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crisi matrimoniale

Salve,ho 38 anni con mia moglie siamo stati 6 anni fidanzati e11 anni di matrimonio, abbiamo due bambini di 7 e 3 anni. Sono cresciuto in una famiglia dove il dovere di una coppia è accudire i propri figli la casa e l'attenzione tra gli stessi. Con mia moglie non è così le sue abitudini sono diverse dalla mia,la trascuratezza della casa e della propria persona. In più i problemi sessuali in quanto io come tutti i maschietti ho spesso voglia di fare l'amore lei invece sembra poterne fare a meno. I problemi sono sempre gli stessi lei trascura la casa il suo igiene personale e i nostri rapporti sessuali si addormenta non più tardi delle 10:30 cerco di capirla perchè si alza molto presto per lavoro che inizia alle 5:30. Il pomeriggio cerca di riposarsi un pò ma poi dedica il suo poco tempo a guardare la tv e l'impegno con i bambini fa si che la sera crolla ed io passo in secondo piano e se ho voglia di fare l'amore devo chiamarla quando i bimbi si sono addormentati e aspettare che lei si riprende dalla sonnolenza. In tutti questi anni non mi ha mai sorpreso con delle voglie sessuali e non ha mai preso iniziative e quando facciamo l'amore non mi sembra coinvolta ed io non mi sento desiderato. Non credo che siamo mai stati follennemente innamorati ma pensavo che una volta sposati e vivendo insieme magari le cose sarebbero cambiate ma niente tra di noi non ci sono neanche dei preliminari si fa sesso solo perchè lo voglio io non la posso toccare nelle parti intime perchè dice che le dà fastidio. Litighiamo spesso proprio per il rito che si è creato per fare l'amore e spesso accade che mi passa la voglia e litighiamo anzichè amarci, e mi sembra del tutto assurdo. Abbiamo parlato di separarci ma anche se lei è coscente della nostra situazione mi dice di non volermi lasciare e dopo tutte le volte che abbiamo provato e riprovato le cose non cambiano, mi dice che anche io dovrei cambiare, ma quando le chiedo in cosa dovrei cambiare per far sì che io possa correggermi lei non mi dice niente mentre io gli dico come stanno esattamente le cose e come vorrei che fossero dice di provarci ma poi niente. Anche quando eravamo fidanzati ho provato a lasciarla ma purtroppo esattamente come ora non ci riesco, abbiamo due stupendi bambini che io adoro immensamente e non riesco ad immaginare una vita senza di loro e della sofferenza che possono provare per colpa nostra, e non mi sembra giusto causare tutto questo dolore a dei poveri bambini innocenti. Vorrei lasciarla ma non ci riesco mi sento molto addolorato quando penso alla mia vita senza la mia famiglia e molto probabilmente ho anche molta paura ad affrontare una situazione che sembra essere più grande delle me forze. Vorrei che la nostra famiglia fosse felice, ma forse senza accorgemene sono un uomo dalle mille esigenze, penso spesso che devo capirla comprenderla ma penso anche che per essere felici non possono mancare delle attenzioni che secondo me in una relazione non possono mancare come l'affetto e l'attenzione.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Gentile utente, sembra che questo vostro matrimonio si sia impigliato in una rete di doveri.. Certo il lavoro di sua moglie con questi orari non aiuta.. Mi domando se Lei ha mai pensato a cosa potrebbe fare per rendere meno faticosa la vita di questa moglie, in modo che resti del tempo e del fiato per voi due..Come organizzate il sabato, la domenica le ferie..?
Perchè una relazione non può stare in piedi solo sui .. doveri e neanche solo sull'affetto per i figli..
Questa signora trascura la casa e sè stessa, si è domandato perchè, perchè è stanca, demoralizzata?
Certo che far l'amore non può essere un .. lavoro.. un altro lavoro..
Parlatevi davvero anche con l'aiuto di un Collega di persona.. on line leggiamo solo il suo, di Lei punto di vista, e quello di questa moglie che tace , si addormenta, quale pensa che sia?
Qualche volta organizzi una pizza per voi due, un cinema, cosa dice ..
Possibile ?
Restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1.3k 65
In aggiunta alle riflessioni della dottoressa Muscarà Fregonese, che condivido in particolar modo per la sottolineatura sul senso del dovere, vorrei condividere con lei un mio pensiero evocato dalla lettura del suo racconto, che ho trovato intenso dal punto di vista emotivo.

