Problema con suoceri

Buongiorno,
Ho un problema che nn mi fa dormire.
Io e il mio compagno abitiamo in una casa di sua proprietà da cinque anni.
Io sono lontana 20 km da dove abitavo prima da dove lavoro e da dove ci sono i miei che attualmente tengono la mia bambina.
Quando abbiamo deciso di vivere insieme io volevo andare un attimo in affitto nel paese dove abito per provare la convivenza.
Eravamo insieme solo da due anni e non me la sentivo di fare un mutuo prima di conoscerlo un po.
Lui ha deciso di nn andare in affitto e ha preso casa dove abita lui.
I mobili e altre spese le abbiamo pagate insieme.
Adesso è saltato fuori dicendo che visto che i suoi hanno una casa grande vogliono dividerla in due e noi dobbiamo andare ad abitare li perche la casa è più grande e anche con la bimba stiamo più larghi.
La casa però è scomoda a tutto in mezzo di campagna e soprattutto sopra ai suoceri.
Io con i miei suoceri ho un bel rapporto ma ognuno a casa sua
Inoltre lui è molto mammone e avevamo appena raggiunto il suo parziale distacco dalla mamma andando a vivere insieme.
Inoltre io vorrei ritornare al mio paese dove ripeto ho lavoro nonni che tengono la bimba e dove andrà a scuola
Sarebbe una comodita per tutto anche perché lui ha un lavoro che lo porta sempre in giro quindi a lui nn cambia dove viviamo.
Gli ho proposto di guardare una casa insieme e di fare un mutuo in quanto lavoriamo entrambi.
Lui si è impuntato sul fatto che lui avrebbe già una casa che nn vuole spendere soldi.
Io gli ho detto che perp dobbiamo valutare la comodità e anche la nostra libertà di coppia.
Se andiamo a vivere li non avremmo mai più la nostra indipendenza
Inoltre la casa dei suoi ha orto giardino a cui tenere dietro.
Io poi non voglio passare la mia vita in una casa dove ogni minima cosa che debbo fare devo prendere la macchina perché sono isolata.
Oltretutto nel paese dove vorrei andare vivere abbiamo anche gli amici in comune.
Lui si è impuntato e mi ha detto che non ne vuole sapere che io sono egoista perché preferisco spendere soldi tutta la mia vita.
Inoltre i suoi mi stanno facendo passare per quella che non ci tiene a loro.
Io ci vado d'accordo ma ognuno a casa propria.
Non so più come comportarmi?
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Buongiorno,
La scelta della casa, così come la proprietà, ed il pagamento di questa, non sono solo cose concrete, ma simboliche che ruotano al concetto di potere e sottomissione.

Se non ha voglia di stare in casa altrui, solo perché è gratis, non vada.


Sarebbe ottimale vivere alla giusta distanza dai genitori e dai suoceri - figli mammoni a parte - per imparare a cavarsela da soli, e non fare i figli a vita, ed evitare che qualcuno, oltre lei ed il suo compagno, possa dirvi come crescere vostra figlia.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile signora,

purtroppo questa è una di quelle situazione in cui entrambi i partner si accaniscono sulla propria posizione e si finisce per non riuscire più a comprendere la visione dell'altro, con vantaggi e svantaggi che potrebbe portare.

Intanto partirei da un aspetto molto positivo: Lei va d'accordo con i suoceri, sebbene il titolo sia "problemi con suoceri".

Anche i suoceri potrebbero darLe una mano con la bimba ?
Che tipo di problemi potrebbero dare a Lei e alla Sua famiglia i Suoi suoceri?
Perchè si sente in obbligo di dover condividere tutto con loro, orto, conversazioni, ecc...? Non ci sono due ingressi diversi in questa casa?

Se, come mi pare di capire, non avete a casa dei problemi economici per poter accendere un mutuo, come mai Suo marito la colpevolizza su questo aspetto?

Scusi le tante domande, ma sono utili per poter comprendere meglio.

