Utente
Buongiorno,
Sono Stefano di 36 anni . Credo di avere qualche blocco nella sfera affettiva e non solo.
Mi spiego meglio:
Sono una persona abbastanza estroversa ma non riesco ad esprimere i miei sentimenti verso nessuno. Per estremizzare la cosa vedo le persone come cose a grandi linee quindi non ho tanta difficoltà perdere le persone vicine a me.
Gli amici ( chiamarli tali non sono sicuro che sia il termine giusto ) ormai si sono abituati al mio comportamento, anche nel pensare ai miei genitori non sento nessun sentimento in particolare. Ovviamente se succede qualcosa di forte mi preoccupo, ma deve essere veramente qualcosa di tragico. Ora ho grandi problemi con una ragazza con cui mi trovo veramente bene ( ci piace fare tutto insieme), però non riesco ad esprimermi ed essere me stesso, e come se ho un macigno che schiaccia tutti i miei sentimenti, a volte divento veramente di pietra. Poi quando vedo che ci stiamo legando mi viene un blocco allo stomaco e divento un pozzo vuoto, capaci che 4 secondi prima ero quasi un'altra persona. Però se vedo una scena commovente o dolci e sono SOLO mi commuovo, e mi piacerebbe viverle. Diciamo che sono un po' instabile :D emotivamente.
La cosa preoccupante è che sono molto egoista, quindi compio azioni "cattive" quando con la logica non arrivo a capire come mi devo comportate e le persone vicine si straniscono . Però credo che la cosa debba nascere spontanea dentro di me' .
Grazie mille,
Stefano


[#1]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Stefano,
le sue difficoltà affettive e relazionali meriterebbero di essere comprese a fondo attraverso un aiuto specialistico, anche perché si ripercuotono a quanto sembra sulla sua qualità di vita e su suoi legami.
Il "macigno" che schiaccia tutti i suoi sentimenti infatti è di ostacolo a una sua vita affettiva piena ed appagante e i comportamenti che mette in atto rischiano di compromettere i suoi rapporti con gli altri.

Ci può dire qualcosa in più sulla sua vita?
Quando si è accorto delle sue difficoltà?
Come va in altri ambiti?

<La cosa preoccupante è che sono molto egoista, quindi compio azioni "cattive" quando con la logica non arrivo a capire come mi devo comportate>

Può spiegare meglio?
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr.ssa Antonella Bruschi

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Gentile Stefano,
In accordo con la collega, Dott.Rinella, rimarco la necessità di un approfondimento con uno psicoterapeuta, che le permetta di capire meglio da dove si è' originato in passato tale problema , per poterlo affrontare nel presente, poiché le sta creando disagio e soprattutto le impedisce di vivere e condividere con gli altri le sue emozioni.
Inoltre le lascio come spunto di riflessione le domande:
- qual'e' stato il rapporto affettivo con i suoi genitori?
- si è' mai fidato di qualcuno?

Cordialmente.

Dr.ssa Antonella Bruschi

[#3] dopo  
Utente
Gentile Dottore,

Da qualche mese mi sono messo in proprio come consulente informatico, l'avventura è cominciata abbastanza bene, ho già i miei clienti, è dura ma sono abbastanza convito di riuscire, anche se a volte mi scoraggio, ma credo che sia normale. Non sono molto costante nello sport e nelle altre attività perchè molte volte non ho voglia,ma soprattutto quando mi vengono dei momenti no, mi isolo anche per giorni. Non sono stato una persona molto legata sentimentalmente come è possibile immaginare, ho avuto tante storielle, ma serie solamente 2. Quest'ultima che ha toccato il fondo in questi giorni.
Come ho detto sono estroverso, ma anche timido, ho "paura" dei confronti e di non riuscire, inoltre credo di avere una "maschera" soprattutto con le persone che mi vogliono bene, e faccio molte volte pensieri negativi su di loro, ma senza una ragione.
Una cosa bizzarra è che sono dolce e gentile con le persone che non sono "vicine a me" oppure io non sono importante, mentre con quelle che provano a legarmi divento più distaccato e meno ME stesso.

Le difficoltà sono presenti da quando ero ragazzino, precisamente non mi ricordo, però una cosa di cui sono certo è che quando ero bambino ero geloso del mio amichetto, a prescindere dall'amico. Questo credo a 6 o 7 anni.

Ora che sono adulto e dopo essermi tormentato tantissimo per cercare di capirmi, penso di aver individuato la causa almeno in parte che mi porta ad essere cosi', non mi piace dirlo, ma credo che sia il rapporto con mio padre.

inoltre sono una persona a cui piace fare le cose da solo perchè gli altri potrebbero essere un peso, questa cosa per qualsiasi motivo, ma invece di preoccuparmi di loro, penso a fare le cose mie.

<La cosa preoccupante è che sono molto egoista, quindi compio azioni "cattive" quando con la logica non arrivo a capire come mi devo comportate>

Il termine cattivo non è corretto, ma egoista si, esempi?
Penso a fare quello che voglio io e basta, non considerando lo stato delle persone vicine a me.

Esempio, ora rabbrividisco per la vergona, con la mia ragazza in montagna, dovevamo arrivare alla cima, lei si e' sentita male, ha vomitato ed ho insistito per farla salire sula cima della montagna senza pensare troppo. Questo per estremizzare il concetto, se voglio fare una cosa non mi interessa di niente e nessuno.

Grazie mille,
Stefano

[#4] dopo  
Utente
Mi ero dimenticato di dire che
sono geloso delle persone che hanno dei bei rapporti di amicizia , tipo la mia ragazza è favolosa a gestire queste cose...
Cosa fondamentale in questo stato non sono FELICE, sono alla ricerca di non so cosa, e non vivo il qui/ora e quasi mai ricordo le cose più belle ( perchè ogni volta penso a qualcosa che mi tormenta ) mentre quelle meno si. Quindi ad un certo punto, mi stufo e mollo la persona.
Saluti
Stefano

[#5]  
Dr.ssa Laura Rinella

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<Ora che sono adulto e dopo essermi tormentato tantissimo per cercare di capirmi, penso di aver individuato la causa almeno in parte che mi porta ad essere cosi', non mi piace dirlo, ma credo che sia il rapporto con mio padre. >

Quello che conta in questo momento è però sapere come affrontare , gestire e risolvere le sue difficoltà.

Dovrebbe rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta che la possa aiutare a far fronte efficacemente ai suoi blocchi emotivi, relazionali e a ogni disagio connesso.

Le segnalo questi articoli, utili per una eventuale scelta del professionista a cui rivolgersi, ai link

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1333-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico-parte-ii.html

Se le necessitassero ukteriori informazioni restiamo in ascolto.

Cordialità

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#6] dopo  
Utente
Per la questione fiducia, sono fiducioso nelle persone generalmente. Per le persone a cui confidare le cose, se sono troppo amiche ed hanno una certa visione di me, non mi confido, preferisco persone che conosco ma che non vedo da molto e/o non frequento molto.

Il rapporto con i miei, partiamo dicendo che sono ancora a casa con loro, quindi tutto sommato il rapporto è buono se andiamo ad analizzare l'apparenza.

Nel pronfondo, molte volte prenderei mio padre a calci per come si comporta, e mi sono sempre ripetuto che non vorrei essere come mio padre, che è stato molto egoista con mia madre condizionandola per tutta la vita. Mentre mia mamma mi fa tanta tenerezza per tutto quello che ha passato.

Sicuramente mi rivolgerò ad un professionista.

Grazie mille.
Stefano