Utente 293XXX
Salve, vi scrivo per chiedere un o parere su un mio comportamento, cosa che ho sempre ritenuto essere parte della mia personalità ma noto che si sta "aggravando". In pratica ogni ricordo importante della mia vita anche le cose belle come successi e soddisfazioni, li ricordo nel dettaglio spiacevole, nel dettaglio sbagliato!
Es. esame di maturità il ricordo per me è legato a quella domanda in cui non seppi rispondere bene.
Laurea triennale, la festa non è andata come avrei voluto.
Laurea specialista, ricordo il mio ex, quindi giornata da dimenticare.
Matrimonio: dettaglio che non rifarei, quindi, mi da fastidio rivedere le foto.
In generale sono una persona pacifica che si accontenta, un po' chiusa, pochi interessi. Non sono insicura nel momento in cui faccio le miei scelte sono convinta, poi però mi pento sempre per qualcosa ed è questo che mi fa odiare il passato, sempre, perché c'è sempre qualcosa che non va. Non provo rancore verso gli altri ma solo verso me stessa, sono io quella "fessa, stupida". E ciclicamente mi ritrovo a pensare ad un evento, richiamandolo alla mente in momenti diversi della giornata anche quando faccio o parlo di cose completamente diverse. Ha un nome questo mio comportamento? E' solo il mio carattere o è qualcosa sulla quale si può lavorare?

[#1]  
Dr. Giuseppe Del Signore

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E' qualcosa sul quale si può lavorare, perché potrebbero essere pensieri legati ad alcune insicurezze o ad una bassa stima di se, soprattutto se tende ad incolparsi troppo delle cose che non vanno.

Ripensare al passato con la cognizione attuale potrebbe rendere spiacevoli ricordi che magari al momento degli eventi avevano tutt'altra tonalità affettiva. Pensieri e ricordi hanno una forma dinamica e non statica, ossia potrebbero modificarsi nel tempo (da un punto di vista emotivo).







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Potrebbe trattarsi di un problema d'ansia, che La porta a rimuginare sugli eventi.
Ha mai pensato di parlarne direttamente con uno psicologo?
Immagino che questi pensieri non Le permettano di stare bene e di vivere serenamente....
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]  
Dr. Gianluigi Basile

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Oltre all'analisi fatta dai colleghi mi sento di aggiungere una riflessione sull'immagine che lei ha di se stessa: alcune volte quando si hanno aspettative elevate sulle proprie prestazioni ed un ideale di perfezione a cui ci si può inconsapevolmente uniformare i dettagli che certificano errori o piccoli fallimenti possono essere ingigantiti e far passare in secondo piano la situazione globale e l'emozione generale che è accompagnata ad essa. Chiaramente andrebbe approfondita maggiormente la questione, ad esempio conoscendo maggiormente la sua storia familiare e il rapporto con le sue figure genitoriali. Ritengo che una consulenza psicologica su queste tematiche le possa offrire un buon punto di vista sulla questione e possa essere un modo per fare maggiore chiarezza su come lei si vede.
Dr. Gianluigi Basile - Psicologo - Roma
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica Integrata
www.psicologobasile.it

[#4] dopo  
Utente 293XXX

grazie per le vostre risposte
ho riflettuto in questi giorni e sicuramente come scrive il dott. basile ho grandi aspettative su me stessa, che purtroppo mi portano ad avere paura di fallire e ciò si traduce in paura di spingersi oltre, relegandomi, da sola, ad una vita "statica"......
penserò all'idea di rivolgermi ad uno psicoterapeuta, ma non lo direi a nessuno dei miei familiari e amici....sarebbe una cosa accettabile? avete pazienti che vengono in segreto!?

[#5]  
Dr. Gianluigi Basile

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Iscritto dal 2013
Chiedere un consulto ad uno specialista per delle difficoltà é normale e i modi o i tempi della comunicazione ai familiari non sono uguali per tutti, ognuno ha il proprio tempo soggettivo a cui far riferimento. La psicoterapia è una scelta personale che ha dei riflessi importanti sulle persone che la circondano. Non é detto che debba comunicarlo subito ai suoi familiari. Parte del processo terapeutico potrebbe consistere anche nel comprendere le resistenze che ci possono essere nel fare una comunicazione di questo tipo. Può capitare ad esempio che alcuni pazienti comunichino di aver intrapreso una terapia soltanto diverso tempo dopo l'inizio della stessa e solo a persone che sentono emotivamente vicine.
Si senta libera di parlarne con il suo terapeuta qualora incominciasse questo percorso.
Dr. Gianluigi Basile - Psicologo - Roma
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica Integrata
www.psicologobasile.it