Utente 554XXX
Da due anni vivo una relazione con il mio compagno,Lui è un uomo di 40 anni, carino , dolce, premuroso.Quando ci siamo conosciuti, io ero una single incallita e vivevo in totale indipendenza la mia vita tra lavoro, passioni e viaggi. Vivevamo in due città diverse e i primi mesi abbiamo fatto i salti mortali per vederci. Sin da subito notai il suo grande legame con la sua famiglia,si chiamavano anche 3/4 volte al giorno e si raccontavano tutto. Dopo qualche tempo, a causa dell'evolversi degli eventi decido di lasciare la mia città per raggiungerlo nella sua ( avevo perso il mio lavoro ). Solo che le cose non sono andate come volevamo e sono iniziati i problemi. Il fatto di aver fatto un passo così importante ha fatto si che lo caricassi di un peso grande circa le aspettative che avevo su di lui,una su tutte che riuscisse a mettere i paletti con la sua famiglia, ma non ci riusciva.Ho iniziato a perdere la stima e la fiducia in lui. Discussioni sempre più frequenti che hanno portato ad una rottura la scorsa estate.Lui è fuggito a 400 km di distanza senza dirmi nulla a casa dei suoi e bloccandomi su tutti i canali di comunicazione, dove ha speso tutti i giorni di ferie che aveva.Mi sono ritrovata nel cuore dell'estate sola e chiusa in casa a piangere.Quando riuscivamo a sentirci, litigavamo sempre.Io lo accusavo di essere succube della famiglia e lui negava, fino al giorno in cui sia la sorella che la madre mi hanno minacciato tramite messaggi di denunciarmi perché stavo danneggiando la salute del fratello e figlio e che dovevo lasciarlo perdere. Siamo riusciti in qualche modo a confrontarci e a decidere di andare avanti con grande fatica in nome dell'amore che provavamo,ma la famiglia continuava ad intromettersi con la scusa di essere preoccupati per lui.Lui si è rivolto a uno psicoterapeuta per farsi aiutare.Ora a distanza di un anno certe lacune non si sono colmate ed hanno creato divari sempre più grandi. Io non sono riuscita a trovare lavoro nella nuova città,che essendo al sud, scarseggia di opportunità di lavoro valide, e sono sprofondata in una depressione che non mi fa dormire neanche la notte e che certo non sta aiutando in questa situazione.La rottura del rapporto di fiducia è una cosa grave in un rapporto,e sebbene lui dica che sia io a non vedere i cambiamenti che è riuscito a fare,io vedo che tuttora la madre sa tutto di lui e gli manda annunci di lavoro che cerca perché sa che non sta bene in azienda dove è ora. Io non parlo con i suoi.Lui va spesso a trovarli da solo senza di me,Vedo un uomo che ancora vuole fare il figlio e vuole far felice la madre facendole fare la madre.Quando cerco di fargli capire che tutto ciò non mi fa stare bene, lui si arrabbia e dice che sono esagerata e che in fondo non c'è nulla di male se ha questo legame.Ho cercato di andare avanti perché per la prima volta ho deciso di andare a fondo in una relazione matura, ma mi rendo conto che ho perso solo tempo illudendomi che lui potesse crescere e cambiare.

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Dr. Enrico De Sanctis

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Salve,

capisco che stia vivendo uno stato d'animo di disagio e di intenso sconforto. Credeva in un rapporto che in qualche modo sente averla delusa, nonostante in nome di esso lei abbia cambiato la sua vita, anche trasferendosi in una città lontana da quella delle sue origini.

Immagino che la reazione di lui di allontanarsi e impedirle una comunicazione, non so se possiamo dire una reazione esasperata, l'abbia ferita, facendole vivere un senso di profonda incertezza su di voi, sulle sue scelte, sul suo futuro più prossimo.

Il divario che denuncia all'interno della vostra coppia, un divario doloroso immagino per entrambi, può dipendere da una complessità di elementi. Nel suo racconto ha sottolineato in particolar modo la presenza della famiglia di lui.

Leggendo le sue parole forse entrambi avete vissuto l'uno per l'altro sentimenti di incomprensione, oppressione, ostilità. Lei per la famiglia di lui e per il fatto che lui non ha capito le sue esigenze, e lui perché non si è sentito capito da lei magari trovando eccessivi i suoi vissuti e sentendosi costretto a fare una cosa che non desidera ovvero ridurre i rapporti con la sua famiglia.

