Forte senso di fallimento personale

Buongiorno gentili dottori, ho 34 anni e un fortissimo senso di fallimento che mi è preso proprio oggi, a causa di mie vicende personali. C'è poco da girarci attorno, la mia vita è, effettivamente, un fallimento totale. Non ho un compagno (anche se a dire il vero non è la cosa che mi manca di più in questo momento) e non ne ho mai avuto uno, non ho un lavoro e non ho una vita sociale. Ho passato l'ultimo anno e mezzo della mia vita a studiare per molte ore al giorno per un concorso che dovrei affrontare tra pochi giorni, ma a fronte dell'impegno profuso non mi sento (nè sono, di fatto) preparata come dovrei, e questa cosa mi getta nello sconforto più totale. Mi sento un'inetta, non sono stata nemmeno capace di organizzare lo studio come si deve, anche se ho studiato per molte ore ogni giorno. Mi sembra di vivere un'incubo, poichè si sta ripetendo lo stesso copione che si ripeteva ai tempi dell'università, quando studiavo moltissimo per ciascun esame eppure, quasi ogni volta, arrivata alla vigilia, venivo presa da angoscia e crisi esistenziali e non volevo più affrontare la prova. Ed infatti molto spesso rinviavo gli esami, mentendo anche ai miei, e a causa di questo comportamento mi sono laureata molto tardi (30 anni). Subito dopo la laurea in Giurisprudenza ho intrapreso la pratica forense, ho anche conseguito l'abilitazione, ma decisamente non era il mio ambiente e anche da lì, vigliaccamente, sono scappata via. Mi sentivo un pesce fuor d'acqua (e lo ero, di fatto), e decisamente non ero tagliata per quella professione che invece richiede doti che io non ho mai avuto in tutta la mia vita (sul fatto di non averne le doti mi è stato anche confermato da chi di competenza; ne prendo atto, ma lo considero comunque un altro fallimento). Mi sento molto sola, neanche nei miei, che sono persone meravigliose, riesco a trovare conforto. Per la verità a loro non racconto molto, faccio finta che vada tutto abbastanza bene, anche perchè non mi va di dare loro altre delusioni. Hanno già avuto la sfortuna di non avere una figlia come le altre sin dalla nascita per alcuni problemi di salute gravi che ho avuto da piccola, e non mi va di dare loro altre delusioni. Non le meritano. A volte mi chiedo perchè è venuta al mondo una persona come me. Non mi sono mai sentita una persona "normale" (cioè, come tutti gli altri) in tutta la mia vita, e i fatti mi stanno dando ragione. Scusate, so che alla mia età non dovrei fare questi discorsi, ma oggi questa profonda prostrazione in cui mi trovo mi fa vedere le cose con estrema lucidità e senza illusioni. Ho sbagliato molte cose nella mia vita, probabilmente ho sbagliato tutto. Vorrei uscire da questo incubo. Come posso fare? Scusate, so di farvi una domanda alla quale è impossibile dare una risposta, ma se mi deste anche solo una parola di conforto, per me sarebbe già tanto. Grazie.
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Dr.ssa Laura Termini Psicologo, Psicoterapeuta 39 4
Salve cara utente,
non c'è mica un'età per star male, avere disagi e provare le sensazioni che ci racconta!
Cosa è successo perchè proprio "oggi" ha provato questo sentimento di fallimento? Forse le è stato direttamente o meno rimandato da qualcuno? magari di importante per lei?
Se prova un senso di insoddisfazione rispetto alla sua vita, certamente deve essere un sentimento un pò più antico.
Come mai fino ad oggi non ha pensato di chiedere aiuto? Non fa riferimento a nulla del genere nella lettera e sembra che lei pensi che non ci siano molte persone con cui parlare nella sua vita. Sarà davvero così o ha paura di esporsi? Fa poi cenno a seri problemi di salute avuti da piccola, bisognerebbe capire di che genere e quanto questi abbiano influito sulla sua infanzia, o sul resto della sua vita.
Non credo che la si possa confortare molto facendo discorsi che, in mancanza di informazioni, risulterebbero banali, generici e magari inappropriati. Il consiglio che sicuramente mi sento di darle è di consultare uno psicoterapeuta, sono sicura che potrebbe esserle di grande aiuto
I miei migliori auguri,

Dr.ssa Laura Termini
Psicologa - Psicoterapeuta
http://www.demetrapvt.it

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dopo
Utente
Utente
Gent.ma dott.ssa Termini,

anzitutto grazie mille per la sua risposta. Per rispondere alle sue domande, posso dirle che la causa scatenante della mia angoscia non è arrivata dall'esterno (tramite appunti fatti da altri persone), ma solo ed esclusivamente da me stessa. Mi sono semplicemente resa conto di essere indietro rispetto alle mie previsioni e la cosa mi ha gettato nello sconforto. All'improvviso è come se avessi riacquistato lucidità ed abbia visto con occhi diversi - ovvero senza illusioni - la mia situazione.
Ha ragione quando dice che probabilmente ho paura ad espormi, questa paura l'ho avuta per tutta la vita!
In realtà in passato, molti anni fa, ho anche pensato di chiedere aiuto ad uno specialista. Avrò avuto 18/20 anni credo. Poichè economicamente dipendevo dai miei, chiesi loro - in particolare a mia madre - cosa ne pensassero dell'idea. Apriti cielo, neanche a parlarne... Mia madre non voleva (penso che non ne voglia ancora) neanche sentirne parlare, diceva che i nostri problemi dobbiamo superarli e risolverli da soli (in che modo però, non si sa... Nemmeno lei mi era d'aiuto in questo) e nessuno può aiutarci. All'epoca mi lasciai convincere, e così lasciai perdere, ma alla lunga posso dire che questo modo di fare e di pensare non si è rivelato vincente, anzi, credo abbia solo peggiorato la situazione. Sono venuta su con quest'idea che i problemi dobbiamo risolverceli da soli, possibilmente non parlandone con nessuno; solo che, non riuscendo poi a risolverli, mi sono sempre sentita ancora di più una perdente, cadendo sempre più giù.
Comunque seguirò il suo consiglio, cercherò l'aiuto di cui ho bisogno in uno specialista, anche a costo di non dire nulla in famiglia ... Non posso più andare avanti senza chiedere l'aiuto di nessuno!
La ringrazio ancora per la sua disponibilità!
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Dr.ssa Laura Termini Psicologo, Psicoterapeuta 39 4
Ognuno ha i suoi tempi! È possibile che sia giunto per lei il tempo del cambiamento. Evidentemente è pronta.
Se fare da se' è ammirevole, chiedere aiuto quando ci si rende conto di non potercela fare da soli è indice di umiltà, coraggio, maturità e grande forza.
Lei è una donna adulta, anche se ancora non indipendente, non è necessario che riferisca ogni cosa a mamma e ci sono i servizi pubblici che potranno fornirle l' aiuto di cui necessità anche gratis.
Si forse è un po' tardi rispetto alla media e alle aspettative generali, ma il suo processo di indipendenza ed autonomizzazione è iniziato! È questo che importa.
Auguri
D.ssa Termini

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