Cordialmente,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile Signora, mi sembra che sia tardi ormai, forse bisognava essere più decise prima, ora sembra che lei abbia delle riserve proprio coi suoceri con cui alla fine va d'accordo.. ne parli proprio con sua suocera , che magari la comprende più di quel che sembra, certo dover prendere la macchina ogni momento per ogni cosa è fastidioso, poi la bimba cresce e bisogna portarla a scuola a dottrina a ginnastica.. cerchi di tener duro, se ce la fa, meglio farlo partendo da esempi pratici, condivisibili.. non sarà che suo marito è preoccupato perchè i genitori possono aver bisogno di aiuto ? Cerchiamo di essere chiari , perciò..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Utente
Utente
intanto ringrazio tutti per le risposte. Mio marito dice che non è giusto che debba fare un mutuo quando avrebbe una casa di sua proprietà.
Io gli ho già però spiegato anche che è in una posizione davvero scomodo per entrambi, in mezzo di campagna e lontana da scuola e tutto il resto.
Io penso anche alla mia bimba quando cresce e che va sempre portata ovunque.
Inoltre anche solo per fare un giretto a piedi bisogna prendere la macchina.
Dove vivevo e lavoro io c'è tutto si può prendere la bici fare un giro ecc ecc.
Inoltre io nn sono obbligata ad andare al lavoro in macchina con un notevole risparmio.
Lui nn ha paura per il fatto che i suoi possano invecchiare perché potrebbe essere lo stesso discorso per i miei hanno tutti e quattro la stessa età.
Dove siamo adesso ok siamo lontani dal mio lavoro e dai miei ma siamo almeno in mezzo al paese ma li saremmo isolati sa tutto.
Dal momento in cui dobbiamo cambiare casa voglio almeno che ci sia un vantaggio per entrambi e non che guardiamo solo il lato economico.
Capisco che sia comodo andare a vivere gratis ma poi ci complichiamo la vita.
Non so davvero come fargli cambiare posizione.
Anche perché come avete detto sembra quasi un ricatto perché io non ho le possibilità di avere una casa e devo fare un mutuo allora si fa come dice lui.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile signora,

una idea potrebbe essere quella di confrontarvi, Lei e Suo marito, con una terza persona, che vi aiuti a mettere in evidenza pro e contro.
A prima vista sembra infatti molto comodo non dover chiedere un mutuo, però anche le Sue considerazioni sono parimenti importanti per il benessere della famiglia.

Se poi proprio non riusciste a trovare un giusto compromesso e a prendere una decisione insieme, allora il ricorso ad una consulenza psicologica potrà aiutarvi a fare chiarezza sugli elementi che ostacolano tale decisione.

Tenete presente entrambi, però, che la mediazione implica anche la rinuncia ad alcuni vantaggi personali.

