Utente 567XXX
Buon pomeriggio,
ho 22 anni e da giugno sto con un ragazzo fino al mese scorso ho dovuto frequentare di nascosto, perché la mia famiglia non avrebbe mai. Infatti, il mio Lui è di nazionalità diversa ed i miei genitori sono persone molto chiuse, per cui ho voluto capire con la mia testa se egli potesse o meno essere un buon partner.
Tuttavia il mese scorso i miei genitori mi hanno scoperta, e da allora, dopo infiniti litigi, io e lui ci vediamo chiaramente contro la loro volontà. Mia madre ha anche voluto conoscere questo ragazzo (E.) , per fargli presente l'avversità nei confronti della nostra frequentazione.
Ora i miei genitori si comportano come se io non esistessi, mi trattano come un'estranea, questo ovviamente ha contribuito a creare nella mia mente uno stato di confusione e depressione, in quanto sarei costretta a lasciare E. per ripristinare i buoni rapporti con loro.
Il problema sta nel fatto che ogni volta che io ed E. stiamo assieme, provo un senso di dissociazione dalla realtà, come se vivessi in una dimensione parallela, ed in seguito ai nostri incontri, se cerco di ricordare cosa abbiamo fatto o provo a rievocare determinate sensazioni, mi risulta impossibile. Provo una sorta di amnesia, anche ora se penso a lui, mi sembra che tutto sia frutto della mia immaginazione, non riesco a ricordare dettagli accaduti durante lo scorso week-end, è come se il nostro tempo assieme non fosse mai esistito.
Tutto ciò mi crea uno stato di confusione e depressione, perchè mi sembra di vivere una relazione che non è la mia, cosa mi succede? Dovrei parlarne con il mio fidanzato? Non voglio che E. viva una relazione con una fidanzata assente.
Grazie, confido nel vostro aiuto. Spero di trovare una soluzione a queste mie amnesie.

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Dr. Alessio Congiu

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Gentile utente,

è difficile riuscire ad offrire una risposta esaustiva alla sua domanda senza conoscere più nello specifico il suo caso. Naturalmente non appare questa la sede più appropriata per approfondire la situazione che sta vivendo, essendo infatti uno spazio riservato più a finalità orientative che terapeutiche.

Volendo ciononostante provare a darle comunque una prima e vaga risposta, sembrerebbe che lei stia vivendo un problema legato alla capacità di ricordare alcuni episodi che caratterizzano la sua vita relazionale attuale. La questione centrale, pertanto, è quella di comprendere il motivo alla base del problema di memoria da lei lamentato.

Una prima spiegazione che andrebbe valutata sarebbe la possibile presenza di un problema nelle funzioni cognitive legate alle capacità di attenzione, memoria, apprendimento.
Occorrerebbe quindi comprendere più nello specifico se tale problema sia circoscritto esclusivamente agli eventi che la vedono con il suo compagno o se invece possano esserci difficoltà analoghe in altri aspetti della sua vita attuale. Altrettanto importante sarebbe comprendere se tali difficoltà emergerebbero in maniera significativa unicamente per eventi di vita attuale o se invece si presenterebbero anche per eventi di vita pregressa. Non per ultimo, occorrerebbe valutare altresì se durante gli episodi che fatica a ricordare si siano assunti farmaci o sostanze in grado di inficiare la capacità di apprendimento (es., cannabis, alcol, etc.). Nel loro insieme, tali risposte possono essere inferite unicamente attraverso opportune valutazioni neuropsicologiche e neurologiche, in grado di darle un quadro generale del suo profilo neurocognitivo di base.

Naturalmente l'ipotesi della presenza di un problema di attenzione, memoria o apprendimento non è l'unica possibile risposta. La letteratura scientifica mostra infatti come diversi fattori emozionali abbiano un peso specifico su queste stesse capacità cognitive di base. L'esempio classico è dato dall'ansia: quando eccessivamente intesa, questa normale condizione psico-emotiva limita fortemente la nostra performance, a motivo dei suoi effetti nel ridurre le nostre capacità attentive, di apprendimento, di memoria, e così via.

Una possibile spiegazione alternativa, dunque, chiamerebbe in causa la presenza di emozioni talmente intense da portarla a vivere diversi momenti della vostra relazione in uno stato mentale "dissociato". Se tale fosse il caso, sarebbe opportuno comprendere le motivazioni alla base di questa dissociazione. Ad esempio, nella letteratura scientifica è ben documentato come persone che hanno subito traumi o abusi fisici e/o psicologici da parte di persone aventi una funzione protettiva e di accudimento (es., genitori, parenti, etc.) possano entrare in uno stato dissociato in presenza di figure verso cui si delega la medesima funzione di supporto psico-emotivo (es., partner), a motivo dell'aspettativa di poter rivivere nuovamente il vissuto di abuso traumatico. In tal caso, in presenza del suo compagno lei si dissocerebbe in modo automatico per prevenire il possibile vissuto traumatico che il suo corpo si aspetterebbe conseguire all'avvicinamento emotivo.

Come la precedente, anche questa ipotesi andrebbe valutata accuratamente con uno specialista in grado di aiutarla a comprendere la natura di tale vissuto.

Nel complesso, l'invito potrebbe essere quello di parlarne dapprima con il suo medico di base, in grado a sua volta di orientarla verso gli specialisti che più potrebbero aiutarla a chiarire la natura dei suoi dubbi (es., neurologi, neuropsicologi, psicologi clinici, psichiatri, etc.).

Le auguro di riuscire quanto prima a ritrovare maggiore benessere psicologico ed emotivo.

Dr. Alessio Congiu
Dr. Alessio Congiu
Psicologo Clinico
T. +39 345 465 8419
alessio.congiu@hotmail.it