Ansia da prestazione ed insicurezza

Salve.
Volevo parlarvi di un problema che mi trascino da tempo: in seguito alla separazione dei miei genitori (avvenuta quando avevo 9 anni) ho sofferto molto, sofferenza che piano piano si è affievolita, ma che poi è sfociata in una totale insicurezza verso tutto e tutti. Questa non ha fatto altro che portarmi a rinunciare a praticare sport che io amo guardare (tra tutti calcio e rugby) o a essere capace di instaurare un rapporto con l'altro sesso. Inutile dire che ho tentato di migliorarmi, ma con scarso successo. Ogni volta cerco di uscire dal "guscio". ma inutilmente. Le mie aspettative future si stanno piano piano affievolendo, e con esse la mia voglia di vivere. Cosa mi consigliate di fare voi psicologi del sito?
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<Inutile dire che ho tentato di migliorarmi, ma con scarso successo. Ogni volta cerco di uscire dal "guscio". ma inutilmente>

In che modo ha fatto questi tentativi? E cosa è successo di preciso?
Cosa fa per uscire dal guscio?

Probabilmente partendo da determinati presupposti su sé, ansia e preoccupazioni hanno la meglio, portandola a rinunciare o a inficiare i suoi tentativi.

Dovrebbe imparare a superare le sue paure, ad esporsi gradualmente ed affrontare in modo efficace le situazioni temute, ad acquisire stima di sé. Come farlo, se non le riesce da solo, lo potrebbe capire incontrando un nostro collega di persona. Ci ha mai pensato?

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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dopo
Utente
Utente
Grazie dottoressa per la risposta.
Adesso le dirò che considerazione ho di me stesso e delle azioni che devo compiere.
Portando l'esempio del calcio, io non ho avuto la possibilità, al contrario di tanti altri bambini, di frequentare un corso in una scuola poichè continuamente afflitto da asma, essendo costretto quindi a limitarmi a qualche partitina con parenti o amici al mare o al parco e crescendo quindi con questo chiodo fisso dell'essere uno dei pochi in Italia (perchè è la verita) a non saper giocare. Da qualche tempo e soprattutto senza pretese (3/4 mesi) ho cominciato a giocare minimo una volta a settimana con amici a calcetto (calcio a 5). Beh, tutto a posto fino a questo momento, se non fosse che, come sono sul punto di propormi in avanti, magari a centrocampo o come punta, vengo relegato al ruolo di portiere, che in fondo mi fa comodo per nascondere le mie paure più recondite, ovvero quelle di sbagliare e non essere all'altezza della situazione.
Ieri poi ho toccato il fondo: preso dalla rabbia per la mia insicurezza, per non piangere davanti a tutti e fare al figura del frignone, ho preferito uscire dal campo ed andarmene, per magari non ritornare mai più (lo so, sbaglio ma purtroppo la verità è questa).

Per quanto riguarda la terapia psicologica, purtroppo non me la posso permettere per questioni economiche, per questo mi sono rivolto a questo sito, sempre esaustivo e conveniente.

Attendo una vostra prossima risposta.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<Da qualche tempo e soprattutto senza pretese (3/4 mesi) ho cominciato a giocare minimo una volta a settimana con amici a calcetto>
Questo è bene poiché sta cominciando ad affrontare, poi però il ruolo che le viene assegnato va a confermare la sua percezione di sé, ma per via delle sue stesse premesse in merito.

Pensandola in un altro modo, ad esempio accettando il ruolo con serenità, potrebbe al contrario imparare sempre più e dunque acquistare un pochino più di sicurezza. Invece lei interpreta ciò che accade in un certo modo confermando le sue paure. Non è poi una posizione squalificante pensando a quanto sia importante, anzi determinante il portiere per il successo di una squadra.

Partendo da certe premesse e ponendosi all'inizio obiettivi troppo alti le ritornano frustrazioni e conferme negative mentre, un passo alla volta e, acquistando man mano capacità maggiori, determinerebbe l'effetto contrario.

Comunque da qui,non per cattiva volontà, ma per i limiti di un consulto on line non possiamo corrispondere alle sue aspettative, però può incontrare uno psicologo rivolgendosi al servizio pubblico, ad esempio presso il Consultorio Familiare ASL Spazio Giovani, non serve la prescrizione del medico di base. Provi ad informarsi direttamente.

Ci faccia se crede sapere in futuro.

Cari auguri
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dopo
Utente
Utente
Grazie per l'informazione dottoressa. Vedrò di contattare al più presto il Consultorio più vicino a me.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Bene, se crede ci può far sapere com'è andata, lieta di esserla stata un po' utile.

Un caro saluto

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