Utente 554XXX
Buonasera a tutti.

Sono un ragazzo di 27 anni e tra qualche giorno dovrò sostenere un colloquio di laovoro molto importante per me.

Il colloquio si svolgerà in 2 parti.

Nella prima ci sarà un lavoro di gruppo (ad esempio costruire una torre con spaghetti e marshmallows a coppie e poi confrontare la proprio torre con quella di altre coppie e decidere quale sia la migliore, o comunque qualche lavoro del genere)

Mentre la seconda prevederà il classico colloquio individuale.

La paura è davvero tanta e la voglia di poter superare questo colloquio lo è altrettanto.

Per questo mi chiedo e vi chiedo: durante un lavoro di gruppo, come la marshmallow challenge, cosa va a notare l'esaminatore? Quali sono i passi giusti da compiere per poter portare la prova a buon fine?
Io sono una persona molto timida e introversa, e la mia paura è che sarà proprio questa mia introversione che mi farà perdere questa grande occasione. È proprio la parte di gruppo che mi preoccupa maggiormente.

Perciò se mi dedicate anche solo un attimo del vostro tempo prezioso, io ve ne sarò infinitamente grato.

Buona serata a tutti

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

a seconda delle caratteristiche che il candidato ideale deve avere ("job profile") si procede con prove diverse durante la selezione.

In particolare, per quanto riguarda il colloquio di gruppo, esso è uno strumento fondamentale quando si vogliono OSSERVARE e MISURARE tutti quei comportamenti che altrimenti non potremmo osservare durante l'intervista di selezione, cioè comportamenti che hanno una componente relazionale.

Mi riferisco alla leadership, alla collaborazione, alla negoziazione, ecc...

Lei scrive: " durante un lavoro di gruppo, come la marshmallow challenge, cosa va a notare l'esaminatore? Quali sono i passi giusti da compiere per poter portare la prova a buon fine?"

L'esaminatore ha una griglia con comportamenti specifici da osservare e che sono stati declinati proprio a partire dalla posizione da selezionare.
Non esistono passi giusti o sbagliati, nel senso che temo sia impossibile prepararsi per affrontare una prova di questo tipo, in quanto non si conoscono gli altri candidati.

Infatti, se per l'intervista di selezione il candidato DEVE prepararsi (es. presentazione, esperienze lavorative, motivazione, self-marketing, ecc...), qui è piuttosto imprevedibile il colloquio.
Vero è che talvolta si osservano candidati che alzano la voce, con la convinzione che il leader sia colui che parla sempre e non lascia spazio agli altri. Non è vero! Ad esempio, si potrebbe osservare se il candidato rispetta i turni nella comunicazione, se dà la parola a tutti, se coinvolge nella discussione, se sa collaborare (es dividersi i compiti nel caso specifico che Lei dovrà affrontare, ecc...).

La selezione NON tiene conto però solo di una singola prova, in quanto, come detto sopra, si osserva e si MISURA. Quindi, attraverso i punteggi che verranno poi elaborati, si terrà conto anche dell'intervista di selezione e di altre prove, se previste.

Lei scrive: "Io sono una persona molto timida e introversa, e la mia paura è che sarà proprio questa mia introversione che mi farà perdere questa grande occasione"

Credo sia valida l'osservazione fatta sopra a proposito della leadership, ad esempio. Essere timidi non è un problema, ma un conto è essere timidi ed essere anche capaci di fare il proprio lavoro; altro conto è essere paralizzati dalla propria timidezza e non aprire bocca in una discussione o il non essere assertivi.
In questa prova pratica, anche una persona timida potrà dare suggerimenti, fare proposte, ecc...

In bocca al lupo!
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica