Aiuto con compagno bdsm

Buongiorno, sono una donna di 36 e ho un problema con il mio compagno, più grande di me di sette anni, e con cui sto da circa due anni. L'altro giorno ho casualmente sentito che faceva un telefonata, di nascosto, a una ragazza di 26, che lavora per un suo cliente e che conosco anche io. Ne è venuto fuori che lui sente questa persona, sposata e con due figli, perchè sta nascendo tra loro un' amicizia, da circa un paio di mesi, e perchè sta cercando di farne la sua "schiava". Sapevo da quando stiamo insieme che il mio compagno praticava da anni il bdsm. Ma di fronte alle mie perplessità in proposito, ha sempre detto che per lui non era un problema avere una compagna vanilla come me e che il sesso normale gli piace. E in effetti era così, la nostra sessualità era soddisfacente. Noto invece da qualche mese, che arriva all'eiaculazione con sempre maggiore fatica, sia quando siamo insieme che quando, dice lui, si masturba da solo magari con l'aiuto di un porno. Proprio perchè avevo già notato che chattava con altre persone, cosa che faceva coprendo però solo in parte le sue tracce, ma non volendo comunque parlarne più di tanto, avevo accettato, a fatica, che lui potesse in qualche modo vivere questo suo lato, senza sesso e non con persone reali, ma diciamo solo virtuali pur di renderlo felice. Anche perchè lui non vuole ASSOLUTAMENTE vivere il suo ruolo di Master con me, neanche in minima parte. Anzi paradossalmente il fatto che con me stia così bene lo ha portato a risvegliare questa parte il lui. Io però ora mi sento tradita, offesa, umiliata. Mi sembra che tutta la nostra storia sia compromessa, perchè mi ha mentito e perchè mi tiene fuori da questa parte di se. Per di più trovo l'idea di chattare e di realizzare queste fantasie con donna che conosciamo molto pericolosa. Voglio aiutarlo e riuscire a superare questa crisi, perchè a parte questo problema, sto benissimo con lui e lui dice di essere molto inamorato di me. Ma non so come comportarmi e cosa fare.
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Lei sue riflessioni sono quantomeno ragionevoli e vale la pena discuterne insieme, magari consultando un Collega per un incontro di coppia, evitando in questo modo di alimentare uno "sdoppiamento" del rapporto dove il piacere viene ricercato altrove.

Queste pratiche se non vissute nella condivisione del rapporto di coppia possono incrinare la relazione, proprio perché subentrano altre persone "reali" e non più fantasticate come avviene nella masturbazione.





Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile utente,
posso comprendere il suo attuale senso di "impotenza" e di disorientamento di fronte a questa situazione, perché come sottolineato dal collega certi vissuti debbono essere condivisi all'interno di una coppia, per poter essere accettati ed elaborati.

Nel momento in cui si sente a disagio, si sente esclusa dal suo rapporto di coppia... credo sia costruttivo confrontarsi con il suo compagno riguardo ai reali bisogni e desideri di entrambi.

Tutto questo diventa necessario, per comprendere se alla base del vostro rapporto ci sia realmente una importante "fondamenta" da rinnovare, alimentare questa relazione.

Nel momento in cui si accorgesse che un tale confronto diventa impossibile, allora l'aiuto di uno psicosessuologo potrebbe essere utile, anche, per una chiarificazione sulle caratteristiche di queste pratiche sessuali e il significato attributo da entrambi i componenti della coppia.

Spero in una riflessione costruttiva...

Un caro saluto
[#3]
dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Ringrazio entrambi per le vostre risposte, che trovo particolarmente preziose. Vorrei specificare ulteriormente.
Ne parliamo e stiamo continuando a farlo, anche se lui spesso mette un muro. Quella parte la vuole vivere da solo, lo eccita il pensiero di avere il totale controllo di una persona, da esercitare anche solo telefonicamente. Ma io non capisco proprio il suo volermi escludere dalla cosa, che vuole mantenere solo per se, il suo non volerci nemmeno provare. E' veramente impossibile inserire questi aspetti (entro limiti condivisi da entrambi) all'interno di una normale vita di coppia? Ho visto che il mondo a cui il mio compagno fa riferimento e mi pare un mondo molto variegato in cui sono presenti diverse sfaccettature. Allora cos'è che lo fa comportare così? Mettendo a rischio la sua relazione con me e la sua amicizia con il marito ( che lui stima moltissimo) dell' altra donna?
Aggiungo che lui sostiene che sia la prima volta, malgrado abbia avuto in passato numerose relazioni sia tradizionali che di tipo bdsm, che si sente veramente innamorato di una persona. Tanto che pochi mesi fa mi ha chiesto di sposarlo e manifestando spesso il desiderio di avere un figlio.
[#4]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile utente,

Il fatto che lui espliciti di essere innamorato e desideroso di un figlio, non esula da un comportamento "particolare" per così dire...

Sarebbe opportuno comprendere, attraverso un confronto con un professionista, il suo mondo interiore e i bisogni che gli suscitano questo tipo di "pratiche"!

E' veramente impossibile inserire questi aspetti (entro limiti condivisi da entrambi) all'interno di una normale vita di coppia?
Nulla è impossibile, perché la "normalità" in sessuologia non è così ben definita...

Nel senso che "normale" in un rapporto di coppia intimo e sessuale è rappresentato da tutto ciò che è condiviso ed accettato da entrambi i partner...

Quello che può risultare normale per me può non esserlo per un altro e viceversa...

Spero di averle chiarito un po' di più ...

Un caro saluto
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>E' veramente impossibile inserire questi aspetti (entro limiti condivisi da entrambi) all'interno di una normale vita di coppia?<<
non è impossibile nella misura in cui questo provoca desiderio e eccitazione nell'altro. E' importante comprendere il motivo per quale non vuole condividere le sue fantasie, perché se non le trova sessualmente coinvolgenti difficilmente potrà condividerle con lei. Forse è anche per questo che cerca un "terzo" nella relazione.

>>Mettendo a rischio la sua relazione con me e la sua amicizia con il marito ( che lui stima moltissimo) dell' altra donna?<<
bisogna poi comprendere se il suo partner ha una parafilia, perché i comportamenti che lei descrive sembrano andare oltre la possibilità di vivere un benessere di coppia, questo però necessita di una valutazione approfondita.





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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Come ben sa questo mondo è complesso e sfaccettato.

Alle indicazioni dei colleghi, la invito a leggere queste letture, che non possono mai sostituirsi ad una consulenza de visu, luogo simbolico di ascolto, accoglienza e decodifica che vi aiuterà nel dipanare la matassa emozionale in cui verte.


Le inclinazioni sado/masochistiche solitamente rappresentano una vera e propria "prigione ripetitiva" oltre la quale la dimensione del piacere e sconosciuta se non impossibile....

La lascio con una frase del buon vecchio Freud:
" molti uomini amano donne che non desiderano e desiderando donne che non amano"

Talvolta in questo mondo così complesso, prevale un meccanismo di scissione tra pratica erotica ed amore.

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/3828-bondage-dominanza-e-sottomissione-un-po-di-teoria.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1613-sessualita-estrema-sado-masochismo-bdsm.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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