Insicurezza ad entrare in una relazione

Salve,
Mi trovo ad affrontare un periodo di grande insicurezza emotiva dovuto a grandi stravolgimenti. Sono ora all'inizio di una relazione, ma ho alcuni dubbi se continuarela o meno. Non riesco a capire se i miei dubbi dipendono da una reale incopatibilità o dal mio stato emotivo.
Mi trovo all'estero da circa 3 anni per lavoro. Quando ho lasciato l'Itlaia l'idea era quella di fare un'esperienza all'estero, sarei tornare in Italia appena possibile, mi sarei sposata e avrei trascorso una vita serena con il mio partner (con cui stavo da quasi 10 anni) magari avendo dei figli. La vita è andata diversamente. Mi sono sposata 2 anni fa (con il partner di allora) ma subito dopo ci siamo separati (causa la distanza e le crescenti incomprensioni e il tradimento di lui), non sono mai riuscita a tornare in Italia (prima non ho trovato lavoro idoneo e dopo la separazione ho preferito rimanere lontano). Ora sono in attesa di alcune nuove opportunità che mi potrebbero riportare in Italia stabilmente ma nonnella mia città natale.
Dopo la mia separazione, ho affrontato un periodo di vera depressione dal quale sono uscita solo da poco con l'aiuto di un terapista (l'ho vissuta come un falliemtno). Da allora ho avuto solo storie molto brevi (da una notte a poche settimane). Da poco più di un mese la relazione con un mio amico (che conosco da 2 anni) ha iniziato a trasformarsi da amicizia a qualcosa di più. "Lui" mi fa star bene, mi diverto, mi fa sentire protetta e ammirata, la nostra intesa sessuale è buona, anche se lui non mi attrae molto fisicamente (lo trovo sinceramente un po' troppo sovrappeso). Egli mi ascolta e si interessa di quello che faccio e a me piace fare cose con lui (cucinare, fare escursioni, guardare film, etc.). Quello che non mi convince è che lo trovo a volte un "po' superficiale" e per questo non sempre empatico. Io sono una persona molto riflessiva (a volte rumino anche un po' troppo) sia sulle cose positive che negative e mi piace filosofeggiare e sognare un po' (con il mio ex lo facevamo spesso insieme e questo mi manca). Lui è sempre positivo, ma allo stesso tempo molto razionale, sembra totalemente immune alle cose negative, forse le evita o non le ha mai provate, non ne parla, non ci pensa e per questo credo che non comprenda neanche gli stati d'animo negativi altrui. A volte gli ho fatto domande riguardo i suoi sentimenti o ciò che pensa, ma le risposte che ho ricevuto sono sempre state "non lo so, non ci ho mai pensato!" oppure dirette e razionali. Devo dire che questo suo essere "immune alle negativitià" in parte è quello che mi fa stare bene. Ma ora sento che la relazione si sta facendo più intensa e mi chiedo se sarei in grado di convivere con questo suo atteggaimento se mi dovessi trovare in momenti tristi. Allo stesso tempo so che ho una gran paura di sentirmi coinvolta fino in fondo, di fallire ancora, di dovermi separare da lui se dovessi tornare in Italia e quella di riamanere sola di nuovo se decidessi di lasciarlo.
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 220 114
gentile utente mi permetta di risponderle con una riflessione
lei scrive:
(...)o sono una persona molto riflessiva (a volte rumino anche un po' troppo) sia sulle cose positive che negative (..)
e se i suoi quesiti fossero la conseguenza di questa sua tendenza?
Se provasse a vivere la sua storia senza rimuginazioni?
Se non dovesse riuscirci allora saprebbe quale sarebbe il suo reale problema!
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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dopo
Utente
Utente
Gentile dottore, intanto la ringrazio della sua pronta risposta. Sono convinta che lei abbia ragione che il mio pensare troppo sia parte del problema. In realtà fino ad ora ho cercato di vivermi la storia senza rimuginazioni, anzi ho preso questa sua caratteristica come una cosa che poteva arricchirmi ed insegnarmi a vivere in modo più leggero. Il problema è che in alcuni momenti di fronte alla sua totale mancanza di empatia per gli eventi negativi (senza obiettivamente troppe mie rimugianzioni) mi sono sentita sola ed è questo che ha iniziato a farmi riflettere. Potrei anche spostare la domanda: "Crede sia sano stare con una persona che pensa a... e parla solo di cose positive anche nel momento in cui tu stai a terra o arabiato per qualsiasi motivo (lavoro, famiglia, etc.)?" Ho sempre creduto e per esperienza personale so che stare con persone positive è bello ed utile, ma nel suo caso mi sono iniziata a chiedere se anche la positività dovrebbe avere un limite! Sinceramente l'ho trovato un po' irritante e allo stesso tempo alienante a volte.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Cara Signorina,
La difficolta' in cui Lei si trova con questo ragazzo sembra significativa! Si tratta di un modo di essere.
E giustamente Lei si pone delle domande sulla vostra compatibilita'. In particolare quella profonda che puo' consentire di condividere una progettualita' fattiva.
Ci rifletta meglio e verifichi.
Se Lei davanti a certi modi di recepire le Sue istanze si sente sola... be' non e' un buon viatico per una vita insieme. una vita fatta di mille cose importanti da condividere,
Ci rifletta un po', poi se vuole ci faccia sapere!
I migliori saluti.

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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dopo
Utente
Utente
Grazie infinite dottoressa anche della sua risposta. Dalle risposte di entrambi la mi conclusione al momento è la seguente. Continuerò a frequentarlo ancora cercanodo di godermi la storia senza rimuginarci troppo. Con un po' di tempo in più avrò di certo l'opportunità di passare momenti positivi e negativi con lui... questo mi permetterà di valutare le sitauazioni nel momento in cui si verificheranno... Se continuo a percepire questa solitudine emotiva allora saprò cosa devo fare.

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