la scelta giusta per mio figlio.

Salve, ho iscritto il mio bambino alla scuola dell'infanzia, dove ci siamo appena trasferiti, quindi il mio bimbo inizierà l'asilo a settembre. Quando sono andata a iscriverlo la segretaria mi ha detto che se la preside fosse stata d'accordo avrei potuto portarlo subito il bimbo in quanto nato nel 2011 il 26 dicembre il bimbo poteva già frequentare l'asilo, invece a settembre sarebbe stato messo nella classe dei 2012, quindi in ritardo di un anno. Questo mi ha allarmata, perché per colpa mia il mio bimbo è già indietro dagli altri bimbi e dovrà stare in mezzo ai bimbi più piccoli a settembre .Al momento vivo al nord, ma sono originaria del sud Italia, e spesso scendo giù . Quando mio figlio aveva tre mesi ci siamo trasferiti al nord perché mio marito aveva trovato lavoro tramite concorso al nord, purtroppo a tempo determinato e ogni anno a dicembre non sappiamo mai se ci dovremo ritrasferire al nostro paese. Quest'anno pensavamo che il contratto non gli sarebbe stato rinnovato e sarebbe scaduto a dicembre e quindi avevo scritto il mio bimbo all'asilo al mio paese. Sono scesa al mio paese a ottobre prima che il mio bimbo compisse tre anni l'ho portato all'asilo, quando l'ho lasciato all'asilo lui sembrava contento, non volevo che andassi ma quando l'ho salutato era quasi convinto, poi la maestra mi ha raccontato che l'ha richiamato per fargli abbassare la voce e contemporaneamente era venuta un'altra mamma e lui ha iniziato a piangere. Il secondo giorno lo riporto lui non voleva farmi andare la maestra mi dice è ora di portare i bimbi in bagno , lei vada nel frattempo. Manco mezzoretta, mi accosto sotto la finestra della classe e lo sento piangere come non mai, ho cercato di resistere ma non c'è l'ho fatta sono entrata e l'ho portato a casa. Premetto che da quando ci siamo trasferiti io e il mio bambino siamo stati sempre da soli, tutto il giorno,in tre anni in totale, sommando tutti i minuti l'ho lasciato al massimo tre ore, ogni tanto incontriamo qualcuno al parco ma niente di più, lui adora i bimbi e fa subito amicizia. Quando scendiamo giù al mio paese lui non vorrebbe più andarsene, perché li, ha i nonni e i cuginetti, e la sua casa grande. Lui mi implora di ritornare come dice lui a casa nostra . Eppure è cresciuto al nord, ma vuole stare giù. A novembre non ho più insistito con l'asilo perché comunque a gennaio sarei dovuta risalire. A Gennaio risaliamo al nord ma non posso iscrivere il bimbo al paese dove vivevamo allora perché dovevamo lasciar casa in affitto e cambiarla con un'altra che abbiamo trovato in un altro paese. A Febbraio la proposta della segretaria sull'inserimento subito ma non potevo portarlo perché dovevamo scendere giù a metà marzo. Siamo rimaste che l'avrei richiamata ad aprile, ma non so che fare è bene che porti il mio bimbo all'asilo adesso a fine anno, i bambini potrebbero isolarlo adesso, e l'insegnante lo vedrebbe come una scocciatura, perché lo dovrebbe inserire. Qual è la cosa giusta per mi figlio. Aiuto.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile signora,

io credo che il vero problema sia il Suo atteggiamento e la Sua ansia: è vero che la separazione per i bimbi è difficile, ma deve aiutare Suo figlio ad affrontare questo momento, non a scappare dall'asilo.

La maggior parte dei bambini protestano quando fanno l'inserimento alla materna, è assolutamente normale. Si faccia aiutare ad aiutare Suo figlio a staccarsi gradualmente da Lei, perché è importante che il bimbo riesca ad imparare a stare con gli altri bimbi.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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dopo
Utente
Utente
Buon giorno dottoressa, grazie per avermi risposto, so che il problema sono io e me ne sono resa conto infatti per settembre il bimbo frequenterà assolutamente la materna, anche se piangerà continuerò ad insistere anche per tutto l'anno. Il problema che mi pongo è mandare o non mandare alla scuola materna il bimbo ora, cioè se come mi ha detto lo segretaria della scuola, il preside fosse d'accordo ad inserirlo ora, potrei mandare all'asilo il mio bimbo da domani? considerando che siamo a fine aprile. Mi chiedo se per il bambino non sia peggio inserirlo ora dato che ormai i compagnetti hanno fatto tutti gruppo e lo potrebbero escludere, e la maestra che ormai giornalmente ha un suo programma lavorativo, trovandosi con un bambino che avrà più bisogno di attenzione perché per lui saranno i giorni d'inserimento e quindi piangerà, per la maestra non sarà solo fastidioso e potrebbe prenderlo in antipatia?
Invece iniziare a settembre la maestra sarà pronta in quanto è preparata all'idea dell'inserimento per quel periodo, e i bimbi essendo tutti nuovi si creeranno le amicizie in quel momento. Io ho visto l'elenco dei bimbi ammessi e ho visto che risultano tutti dell'anno 2012, anche se con tre bambini sono più piccoli di una settimana in quanto loro nati i primi di gennaio e mio figlio la fine di dicembre.
Non so è un bene portare il bimbo all'asilo il 23 aprile? Sarebbe un modo per recuperare un pochino quello che ha perso o ormai è meglio aspettare a settembre?
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 92 43
Gentile Signora,
ovviamente questa è una decisione che dovete prendere Lei e suo marito: lui che cosa ne pensa?

