Utente
Ai tempi universitari, fine anni '90, avevo un debole per una ragazza, mia vicina di casa. Senonché io sono dovuto partire all'improvviso per il servizio militare, e lei ha poi cambiato casa per problemi con una coinquilina. L'università l'ho svolta a 300 km da casa.
Dopo il militare sono tornato nella stessa casa dov'ero, ma questa ragazza che aveva cambiato casa non usciva più col mio gruppo perché era andata ad abitare in un posto poco raggiungibile e usciva poco. Una volta rivista, non ha voluto cedermi i suoi numeri di telefono che ho avuto solo pochi mesi prima che si fidanzasse, ed era troppo tardi. Inoltre, io non ero sempre presente nella città dove stavo studiando.
Una volta laureato, sono rimasto nella stessa città per una serie di cose (stage, lavoro) e ho cominciato ad incontrarla spesso, iniziando poi a chiamarla varie volte, tipo ogni 2 mesi con le scuse più disparate (compleanni ecc.). Mi sentivo male a vederla col ragazzo, mentre quando la incontravo da sola capitava di passeggiare insieme, anche se poi mi dispiaceva quando la lasciavo.
Nel 2006 sono tornato nella mia terra d'origine (Lazio) e ho svolto dal 2007 al 2011 qualche lavoro a Roma. Ora sono disoccupato da due anni, ma la situazione emotiva era sotto controllo. I contatti con lei sono rimasti, ma ero tranquillo perché cmq non la vedevo, anche se la pensavo spesso.
A fine maggio per puro caso ho incontrato la sorella su un social network; c'erano anche foto di questa ragazza, e nel vederle sono crollato emotivamente iniziando a soffrire forse di una forma lieve di depressione (crisi di pianto, malinconia ,nostalgia, domande sul mio futuro ecc) dovuta anche al fatto che sono senza lavoro e che quasi tutti i miei amici universitari stanno lavorando in città interessanti con lavori in alcuni casi eccellenti.
L'ho richiamata anche a metà giugno, abbiamo chiaccherato un po' come era già capitato (ci sono poi anche scambi di sms, a volte). Persino quando incontro persone che svolgono la sua stessa professione mi sento male o anche quando vedo qualche immagine che ricorda lei anche se non è una sua foto. E' normale pensare sempre a lei, dopo tutto questo tempo? lei stessa mi ha detto che i contatti possono restare (anche se non è facile da trovare). Quando ho lavorato a Roma ci ho pensato di meno (là vedevo anche alcuni amici di quel gruppo) ma stando al mio paese ho sempre questi attacchi nostalgici, perché il mio futuro è in bilico (anche se sto per tornare alla Capitale alla ricerca di qualcosa..). Lei mi manca tanto, come altri ragazzi (che però sento).

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Dr.ssa Antonella Bruschi

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Gentile utente,
Mi pare che l'interesse per questa ragazza sia il sinonimo di tutto ciò che avrebbe potuto ottenere e che invece non ha ottenuto.
In altre parole il ritorno al suo paese e la mancanza, forse, di stimoli interessanti, le riaccendono l'interesse per questa ragazza.
Non ci dice se al momento la sua vita sentimentale e' appagante, se ha amici, insomma come sono le sue relazioni interpersonali..
Al momento anche l'essere disoccupato forse aumenta la sensazione di disagio.
Le consiglierei di contattare qualche collega nel pubblico che la possa aiutare ad uscire da questo stato di "malinconia"( uso questo termine perché fare diagnosi a distanza non è possibile..).
Nel contempo le suggerisco di provare ad instaurare nuovi contatti, conoscere nuove persone, pensare di fare del volontariato, iscriversi ad una palestra, ecc.
Cordialmente
Dr.ssa Antonella Bruschi

