Respinto psicoterapeuta

Buongiorno,

il mio caso è molto simile a quello descritto da questo pz che ringrazio per la sua capacità nel descrivere le situazioni e le emozioni provate (cosa che io non sono stato capace di fare) ma ha alcune differenze ed è sfociato in una situazione che non riesco più ne a capire ne a gestire.

https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/399739-la-seduzione-puo-essere-uno-strumento-della-psicoterapia.html

Sono stato in cura da una psico-terapeura cognitivo comportamentale per 2,5 mesi.
All'inizio tutto bene, avevo scelto la psicoterapeuta su fb, aveva una buona recensione e avevo notato in una sua foto tanta solarità che a me personalmente ha sempre colpito nelle ragazze.
Ci misi 1 settimana / 10 giorni a decidermi di andare; avevo visto altre sue foto su Internet e mi ero detto "non ci andare x' tu di quella ragazza li ti innamori e poi fai confusione".
Dopo qualche giorno però la mia situazione non migliorava (ero sempre a letto, depresso, durante la settimana e sabato/dom compresi, faccio il libero professionista) e quindi mi fa ci forza e la contattai su fb.
Ricordo che mi dissi: "vai, se poi capita che ti innamori, non c'è nulla di male .. " sapendo forse già che non ce l'avrei mai fatta.
Vi spiego: nella mia vita sono stato innamorato 1 sola volta veramente in maniera importante. Ragazza con connotati simili, sempre sorridente, allegra ma soprattutto "solare".
L'ho amata per 3 anni alle superiori, ma non ho mai trovato la forza di provarci. Mai. Troppo bella per me, mi avvicinavo ma poi mi bloccavo, non riuscivo ad approcciarla. L'unica chiacchierata con lei, 3 minuti al telefono un giorno che la chiamai a casa x una informazione su di un concerto che si teneva al suo paese. Vi lascio immaginare l'emozione che ha dovuto sopportare quel cavo telefonico....
Insomma, tornando alla psicoterapeuta, le ho confessato goffamente il mio transfert ma non sono riuscito a scaricare tutta la mia carica emotiva. Nel frattempo sentivo che lei si stava allontanando e glielo dissi. Quindi ho proseguito a parlarle del mio innamoramento, ancora più goffo, confuso ed emozionato, fino a che ho sentito il bisogno di lasciarla xké non mi sentivo "corrisposto". In realtà il giorno dell'ultima seduta sono andato per vincere questa mia resistenza ma...a scaricarmi è stata lei!! Ci sono rimasto malissimo, un accettata allo sterno insopportabile. Ora vorrei solo cercare di riaverla come psicoterapeuta xké lei è la seconda ragazza nella mia vita della quale mi innamoro e vorrei finalmente, dopo 38 anni, vincere le mie resistenze ed essere in grado di confessare, con sicurezza e tranquillità, il mio amore per lei che per me, per come si veste, per come parla, per il suo modo di fare e per i suoi sorrisi, rappresenta l'ideale di donna che ho sempre sognato di avere al mio fianco.
Ora però lei mi respinge: non vuole tornare. Ho iniziato un nuovo percorso con un collega uomo (lei mi ha suggerito di cambiare sesso) ma lo ho odiato ancora prima di vederlo..aiutatemi per favore!
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Caro Utente,

penso che Lei abbia preso una decisione sbagliata rivolgendosi a questa psicologa sapendo già che se ne sarebbe innamorato, vedendo le sue foto così simili a quella ragazza che ha amato per 3 anni tempo fa: ha confuso il rapporto professionale e d'aiuto con un rapporto personale, potenzialmente "riparativo" rispetto all'amore inconcludente vissuto in precedenza, e il resto è venuto di conseguenza.

La mia collega ha fatto bene a chiudere il rapporto se non si è sentita di lavorare con un paziente che partecipava alle sedute per dichiararle i propri sentimenti, e non per lavorare su sè stesso, perchè questo tipo di situazione non Le sarebbe stata di nessuno aiuto: ha chiuso prima di tutto per il Suo interesse, agendo come è corretto comportarsi in questi casi dal punto di vista sia tecnico che deontologico.