Sono stato particolarmente colpito, quando ha detto: "Litighiamo, anziché amarci". Ha ragione, succede troppo spesso nelle coppie, che non si prendono cura, come lei dice, del legame, ma lo lasciano andare alla deriva.

Assieme a questo aspetto, un'altra affermazione che merita particolare attenzione a mio parere è questa: "Non credo che siamo stati mai follemente innamorati".

Come la collega, anche io la invito a riflettere se vi siete uniti per un senso del dovere, potrei anche aggiungere per un senso di colpa all'idea di deludere l'altro ad esempio. Lei era molto giovane quando si è fidanzato, siete insieme da sempre potremmo dire. Forse si è sentito su un binario che doveva seguire, come se vi fosse per certi versi destinato? Potrebbe essere importante riflettere su questo e capire come mai può essere accaduto, se fosse così.

Accanto al senso del dovere, mi sento di dirle che ho percepito nelle sue parole il profondo desiderio di vivere un sogno speciale, quello di una famiglia. Che significa capirsi, apprezzarsi, rispettarsi, darsi calore. Questo è una ricchezza per lei.

Certo in una famiglia ci sono inevitabili conflitti, ma anche il desiderio di risolverli, cosa che lei non sente nelle intenzioni di sua moglie, quando ad esempio non le spiega cosa non va, non l'aiuta a cambiare, a crescere insieme.
È comprensibile, quindi, che lei possa sentire che sua moglie non investe nella vostra relazione e, in questo senso, non sentirsi desiderato.

D'altronde sembra esserci una coerenza anche a livello sessuale, poiché sua moglie non sembra disponibile, e non è strano purtroppo se si sente respinto.

Come le dicevo poco fa, il suo desiderio di amare è un valore importante, fondamentale anzi. È giusto provare a realizzarlo. Se le cose non vanno non bisogna gettare la spugna subito, ma provare a risolverle, crederci fino in fondo.
Fino in fondo sì, ma anche fino a un certo punto. Bisogna cioè porsi dei limiti, affinché la speranza non sia un'attesa eterna, non diventi un'illusione.

Potrebbe essere cruciale cercare di capire come mai temporeggiamo o resistiamo all'interno di un'illusione, quand'è così. Potrebbe essere un punto di partenza, dentro di noi, per capire cosa viviamo e come possiamo cambiare. Potrebbe esserci in noi una complessità di emozioni e di esperienze relazionali presenti e passate, che ci caratterizzano. Alcune di queste mi sembra che siano già emerse qui, tra le parole del suo racconto.

Anche se è difficile, a volte purtroppo bisogna prendere atto se le cose non vanno. E questo atto, come lei dice, è un atto di coraggio tanto doloroso quanto inevitabile se, come lei, si crede nell'amore. Se si vuole rispettare l'amore, e magari cercarlo là dov'è, anziché litigare, come il suo insegnamento ci ricorda.

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 16.2k 522 109


Gentile utente,

anzitutto La inviteri a prendere atto che con simili orari la donna la sera ... crolla.

Una ricerca segnala che la donna italiana lavora troppo per avere voglia di sesso!
Legga qui:
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4047-troppo-lavoro-e-poco-sesso-per-la-donna-italiana.html

Certamente non sarà solo questo, ma mettersi dal punto di vista della Sua donna La potrebbe facilitare. Altrimenti sono solo rivendicazioni.




Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentili dottori vi ringrazio per il vostro tempestivo consulto e vorrei rispondere molto sinceramente alle vostre domande.
Io e mia moglie ci siamo conosciuti quando eravamo piccolini io 13 anni e lei 11 anni, ci siamo persi per qualche anno di vista ma dopo una serie di combinazioni ci siamo ritrovati e frequentati, dopo un anno di fidanzamento per alcune cause ho dovuto vivere per diversi anni in casa dei suoi genitori e mi sono sempre sentito di troppo, un peso e a disagio, ma solo per colpa mia in quanto i miei suoceri sono delle brave persone. Abbiamo deciso di sposarci non solo perchè ci amavamo e anche se sapevamo che non era il momento giusto per affrontare economicamente un matrimonio io cominciavo a soffrire di ansia in un contesto che non mi apparteneva. Mia moglie prima di fare il suo attuale lavoro aveva orari più elastici e quando mi ha detto di voler fare questi orari glielo sempre sconsigliato conoscendo i suoi limiti ma si è voluta rendere economicamente più utile e per poter stare più tempo con i bambini. Purtroppo io sono un negoziante e stando a 50 km dal mio lavoro accompagno mio figlio a scuola e ritorno la sera per le 8:30 e il poco che posso fare e aiutarla a sparecchiare e stare un po con i bimbi, mentre la domenica stiamo insieme a casa oppure si esce per fare un giro o per la spesa, solitamente le ferie estive stiamo una settimana in villaggio e una settimana a trovare i miei genitori.
La sua trascuratezza è dato dalla pigrizzia e dalla stanchezza e forse perchè non si sente troppo bella anche se per me non è così molte volte gli ho portato dei fiori per farle piacere, ma poi li mette in un vaso senza curarli e farli seccare lasciandoli lì fino al momento che arriva il giorno giusto dello smaltimento, forse si sente demoralizzata perchè in fondo non gli stò abbastanza vicino. A volte gli ho detto che è importante prenderci del tempo per noi, ma non abbiamo modo di lasciare i bimbi a nessuno e dalle nostre parti è difficile trovare una babysitter.
Per il dottor De Sanctis "litighiamo anzichè amarci" è proprio perchè credo che il desiderio di voler fare l'amore deve essere condiviso e arrivare da sè, mentre noi abbiamo un rito perchè prima di finire la cena so già come vanno le cose io aiuto quel poco che posso sistemiamo i bimbi con noi sul divano si addoementano io li metto a letto mentre lei è già da un pò che ha preso sonno e poi devo chiamarla e richiamarla per fare l'amore, ecco questo non mi sembra un approccio tenero e amoroso e se non ci prendiamo cura l'uno dell'altro è anche perchè non abbiamo tanto tempo per stare insieme da soli.
Nonostante tutta la nostra situazone ci vogliamo un bene dell'anima, tra di noi c'è stato sempre rispetto e ammirazione e forse questo ci bastava anche senza sentire le farfalle nello stomaco o forse perchè come dice lei era un destino e quando eravamo solo noi avevamo dei lavori che ci consentivano di stare di più insieme. Ho riflettuto tanto dal pensare che non ci siamo uniti per senso del dovere quando da fidanzati le ho detto che volevo lasciarla dopo solo un minuto mi sentivo male al solo pensiero di perderla e mi rendo conto di amarla tanto solo che mancano le azioni.
Quando purtroppo litighiamo per le stesse cose io gli faccio la solita romanzina e mi ha accennato che anche io devo cambiare ma senza dirmi cosa cambiare come se in simbiosi dovrei saperlo da me e mi rimprovera che gli sto vicino solo quando mi fa comodo o non l'ascolto quando parla, ho provato a starle più vicino senza essere forzato ma è anche vero che più le sto vicino è più mi vieni voglia di fare l'amore ed ecco lì che gli stavo vicino solo per i miei comodi anche se dovrebbero essere i nostri comodi in più con una media di 3/4 volte al mese, come mi dovrei sentire?
Vorrei tanto poter cambniare i nostri orari lavorativi per stare di più insieme vivere al meglio le nostre giornate e i nostri bimbi, vorrei che fossimo più felici e uniti in tutti i sensi e ad oggi nonostante sono ormai più di tre anni che la nostra crisi è cominciata non voglio perdere la NOSTRA famiglia senza beni materiali perchè non ne abbiamo ma solo perchè vorrei che fossimo felici e non mi sento di voler gettare la spugna ma a volte credo che ci vorrebbe una grande scossa tra di noi per risvegliare i nostri animi. Sono molto attaccato a mia moglie e non vorrei mai perderla ma è anche vero che non riusciamo a trovare la strada giusta per la felicità.
Per la dottoressa Brunaldi sono d'accordo con lei la donna dovrebbe essere indipendente ma allo stesso tempo avere più tempo per la famiglia e per se stessa e capisco che dopo tutta una giornata la sera crolla ma mi dica lei se posso chiederglielo al posto di mia moglie cosa farebbe per tenersi stretto il suo uomo?
Grazie mille per la vostra attenzione e spero di facilitarvi dandovi un quadro più completo della mia persona.
Proverò a parlare con mia moglie e a chiedergli se vorrà esprimersi anche lei attraverso il vostro colsulto per aiutarci e avere un quadro più completo, grazie infinitamente.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 16.2k 522 109
<<Proverò a parlare con mia moglie e a chiedergli se vorrà esprimersi anche lei attraverso il vostro colsulto <<

Piùche attraverso noi, dovreste "esprimervi" di persona davanti a un/a nostro/a Collega.