Cordialmente,
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente, in genere non sarei intervenuta; ha già avuto molti pareri che possono aiutarla, ma ho l'impressione che ci sia un equivoco di fondo: lei parla sempre della "sua" bambina. La piccola è figlia del suo attuale compagno, o no? Se è nata da una precedente relazione, capisco che abbia come punto di riferimento i nonni materni, con i quali mi pare di capire sia vissuta. Ci chiarisca questo punto, che può avere la sua importanza nella gestione non solo pratica, ma affettiva, della vita vicino ai suoceri o vicino ai genitori. A risentirla.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
Utente
Non so più come venirne fuori.
Il mio compagno prima ha un'idea poi appena va dai suoi genitori la cambia.
È sempre così.
Fino a ieri pomeriggio avevamo cominciato a guardare delle case insieme per eventualmente prenderla insieme.
Ieri sera è andato dai suoi e ha cambiato completamente idea.
Dice che se io mi facessi aiutare a comprarla dai miei eviteremo il mutuo come hanno fatto i suoi.
I miei non ci possono aiutare economicamente ma ci aiutano in tante altre cose.
Non me ne può fare una colpa se i suoi hanno le possibilità e i miei no.
Si fa come molte coppie che lavorano e si pagano le cose insieme con un mutuo.
No per lui nn esiste bisogna sempre farsi aiutare. Quindi cambiato completamente idea.
Non ne vengo più fuori.
Ho l'ansia ogni volta che parla con loro.
Per rispondere a una domanda precedente la figlia è nostra e il fatto che sia stata più con i miei è perché i suoi lavorano e io lavoro dietro i miei genitori.
Per una questione di praticità.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile signora, mi sembra che davvero i nodi venuti al pettine siano tanti, e concordo con il parere della collega: per il vostro benessere di coppia forse sarebbe opportuno un colloquio sereno con uno specialista. Vedendo punto per punto, mi sembra di capire che i suoi genitori siano più adatti dei suoi suoceri nell'occuparsi della nipotina per permettere a voi due di lavorare, visto che loro non lavorano. Questo è un dato da prendere in seria considerazione, anche in vista di altri figli, per scegliere di risiedere nel paese dei suoi genitori, dove lei lavora, dove anche suo marito ha le sue amicizie, e dove tra l'altro lei non rimarrebbe da sola mentre lui ha un lavoro che lo porta da tante parti, come scrive. Lei scrive anche: "Lui si è impuntato e mi ha detto che non ne vuole sapere che io sono egoista perché preferisco spendere soldi tutta la mia vita". Spendere i soldi che si guadagnano, come potrebbe essere egoismo, scusi? Mi sembra invece una richiesta indebita quella di farsi pagare una casa dai suoceri, non solo perché avete già una casa di proprietà di suo marito, a quel che ho capito, e potreste venderla e comprarne una più grande col mutuo, lavorando tutti e due; ma soprattutto perché alla vostra età non è né opportuno né dignitoso chiedere a due anziani di sacrificarsi per voi, e questo davvero è egoismo, indipendentemente dalle disponibilità economiche dei suoi genitori. Anche se fossero ricchissimi, meglio sviluppare la vostra indipendenza e la vostra capacità produttiva. Inoltre, chi non può avere una casa di proprietà va in affitto, non si mette a pressare due anziani per ottenere da loro un regalone! Se invece i genitori di suo marito hanno voluto regalargli una casa, ringraziateli, sperando che questo non abbia messo suo marito nella condizione del bambino che dev'essere mantenuto e limitato nella sua libertà in eterno. Infine lei scrive che suo marito cambia idea ogni volta che parla coi suoi genitori. Allora mi sembra che lei dovrebbe accompagnarlo, almeno quando si prospettano queste discussioni fondamentali per voi due. Faccia un elenco scritto delle cose che la preoccupano sul vivere troppo vicini e lo prospetti ai suoi suoceri. Se sono persone invadenti cercheranno di smontare le sue argomentazioni, ma lei risponda con un bel sorriso: "Non sono molto convinta"; oppure: "Ci penserò, ma pensateci anche voi: non vorrei mettermi in una situazione di scomodità che nuocerebbe a tutti noi". Impuntarsi senza ragionare e senza argomentare sarebbe una sciocchezza da tutte e due le parti; ignorare le preoccupazioni che le tolgono addirittura il sonno è ancora peggio. Tra l'altro, perché guastare un buon rapporto con una imposizione non gradita, o peggio, con una semi-convivenza che potrebbe essere piena di invadenze indesiderate, oltre alle altre scomodità? Se lei non riesce da sola a compilare l'elenco e a condurre con calma la discussione (ma suo marito dovrebbe sostenerla, immagino, e aiutarla ad esprimere i suoi dubbi), inviti tutti a casa sua, per chiarirvi le idee, e inviti anche i suoi genitori. L'importante è ricordare sempre che la scelta dev'essere serena, non una lotta, non un braccio di ferro, ma un'opportunità di vita più comoda, non certo più scomoda, scelta da lei e da suo marito nel rispetto e nella tutela affettuosa del vostro nucleo familiare. La prima cosa che cementa una coppia è l'alleanza; lo dice anche la Bibbia: "Lasceranno il padre e la madre e saranno una sola carne". Spero di risentirla presto, più decisa e serena.
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Utente
Utente
La ringrazio infinitamente per la risposta. Ha detto esattamente le cose che penso.
Purtroppo il mio compagno se ha una idea è quella. Non vuole saperne di fare né mutui né affitti perché dice che sono soldi buttati via. Ma cavoli lavoriamo entrambi.
Quando gli spiego il perché vorrei spostarmi lui mi rinfaccia che ha speso soldi per la casa dove viviamo adesso.
Io ai tempi non volevo che comprasse casa perché eravamo insieme da pochissimo preferivo andare un po in affitto provare la convivenza e poi valutare cosa era meglio per entrambi.
Lui ha deciso di comprare casa dove preferivo lui e io alla fine '' quasi obbligata '' sono andata li tra l'altro dividendo le spese di mobili ristrutturazione ecc ecc per quello che potevo in quel momento.
Adesso mi rinfaccia che dovrei ringraziarlo pefche mi ha dato un tetto.
Ma io non ero Micca in mezzo a una strada se non abitavo con lui.
E poi è ovvio che la vita cambia abbiamo una famiglia con una bambina adesso possono cambiare le esigenze.
Non può però rinfacciarmi il fatto che i miei genitori economicamente non possono aiutarmi e io posso solo fare un mutuo o un affitto. Sono comunque soldi che guadagno.
I miei non ci potranno aiutare economicamente come i suoi ma ci aiutano in tutto il resto sempre quando abbiamo bisogno.
Adesso la sua soluzione è stata o si va dai suoi o stiamo dove siamo perché lui di mutui non ne vuole sapere.
Vi ho già scritti il perché non voglio andare a vivere dai suoi e oltretutto come dice lei io voglio che ci creiamo un futuro da soli dove ci è più comodo senza '' regali '' che poi in fin dei conti mi vengono rinfacciati.
Purtroppo lui è molto fermo e non so più come fare.
Non volevo mettere in mezzo tutti i genitori perché vanno molto d'accordo e già il fatto che loro pensano male dei miei perché non ci possono aiutare economicamente mi ha molto ferito
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Utente
Utente