La invito a riflettere sul fatto che ha trasferito l'amore per la prima ragazza sulla mia collega senza nemmeno conoscerla, solo sulla base di elementi esteriori, e ad elaborare la situazione originaria (quella con la sua compagna di classe) nel corso della terapia attuale o eventualmente rivolgendosi ad altro/a psicoterapeuta, se sta vivendo il collega che la segue ora come uno sgradito sostituto dell'altra terapeuta e sente di non voler lavorare con lui.
Sarebbe utile una psicoterapia di tipo psicodinamico: se ha in mente di cambiare professionista le consiglierei di rivolgersi a qualcuno che effettui questo tipo di percorso.

Un caro saluto,

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dott.ssa,
grazie per la sua risposa, che però nasce da un presupposto non del tutto corretto che cercherei di chiarire qui.
Anzitutto le due persone, la sua collega e la mia ex compagna, hanno un aspetto fisico totalmente differente.
L'unico aspetto in comune è il fatto che sia l'una, sia l'altra, trasmettevano a me un immagine di positività e di solarità, tanto è vero che la sua stessa collega mi ha invitato a porre l'accento con il nuovo psicanalista proprio su questo tema, iniziando il nuovo trattamento spiegando la chiusura e questo aspetto.
Alla seduta di chiusura la sua collega mi ha detto che avrebbe potuto proseguire il trattamento ma avrebbe dovuto "farsi carico di me" (che non so che significhi) e questo mi sarebbe costato molto di piu.
Inoltre, se la ragione della chiusura fosse quella da lei supposta, come mai la sua collega ad oggi non vuole spiegarmi la ragione della chiusura da punto di vista medico, o, in base alla sua teoria, in base ad un semplice "non sono qui per questo tipo di approccio "extra-professionale"?
Fino a sabato mattina mi disse che la avrebbe spiegata al nuovo psicoterapeuta...ad oggi non so come si comporterà...
[#3]
dopo
Utente
Utente
Ancora un osservazione: ho dichiarato il mio transfert alla sua collega dopo circa 1 mese...anticipando che avrei fatto fatica a gestirlo e quindi avrei avuto piacere di parlarne ulteriormente in altre sedute, avendo letto su Internet che era importante esteriorizzare. Così ho fatto...la sua collega mi ha tenuto in trattamento ancora per 1,5 mesi....non le pare un po' "anomalo"?
E ancora; ho confessato alla sua collega alcune situazioni spiacevoli con le ragazze durante le quali non mi sono comportato bene; non crede anche lei che se avessi voluto frequentare la psicoterapeuta per corteggiarla....mi sarei guardato dal parlare di questi argomenti per non darle una brutta impressione di me?
Grazie per una sua riflessione, saluti
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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
In aggiunta alle riflessioni della collega, vorrei darle un mio punto di vista a seguito della lettura del suo racconto, che mostra una situazione complessa e delicata.

Se durante la relazione terapeutica si sviluppano alcuni vissuti che ha descritto, senz'altro devono essere gestiti come lei dice, ed è responsabilità del terapeuta farsene carico.

Tenga comunque presente che il transfert, di cui ci sono diverse forme, è un concetto a lungo teorizzato dalla psicoanalisi e a essa pertiene. In linea generale, psicoanalisti e psicoterapeuti psicodinamici lo utilizzano a scopo terapeutico.
È quindi possibile che in altri approcci sia considerato, invece, un ostacolo o, comunque, un fenomeno non utilizzabile.

Bisogna però dire che se il suo obiettivo principale era avere una relazione non con la terapeuta ma con la donna, il discorso può cambiare, sebbene il confine sia sottile. Condivido le riflessioni della dottoressa Massaro in tal senso, se cioè il suo obiettivo primario era avere un rapporto personale.

Se invece sentiva il bisogno di fare un lavoro terapeutico, di prendersi cura del suo malessere e del suo mondo interiore e, accanto a questo, sentiva svilupparsi in lei un coinvolgimento, allora siamo su un altro piano.

In ogni caso, al di là del suo interesse, capisco che essere inviati dal proprio terapeuta a un altro specialista sia spiacevole. Se è rimasto male di questo e, forse, si è anche arrabbiato, non è così strano.
Condivido con lei, inoltre, che dev'essere data una spiegazione.

Ha detto che la sua terapeuta cognitivo comportamentale l'ha inviata a uno psicoanalista, è corretto? Conosce il tipo di approccio utilizzato dal collega, è uno psicoanalista?

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis

Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#5]
dopo
Utente
Utente
La mia psicoterapeuta non ha voluto segnalarmi a nessuno, mi ha solo detto che secondo lei era meglio un uomo, senza precisare il perché.
Il mio attuale psicoterapeuta è anche egli cognitivo-comportamentale.

