Relazione

Salve sono un ragazzo omosessuale di 39 anni.

Un anno fa ho conosciuto per caso su un volo aereo un ragazzo della mia età.
Dopo qualche chiacchiera iniziale del più e del meno lui mi dice di essere fidanzato con una ragazza e ci accordiamo per bere una birra alla prima occasione utile eventualmente anche con lei (non era sorta alcuna conversazione a sfondo omosessuale o erotico).
Ci vediamo dopo qualche giorno io e lui per un caffè e lui mi dice che vuole vedermi a casa sua per un caffè più intimo (!).
Accetto e da lì inizia una frequentazione sessuale di una/due volte al mese ma senza grandi aspettative.
Passano i mesi e il rapporto con la sua ragazza finisce dopo 4 anni.
Noi 2 rimaniamo sempre come due amici che ogni tanto si vedono per del sesso.
Passando i mesi però le barriere cadono.
I messaggi diventano dolci e romantici e la voglia di stare insieme forte.
Io mi innamoro e gliene parlo.
Lui dice che capisce che stiamo cambiando ma che da sempre lui e’ combattuto circa la sua inclinazione sessuale e una progettualità con un uomo lo spaventa.
Proviamo a interrompere ma non riusciamo.
Lui passa momenti di sconforto profondo se litighiamo o proviamo a staccarci.
Io cerco continuamente rassicurazioni Da parte sua (sei innamorato?
Ti vedi con qualcun altro?
Mi sei fedele, etc) perché lo sento sfuggente e come se non fosse veramente sicuro di me/noi 2.
Mi chiede di dargli tempo di metabolizzare tutto e che proverà a sbloccarsi ma con pazienza... ci continuiamo a vedere e frequentare...dice che se io lo presso nel lasciarsi troppo andare lui tende a chiudersi perché ha paura di questa nuova situazione.
Nel frattempo lui racconta molte piccole bugie a me (sente ancora la sua ex, un suo caro amico omosessuale) ma non mi dice nulla esplicitamente scopro io man mano parlando con lui o vedendo alcuni messaggi che manda... la mia domanda è quale sia L atteggiamenti migliore da attuare - dare uno stacco e vedere se lui si sblocca pur di non perdermi?
Oppure pazientare un po’ con lui credendo alla sua sincerità e accompagnandolo con sensibilità (lui e’davvero molto fragile) verso la maturità del nostro rapporto?
Essere leggero e spensierato o affrontare con regolarità il discorso su noi due e il nostro futuro (se ma ve ne sia uno?).
E se in realtà semplicemente io non gli piacessi abbastanza e tutto il resto fossero scusa?
Grazie molte
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Caro utente,
fa piacere rispondere ad una lettera in cui si avverte una sincera attenzione verso il proprio partner, malgrado i dubbi che sempre accompagnano ogni relazione amorosa - direi ogni relazione umana.
Lei ci dice troppo poco di sé stesso: per esempio se ha avuto già dei legami protratti nel tempo e perché si sono conclusi; se, come sembra da certe sue parole, ha paura di non poter essere amato; se ha ingannato il partner (questo o altri) il che in genere apre la strada al timore di essere ingannato, e qualche volta conduce all'esecrabile abitudine di spiare il telefonino del partner o il suo PC.
Vengo alle sue domande, a partire dall'ultima: "E se in realtà semplicemente io non gli piacessi abbastanza e tutto il resto fossero scuse?".
Premesso che gli esseri umani sono tutti fragili e ondivaghi, per cui possono amare a tratti e a tratti essere indifferenti e perfino ostili, a quel che ci scrive, il suo partner, in un'età che prevede una certa stabilità emotiva, ha troncato un rapporto che gli era caro per amor suo. Questo dovrebbe costituire un'ottima base per credere nel suo amore e per rispettare la sua richiesta di dargli tempo.
Dopo tutto, per alcuni la scelta di una relazione omosessuale è esclusiva, precoce a non traumatica; per altri presenta aspetti altamente problematici. Amare qualcuno è tranquillizzarlo, non mettergli fretta chiedendogli tutti i giorni se ha deciso, o fargli paura con la minaccia dell'abbandono!
Con questo ho risposto ad alcune delle sue domande, credo.
Il fatto che il suo partner senta ancora la sua ex o altri è piuttosto segno di una capacità di attaccamento che se fossi in lei non cercherei di combattere con una gelosia che testimonia un'insicurezza adolescenziale. Piuttosto tranquillizzerei il partner sul suo buon diritto a gestire la propria vita, per non costringerlo a dire bugie.
Molte persone, in questa fase di rodaggio, non si rendono conto che quello che presentano al partner è quello che può fargli apprezzare o al contrario temere un futuro insieme. Per questo è bene essere sinceri e nello stesso tempo dare il meglio di sé, non per falsare le cose, ma con l'intenzione di orientarsi sempre verso quelle doti che, oltre che al partner, risultano le più apprezzabili anche a noi stessi.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Grazie davvero per il suo tempo
Capisco il senso della sua risposta ma ci tenevo a precisare che lui ha lasciato la sua compagna non per me...la relazione stava finendo già prima che tra di noi nascesse qualcosa

Inoltre capisco anche che gli ultimatum non servano ma se questa situazione di limbo si protrae troppo a lungo non corre il rischio di creare tensioni nella coppia e disallineamenti?

