Mio figlio non vuole dormire

Buona sera gentili medici,
Sono padre di due figli, una ragazza di 16 anni ed il piccolo di 10. Premesso che abitiamo in una bella casa fuori il centro abitato, con giardino e tanta aria libera. Le camere da letto sono disposte al piano superiore tutte adiacenti tra loro. Il maschietto di 10 anni sin da piccolo ha sempre dormito con noi, nel nostro lettone, in quanto la sua camera era molto distante dalla nostra. Da quando ci siamo trasferiti in questa nuova casa, ben 5 anni fa, le abbiamo allestito una camera tutta sua tra quella di sua sorella e la nostra. Abbreviando il discorso, non c'è verso di farlo dormire nella sua stanza. Le abbiamo provate tutte tra cui, a turno, addormentarci con lui per poi andare nella nostra camera e vedercelo spuntare nel pieno centro della notte. Adesso sembra peggiorato. non ne vuole sapere di andare nella sua camera, io nel contempo mi sono trasferito in un'altra stanza e lui dorme con mia moglie. Vuole necessariamente la mano altrimenti non si addormenta, si sveglia spesso di notte e vuole alzarsi per andare a vedere la tv, insomma ha paura di dormire, ha paura del buio e preferisce anche rimanere sveglio tutta la notte senza crollare dalla stanchezza. Ho provato a farlo ragionare e farmi raccontare i suoi timori, nulla....ha una grande paura del buio. Premesso che siamo dei genitori molto attenti, una famiglia felice e non permettiamo visione di film per adulti. Alle volte, quando insistiamo, gli vengono le crisi di pianto con tosse e poi, inevitabilmente, vomita. Che fare??????.....grazie anticipatamente
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
Solitamente le difficoltà di addormentamento dei bambini non stanno nella notte, ma nel giorno.

È un bambino sereno?
Siete dei genitori sereni?
Qualcuno di voi soffre d'ansia?
Di depressione?

Spesso la notte, con la sua dimensione onirica ed inconscia, rappresenta per i bambini una vera e propria minaccia..

Sarebbe utile che voi genitori richiedeste un colloquio con uno psicologo

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

in situazioni come quella che ha descritto sono i genitori che gestiscono in modo non opportuno il problema, perchè se il bimbo ha paura del buio o di dormire da solo (paure comprensibilissime, per carità), Lei e Sua moglie -pur con tutte le buone intenzioni- non state facendo altro che rafforzare il problema.

E, così facendo, il bambino ha preso sempre più spazio nella vostra vita (addirittura non dormite più neppure insieme) e non ha imparato a superare queste paure come un bimbo della sua età avrebbe già dovuto fare.

Qui il problema è più semplice di quanto sembra: si tratta di una cattiva abitudine che deve essere eliminata, NON rafforzata!
Perciò dovreste evitare di rafforzare questa paura "provandole tutte": da un punto di vista della teoria dell'apprendimento, voi state mettendo in pratica un rinforzo intermittente, cioè non siete fermi col bambino una volta che avete preso una decisione, ma tornate sui vostri passi CONFONDENDO IL BAMBINO e facendogli capire che può dormire con voi quando vuole e che può non imparare a dormire da solo.

Fate attenzione perchè questo ora è un problema a casa, ma se il bimbo volesse andare a dormire da un amichetto o dai nonni, ecc... come farà?

Quindi prendete la decisione più opportuna su come fare e siate fermi. Anche se il bimbo piange o vuole venire nel lettone.

Se non ce la farete da soli, uno psicologo può aiutarvi, ma di persona.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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dopo
Utente
Utente
Buongiorno gentili medici,

Innanzitutto grazie per le Vs celeri risposte

Rispondo alla Dott.ssa Randone confermando che mio figlio è un bambino sereno, intelligente, creativo e socievole. Anche noi siamo genitori molto sereni, ironici e presenti senza per'altro essere stressanti. Io soffro d'ansia da molti anni, mi curo periodicamente ma in famiglia è come se non lo sapessero in quanto sto molto attento a non evidenziare la mia sofferenza. Credo (potrei sbagliarmi) che non vi siano problematiche in famiglia tali da condizionarlo nel suo inconscio.