È possibile, quindi, che entrambi abbiate toccato certe corde l'uno dell'altro, senza pensare che fossero sensibili. Corde che possono riguardare la vostra storia e il vostro mondo interiore, per esempio il suo vivere in "totale indipendenza" che potrebbe essere complementare al vivere di lui con uno stretto legame con la sua famiglia d'origine che ora, assieme a lui, è entrata a far parte della sua stessa vita.

Se posso chiederle, in questo momento cosa sente, desidera recuperare il rapporto con lui?

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#2] dopo  
Utente 554XXX

Buonasera Dottore,
Grazie per la sua cortese risposta. Ora i miei sentimenti hanno diverse sfumature , frustrazione , delusione , rabbia verso questa situazione. Diciamo che un anno fa , quando ci riconciliammo dopo la rottura , nutrivo più speranze circa un cambiamento. Ora mi sento abbastanza disorientata perché vedo che davanti a me ho solo due strade e non so quale scegliere:1) accettare questa situazione e farmela prendere bene 2) allontanarmi per il bene di entrambi perché comunque so che vivrei con il disagio perenne. Io non ho mai preteso che tagliasse fuori i suoi genitori dalla sua vita , semplicemente che desse loro dei confini che renderebbero più sana la crescita di un rapporto di coppia.

[#3]  
Dr. Enrico De Sanctis

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Buonasera a lei,

il carico emotivo che descrive è significativo, in una situazione di disorientamento è normale non riuscire a immaginare quali possibilità siano percorribili. Sembra dire che le due strade che si immagina siano entrambe insoddisfacenti per lei. Per questo è importante che lei possa provare a cercarne altre, senza scoraggiarsi.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
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[#4] dopo  
Utente 554XXX

La ringrazio ancora una volta .

[#5] dopo  
Utente 554XXX

Buonasera , mi trovo mio malgradi ad aggiornare il consulto ...dopo giorni di litigio , lui è andato dalla sua famiglia ( aveva un evento da festeggiare ) ed è rimasto lì 10 gg. Da quando ha messo piede a casa dei suoi è sparito , non risponde a chiamate e messaggi , neanche importanti , lasciandomi in un vortice di paranoie ( starà consolandosi con un’altra ?starà male ?) e di rabbia , perché lo stesso scenario di verifico lo scorso anno e ci portò ad una rottura .Ora , sempre senza risposta, l’ho avvisato che sono andata a prendere le mie cose a casa dove vivevamo insieme , ma sto male . È come se fosse morto e non lo sopporto . Temo anche che sia la sua famiglia che ci abbia messo lo zampino. Non so più cosa pensare .

[#6]  
Dr. Enrico De Sanctis

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Buongiorno,

comunica l'intensità del suo stato d'animo e quanto sia critico questo periodo, con le sue fratture dolorose. Per quello che posso immaginare in questa sede, presumo che non riusciate ormai da tempo a ritrovarvi.

Quando precedentemente ho sottolineato che le due strade da lei ipotizzate (accettare la situazione o allontanarsi) fossero entrambe insoddisfacenti, sono stato troppo sintetico e non credo di essermi spiegato adeguatamente. Provo a farlo ora.

Quando c'è un un momento critico che si prolunga, esso rischia di stabilizzarsi caratterizzando in modo prevalente la relazione, in cui si ripetono dinamiche distruttive. È necessario allora affrontare la crisi, prima di pensare a possibili decisioni. Altrimenti il rischio è che queste decisioni siano in verità reazioni impulsive oppure ripieghi, come dicevo, insoddisfacenti e temporanei. In un caso simile le emozioni più autentiche possono restare silenti ma presenti, magari accumulandosi giorno dopo giorno fino al momento in cui potrebbero esplodere, perché non reggiamo più.

Affrontare una crisi in modo approfondito significa fermarsi a riflettere sulla vostra storia e sul vostro mondo interiore. È necessario che ciascuno di voi possa comprendere i vissuti dell'altro, in parte accettandoli in parte modificandoli anche grazie alla condivisione. E così, piano piano, poter ritrovare un'armonia necessaria per potervi sentire di nuovo vicini, insieme.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
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[#7] dopo  
Utente 554XXX

La ringrazio , in effetti ora ho inteso perfettamente ciò che voleva comunicarmi.
Purtroppo come le dicevo, siamo arrivati alla mancanza di comunicazione più totale ( lui non mi risponde più) .
Mi addolora molto non sapere come sta , cosa fa e dove si trova .
Ma credo che ora non rimanga altro che riflettere sui rispettivi errori per migliorarsi nel futuro.
Grazie ancora .
Cordiali saluti