Ancora un chiarimento: sono andato dalla psicoterapeuta a metà maggio xké erano 5/6 mesi che ero apatico, depresso, passavo le mie giornate e i week end a letto.
Ero depresso e preoccupato e in poco tempo mi sono rimesso: poi si è iniziato a parlare di altri argomenti, la mia famiglia, i miei trascorsi, etc etc...
La sua collega mi ha permesso sin da subito di mandarle dei whattsappdurante la giornata per spiegarle come stavo...ad un certo punto ne ho un po' abusato e la seduta successiva le ho chiesto se dovevo limitarmi. Non mi ha messo limiti, mi ha solo detto che li avrebbe letti solo in settimana e non nel week end. Devo dire che rispondeva solo ai momenti più critici per tirarmi su il morale...riuscendoci. Inoltre un giorno le chiesi se paziente e terapeuta si potevano frequentare al di fuori della seduta , ed in modo particolare devo dire che le chiesi se voleva uscire con me e questo perché l'attrazione che provavo era importante.
Le dissi una cosa del tipo: "sa lei mi attrae talmente che vorrei poter uscire una sera con lei.." la risposta di lei fu molto ambigua; mi disse "durante le sedute e la terapia no, dopo .. chissà .. forse..." ... capire che per un uomo che è arrivato a chiedere al suo medico di uscire con lei ... questo tipo di risposte lascia aperte molte interpretazioni ... tanto più che lei era al corrente che convivo ed ho 2figli, una di 6 anni, l'altra che nascerà a Novembre.
[#6]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Il mio modo di lavorare è differente, anche perché non ho un orientamento cognitivo-comportamentale.

Non utilizzo whatsapp né i messaggi e ritengo che una domanda come la sua "sa lei mi attrae talmente che vorrei poter uscire una sera con lei..", debba essere analizzata e compresa, e non vadano fornite risposte di cui lei sente l'ambiguità, sviluppando un carico emotivo che lei evidenzia, che non deve gestire da solo.
Per inciso, comunque, personalmente ritengo che la relazione terapeutica debba rimanere tale e, giunta alla fine, non debba trasformarsi in una relazione personale.

Sento in lei rabbia e delusione, le auguro di poter trovare un modo per superare questo momento e affrancarsi da questi sentimenti dolorosi, legati a questa esperienza e, forse, a vissuti del suo passato che si porta dentro.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#7]
dopo
Utente
Utente
Grazie dottore, si sono arrabbiato e deluso, era tantissimo tempo che non piangevo di dolore puro, di abbandono, di solitudine.
Voglio ancora precisare che sono stato io il primo a cercare chiarimenti e a confessare che la sentivo sempre più lontana da me...tanto che all'ultima seduta io stesso, precedentemente, le avevo scritto una lettera per abbandonare la terapia, ma poiché mi ero ricreduto, sono andato in seduta poiché volevo vincere la mia timidezza di fronte ad una donna bella ed affascinante , e soprattutto che "amavo" così profondamente come lei.
Per me era una sorta di test, fatto di fronte ad un medico che mi aspettavo capisse la mia condizione (visto che ne era a conoscenza) e mi permettesse di superare questo mio ostacolo. Attualmente, così senza un "perché" mi sento molto frustrato, ed alla mia richiesta di chiarimenti non sta rispondendo, se non con atteggiamenti volti ad allontanarmi ulteriormente.
Quindi mi chiedo se voler bene alle persone sia così "giusto", se essere sinceri sia una qualità o un difetto, se mettersi alla prova con un medico porti a questi risultati...
La sua ultima comunicazione l'ho interpretata (e credo sia così) come se volesse darmi dello stalker, mi ha detto che io sono un "manipolatore", che ho cercato di "manipolarla" ed ha messo in dubbio la mia sincerità sul fatto che avessi intrapreso un nuovo cammino. Io vorrei solo chiarirmi, è distruggente pensare di aver confessato moltissimi particolari, anche intimi o molto personali ad una psicoterapeuta che alla fine fugge in questa maniera e per di più ti classifica come un bugiardo.
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Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Il carico emotivo che sta condividendo con noi, deve trovare uno spazio d'ascolto idoneo dal vivo, è importante.

Capisco il suo stato d'animo, ha sentito di affidarsi intimamente e di essere stato criticato per questo, invece che compreso.

