina la vedrà serena potrà tranquillizzarsi e può anche essere che tutto passi.
I bambini così piccoli per certi versi sono imprevedibili e hanno una grade capacità di recupero.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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