Comunque, dal momento che richiede un'opinione, a mio avviso fareste molto bene ad inserire ora il bimbo alla scuola dell'infanzia.

Intanto avrebbe la possibilità di frequentare due interi mesi (la scuola termina il 30 giugno) e a quell'età sono un tempo già considerevole.

I bambini così piccoli non hanno di solito problemi a fare amicizia e, dunque, non esistono gruppi già formati e "chiusi", come magari potrebbe accadere in età più avanzate.

Il lavoro dell'insegnante non sarà di certo condizionato dall'arrivo di un bimbo nuovo e, in ogni caso, quello è il suo mestiere. Per quanto riguarda poi la pazienza e il tempo da dedicare al suo piccolo, ne avrà di certo di più ora con un unico inserimento piuttosto che tanti tutti insieme a settembre.
E anche suo figlio sarà agevolato dal fatto che non sarà circondato da bimbetti che piangono, ma vedendo i coetanei giocare sereni, farà meno fatica ad ambientarsi ed unirsi alle loro attività.

Le consiglio di tenere ben separati i suoi bisogni, le sue paure e le sue ansie dai bisogni, le necessità e le emozioni di suo figlio. Eviti di star sotto la finestra a sentire se piange e ancor di più di rientrare a scuola a riprenderlo. Abbia fiducia nel fatto che per lui sarà una importante opportunità di crescita, anche se ciò inevitabilmente comporterà un (assolutamente fisiologico!) distacco tra di voi.
Non inizi il percorso scolastico del suo bambino vedendo negli insegnanti dei potenziali "rivali" (è giusto e normale che vorrà bene anche a loro, ma sarà un bene diverso da quello che prova per Lei!) o dei potenziali pericoli per suo figlio (<<per la maestra non sarà solo fastidioso e potrebbe prenderlo in antipatia?>>), altrimenti rischia di partire con l'atteggiamento sbagliato.
Se proprio (Lei mamma) ha delle difficoltà a gestire la situazione, si rivolga al Consultorio della sua ASL in modo da effettuare qualche seduta di sostegno alla genitorialità.

Nella speranza di averle fornito qualche spunto di riflessione che le possa essere utile, le invio cordiali saluti.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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Utente
Utente
Grazie, per i vostri consulti. Ho fatto la richiesta di inserimento in questi ultimi due mesi alla materna. Adesso attendo solo risposta dalla preside.
Cerco sempre di separare i miei bisogni da quelli di mio figlio, sono solo una madre ansiosa e iperprotettiva, ma cerco di non farglielo vedere. Non dico a mio figlio non far questa cosa perché ho paura che ti faccia male , dico dai falla e con un sorriso esteriore e incoraggiandolo lascio che la faccia anche se dentro tremo, ma gli sto vicino pronta ad afferrarlo. Sono sempre stata una persona coraggiosa, non ho avuto mai paura. Con mio figlio è tutto cambiato. Cerco di incoraggiarlo in tutto e per tutto e se cade sto li pronta a prenderlo consolarlo sempre con il sorriso sulle labbra, non faccio trapelare le mie paure interne. Ma comunque sto li , ci sono. Sono una mamma che fa avanti e indietro seguendolo mentre lui va in bici, perché ho paura che possa cadere, ma non gli dico mai fermati che sono stanca , ma gli vado dietro ridendo e lui ride con me ma sa che se sta per cadere c'è la mamma.L'asilo mi preoccupa perché io non starei li a vegliarlo, penso che mio figlio si possa sentire abbandonato da me, lui è contento di andare a giocare con i bimbi all'asilo , ma mi dice tu con me. Io non sono gelosa del fatto che possa affezionarsi alla maestra, anzi lo spero così saprebbe di non essere solo ma c'è qualcun altro che in quel momento possa aiutarlo in caso di bisogno. Le mie paure sono tante, un' esempio lui va in bagno all'ultimo momento gridando, mi scappa la pipi ,mi scappa la cacca, ma quando gioca si trattiene dall' andare in bagno , come tutti i bimbi , e mi dice mamma in braccio forte e io capisco che gli sta scappando e vuole essere preso in braccio solo per evitare la noia di andare in bagno, lo so che sono delle paure mie insensate perché se io cucino e lui sta con mio marito, allora a lui gli dice mi scappa la pipì. Ma vuole che facciamo tutto noi cioè,abbassargli i vestitini e fargli fare la pipì tenendogli il pisellino, solo perché gli scoccia, ho provato in tutti i modi a fargli fare tutto da solo, ma niente da fare. Per gli altri bambini di tre anni è così o vanno in bagno da soli? In classe come sarà? se la farà addosso solo perché nn arriva in tempo e poi tante altre cose.

