Problemi nell'approccio con le donne

Cari Dottori,

ho 37 anni e da un po' di tempo noto delle difficoltà ad avere relazioni con le donne.
L'unica storia della mia vita durata poco più di 3 anni l'ho vissuta senza particolari problemi ma si è interrotta 7 anni fa e da allora ho avuto un flirt con una sola ragazza l'anno scorso.
Mi ritentgo una persona normale, anche di bella presenza, ma il problema è che quando conosco una ragazza che mi piace non riesco ad andare oltre il rapporto di amicizia. Quello che suscito nei confronti delle donne è stima simpatia e dolcezza ma è come se mancasse quell'attrazione fisica che non riesco a provocare. Purtroppo sono una persona un po' introversa e timida nel primo impatto e ho problemi a provarci con le donne finchè non sono convinto al 100% che esse siano realmente interessate.
Sapreste darmi dei consigli per superare questo scoglio?
Grazie
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Dr.ssa Federica Serafini Psicologo, Psicoterapeuta 77 1
Gentile utente,
Sarebbero tante le domande che mi verrebbe da farle per sostenerla in questo momento, ma purtroppo il web ha i suoi limiti.....
Le dico che essendo il suo un problema di tipo relazionale forse sarebbe il caso che lei affrontasse nel dettaglio ogni risvolto di questa faccenda con uno specialista che possa conoscerla direttamente e rendersi anche conto del modo in cui si pone....
Le donne che le piacciono sono tanto diverse da lei?
Cosa ricerca in una donna?
Come è finita la sua relazione 7 anni fa?
Per quale motivo la storia dell'anno scorso si è conclusa?
Il modo in cui la vedono le donne è ciò che le è stato riferito o ciò che lei crede?
Come vede le cose non sono semplici, spero che possa approfondire queste dinamiche e risolvere il suo problema con l'aiuto di uno psicoterapeuta....
Buon lavoro!

Dr.ssa Federica Serafini
Psicologa-Psicoterapeuta
www.federicaserafini.it

[#2]
Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<.. ho problemi a provarci con le donne finchè non sono convinto al 100% che esse siano realmente interessate.>

Gentile Utente,
l' andare a colpo sicuro celerebbe il timore dl non essere accettati, cosa che a sua volta riduce le possibilità di approccio .
Partire con queste premesse poi, ad approccio avvenuto, non credo aiuti a relazionarsi con una certa naturalezza all'altro sesso, di conseguenza ciò che le ritorna è forse ciò che di più teme.
Non è possibile avere certezze totali, tantomeno a priori.

Cosa è cambiato dalla precedente relazione?
Il suo grado di autostima?
Oltre alla timidezza a cos'altro attribuirebbe la difficoltà che ci espone?



Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#3]
Dr.ssa Ilaria La Manna Psicologo, Psicoterapeuta 282 8 14
Gentile Utente,

come suggerito dalla Collega, probabilmente è la ricerca della certezza al 100% di piacere che non le permette di esporsi, è come se solo nel momento in cui fosse sicuro di piacere (e quindi di essere visto come attraente, e non solo simpatico e gentile) allora si "permettesse" di poter andare avanti, di mettersi in gioco forse perché cosi si sentirebbe più sicuro ... sicuro di non sbagliare nel senso di non correre il rischio di essere rifiutato?

Soprattutto nell'ambito delle relazioni sociali in cui giocano diversi fattori non è possibile avere il 100% della certezza, il fatto di poter aver controllo su tutto e anzi spesso questo modo di pensare come vede non aiuta ad aprirsi all'altro.

Il suggerimento che mi sento di darle è quello di poter accettare (rischiare) di non sapere/avere la certezza di quello che l'altra persona prova nei suoi confronti, quindi iniziare pian piano ad abbandonare l'idea di dover sapere "prima" se e cosa l'altra persona prova per lei e di viversi i rapporti in modo più spontaneo e naturale.
Cosa ne pensa?

Un cordiale saluto

Dott.ssa Ilaria La Manna
Psicologa Psicoterapeuta - Padova

[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentili Dottoresse,

grazie per i vostri messaggi. Provo a rispondere alle vostre domande.e a fornirvi ulteriori informazioni
A differenza di molti uomini io "purtroppo" non sono tipo da flirt passeggero ma cerco una donna che possa essere una compagna nella "vita" di conseguenza faccio molto filtro su quelle che conosco e devo dire che probabilmente (come spesso amici o amiche mi dicono) tendo ad essere abbastanza (forse troppo) selettivo.
La storia lunga di cui vi parlavo è terminata abbastanza bruscamente su volontà di lei per cause non proprio chiare ma in ogni caso ritengo di aver superato il colpo senza grossi traumi. Il flirt recente invece è stato interrotto per mia volontà.

Sicuramente alla base ci sta una sorta di insicurezza e difficoltà di approccio soprattutto con ragazze più timide. Forse sbaglio a comportarmi e finisco per diventarci amico o non recepisco i loro segnali oppure dovrei osare da subito di più..

Grazie
Saluti
[#5]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Sostare su un piano amicale un eventuale coinvolgimento é un chiaro meccanismo di difesa.

Mi chiedo che tappeto ha con la sessualità?

Si sente a suo agio?

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#6]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa Randone,

ammetto di non sentirmi pienamente a mio agio in quell'ambito non avendo particolare esperienza, ma in ogni caso il mio "blocco" durante l'approccio con una donna non è influenzato dall'ansia o dalla preoccupazione che potrei avere durante il rapporto sessuale.

Quindi secondo me o non trovo la persona giusta, in particolare con un carattere compatibile magari più aperto, oppure non sono in grado di mandare alla stessa segnali chiari ed inequivocabili che non voglio improntare il rapporto in un'ottica di amicizia

Grazie
Saluti
[#7]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
La lettura della sua problematica obbliga ad andare "oltre" la semplice relazione causa effetto.

Affettività, sessualità, stili di affettività, copioni ricevuti in dote dalla famiglia d'origine, unitamente a paure, nuclei fobici e meccanismi di difesa, devono essere analizzati, non online.
[#8]
Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Come le dicevo le premesse da cui parte non la aiutano (percezione di sé e convinzioni erronee) e il suo modo di relazionarsi con l'altro sesso di conseguenza, oltre ad elementi rilevabili solo direttamente.

Concordo con i Colleghi sull'utilità di un parere diretto, il consulto on line la può solo orientare. Un nostro collega la potrebbe accompagnare a comprendere di più e affrontare in modo efficace le difficoltà esposte.

Cordialità
[#9]
dopo
Utente
Utente
Grazie per i vostri pareri
Proverò una consulenza diretta sperando mi possa essere di aiuto

Saluti
[#10]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

il quesito va considerato anche alla luce della base organica, che descriveva nei consulto
precedenti postati in Andrologia nel gennaio.

Se si ha qualche problema con il volume test. ecc.., se la scopertura ecc... forse si cerca maggiormente la sicurezza nell'approccio.
Intendo dire che alla luce dei disturbi presentati, l'incastro tra fisico e psichico risulta ancora più complesso.

E dunque un "approccio integrato" è quanto di più utile Lei possa cercare.

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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