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Dr. Armando De Vincentiis

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Gentile utente è relativamente normale che in una condizione emotiva fragile ci si possa aggrappare a situazioni passate nel tentativo di riviverle anche a livello emotivo. tuttavia proprio questa operazione fa si che ci si leghi ad esse senza progettare cose nuove e congelarci nello stato depressivo.
Una nuova progettualità può essere di aiuto, altrimenti ne deve parlare con un terapeuta.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#3] dopo  
Utente
In effetti ho deciso dopo l'estate di tornare a Roma alla ricerca di un lavoro (quindi ho questo progetto, ma in Italia è difficile qualunque cosa.. oltretutto devo cercare una stanza e quindi inizialmente "investire")). Non ho vita sentimentale, e al paese ho pochi amici perché è anche difficile trovarne, a parte qualche caso (e molti hanno la loro vita). Un paio del gruppo universitario dovrei vederli ora in agosto. Quando sono stato alla Capitale (2007-11) mi sentivo abbastanza bene, i lavori erano interessanti, ma sono durati poco e inframezzati da periodi passati a casa. Ho vari hobbies (chitarra, mountain bike ecc.) ma ora sono fermo da lavoro e non sempre ho voglia di coltivarli.
Il ricordo di questa ragazza, con la quale comunque non sono stato mai stato insieme pur essendole rimasto (sinora) amico, è in effetti forte, ma in passato lo avevo tenuto sotto controllo ( i contatti con lei sono di solito, diciamo cosi, "istituzionali)". E' stato nel vedere sue foto a fine maggio che sono "crollato", continuando a pensarla intensamente. E' incredibile come mi rivenga in mente per poco, insieme alla nostalgia del periodo universitario (anche questa spesso tenuta sotto controllo) che tra l'altro a volte hanno anche alcuni amici che hanno una vita presente soddisfacente (un paio d'anni fa, nel mio ultimo periodo "romano", sono stato proprio io a doverne "consolare" uno). E' anche possibile che se uno dei contratti lavorativi a Roma fosse stato prolungato ora starei meglio, e non solo sul discorso lavoro.
Per quanto riguarda alcuni amici del periodo universitario, potrebbe essere anche normale sentire la loro mancanza (ma la sento solo di un piccolo gruppo, compresa questa ragazza).

[#4] dopo  
Utente
Nel ringraziarvi per la Vostra cortese risposta, volevo anche aggiungere che il mio stato d'animo è anche causato dal fatto di aver avuto tante delusioni sul piano lavorativo, perché vari progetti non sono andati come dovevano, compresi quelli di voler restare nella città ove avevo studiato e poi a Roma.
Aggiungo che il mio stato d'agitazione è soprattutto giornaliero (alla sera chissà perché sto meglio, anzi a volte non vedo l'ora che arrivi il buio), al quale cerco di ovviare andando a trovare qualcuno e uscendo spesso con scooter e auto, facendo giri anche lunghi.
Nei weekend esco con un paio d'amici, ma a volte mi ritorna il "legame" con gli amici del passato che però come detto sento anche nel presente. L'anno scorso ero deluso per la mancanza di lavoro e altro, ma non mi sentivo cosi. Le foto di quella ragazza hanno fatto "saltare" le mie convinzioni personali, la sua voce spesso mi "frulla" nella testa (l'ho sognata anche la notte, ma per anni non è successo, Faccio comunque altri sogni strani).
E' vero che sono molto emotivo, a volte anche negli anni universitari (in autunno e inverno) avevo qualche" crisi, ma passava perché frequentavo varie persone. Anche là stavo meglio a calar della sera.

[#5] dopo  
Utente
Per concludere, il probabile contatto con un terapeuta avverrà se il progetto di cui ho parlato su dovesse andare male, perché poi a quel punto sarei nuovamente costretto a tornare "fisso" al mio paese, ove non ho interesse per le iniziative che ci sono e per relazioni interpersonali che non sono neanche facili da mettere in atto. Ho 41 anni (quasi) ma sembra a volte di averne 60, nonostante io cerchi di distrarmi (ho vari hobbies, come dicevo, ora per esempio pratico molta mountain bike e qualche volta riesco anche ad uscire). Il presente insoddisfacente rimanda inevitabilmente al passato bellissimo che ho avuto (all'università) o comunque interessante (ai tempi del lavoro a Roma).
Per curiosità, aggiungo anche che nell'ultimo contatto telefonico avuto con la ragazza di cui parlavo, lei si è quasi giustificata con me del fatto di aver dovuto lasciare quell'appartamento del mio vicinato mentre io facevo il servizio militare, visti i problemi di quella coinquilina. A volte anche lei è attratta dai ricordi, in maniera entusiastica, a volte meno.