Capisco che sia difficile fare i conti con questa esperienza che per lei è stata molto negativa. Un nuovo percorso dovrà essere adeguato per aiutarla ad affrontare questa esperienza e le sue emozioni, sviluppando in lei una dimensione di benessere interiore.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#9]
dopo
Utente
Utente
Dottore,

io vorrei tornare con lei in seduta, mi manca tantissimo, la cerco ovunque, la "vedo" ovunque, vorrei parlarle, avere una spiegazione, non si fugge in questa maniera, ho balenato 3 ipotesi, mi aiuti a capire quale è quella più probabile:

A) con i miei discorsi sulle mie precedenti esperienze con le ragazze l'ho "spaventata" e si è messa paura
B) non aveva più fiducia in me xké ... chissà cosa ha pensato nel momento in cui io facevo ipotesi (la maggior parte poi veritiere) sul suo luogo di origine, su come si vestiva (le dissi senza saperlo che lei indossava le paperine, che a me piacciono molto) oppure le dissi che lei era cresciuta in una famiglia con i nonni molto vicino....
C) si è innamorata di me x via di tutti i complimenti che le facevo e per il feeling che si era creato e che lei stessa, un giorno, mi confesso specificando "ma non fraintenda" .. come a difendersi da quello che mi aveva rivelato?
O quando mi disse che ero l'unico uomo al quale piacciono le paperine o ancora quando mi disse che le avevo fatto un complimento bellissimo, dicendole che lei era la mia Nuova Zelanda (paese del quale sono follemente innamorato) in terra Italiana?

Quali delle tre secondo lei può essere quella più plausibile?
[#10]
Dr. Enrico De Sanctis Psicologo, Psicoterapeuta 1,3k 65
Immagino il suo tormento e la sua sofferenza interiore.

Relativamente all'ipotesi A), mi sembra che lei è andato lì per parlare proprio delle sue esperienze.

Relativamente all'ipotesi B), i pazienti fanno commenti di questo tipo.

Relativamente all'ipotesi C), non posso saperlo.

Nel mio orientamento teorico, il terapeuta è lì per gestire le emozioni circolanti, che il paziente porta. Non dipende da lei, quindi, la reazione del terapeuta.

Certo se il suo interesse, come dicevamo, è per la donna, il confine tra l'analizzabilità del transfert e la trattabilità del suo caso è sottile.
Inisisto inoltre nel dire che l'analisi del transfert non è di pertinenza di tutte le terapie. Questo non deve sottovalutarlo.

Oltretutto possono esserci aspetti "seduttivi" in essere che andrebbero approfonditi dal vivo per capire meglio i suoi vissuti.

Questa esperienza è importante e dovrà prendersi cura del senso di mancanza che sta vivendo, doloroso ma a mio parere anche prezioso come occasione per affrontare il suo malessere.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
[#11]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Caro Utente,

è stato Lei a dire che la ragazza della quale è stato innamorato e la nostra collega hanno "connotati simili", quindi sono partita dal presupposto che Lei stesso ha fornito.
In ogni caso, somiglianti o meno che siano, Lei ha contattato la psicologa mentre di fatto stava già proiettando su di lei quei sentimenti che prima erano diretti verso una ragazza alla quale non ha avuto coraggio o modo di dichiararsi, quindi ribadisco che a mio parere non ha fatto bene a rivolgersi proprio a lei.

In questo momento a Lei non interessa riprendere la terapia, ma Le interessa riprendere a vedere una persona della quale si è innamorato ("follemente innamorato") e che pensa possa essere la donna della Sua vita:

"vorrei finalmente, dopo 38 anni, vincere le mie resistenze ed essere in grado di confessare, con sicurezza e tranquillità, il mio amore per lei che per me, per come si veste, per come parla, per il suo modo di fare e per i suoi sorrisi, rappresenta l'ideale di donna che ho sempre sognato di avere al mio fianco".

In tal senso se la nostra collega non si sente di riprendere il lavoro con Lei, perchè sarebbe impossibile lavorare per un obiettivo terapeutico quando il Suo obiettivo è un altro, non posso darle torto.
Trattandosi inoltre di una terapeuta cognitivo-comportamentale non reagisce presumibilmente come reagirebbe una terapeuta di orientamento psicodinamico-psicoanalitico, come Le ha detto il dott. De Sanctis, e sarebbe forse utile che Lei si rivolgesse a uno/a psicoterapeuta di questo orientamento.