Scusi mi sono dimenticata di precisare che quello che mi blocca sopratutto ad andare a vivere dai suoi è anche la posizione della casa. In mezzo di campagna scomoda per entrambi e anche per la bambina.
Ogni volta bisogna prendere la macchina per dare qualsiasi cosa.
I suoi genitori sono abituati a stare sempre in casa nell'orto.
Io non sono così.
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente, avevo riletto tutti i suoi messaggi prima di rispondere, perciò consideravo anche il fatto che la vita isolata in campagna per chi non l'ha scelta è non solo scomoda, ma deprimente. Lo so bene perché una mia figlia ha preferito vivere in una grande casa isolata con uliveto, frutteto, orto, ne è felice perché ama la solitudine e dover salire in macchina per ogni necessità non le pesa. Aria balsamica senza dubbio, panorama magnifico (ma sempre lo stesso), però chi non desidera quel genere di vita si sente come in trappola, tanto più se è cresciuto in un paese dove appena esci di casa incontri amici e conoscenti. Nei suoi messaggi ci sono altre frasi che all'occhio di uno psicologo delineano una situazione di rilievo. Nella prima lettera lei scrive: "lui è molto mammone e avevamo appena raggiunto il suo parziale distacco dalla mamma andando a vivere insieme"; in un'altra scrive: "Il mio compagno prima ha un'idea poi appena va dai suoi genitori la cambia". Infine, in apparente contraddizione, scrive in una terza lettera: "Purtroppo il mio compagno se ha una idea è quella". In poche parole, il suo uomo con la madre è remissivo e invece con lei è irremovibile? Quello che lei scrive nelle sue lettere mi sembra di rilievo anche per altre ragioni: il suo compagno e i suoi genitori sembrano "rimproverare" ai suoi genitori di non essere ricchi e di non comprarle una casa? Inoltre non si tiene nessun conto del fatto che lei lavora e produce reddito? Il suo compagno arriva a dirle che dovrebbe ringraziare perché le ha dato un tetto? Dopo che l'ha costretta a partecipare alle spese di ristrutturazione e arredo di una casa che non aveva scelto, e che forse, mi pare, non è nemmeno a suo nome? Inoltre, in che senso un affitto o un mutuo sono soldi buttati? Mi sembra, pur non conoscendo il suo compagno, che il suo atteggiamento verso il denaro sia alquanto inadeguato. Altrettanto si dica di questa pretesa, mi pare di tutta la famiglia, che siano gli anziani a dover fare le spese per i giovani, fino a rimproverarli se sono poveri? Il suo uomo, scusi, voleva sposarsi per interesse? E anche così, è ancora lui che dovrebbe ringraziare, perché lei ha un lavoro (ma lo sa quante persone, donne soprattutto, in Italia non lavorano?) e ha continuato a lavorare pur in condizioni scomode, lontana dal luogo di lavoro, anche dopo la nascita della figlia: fra l'altro, grazie all'aiuto indispensabile dei suoi genitori, e non dei suoi suoceri. Gentile utente, c'è qualcosa da rivedere nell'impostazione che avete dato alla vostra convivenza, che dovrebbe essere ispirata all'amore, al rispetto, alla volontà di rendere felice il partner. La vita in comune è certamente una continua mediazione, ma guidata dalla generosità e dall'affetto, il che non può esserci tra due egoismi, oppure tra una volontà prevaricatrice e una succuba, e meno ancora dove pesa l'ingombrante presenza di uno stato di sottomissione filiale mai risolto, per cui si è remissivi coi genitori e i capricci si fanno con la moglie! Tutti e due dovreste parlare chiaramente di quali sono i vostri criteri di fondo, ricordando però sempre che il legame col partner va costruito nella benevolenza, oppure finisce usurato, distrutto, e allora a che serve mantenerlo in vita? La convivenza non ve l'ha prescritta il dottore, e perfino nell'antichità esistevano la separazione e il divorzio. Se suo marito non vuole saperne, consulti intanto uno psicologo per chiarire a sé stessa come mai fin qui lei si è rassegnata a lottare per i minimi diritti, e infine anche a perderli. Alle ASL e nei consultori troverà dei bravi specialisti. Per far ragionare il suo partner, anche un amico autorevole o un sacerdote sensibile potrebbero fare da intermediari per aiutarlo a capire se vuol restare sempre figlio, o decidersi a diventare padre e marito. Con molti, sinceri auguri.
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Utente
Utente
La ringrazio infinitamente per le bellissime parole che ha scritto.
Sono esattamente lo specchio della mia situazione. Esattamente così
Io ho sempre fatto di tutto per farmi una vita mi sono laureata ho un lavoro e dividiamo tutte le spese.
Lui adesso mi fa pesare addirittura che ha comprato casa lui cosa su cui ero contraria sin dall'inizio e su cui nonostante tutto ho investito dei soldi. Nonostante sia intestata a lui lo sto anche aiutando ingenuanente con un piccolo affitto mensile.
Io nn ne voglio sapere di andare in campagna dai suoi.
Io sono sempre stata abituata a uscire in bicicletta anche per andare al lavoro. A vedere gente a fare delle chiacchiere e già adesso che sono nn più al mio paese sono praticamente sempre in casa pefche qui non c'è niente.
A lui nn cambia veramente niente se on investite in un mutuo insieme.
Ma lavoriamo entrambi nn capisco il problema.
Oggi mi ha addirittura accusata di essere egoista perché penso al mio benessere e a quello della bambina. Ok ma fino ad adesso chi ha pensato a me?
È ovvio che con una bambina cambiano le esigenze e io da mamma lavoratrice che sta il novanta per cento del tempo io con la bimba penso a dove è più comodo per me e per lei.
E non a dove è più agevole a livello economico.
Anche perche la vita è una e io preferisco fare un sacrificio in più al mese piuttosto che vivere male ma questo lui non lo capisce.
L'importante è non spendere tutti quei soldi.
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Utente
Utente
Sa di cosa ho anche paura. Litigando lui mi ha anche detto che se me ne vadoa bimba rimane a lui perché la casa è sua ma cosa vuol dire che se lui ha più soldi gli lasciano la bimba???
Io lavoro e ho il mio stipendio
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Carissima, torno a risponderle .. ho lasciato il passo alla mia Collega dott. Potenza, perchè sono del tutto d'accordo con le sue parole, empatiche e condivisibili.. mi domando anch'io se sia il caso di discutere la vostra situazione affettiva e coniugale oltre che economica.. per quanto riguarda l'ipotetico affidamento al padre, perchè la casa è sua , le garantisco che succede esattamente il contrario .. la casa coniugale viene assegnata al genitore con cui il figlio vive, mi occupo di separazioni coniugali ed affidamento dei figli da moltissimi anni.. Coraggio , si faccia aiutare , perchè tutto questo discutere di soldi e di futuro temo che stia prendendo una brutta piega.. Restiamo in ascolto.. con molti auguri..
[#15]
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Utente
Utente
Lo credo anche io.
Questo sui attaccamento ai soldi e questa sua testardaggine sta rovinando il rapporto.
Io nn ne voglio sapere della sua casa se mai dovessimo lasciarci ma mi interessa solo che nn mi venga portata via mia figlia solo perché lui economicamente ha più soldi
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile utente,