Ma cercherò di lasciarlo andare , grazie per i vostri consigli. Buona giornata.
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 92 43
<<sono solo una madre ansiosa e iperprotettiva, ma cerco di non farglielo vedere>>

Non c'è bisogno che lui lo VEDA, perché senza dubbio lo SENTE: il messaggio che gli viene trasmesso non è quello delle parole, ma quello dei gesti e dei comportamenti, che (per come Lei ha descritto la vostra quotidianità) gli dipinge un mondo minaccioso e pericoloso in cui lui non può che sperimentarsi come un debole esserino disarmato (o al contrario, un piccolo ed aggressivo tiranno).

Il compito dei genitori è quello di aiutare i figli a crescere e a diventare indipendenti, non a restare piccoli e dipendenti.
Ad esempio, un bambino di tre anni, se sano di corpo e di mente, non ha nessun motivo per farsi tenere il pisellino mentre fa la pipì....

Le ricordo il motto di una grande pedagogista italiana, Maria Montessori, che -mettendosi nei panni del bambino che parla all'adulto- diceva "AIUTAMI A FARE DA SOLO". Dunque, non solo "Aiutami" o "Fai al posto mio", ma "Dammi gli strumenti perché io possa essere autonomo".

Avendo letto il suo ultimo post, le suggerisco caldamente di richiedere una consulenza (magari insieme a suo marito) ad uno psicologo del Consultorio Familiare della sua ASL: potrà da un lato trovare il modo di gestire le sue ansie e dall'altro ottenere consigli sulle problematiche educative relative all'età del suo bambino.

Auguri.

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Utente
Utente
Cara dottoressa, oggi dopo aver letto la sua risposta, mi sono un po' preoccupata, ma dopo, come faccio quasi tutti i giorni sono uscita e sono andata con il mio bimbo al parco giochi vicino casa solitamente parlo con le altre mamme del più e del meno stavolta ho voluto andare un po' nei particolari, e le altre mamme mi dicevano che i loro figli avevano comportamenti diversi all'asilo e a casa. All'asilo fanno tutto da soli, a casa poi vogliono l'aiuto delle mamme per tutto , in tante mi dicevano che anche i loro bimbi per andare in bagno volevano essere aiutati con il pisellino per paura di bagnarsi perché la tazza è più alta, invece all'asilo che hanno i vasini piccoli gli viene più facile. All'asilo i bimbi raccolgono i giochi dopo aver giocato, a casa no. Altre mamme mi raccontavano che loro le mamme hanno pianto il giorni prima che iniziava l'asilo ai figli e piangevano dopo averli lasciati, e stavano fuori le finestre ad ascoltare se sentivano piangere, anche alcune di loro mi hanno confessato che erano rientrati a prenderli ma a causa del lavoro sono state costrette il giorno dopo a riportarglieli. Io non lavorando non avevo avuto la costrizione.E poi me ne hanno raccontate altre cose che neanche io avrei mai fatto. Confrontandomi ho capito che sono una normalissima mamma ansiosa si ma mi sa che accomuna molte mamme l'ansia. E ho avuto la conferma, ma su questo non ne avevo dubbi , che tutti i figli di noi mamme ansiose, sono sani sia di corpo e di mente. Probabilmente , purtroppo saranno bimbi solo un po' viziati e un po' pigri. Grazie buona serata.
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 92 43
<<All'asilo fanno tutto da soli, a casa poi vogliono l'aiuto delle mamme per tutto>>
<<All'asilo i bimbi raccolgono i giochi dopo aver giocato, a casa no>>
<<saranno bimbi solo un po' viziati e un po' pigri>>

Due semplici domande per proseguire la riflessione, che non necessitano di una sua ulteriore risposta qui, ma è sufficiente che la trovino dentro di Lei.

A Lei queste sembrano cose positive?

Suo marito è d'accordo con Lei?

Buona giornata.

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