In ultimo vorrei farLe presente cose dice il nostro Codice Deontologico, perchè possa saperlo anche Lei:

"Articolo 26
Lo psicologo si astiene dall'intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte.

Articolo 27
Lo psicologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa.

Articolo 28
Lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all'immagine sociale della professione."

Di conseguenza non si può dare torto alla nostra collega: se non si sente di occuparsi di un paziente innamorato di lei, e ritiene che dal punto di vista terapeutico proseguire il vostro rapporto sarebbe del tutto inutile, ha fatto bene a comportarsi così.

Se proprio pensa che corrisponda al Suo ideale di donna le chieda di uscire, e non di continuare la terapia, perchè non è questo che Le interessa, e accetti la sua risposta, qualunque essa sia.
[#12]
dopo
Utente
Utente
Gentile dott.ssa,

ci sono stati dei momenti molto "intimi" durante le sedute, o meglio al termine, mentre la dott.ssa compilata la ricevuta, dopo che mi aveva comunicato che la seduta era terminata.
A parte tutta una serie di complimenti che le feci ed ai quali lei rispondeva con dei sorrisi compiaciuti, girata di lato senza guardarmi, o ripetendo stupita le mie frasi...un giorno le chiesi se tra paziente e terapeuta fosse potuto accadere qualcosa...se fossero potuti uscire insieme...e la risposta fu "durante le sedute e la terapia non è possibile, il terapeuta è tenuto per deontologia a non intraprendere iniziative extra-seduta ... al termine della terapia .. chissà .. forse.." e lo disse sempre sorridendo...

Un giorno, dopo che le avevo spiegato per me cosa rappresentava la Nuova Zelanda per me (ero stato anni fa e me ne sono innamorato per i suoi paesaggi incantevoli) ... le dissi "lei è la mia Nuova Zelanda in terra Italiana".
Arrossi un poco, sorrise sempre con la sua solarità ineguagliabile e poi mi disse" grazie M., questo è un complimento bellissimo" e lo disse come per farmi capire che non ne aveva mai ricevuto uno più bello.
Così come mi confessò un giorno, durante la seduta, che ero l'unico uomo al quale piacevano le paperine ... che lei porta con una certa frequenza.

Lei cosa ne pensa di queste situazioni?
[#13]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
E' difficile darne un'interpretazione, anche perchè qui possiamo sentire solo la Sua versione dei fatti, che deriva dalla Sua percezione (che può essere esatta o anche non esserlo, come avviene per chiunque).

Come Le dicevo, Le consiglio di chiederle di vedervi al di fuori dell'ambito professionale, perchè il Suo interesse è personale e non ha senso che cerchi di tornare da lei in quanto terapeuta, visto che è interessato alla donna e non al suo lavoro.

Per quale motivo ha iniziato la terapia?
Che tipo di diagnosi ha ricevuto?
Assume anche dei farmaci?
[#14]
dopo
Utente
Utente
Ho iniziato la terapia perché erano mesi che, a periodi, ero a letto per giorni interi, apatico se non depresso. Ci fu un periodo più buio e presi iniziativa. Cercai diversi terapeuti, scartai a priori gli uomini, li considero meno sensibili ... Cercai altre soluzioni alla dott.ssa ma non mi ispiravano, poi lessi una recensione positiva e decisi di affrontare il cammino con lei dicendomi che se mi fossi innamorato, lo avrei confessato, con semplicità ... come poi ho fatto.
Pensavo non comportasse un tale sconvolgimento!
Nessuna diagnosi, non mi ha mai detto nulla.
Nessuna medicina.


[#15]
dopo
Utente
Utente
Dott.ssa, anche lei è donna, come reagirebbe se un uomo di 38 anni (la dott.ssa ne ha 34), non "bellissimo" ma prestante, bel fisico, capello brizzolato, sempre curato e ben vestito, con un passato di successo da rispolverare (sono andato in cura xké pensavo di avere dei problemi sul lavoro attuale che svolgo) .. le facesse dei complimenti così importanti, sul suo modo di vestire, di parlare,sulle sue mani, sulle sue scarpe ... sul suo sorriso.... secondo lei quante sono le possibilità che la sua collega sia stata rapita dalla mia scarica di emozioni?