leggendo tutto il consulto mi rendo conto che i problemi che la Vostra coppia ha
risultano essere parecchi, di cui la casa può rappresentare la punta dell'iceberg.

L'altro, altrettanto importante, è l'attaccamento ai propri genitori, che va oltre - mi sembra - la gratuità dell'abitazione.

Questo intervento per segnalare che tale fenomeno sta diventando più rilevante numericamente, oggi; vorrei dire preoccupante.
Tanto che anche la Chiesa Cattolica, non certo favorevole alle separazioni, se ne è dovuta occupare di recente, concludendo che:
"Il mammismo rende nullo il matrimonio".
https://www.medicitalia.it/news/psicologia/4386-il-mammismo-rende-nullo-il-matrimonio.html

E dunque non un dettaglio secondario nei dissidi della coppia,
bensì un atteggiamento e comportamento in grado di minare le basi stesse dell'intesa della coppia.
Come forse sta avvenendo anche per la Vostra.

Saluti cordiali.
Carlamaria Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#17]
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Utente
Utente
Buongiorno a tutti.
Volevo aggiornarvi sulla mia situazione che purtroppo è peggiorata ancora.
Sembrava andare tutto per il meglio.
Avevamo fatto valutare l'attuale casa e avevamo deciso di comprare una nel posto dove lavoro e dove saremmo più comodi.
Io ho girato per cercare il mutuo migliore e con le nostre condizioni economiche ce lo facevano tranquillamente
Lui si era deciso a mettere parte dei soldi della vendita della casa nel mutuo.
Io non potendo dare un anticipo in quanto i miei risparmi erano andati nella casa che aveva comprato lui inizialmente avevo pensato di pagare una rata un po più alta per di lui e che le varie agevolazioni fiscali dell'acquisto della prima casa le tenesse lui,per bilanciare il fatto che lui ci mette più soldi.
Avevamo trovato una casa perfetta ad un prezzo vantaggioso con una classe energetica alta e con di conseguenza un risparmio notevole per il futuro.
Avevamo quasi fatto il compromesso con il venditore.... Ma..... Lui il pomeriggio è andato sai suoi che gli volevano parlare ed è tornato a casa cambiando continuamente idea..... Calcolate che fino alla mattina volevamo prendere casa così poi avendo in progetto un secondo figlio saremmo stati più comodi ecc ecc.
Dopo che ha parlato con i suoi ha cambiato nuovamente tutto.
Ha detto che lui nn ci vuole mettere i soldi della vendita della attuale casa perché sono soldi suoi e non è giusto che lui metta i soldi e io no.
Io non ho le possibilità economiche per anticipare soldi e lo sa da sempre ma ho sempre pagato tutto a metà. Spesa bollette ecc ecc.
Ho anche investito i miei unici risparmi nella nostra attuale casa intestata a lui per altro e ho sempre dato a lui una quota mensile per aiutarlo a ridare dei soldi in famiglia... Ma la casa è intestata a lui.
Dopo che ha parlato con i suoi ha detto che se proprio voglio andare a vivere dove dico io andiamo in affitto e quando avremmo gli stessi soldi di base compriamo casa.... Cosa che non succederà mai perché adesso abbiamo anche una bambina e mettere da parte 40000 euro credo sia impossibile.
Praticamente la mattina guardiamo casa pensa ad allargare la famiglia con me poi dopo aver parlato con i suoi cambia completamente idea.....
Non è possibile!!!
I suoi ovviamente tirano l'acqua al loro mulino perché vogliono che andiamo a vivere da loro ma rovinano la nostra serenità.... Oltretutto perché con me sono sempre carinissimi e dietro si comportano così.....
Poi il colmo è che lui poi mi dice che tanto lui un domani avrà tanti soldi in eredità però sono suoi e se io voglio comprare casa li devo cercare e come farò sono affari miei. Bei discorsi di coppia... Con una figlia....
Allora gli ho chiesto se dalla vendita di questa casa mi lascia almeno un minimo di soldi che ho investito anche io e lui mi ha risposto che visto che dalla vendita ci perde lui ci perdo anche io..... Perfetto....
Mi sembra tutto assurdo....
[#18]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Matrimonio in difficoltà...

Ci dispiace molto!

Saluti cordiali.
Carlamaria Brunialti
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Cara utente, grazie di averci aggiornato. Purtroppo è ormai chiaro quello che ha detto sopra la mia collega: matrimonio in difficoltà, in crisi, forse mai davvero decollato come unione solidale, luogo degli affetti e degli interessi della coppia. Sembra che il denaro, gestito con estremo egoismo, sia il segno di un legame gestito con lo stesso egoismo: nessuna generosità, nessuna volontà di costruzione comune. Ammesso pure che siano i suoi suoceri a mettere le idee in testa al suo uomo, parliamoci chiaro: è lui che lo permette, lui che accetta queste idee. Nei precedenti consulti le è stato suggerito di cercare un consulente di coppia, cosa che sembra lei non abbia fatto. Le è stato anche spiegato chiarissimo che in caso di separazione la casa rimarrebbe a lei fino al raggiungimento della maggiore età della bambina, e questo le dà una posizione di vantaggio di cui mi pare che al momento lei non tenga conto. Ma forse invece da parte dei suoi suoceri e del suo partner c'è proprio la consapevolezza che il vostro legame sia precario, e per questo si vuole evitare l'acquisto di una casa a due nomi? Che dirle? Lei continua ad esercitare col suo uomo un tiro alla fune che non può fare altro se non logorare la qualità del vostro legame. Non riesco a capire come in queste condizioni si possa progettare un altro figlio. Questo sarebbe il momento di mettere dei precisi paletti: acquistare la casa che avevate scelto, in proporzioni di proprietà, come lui (con alquanta grettezza) desidera. Oppure affitto, forse meglio, data la natura precaria della vostra relazione. Tutto il resto è scelta volontaria di un conflitto logorante. Coi migliori auguri.

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