Senza lavoro mi sento bloccato

Sono un musicista di valore ma attualmente non ho un'occupazione. Ho dedicato tutta la mia formazione alla musica, pensando di avere un talento e credendo così di potere trovare un mio posto nel mondo del lavoro e nella società. Putroppo dopo diverse esperienze in orchestre anche di alto livello mi sono sempre trovato di fronte al problema di trovare nuove opportunità e quindi via con i concorsi, audizioni, registrazioni, contatti. Da ormai sei mesi sono "fermo", nel senso che non sto guadagnando anche se continuo a cercare nuove proposte di lavoro.

Sono arrivato al punto di detestare la musica, che per tanti anni mi ha dato forza e prestigio con gli altri (cose che adesso sento di avere perso). Mi sento realmente un 0 sociale, mi sembra di non contare nulla, mi sento solo, ho paura per il futuro. Passo il tempo a rimpiangere scelte che avrei potuto fare, dato che ero molto bravo anche nelle scienze e potevo studiare medicina o fisica. Invece a suo tempo decisi di fare il musicista a tempo pieno, credendo di trovare un posto di nicchia che mi avrebbe fatto felice. Ora non so più cosa fare... Sono pronto a cambiare mestiere, ad andare all'estero (stavo pensando di tornare a Berlino dove ho vissuto 2 anni e cercare lì lavoro). Il problema è che non sento di avere più motivazioni e coraggio. Ho paura che nessuno potrà mai amarmi o interessarsi a me perchè sarò anche bravo a suonare il violino ma in fin dei conti non sono nessuno. Non posso dire di sentirmi sconfitto, perchè la mia musica è stata sempre molto apprezzata da gente del settore (innumerevoli complimenti ho ricevuto), ma questo non sembra bastare a darmi la stabilità che cerco e la vita che desidero. Sono molto confuso, vorrei solo capire cosa fare, dove andare, perchè in questo momento non riesco a credere in me stesso e a trovare le forze per reagire. Sono anni che combatto contro questa situazione, dando il massimo, ma ora basta: non credo di potere sopportare ancora sacrifici o privazioni mentre vedo gli altri felici e contenti solo perchè hanno fatto qualcosa spendibile sul mercato senza nemmeno essere tanto bravi e senza nemmeno appassionarsi. Io invece che volevo essere un numero 1, mi ritrovo ad essere un numero 0. Cosa posso fare per sbloccare questa situazione, ma soprattutto mi chiedo se c'è ancora una possibilità per essere felice o se ho distrutto tutto per inseguire le mie passioni.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,8k 459 103
Gentile utente,

si sente tanta amarezza nelle Sua parole!
E ne comprendiamo il motivo.
Tanto più che
<< Sono anni che combatto contro questa situazione, dando il massimo, ma ora basta: non credo di potere sopportare ancora sacrifici o privazioni <<.

Innanzi tutto una riflessione.
Lei pensa, o "sente" di essere l'unico in tale situazione, <<mentre vedo gli altri felici e contenti solo perchè hanno fatto qualcosa spendibile sul mercato.<<
Come saprà, la disoccupazione giovanile è molto elevata, anche tra le persone che ci hanno dedicato passione e impegno.

Dico questo non tanto perchè le disgrazie comuni possano consolare,
quanto piuttosto per cercare di considerarlo, anzichè come un fallimento personale,
il frutto (avvelenato) di questi anni di crisi;
nei quali purtroppo molti giovani delle più diverse aree di studio
emigrano; e all'estero vengono apprezzati.

Resta il fatto che senza lavoro
il progetto di vita si blocca:
non si può
realizzarsi attraverso il proprio "sogno"
impegnarsi in una relazione progettuale,
metter su famiglia pur magari desiderandolo.

Lei si chiede se
<< c'è ancora una possibilità per essere felice o se ho distrutto tutto per inseguire le mie passioni. <<
Per inseguire le Sue passioni ci ha messo impegno e studio; e non ha distrutto nulla.
Ma non saprei se di questa Sua competenza potrà vivere, economicamente intendo.

E "l'essere felice"?
Una certa flessibilità nel cercare lavoro,
che viaggia su un canale parallelo a quello della ricerca specifica
potrebbe rappresentare una modalità realistica di far fronte all'evenienza
senza darsi "la colpa" di quanto sta accadendo.

Certo, occorre ristrutturare mentalmente la situazione,
occorre trovare l'energia,
occorre forse ridimensionare il sogno di essere un numero 1 per privilegiare l'autorealizzazione.

Forse la parola felicità è più usata dagli adolescenti...





Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille della risposta che mi sta aiutando molto. Penso che ora bisogna agire su due livelli. Il primo riguarda la ricerca del lavoro anche in ambiti nuovi, utilizzando le competenze acquisite. Il secondo, forse più importante, rigurda quella "ristrutturazione mentale della situazione", come lei diceva. Senza questa ristrutturazione non credo che avrò le energie necessarie per tornare a vivere e quindi anche ricercare una nuova occupazione. Che tipo di lavoro potrebbe essere utile fare per riuscire a fare questa ristrutturazione? E nel frattempo potrei trovare un modo per ritrovare un minimo di serenità per tentare di continuare a cercare e non perdere nuove occasioni di lavoro?
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,8k 459 103
<<Che tipo di lavoro potrebbe essere utile fare per riuscire a fare questa ristrutturazione?<<
Occorre cambiare punto di vista nel guardare la situazione. Nella mia precedente troverà molti spunti in questo senso, ma solo Lei li può approfondire dentro di sè.


<<E nel frattempo potrei trovare un modo per ritrovare un minimo di serenità per tentare di continuare a cercare e non perdere nuove occasioni di lavoro?<<
Se non ci si colpevolizza,
se non ci si auto-umilia,
si riesce con occhi più limpidi a vedere situazioni che prima passavano sotto gli occhi senza essere viste. (Importante: senza rinunciare ai sogni..)





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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Carissimo, spiace sentire come questa crisi e i tempi che cambiano penalizzano Lei e la sua nobile passione per la musica, forse pensare di andare a Berlino dove la musica è apprezzate e dove è forse possibile trovare anche un lavoro pagato bene che affianchi e sostenga il suo essere violinista, non è una cosa sbagliata..
Bisogna appunto .. " ristrutturare il campo" come dicono i nostri libri e cercare realisticamente .. una zattera positiva che sostenga gli aspetti pratici, contingenti della vita.. Non si senta umiliato, ma in gamba, nel non arrendersi e nel
cercare uno sguardo alternativo sul suo progetto..
Può essere felice certo, se con la stessa forza d'animo con cui si è preparato ed ha studiato violino, cercherà la zattera, quella giusta, per attraversare la crisi..
Forse potrebbe recarsi all'Ambasciata ed indagare sul possibile mondo lavorativo a Berlino..
Auguri, ci riscriva, restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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