Le aggiungo ancora solo una reazione che ha avuto dopo che le confessai, con sincerità e molto trasporto emotivo, che ero innamorato di lei: si girò di lato, guardò in basso (e i suoi capelli scoprirono in parte il suo viso) e disse "chissà se ce la faccio".

Che interpretazione da lei a tutto ciò?


[#16]
dopo
Utente
Utente
Aggiungo: ricordo di alcuni suoi sguardi molto intensi, concentrati, attraenti ed attrattivo, ai quali io a volte non resisteva, tipo al termine dell'ultima seduta quando non mi staccava gli occhi di dosso. Cito l'ultima seduta xké è quella più prossima e che ricordo di più ... ma ci sono stati altri momenti così intensi ove mi guardava con molta seduzione..
Mi da una sua interpretazione dott.ssa rispondendo alle mie domande di questi 3 ultimi miei messaggi ?
[#17]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Non penso che interpretare quella che è la sua percezione di ciò che è avvenuto serva a qualcosa, sia perchè non posso sentire l'altra ricostruzione dei fatti, sia perchè non ho idea di quanto sia accurata (può esserlo molto o per nulla).

Se è convinto che non riuscisse a staccarle gli occhi di dosso in quanto uomo e non in quanto paziente, perchè non le chiede di uscire?
[#18]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dott.ssa ,
lo farò, ora è in vacanza e peraltro credo di averla anche un po' "stressata" con la mia insistenza nel tornare in seduta con lei (ho fatto un po' fatica a sentirne la lontananza ... e forse lo faccio tutt'ora).

Oggi mi sento molto insicuro xké le ho rotto un po' x la chiusura della terapia, poi non so nulla di lei, poi io ho una figlia ed una in arrivo (e a lei l'ho detto in epoca non sospetta) e dulcis in fundo ... ovviamente non conosco la sua situazione sentimentale!

Non so se tornare subito all'attacco, se lasciare passare un po' di tempo e tornare tra 2/3 settimane a chiamarla e a chiederle se possiamo prenderci un caffè ... insomma...capisce che sono molto in difficoltà oggi ...
Mi dispiacerebbe anche se si arrabbiarsi xké continuo a contattarla...
Peraltro ieri mi sono accorto di aver buttato via parte delle sue ricevute ... quindi potrebbe essere una buona scusa per chiederle le fotocopie e chiederle se possiamo prenderci un caffè ...

Lei come si sentirebbe se fosse al posto della sua collega che mi ha seguito?
Ok, non siete la stessa persona...però avete una cosa in comune ... rappresentate il sesso femminile...mi da un suo parere?
[#19]
dopo
Utente
Utente
Questa mattina, dopo 2 giorni che non le scrivevo, ho sentito la necessità di farmi sentire e di mandarle un sms su whattsapp...

"Non mi stancherò mai di dirlo: lei è troppo bella. Quello che ho visto fuori, so che è presente anche dentro di lei. Sono sicuro che c'è di più, li dentro. C'è quel suo essere "unica" che le parole non possono esprimere. E c'è molto, molto di più!"

Ora però non sono sicuro di essere apprezzato ... anche se credo che il testo del sms sia carino...cosa ne pensa?
[#20]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"mi sono accorto di aver buttato via parte delle sue ricevute ... quindi potrebbe essere una buona scusa per chiederle le fotocopie e chiederle se possiamo prenderci un caffè ... "

Penso che Lei continui a girare attorno al problema, che è questo: è attratto da una donna che Le ricorda una ragazza della quale è stato innamorato per anni senza riuscire a dichiararsi, immaginando di essere respinto, e ora non riesce ad affrontare la questione in maniera diretta, accettando di poter essere realmente respinto.

Se la vuole incontrare non usi sotterfugi: le chieda di vedervi in un contesto extra-professionale e se Le dicesse di no lo accetti - anche perchè non sa se è impegnata e se ha una famiglia, al di là dei segni d'interesse che Le pare di aver colto e che possono essere stati fraintesi, a causa del desiderio di trovare riscontro al Suo interesse.

Francamente mi sento di rinnovarLe l'invito a farsi seguire da uno/a psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, perchè da quanto scrive (compreso il fatto che aspetta la Sua seconda figlia ed è nel frattempo attratto da una donna che non è la madre) credo possa aver bisogno di lavorare su fatti del passato, su rifiuti ricevuti/percepiti nell'infanzia e/o all'interno del rapporto con i Suoi genitori (prima di tutto con Sua madre), e non so se la terapia Cognitivo-Comportamentale che ha ricominciato (oltretutto con un terapeuta che "odia") le possa permettere di fare questo tipo di lavoro.
[#21]
dopo
Utente
Utente
Le rispondo paragrafo per paragrafo.

