Utente 574XXX
Buonasera,
Ho sempre vissuto una situazione comune a molti, riscontro e ho sempre riscontrato un'enorme difficoltà nello stabilire rapporti sociali.

Data la mia giovane età, ossia 18 anni, spero di porre fine a questo disagio prima che sia troppo tardi; quindi ho deciso di rivolgermi a voi per venire a conoscenza di quello che è il consiglio di un professionista.

All'infuori della famiglia non ho alcun legame affettivo vero e proprio con nessuna persona, non sono mai riuscita a raggiungere quel grado di amicizia a cui tanto aspiro: con la gente che frequento scambio al massimo qualche battuta frivola ed esco per trascorrere il tempo.

Sono sempre stata definita come un individuo incapace di integrarsi e stare all'interno della società; osservazioni simili a questa mi sono state riferite da persone diverse e in tempi diversi, tutto ciò mi fa comprendere che il reale problema sono io e non è semplicemente questione di andare a genio a qualcuno oppure no.

Risulto sempre insignificante agli occhi degli altri e me ne rendo conto, non ho nessun'ambizione, le mie passioni sono effimere e non mi pare nemmeno di possedere qualche caratteristica che possa far sì che venga apprezzata e tenuta seriamente in considerazione.

Ho tentato più e più volte di stabilire rapporti sociali soddisfacenti, ma data la mia mancata forza di carattere sono fallita miseramente, arrivo persino a provare un forte senso di oppressione quando sono in compagnia, disagio amplificato dal fatto che l'irrazionale paura di arrossire affianchi la mia persona durante qualsiasi attività sociale.

Passo intere ore a rimuginare su quel che ho detto durante una conversazione, pensando a quel che avrebbe potuto pensare a sua volta l'altro.

Insomma, cerco di tenere sotto controllo ogni singolo aspetto della vita.

Sono insignificante, mi definirei "priva di senso"; niente che mi caratterizzi, niente che mi appassioni, distaccata da tutto e da tutti.

In passato ci sono stati degli episodi in cui addirittura mi pareva di trovarmi all'interno di un sogno, percepivo l'ambiente circostante come irreale e distante.

Non credo che questa sia una medesima fissa passeggera, come quelle che mi è capitato di avere (per due anni consecutivi ero terrorizzata dall'idea di non riuscire ad addormentarmi, da bambina sostenevo di aver fatto cose immorali senza accorgermene e tentavo di recuperare il ricordo del momento in cui le avevo compiute; a parole povere, col passare del tempo nascono nuove "ossessioni" e quelle vecchie vengono dimenticate.

Ho notato e mi è stato fatto notare dalla famiglia e da persone esterne ad essa di essere estremamente ansiosa, quasi paranoica; posso tranquillamente passare un'intera notte piangendo immaginando possibili avvenimenti futuri e la sciagura che seguirà il compimento di essi.

Vi ho scritto per chiedervi: è necessario che vada da qualche professionista per superare questa situazione oppure è semplicemente una "fase" e migliorerà da sola col passare del tempo?

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Dr.ssa Maria Vittoria Sorci

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Iscritto dal 2016
Giovanissima ragazza,
la Sua età dovrebbe essere estremamente interessante e, seppur complessa, la più spensierata.
Da come ha descritto il Suo vissuto, per ora, non è sicuramente così.
A mio parere, Le consiglio di rivolgersi ad un professionista che la aiuterà a ristabilire la serenità che Le spetta e migliorare il Suo punto di vista nei propri confronti e del mondo esterno.
Cordiali saluti e tantissimi auguri per il futuro.
Dr.ssa Maria Vittoria Sorci
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale