Utente
Buongiorno sono una ragazza di 22, premetto che mia madre e mio padre si sono separati quando io avevo 6 anni, mio padre era una brutta persona ci ha fatto molte cose brutte. Da quando si sono separati mio padre è sparito e da li ho avuto sempre il terrore che anche mia madre mi avrebbe abbandonato. Da quando sono piccola ho sempre fatto tutte le cose da sola, mia madre doveva lavorare tanto per mantere me e mia sorella e purtroppo non è potuta essere troppo presente, crescendo ho avuto un'adolescenza un pò complicata con il fatto di essere cresciuta più in fretta degli altri non mi trovavo benissimo con i miei coetani. Premetto che fin da subito mi sono sempre data da fare, ho iniziato a lavorare a 16 anni, mai avuto ansia. A partire dai 18 anni, mia sorella è andata a vivere in Australia con il suo compagno e da lì è iniziato tutto ho avuto proprio un brutto attacco d'ansia, questo successe a settembre 2009. Ho cercato subito di reagire ho trovato un lavoro e ho continuato a studiare quell'anno avevo la maturità, contemporaneamente ho anche iniziato la mia storia con il mio attuale fidanzato con il quale sto benissimo. Iniziata l'università andava tutto bene (solo qualche momento, ma niente di particolare), in seguito mia madre a maggio 2012 è stata licenziata e da lì è iniziato l'incubo ho passato un mese in cui l'ansia mi ha divorato dormivo pochissimo e infatti mi sono dimagrita tanto perdendo anche tempo con l'università e rimanendo indietro. Ho cercato di farmi aiutare da una psicologa ma il costo in termini economici era veramente eccessivo da sopportare. Ad oggi, tre mesi fa ho scoperto di avere l'endometriosi all'ovaio sinistro. Questa situazione mi preoccupa ancora di più. La mia ansia si manifesta in tutti quei casi in cui ho paura che mi succeda qualcosa e che non ci sia nessuno di fidato che possa aiutarmi. Infatti non riesco a prendere il treno e a volte neanche la macchina, perchè ho paura che possa succedermi qualcosa. La mia domanda è questa, dopo aver passato una vita in cui ho fatto tutto da sola, sono riuscita sempre a risolvere i miei problemi, è possibile che adesso a 22 anni abbia così paura? Mi sembra come se stessi risentendo di tutto il tempo che ho passato da sola Voglio uscire da questo tunnel, voglio essere coraggiosa e affrontare tutto da sola, ma ultimamente sento proprio il bisogno di stare con gli altri. Cosa devo fare?

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Dr.ssa Laura Rinella

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<Ho cercato di farmi aiutare da una psicologa >

Gentile Ragazza,
per quanto tempo l'ha seguita la psicologa?
Che tipo di percorso ha fatto?
Ha ricevuto una diagnosi?
Da quanto tempo ha interrotto?

<La mia domanda è questa, dopo aver passato una vita in cui ho fatto tutto da sola, sono riuscita sempre a risolvere i miei problemi, è possibile che adesso a 22 anni abbia così paura? >
Si è possibile, lei finora ha tenuto duro e reagito, ma probabilmente c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Gli avvenimenti recenti, come ad esempio il licenziamento di sua madre e l'endometriosi, avrebbero un peso nel concorrere a sostenere la sua ansia. o slatentizzare quella pregressa.

Cosa devo fare?

Dovrebbe nuovamente rivolgersi a un nostro collega, dati i disagi riferiti che si riverberano sulla sua qualità di vita.

Può rivolgersi al servizio pubblico ad esempio presso il Consultorio Familiare ASL Spazio Giovani del suo territorio, non occorre prescrizione del medico di base

Ecco il link con i riferimenti per la sua città
http://www.vitadidonna.it/sanita/consultori/consultori-familiari-di-roma-elenco.html

Ci faccia eventualmente sapere in futuro

Un caro saluto
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente
Sono stata seguita per due settimane era l'anno scorso a maggio quando mia madre fu licenziata, ma come ho detto il costo era eccessivo. Ho risolto cercando di non pensarci più e obbligandomi per quanto potevo a fare la vita di sempre, andare all'università, studiare, stare con gli amici e devo dire che ha funzionato. La psicologa mi disse che tutto questa ansia era legata al fatto che durante la mia vita, ho avuto sulle spalle troppe responsabilità e che non avendo avuto la figura paterna è stato più difficile, penso che l'orientamento era cognitivo-comportamentale. La ringrazio per la tempestività della risposta, sono fiduciosa sul fatto che questo periodo passerà, anche perchè ultimamente uscendo poco e divertendomi poco ho notato che più penso e più i problemi aumentano.
Se cerco di pensarci il meno possibile e distrarmi ed occupare la vita con tante cose ( tra cui lavorare la situazione può migliorare? Io sono consapevole che lei mie paure sono inutili e che tanto preoccuparsi non cambia la realtà dei fatti, ma l'altra parte di me ha paura. Sarò condizionata da tutte le sofferenze del passato?

Grazie mi rivolgerò ad un consultorio

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Dr.ssa Laura Rinella

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Da quanto ha riferito finora, mi trovo d'accordo con la sua ex curante, oltretutto l'orientamento cognitivo-comportamentale si rivela molto indicato per i suoi disagi.

Tuttavia anche presso il servizio pubblico può trovare ottimi professionisti, dunque iniziereri ad attivarmi in merito.

Per quanto riguarda il distrarsi piacevolmente può certamente aiutare - un lavoro non saprei , dipende da come lei lo vivrebbe, dal carico ecc.

Cordialità
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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