"Penso che Lei continui a girare attorno al problema, che è questo: è attratto da una donna che Le ricorda una ragazza della quale è stato innamorato per anni senza riuscire a dichiararsi, immaginando di essere respinto, e ora non riesce ad affrontare la questione in maniera diretta, accettando di poter essere realmente respinto."

Sono attratto dalla dott.ssa, con il precedente amore ho chiuso nel momento in cui ho trovato la forza ed il coraggio di andare a conoscere sua mamma, 25 anni dopo che ci siamo visti la prima volta e 11 anni dopo che è morta.
Per il resto posso darle ragione, tanto è vero che io ho provato ad andare in seduta a "confessarmi", ma la dott.ssa mi ha respinto.

"Se la vuole incontrare non usi sotterfugi: le chieda di vedervi in un contesto extra-professionale e se Le dicesse di no lo accetti - anche perchè non sa se è impegnata e se ha una famiglia, al di là dei segni d'interesse che Le pare di aver colto e che possono essere stati fraintesi, a causa del desiderio di trovare riscontro al Suo interesse."

La dott.ssa non ha famiglia, non è sposata, forse ha un ragazzo, ma un giorno mi fece capire che non è così.
Le dissi che noi uomini siamo tutti pantofolai la domenica, lei alzo lo sguardo, pensò nel vuoto (chi si stava immaginando?) e mi disse arrossendo leggermente che " si...forse voi uomini siete tutti un po' così".

"Francamente mi sento di rinnovarLe l'invito a farsi seguire da uno/a psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, perchè da quanto scrive (compreso il fatto che aspetta la Sua seconda figlia ed è nel frattempo attratto da una donna che non è la madre) credo possa aver bisogno di lavorare su fatti del passato, su rifiuti ricevuti/percepiti nell'infanzia e/o all'interno del rapporto con i Suoi genitori (prima di tutto con Sua madre), e non so se la terapia Cognitivo-Comportamentale che ha ricominciato (oltretutto con un terapeuta che "odia") le possa permettere di fare questo tipo di lavoro"

Non amo più la mia attuale compagna da molti anni, sono stato bugiardo con me stesso e con lei ... la psicoterapia mi ha "solo" reso edotto di questo che prima era comunque presente nel mio inconscio.
La mia attuale compagna ... ha "gestito" i nostri rapporti sessuali in maniera da favorire la gravidanza in un momento in cui ci eravamo già allontanati.
[#22]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Mi spiace che la sua situazione familiare sia questa.
Visto che è in arrivo una bambina che non ha colpa per tutto ciò e ha il diritto di nascere in un ambiente il più sereno possibile le suggerirei di concentrarsi sul raggiungimento di un nuovo equilibrio con la sua compagna, per garantire alla piccola un contesto il più possibile libero da tensioni - indipendentemente da quanto è accaduto fra voi genitori.
Qualche seduta di coppia può essere d'aiuto, ci pensi.
[#23]
dopo
Utente
Utente
No.
[#24]
dopo
Utente
Utente
Dott.ssa,

come si sente uno psicoterapeuta quando scarica (o è costretto a scaricare ) il proprio paziente in questo modo?

Oppure, come si sentirebbe lei ?

Grazie.
[#25]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Si possono provare molte cose, non siamo tutti uguali: dispiacere per dover inviare ad altri un caso divenuto ingestibile, preoccupazione che il paziente che necessita di una psicoterapia non prosegua il lavoro con altri, sensazione di essersi tolti un peso e così via.

Come le dicevo, visto che il suo interesse è personale e non professionale le consiglio di spostare su questo terreno il dialogo e di accettare quello che la mia collega deciderà, anche se non volesse nemmeno incontrarla per un caffè.
Non può imporsi, può solo proporsi e accettare la risposta.
[#26]
dopo
Utente
Utente
Si certo, lo farò, devo prima capire quando.
Grazie per i suoi aiuti, consigli e spiegazioni.

