Utente 978XXX
Salve,
mi decido a scrivere perchè ormai è palese che i miei problemi non sono più sormontabili se non con l'aiuto di qualcuno...
Sono una persona apparentemente come tanti...nucleo familiare normale,infanzia e adolescenza tranquille,rapporti sociali e sentimentali normalissimi e il sogno di un lavoro al quale ambivo fin da bambino finalmente realizzatosi. I primi squilibri nella mia vita cominciano due anni fa,quando sempre più dubbioso dei sentimenti della mia ormai ex ragazza,mi scopro paranoico e diffidente. Per farla breve,scopro che quelle "paranoie" causa di notti insonni (che fino ad allora non sapevo cosa fossero) e di mille litigi non sono frutto della mia mente ma sono solo la punta di un grosso iceberg. Tengo tutto dentro di me per un pò di mesi dopodichè lei scompare per poi fare capolino un pò di volte nella mia vita,con disastrosi risultati. Una volta allontanatasi definitivamente però le ossessioni e la rimuginazione per una storia finita male sono ancora li a tormentarmi 24ore su 24. Sul lavoro(nel quale non rendo più come prima),in famiglia rendendomi un automa ossessivo compulsivo e attaccato a social network,chat e quant'altro e pregiudicano infine quei pochi momenti di relax con gli amici.Decido di dare un taglio e lasciarmi alle spalle tutta questa storia; per un periodo ce la faccio e tutto funziona alla grande. Finalmente mi rendo conto di quanto fossi sceso in basso e quanto questa storia mi avesse intaccato,quindi cambio!
Senza accorgermene però comincio a cambiare troppo...cambio modo di pensare, di agire e di divertirmi. Riprendo i contatti con vecchi amici (i vecchi non li consideravo più consoni alla mia persona, pur volendomi aiutare ad uscire dal baratro!) e introduco nella mia vita piccole abitudini che prima ritenevo sbagliate; comincio abitualmente a bere e fumare cannabinoidi, cosa che sporadicamente facevo anche prima, con la differenza però che non riesco più a passare una serata davanti ad un buon libro, un film senza sballarmi.
Inizialmente penso di aver ripreso in mano la mia vita e finalmente mi sento libero da quei pensieri.Dopo 7-8 mesi comincio ad accusare fastidi quali affaticamento,spossatezza,perdita di memoria e perdita degli interessi che coltivavo; ma soprattutto una continua rimuginazione su tutto quello che mi capita. All'inizio do la colpa alla vita lavorativa che conduco (oltre 50 ore settimanali) unita al resto ma poi mi convinco ad andare dal medico e dalle analisi scopro di avere un'intolleranza alimentare e un ipertiroidismo, che riportano alcuni dei sintomi che accuso. Andando avanti però capisco che quel continuo rimuginare (su tutto ciò che mi capita,oltre che sulla ex) non è dovuto soltanto a dei cattivi cmportamenti che le persone che ho davanti hanno nei miei confronti ma a come io li interpreto. Ne ho la conferma successivamente, quando anche con questo gruppo di amici comincio a provare un certo disagio e vedo riaffiorare tutti gli scheletri dal mio armadio...
Scusate se più che

[#1]  
Dr.ssa Federica Giromella

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Gentile utente, da ciò che scrive e da quanto scrive appare evidente una sua necessità di parlarne con qualcuno di affidabile e preparato che possa darle le risposte di cui va così affannosamente alla ricerca, e che, mi creda, potrà comprendere e imparare a gestire affidandosi ad uno specialista esperto, psicologo o psicoterapeuta preparato. Tutto ciò che racconta deve poter essere inquadrato in una relazione e in un contesto in cui un esperto possa avere maggiori indicazioni con dei colloqui con lei.
Con un consulto online di certo non potrà risolvere appieno le sue questioni che sembrano irrisolte da troppo tempo.
In bocca al lupo e mi raccomando, non trascuri i suoi sintomi.
Cordialmente.
Federica Giromella
Roma
Dr.ssa federica giromella

[#2]  
147292

Cancellato nel 2016
Gentile utente, ci riporta una serie di problemi che, inizialmente circoscritti ad una relazione in cui non era più certo dei sentimenti che provava nei confronti della sua ex, si sono piano piano "allargati", comprendendo rimuginazioni che lei definisce come "ossessive", modificazione dello stile di vita e delle abitudini, assunzione di cannabinoidi, calo del rendimento lavorativo.

Sono difficoltà importanti, che compromettono il suo livello di benessere e la sua qualità di vita.

Quelli che descrive potrebbero essere dei sintomi che, a causa dei limiti di un consulto online, non sarebbe possibile riferire ad una "diagnosi".

Mi sembra però che ci siano dei problemi o delle difficoltà precedenti ed altri che sembrano dei "tentativi di soluzione" dei precedenti, e che hanno finito per diventare problemi essi stessi.

Allo stesso tempo, però, ha degli spunti molto interessanti: ad esempio, la consapevolezza che la sua interpretazione degli eventi e del comportamento degli altri contribuisce in maniera rilevante al suo disagio.

Ritiene di poter prendere in considerazione l'idea di una valutazione psicodiagnostica e/o una eventuale presa in carico in psicoterapia?

Cordialmente

[#3] dopo  
Utente 978XXX

Salve,
grazie per la celerità delle risposte.
Rispondo ad entrambi...
Tante e tante volte mi è capitato di riflettere sulla situazione e decidere di rivolgermi ad un medico, almeno per avere una diagnosi certa...ma poi cambio idea, come se la situazione non mi appartenesse...ma puntualmente ci ricado.
Inoltre inutile dire che la paura di essermi ammalato mi spaventa e mi manda ancora di più in paranoia!

[#4]  
147292

Cancellato nel 2016
>>Tante e tante volte mi è capitato di riflettere sulla situazione e decidere di rivolgermi ad un medico, almeno per avere una diagnosi certa...ma poi cambio idea, come se la situazione non mi appartenesse...ma puntualmente ci ricado.

E' possibile che l'idea di rivolgersi ad uno specialista, avere una diagnosi ed un eventuale proposta di trattamento la spaventi. E che la sua reazione a questa paura sia cercare di "evitare" mentalmente e fisicamente ciò che la spaventa.

Questo potrebbe avere, da un punto di vista cognitivo-comportamentale, due effetti: da una parte darle un sollievo momentaneo, dall'altra aumentare le sue paure in futuro.

Se questo meccanismo descrive quello che le succede, provi a valutare se si può applicare anche ad altre situazioni in cui cerca di "evitare" emozioni negative o facendo qualcosa (ad esempio, cercando su chat o FB o simili) o evitando qualcos'altro (come ad esempio evitando di consultare uno specialista di persona).

Le suggerisce qualcosa?