Online si riesce a dare un orientamento, ma non come di persona.


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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3.8k 149 11
Carissimo, mi domando se non si può cambiare qualcosa di oggettivo nella vostra vita.. Cambiare casa, affittare questa e trovarne una vicino al negozio.. Per sua moglie, cambiare lavoro, ..cambiare orario , che lavoro fa la signora ?..se non si cambia qualcosa di oggettivo oltre al modo con cui vi trascinate sempre gli stessi problemi, non si va da nessuna parte.
Parlatene.. il fatto che questa moglie che ha anche due figli da accudire oltre ad un lavoro con questi orari, sia stanca e non cambi neanche l'acqua ai fiori , mi sembra davvero evidente..e illuminante.. sognare l'amore e la famiglia felice , non basta purtroppo...
Coraggio , prenda la situazione in mano..
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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1.3k 65
Ci sono tante esperienze e vissuti che emergono nel suo racconto, che va approfondito in una sede idonea, come suggerito anche dalla dottoressa Brunialti.

I motivi della convivenza con i genitori di lei ad esempio sono un argomento che deve essere maggiormente indagato, potrebbe essere importante. Così come è rilevante il suo vissuto di disagio nonché i tempi del matrimonio, che sente affrettati, come se riconoscesse che in parte sono stati dettati dal bisogno di uscire dalla casa dei suoceri.

"Il desiderio di voler fare l'amore deve essere condiviso e arrivare da sé" è un altro pensiero prezioso, che condivido.
La presenza del rito di cui ci parla, che mettete in atto senza potervi fermare ad ascoltarvi e magari interromperlo, è significativo. Immagino che per lei rappresenti la possibilità di fare ciò che desidera, anche se lei per primo testimonia che non è il modo giusto. Perché il modo giusto è legato al desiderio condiviso e spontaneo.
Così invece sembra più una forzatura, "non è un approccio tenero e amoroso", e rischia di rappresentare per lei un'illusione.

Anch'io, come consiglia la dottoressa Muscarà Fregonese, penso che lei possa prendere in mano la situazione oggi. Sento che lo vuole, sono troppi anni che vive questo malessere.
Prendere in mano la situazione, dal mio punto di vista, significa prima di tutto guardarsi dentro e, allo stesso tempo, cercare di capire che cosa succede alla vostra coppia.
Per fare questo, una strada percorribile è anche una consultazione di coppia, come lei sembra proporsi. Tenga presente che online possiamo darle qualche indicazione, ma il percorso poi deve svolgersi dal vivo.

Posso già provare a dirle che è interessante quando dice: "Mi rimprovera che gli sto vicino solo quando mi fa comodo o non l'ascolto quando parla".
Lei si sente rifiutato e sente un desiderio fisico negato. Dobbiamo chiederci se sua moglie non provi desiderio verso di lei, perché lei non le piace abbastanza ad esempio, e cerca dei pretesti per allontanarla e non sentire la sua pressione. Oppure, invece, potremmo chiederci se anche sua moglie sente un rifiuto da parte sua, su un altro piano ad esempio. E questo la fa stare male al punto da incidere sul desiderio verso di lei, che non sente più.

Tutto questo bisogna approfondirlo dal vivo, in uno spazio idoneo e con i tempi necessari, per comprendere la complessità dei vostri vissuti reciproci e, come lei dice, "risvegliare i vostri animi".

Un caro saluto,
Enrico de Sanctis
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dopo
Utente
Utente
Gentili dottori, Vi ringrazio infinitamente per il vostro aiuto, ne parlerò con mia moglie in modo tale da decidere insieme la strada migliore da percorrere.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 16.2k 522 109
Ci fa piacere.