Utente 530XXX
Gent. Dott.ri

In attesa di iniziare il mio percorso psicologico, vorrei chiedervi un consulto, con i limiti che ha. Ho talmente tanta rabbia che non so come gestirla e con i miei genitori litighiamo ogni giorno ormai. Loro non vogliono ascoltarmi e invece continuano a rinfacciarmi quello che non ho fatto, gli stati di andia e depressione (compresi i fatteli passare). La cosa che mi fa più imbestialire è aldilà di girare la frittata è che da una cosa banale si finisce sempre col rinfacciarmi le cose, senza un nesso logico, e fatico a capire perché. Forse soffrono di qualche patologia? Perché un genitore deve avere tutte queste aspettative su un figlio? Se tanto sono un fallimento irrecuperabile ( per i miri genitori, ogni tanto credo in me stessa e credo che comunque vada io valgo qualcosa on quanto essere umano) perché insistere? Perché vivere nel passato rivangandolo? Con che scopo? Se sto tentando io a guardare il futuro È non vivere più nel passato perché continuare a far sentirmi in colpa? Mi accusano sempre di avere un brutto carattere, essere egoista, cattiva, di non avere amici e non lavorare. Il tutto detto in tono dispregiativo. Perché?
Quello che mi interessa non è analizzare i miei perche loro con me dei loro problemi non parlano. Non riusciamo neanche dire 4 parole in croce o esprimere la mia opinione senza urlare (loro urlano) ma capire cosa porta un genitore a comportarsi così. Un figlio non dovrebbe sempre e comunque essere una cosa bella È volergli bene nonostante tutto?
Posso capire le famiglie disastrate, separate, con problemi o figli non voluti. Ma i miei mi hanno desiderato, mi hanno cresciuto e curato con amore. Ho avuto problemi di salute da puccola ma io sto bene ora.
Magari sono malati o magari no. Potete darmi qualche ipotesi per capire meglio questo rapporto per farne fronte?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Armando De Vincentiis

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gentile ragazza c'è un detto : con le migliori intenzioni si ottengono i peggiori risultati.
Ossia un genitore è sempre animato da una idea: "prima o poi otterrò un cambiamento".
Le urla, i litigi sono tutti quegli ingenui tentativi di ottenere qualcosa senza la consapevolezza che proprio quegli atteggiamenti mantengono, in realtà, in vita il problema.
Ecco perchè fanno così. l'idea di dare consigli di smuovere le acque in positivo non fa altro che creare tempeste negative.
saluti
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 530XXX

La ringrazio per la risposta dott.re,
Quello che mi chiedo, attraverso la sua risposta, "prima o poi otterrò un cambiamento", come si può arrivare a un cambiamento se non si riconosce il problema. Ahimè dubito che dopo tanti anni loro possano cambiare atteggiamento o assumersi le responsabilità del danno creato a loro figlia (ho la sensazione che mi abbiano e trasmesso molta paura, visto che le personw non hanno cosi paura, io direi ansia a questo punto, ma non ne sono certa), ma se vogliono un cambiamento Perché non riconoscere che ho un problema? Forse dovrò prendere farmaci (sono stata dirottata da una psichiatra allasl) e ho anche altre problematiche di salute, che vengono Ignorate o negate (nonostante le diagnosi accertate) il che mi lascia un sacco di tristezza addosso. Ma per ogni cosa detta o fatta voene aspramente criticato anche il solo un banale "sono stanca",detto cosi che ci può anche stare no?con tutte le lamentele che fa ognuno ogni giorno. Anzi lultima volta solo percge ho fatto una cosa da sola mi é stato detto che non comando in questa casa (Ma se ci abito pure io, che sono un'ospite?) Ogni pretesto stupido per loro è fonte di litigio ma le cose importanti le ignorano completamente. È normale?
Grazie