A presto!
[#27]
Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Mi aggiorni quando vuole, buone vacanze.
[#28]
dopo
Utente
Utente
Dott.ssa buongiorno,
ieri ho trovato su fb alcune foto della dott.ssa, mia ex-psicoterapeuta.
Nel vederla sono rimasto così emozionato che ...mi è ripartita la voglia di Lei...e non le nascondo che sono felice!!
In alcune foto ha delle sue espressioni che mi sono rimaste in mente, .. è così fine e delicata... senza considerare il suo modo di vestire o il suo modo così "naturale" di essere e di porsi.

Mi creda, sento che quella ragazza ha tutto (o tantissimo) della persona che io ho sempre sognato di avere al mio fianco.
Non contano le sedute che abbiamo fatto insieme, io ora guardo il suo sorriso, le sue espressioni .. anche la sua determinazione..."sento" (anzi, purtroppo non sento più) la sua voce...devo dirle che attualmente mi "nutro" di queste sensazioni per cercare di mantenere viva la mia speranza ... quella di avvicinarla a me.

Un giorno le mandai una fotografia di Alex del Piero con abbracciata la moglie: lo feci perché nel suo profilo Whattapp la dott.ssa ha scritto "live the life you have imagined" e io la mia vita l'ho immaginata con a fianco una ragazza da amare, da coccolare e soprattutto da far sorridere con spensieratezza... come in quella foto dove c'è una tale "sincronia" tra Alex e Sonia che .... non saprei descrivere.
Se vuole gliela mando.

Ora, io devo prendere una decisione IMPORTANTISSIMA per la mia vita, che è quella se continuare a vivere in modo "passivo" ed adattarmi alle situazioni (vedi la mia situazione sentimentale/famigliare attuale), oppure RIBALTARE tutto quello che ho fatto sino ad oggi (che reputo aver vissuto in maniera passiva), iniziando a vivere in maniera ATTIVA, prendendo iniziative POSITIVE, ma soprattutto iniziative che mi permettano di raggiungere i RISULTATI CHE MI SONO PREFISSATO e che mi prefisserò.

Nella mia infanzia sognavo di avere una posizione lavorativa da Manager, a 10-12 anni giocavo in un ufficio (mi ero messo una scrivania con un telefono ...(nel recente passato sono stato Direttore di Stabilimento di una "grossa" cantina) e ancora oggi, anche se ho cambiato il mio profilo lavorativo (lavoro sempre nel settore vinicolo ma faccio il broker/agente), ho grandi aspirazioni professionali.
Al tempo stesso, mi vedevo ancor prima che sul lavoro, fra le braccia di una donna che potessi amare e che mi amasse ... come nella foto che le ho descritto prima, con spensieratezza, felicità, amore reciproco....

Sento che con la dott.ssa al mio fianco, io sarei un uomo realizzato, pieno di vitalità e di voglia di vivere, di fare, di iniziativa.

Vengo alla ragione di questo mio messaggio: ho visto che lei ha una preparazione a livello di PNL.
Mi chiedevo se possa essermi di aiuto nel cercare di capire dove sbaglio, come migliorarmi e come ottenere quello che voglio da questa situazione.
Mi chiedevo se può suggerirmi qualche soluzione per migliorare la mia capacità di sedurre.
Mi piacerebbe raggiungere il mio obiettivo, quello di vivere con a fianco la donna dei miei sogni.

Grazie per il suo contributo.



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dopo
Utente
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Buongiorno dott.ssa,

mi chiedevo se potesse darmi il suo parere al proposito del mio precedente messaggio, Grazie
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dopo
Utente
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Buongiorno dott.ssa,

sono in crisi. Non riesco a non pensarla, passo le mie giornate nel letto, mentalmente non faccio altro che darmi delle coltellate,sono a casa da solo, ho mandato via la mia compagna e mia figlia, torneranno martedì, non ho voglia di stare con nessuno, ho solo voglia di sapere che posso tornare a fare terapia con la mia psicoterapeuta.
Vorrei chiamarla ma l'altro giorno le ho mandato un sms su whattsapp (erano giorni che non lo facevo) e lei mi ha bloccato, o forse ha cancellato il mio numero. Piango 1 -2 volte al giorno, ieri ho fatto l'ennesima seduta dallo psicoterapeuta nuovo, sono arrivato piangendo, ho pianto quasi tutto il tempo ... voglio ritornare a fare psicoterapia con la dott.ssa....mi sento perso, come un buco nero, non ho più voglia di vivere , non riesco a stare senza di lei, vorrei ricominciare con lei, con delle regole ... quelle che forse non mi ha dato all'inizio.

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