Rispondendo alla Dott.ssa Pileci, quindi lei pensa che dovremmo attuare un atto di forza senza farci commuovere dalle sue reazioni? Noi credevamo che sarebbe stato controproducente ma ovviamente detta da un professionista non ci resta che provare con tanta pazienza

Grazie e cordiali saluti
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<Io soffro d'ansia da molti anni, mi curo periodicamente... sto molto attento a non evidenziare la mia sofferenza.>

Gentile Utente,
l'ansia, al di là attenzioni nel non farla trasparire, comunque passa in qualche modo e i bambini sono come spugne, "assorbono" le ansie dei genitori.

In che modo si manifesterebbe la sua ansia? Quali sintomi?
Come si curerebbe periodicamente?

Se lei soffre d'ansia, una cura intermittente, al bisogno, non la aiuta a risolvere. L'ansia se non trattata a dovere tende a cronicizzarsi o peggiorare.

Tornando al sonno del suo bambino, concordo con quanto sostiene la Collega Pileci, occorre gestire diversamente la situazione.

Date comunque le difficoltà incontrate finora protatte nel tempo e anche le preoccupazioni che sembrano trasparire dalla sua risposta, un nostro collega di persona potrebbe indicarvi strategie specifiche da mettere in atto per una buona gestione del problema.

In ogni caso, da un punto di vista sistemico relazionale, il comportamento dei bambini è meglio decodificabile alla luce delle dinamiche interattive dei contesti in cui è calato, in primo luogo quello familiare.

Ci parla di un clima familiare sereno, nello specifico la vostra vita di coppia lo è altrettanto?


Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 93 43
Gentile Utente,
compito di noi genitori è senz'altro quello di aiutare i nostri figli a diventare "grandi": i modi e i tempi sono ovviamente specifici di ogni situazione.
Per aiutarvi nelle vostre riflessioni, vi consiglio la lettura di questi utili articoli:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/6-i-bambini-e-il-lettone-dei-genitori.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3763-dormire-nel-lettone-quali-effetti-sul-bambino.html

Cordialità.



Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Personalmente non credo che il suo sentire sia disgiunto dalle difficoltà di suo figlio, in un ambiente familiare le ansie passano e si contagiano, ma siamo online e non è fattibile una diagnosi.

A mio avviso, da mamma oltre che da clinico, ignorare il malessere del bambino non è semplice, oltre che doloroso...

Forse un approccio più "familiare " alla problematica sarebbe utile

Sanare le ansie e leggerle in maniera adeguata, può migliorare il sonno del bambino
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Utente
Utente
Gentile dott.ssa Rinella

Capisco quanto lei voglia dire. Verissimo che i bambini sono come spugne e percepiscono anche ciò che non è evidente ma mi creda, mi sforzo tanto affinchè il mio "disturbo" non coinvolga la mia famiglia anche se, come afferma lei, indirettamente può influenzarla. Mia grande colpa potrebbe essere la manifestazione di troppa apprensione e questo potrebbe essere la causa che lo rende così timoroso e impaurito. Ho provato a cambiare ma il cambiamento radicale è utopia ma confesso che ho modificato parecchio il mio approccio verso i miei figli mettendo da parte, anche se in parte, la mia troppa ed esagerata apprensione. Le mie cure non sono saltuariamente, mi sarò espresso male io. Diciamo che alterno periodi con cure farmacologiche associate a psicoterapie e periodi dove i semplici incontri con la mia terapeuta bastano per farmi stare bene. Conduco una vita abbastanza stressante sia lavorativa che familiare in quanto spesso mi sostituisco a mia moglie la quale anche lei lavora e quindi dobbiamo necessariamente collaborare con le faccende domestiche nonchè le attività dei ragazzi sia scolastiche che ricreative. Nonostante tutto la nostra vita di coppia è serena anzi....qualcuno ci ha soprannominato "la famiglia del mulino bianco" :-). Accetto il suo consiglio di consultare personalmente uno specialista. Grazie e cordiali saluti
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Utente
Gentile Dott.ssa Scalco

La ringrazio per il suo intervento e gli articoli cui leggerò con molta attenzione

Grazie e cordiali saluti



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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<diciamo che alterno periodi con cure farmacologiche associate a psicoterapie e periodi dove i semplici incontri con la mia terapeuta bastano per farmi stare bene>

La terapia farmacologica è monitorata a livello specialistico?

Intende dire che sta seguendo un percorso psicoterapico continuativo , di quale approccio e da quanto tempo?
Benefici?
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dopo
Utente
Utente
Gentilissima Dott.ssa Randone

Mi piace quanto scrive...

