Ha il terrore dei bambini

Buongiorno mio figlio ha da poco compiuto tre anni e da 2 settimane ha iniziato l'asilo. Premetto che è un bambino obbediente cerca i bambini e gioca con loro solo dopo un accurata conoscenza. Il primo approccio all'asilo è andato bene non ci voleva neanche salutare tanto era preso ed il giorno dopo era entusiasta di andare. Non è mai andato al nido ed è stato curato dalla nonna e da un anno è a casa con me, non ho mai avuto problemi a lasciralo a qualcuni. Dopo 10 giorni mi ha detto che un bambino lo ha spinto e da li quando è all'asilo non si riesce piu' a calmarlo , neanche le maestre ( che non san piu' cosa fare). Dice che i bambini lo mangiano, non vuole piu' andare al parco e non vuole neanche piu' giocare con le sue vicine di casa che adora (una di 4 ed una di 6). Sono molto preoccupata e non so piu' come affrontare il problema, tendenzialmente non gli piace essere al centro dell'attenzione e qualunque cosa nuova deve farla da solo con i suoi tempi, anche quando vede altri bambini che giocano lui si tiene sempre le mani occupate con qualche gioco e guarda passivamente quello che fanno gli altri senza partecipare, a meno che non sia da solo con un bambino in una casa. Quindi questa difficoltà di integrarsi con altri bambini c'è sempre stata, ma adesso è peggiorata.Il mio pensiero era quello di metterlo in castigo quando torna dall'asilo se ha fatto l'isterico la mattina, perchè piu' lo coccolo e gli propongo alternative peggio è (a tutto dice sempre NO anche se son cose che adora), invece se mi impongo si calma, ma non vorrei peggiorare la situazione. Gli ho anche detto che puo' capitare che gli venga da piangere, poichè è una cosa nuova e può spaventare, quindi che si sfoghi cosi' poi si sentirà meglio. Le chiedo dunque come posso affrontare la cosa e se può andare bene l'idea del castigo usando dunque le maniere forti. La ringrazio vivamente
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Psicologo, Psicoterapeuta attivo dal 2010 al 2016
Psicologo, Psicoterapeuta
Gentile signora, riferisce un cambiamento nel comportamento di suo figlio a partire da uno spintone ricevuto a scuola. Potrebbe essere ipotizzabile che suo figlio si sia spaventato, o arrabbiato, o magari tutte e due le cose. Ha provato a farsi raccontare bene l'accaduto?

E' possibile che abbia paura di subire qualche altro spintone, o comportamento molesto? Sa se è stato un fatto isolato, o se magari c'è qualche bambino che lo disturba?

Valutiamo un attimo l'idea della punizione. La punizione, secondo una definizione di stampo comportamentista, è qualsiasi stimolo che produca la diminuzione di un comportamento. Ce ne sono di tanti tipi, intensità, e sono state studiate scientificamente da oltre 60 anni.

Presentano alcuni inconvenienti (mi limito all'aspetto tecnico): innanzitutto, vengono spesso "subite" con rabbia, tristezza, angoscia. Raramente un bambino che venga punito è felice e contento.

Poi, è difficile assegnarle, per un genitore. Infatti, una delle "regole auree" della somministrazione delle punizioni è "mai punire se siamo arrabbiati". Altrimenti, rischiamo di "aggredire" il bambino, più che di punirlo. Le punizioni dovrebbero essere comminate con tranquillità e fermezza, e questo non è molto facile da fare.

Le propongo una visione un pò alternativa, supportata da molta letteratura cognitivo-comportamentale: ha pensato, più che di punire i comportamenti indesiderati, di premiare ogni passettino verso quelli desiderati?

Le faccio un esempio: ipotizzi che il comportamento desiderato sia "recarsi a scuola". Potremmo pensare di scomporlo in "pezzettini", come:

- alzarsi dal letto
- fare colazione
- lavarsi
- vestirsi
- uscire di casa
- percorrere la strada
- arrivare a scuola
- entrare a scuola
- entrare in classe

Tutti questi pezzettini possono essere concatenati in un comportamento più grande. Si potrebbe provare, ad esempio, a "premiare" il bambino ogni volta che fa una di queste cose, ed ignorare il suo comportamento quando non lo fa.

Attenzione: i "premi" variano da bambino a bambino (se da piccolo mi avessero premiato con una fetta di pane burro e marmellata ci sarei rimasto male, non mi piaceva per nulla!). E non è necessario che siano "oggetti di valore": bastano delle carezze, dei complimenti, delle piccole "stelline adesive" da mettere su un bel cartellone colorato appeso in stanzetta.

Queste strategie hanno un duplice effetto: al bambino piace essere premiato; ed alle mamme piace spesso più premiare il proprio piccolo che punirlo!

Per i limiti del consulto online non mi è possibile approfondire ulteriormente: consideri che se il suo mabino ha paura di qualcosa, una strategia efficace è aiutarlo ad avvicinarsi a piccoli passettini, dandogli il tempo di "rassicurarsi" ad ogni passo finchè non è pronto a fare il successivo.

Se la situazione dovesse perdurare, o addirittura aggravarsi, valuti l'idea di parlarne con il pediatra del bambino ed eventualmente l'ipotesi di una consulenza psicoeducativa che possa aiutare lei ad aiutare il suo piccolo.

Cordiali saluti