<<Sanare le ansie e leggerle in maniera adeguata, può migliorare il sonno del bambino>>

Non immagina quanto c'ho provato e continuo ancora adesso a farlo ma evidentemente non essendo un professionista i miei tentativi falliscono. Giusto oggi, all'uscita di scuola, in macchina verso casa ho ripreso il discorso chiedendo con i dovuti modi (quasi ad essere un amico) quali fossero le sue paure. Ha paura del buio, che durante la notte possano manifestarsi brutte creature, uscire dall'armadio, da sotto il letto. Ribadisco che siamo molto attenti a non fargli vedere film di paura o violenza o quant'altro non sia adeguato alla sua età. Inutili le mie rassicurazioni sull'inesistenza di tali creature, che son tutte fantasie e come tali devono essere viste e quindi spostare il pensiero su qualcosa di bello, su cosa e come ha giocato durante il giorno, sui programmi del giorno successivo e quindi spegnere quel film che purtroppo proietta nella sua mente quando si fa sera, quando rimane da solo in camera e non ha la presenza dei genitori.
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Utente
Utente

Dott.ssa Rinella,

La terapia farmacologica è monitorata da un neurologo che mi segue da ben 18 anni
e consiste in un antidepressivo SSRI (alle volte cipralex, alle vole zolofot) e ansiolitici quali xanax o EN il tutto a bassi dosaggi e per periodi più o meno lunghi (dai 6 ai 12 mesi e forse anche più)

Soffro di ansia generalizzata con a volte una componente ossessiva di tipo rimuginativa

Associo alla terapia farmacologica anche le sedute di psicoterapia che oramai si sono ridotte ad un semplice colloquio di supporto e rassicurazioni nei periodi di crisi, avendo già scoperto la causa del mio malessere ma che purtroppo non riesco ad eliminare per cui mi impegno ad una pacifica accettazione e convivenza del disturbo sdrammatizzando i vari sintomi e continuando a svolgere i miei compiti e vivere la mia vita nel miglior modo possibile

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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Semplici colloqui di supporto? Cioè?
Rassicurazioni? A chi soffre d'ansia???
Le rassicurazioni danno semmai un sollievo temporaneo, non aiutano, svanito l'effetto se ne cercano di nuove, altro non fanno che alimentare l'ansia.

Scoprire poi le cause del malessere non equivale a risolverlo. Per quanto tempo ha fatto la psicoterapia e di quale approccio/orientamento? Potrebbe cortesemente dirci di più?

Per i disturbi d'ansia sono comunque particolarmente indicate terapie attive e focalizzate, come ad esempio la TCC o quelle di tipo sistemico.

Intanto legga questo articolo
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html

https://www.medicitalia.it/salute/psicologia/27-ansia.html


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Utente
Utente
Gentilissima Dott.ssa Rinella

Capisco cosa vuol dire, mi sembra oramai di esser diventato un "esperto" sui disturbi d'ansia dopo tanti anni che ci soffro e tante, ma tante letture e documentazioni in materia

Al momento sto abbastanza bene o meglio dire "sto bene perchè non sto male" ;-)

Ciò che mi preme adesso è risolvere il problema di mio figlio, se problema è il termine esatto.

Grazie e cordiali saluti





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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Non siete clinici, ma siete genitori e non è affatto poco!

Se da soli non riuscite un nostro collega potrà aiutarvi, sono certa che dormendo il bambino anche lei sarà più sereno...e viceversa....

Non lo viva come un fallimento, a volte basta poco e la situazione cambia, i bambini imparano in fretta e se non ci sono traumi o disagi importanti, basta cambiare approccio e remare tutti a favore, che la situazione può rientrare velocemente
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<Ciò che mi preme adesso è risolvere il problema di mio figlio>
Certamente è davvero importante , ma il suo benessere (di lei che scrive) lo è altrettanto e non estraneo a quello del suo bimbo nonché a una migliore gestione della situazione descritta.


Certamente ottimo fare buone letture, tuttavia non possono sostituire le appropriate cure, dati i disagi ancora in corso e non risolti (come esponeva in precedenza) ma credo data la sua esperienza in materia che lo sappia bene.

Cordialità

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Utente
Utente

Gentili Medici

Un ringraziamento a Voi tutti per i preziosi consigli e suggerimenti di cui faccio tesoro

Cordiali saluti

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