Io mi considero unito a lui con tutte le conseguenze che ne derivano (fedeltà e sincerita per esempio

Lui non riesce a legittimarmi davanti a nessuno quindi io e lui avremo delle vite sempre a metà....se non esisto per i suoi amici o per la sua ex o per chiunque altro come possiamo evolvere come copia?
In altre parole lui non parla di me a nessuno e tiene la storia rigorosamente per se
Difficile possa evolvere a queste condizioni...
Da qui il dilemma su come atteggiarmi con lui
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
l'impegno alla fedeltà, alla solidarietà, al far crescere il rapporto può anche arrivare in tempi lievemente diversi per i due partner, ma sono d'accordo con lei che ad un certo punto la dichiarazione: "siamo una coppia e agiamo di conseguenza" ci deve essere.
Non sono però d'accordo che questa dichiarazione debba essere per forza resa pubblica.
Non vorrei crearle ulteriori problemi, ma visto che lei mi sembra una persona riflessiva vorrei invitarla a considerare, non solo le scontate difficoltà che in troppi ambienti ancora s'incontrano quando si fa parte di una coppia omosessuale, difficoltà che da sole giustificherebbero le remore del suo partner, ma anche una questione più complessa.
Sempre più spesso la libertà d innamorarsi non prevede confini di genere. Un tempo si parlava di individui bisessuali, oggi si parla di comportamenti "fluidi".
Il cosiddetto outing diventa, in questi casi, una forzatura: non un manifestare la propria reale identità, ma al contrario falsificarla.
Immagini che il suo partner si dibatta in questa situazione. La sua verità non è "sono gay", bensì "mi sono innamorato di Paolo", e prima "mi sono innamorato di Lucia".
Come si può, in questo caso, mettere un paletto, entrare n un mondo complesso che si sente estraneo e porre limiti al futuro? Come si può vivere nel falso "mi piacciono gli uomini e non le donne" quando la verità è esclusivamente "amo e desidero Paolo"?
Provi a considerare il suo partner in quest'ottica. L'orizzonte della libertà non può consistere nel qualificarsi in questa o quella categoria, ma nel riconoscere le proprie preferenze come persona.
Se ritiene che sia opportuno per portare chiarezza, parlatene insieme.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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dopo
Utente
Utente
Dottoressa grazie per la pazienza e il preziosi suggerimenti che mi hanno certamente aiutato. Le volevo rubare ancora qualche minuto se possibile.

Due giorni fa siamo partiti insieme per andare a rilassarci lontano dalla nostra città. Abbiamo passato 2 giorni perfetti - divertenti, rilassati, allegri - addirittura lui mi ha detto che lasciava il suo cellulare nello zaino perché voleva dedicarsi a noi (e sa che la sua costante attenzione al cellulare era motivo di tristezza per me - quindi ho apprezzato moltissimo il gesto perché certamente e' una persona che ascolta).

Una volta saliti sul treno per il rientro e' improvvisamente diventato più' distaccato, meno empatico - freddo. Si poteva percepire - non era arrabbiato affatto solo l'avevo per cosi dire perso... ala fine del viaggio gli ho fatto notare questa cosa e gli ho chiesto come sia possibile dopo l intensità cosi profonda di 2 gg che lui abbassi la saracinesca in un lampo e torni alla sa vita normale con tanta facilita - ora avremo anche 3 settimane di stacco per via delle vacanze natalizie - staremo con le nostre famiglie e viviamo lontani - quindi gli chiedevo se non fosse rattristato come me da tae prospettiva - e lui diceva che forse non aveva realizzato/pensato a tale idea ancora.... ma inoltre diceva che capiva esattamente cosa io stessi dicendo e che avevo ragione... non capiva nemmeno lui come mai si fosse rassegnato senza nessun problema al rientro alla normalità e al distacco temporaneo.... inoltre noto in lui una certa assenza di gelosia nei miei confronti - cosa che invece assale me frequentemente- so che la gelosia non va di pari passo con l amore ma almeno in una storia iniziale un minimo di paura di perdere l'altro non dovrebbe esserci?


Comunque l' ho invitato a riflettere (col cuore) in queste 3 settimane - senza ansia - ma con onesta per capire cosa prova per me e più che latro che spiegazione da' a questi cambi di atteggiamento repentini, perché temo che vi sia un disallineamento in questa fase... lui come sempre (e questo mi colpisce tantissimo) con occhi lucidi e visibilmente dispiaciuto mi ha assicurato che lo farà e che gli dispiace di non riuscire mai a rendermi felice al 100 per cento... appena arrivato a casa mi ha mandato messaggi romantici e malinconici.... come sempre quando abbiamo qualche discussione...

Ora la mi a domanda per lei e' come interpretare questi cambi di atteggiamento - ora capisco le problematiche interne di ognuno di noi ma se vi fossero sentimenti forti penso sarebbe difficile per lui controllarli e reprimerli al punto di essere freddo e distaccato a vacanza finita... inoltre questo costante atteggiamento di paura di perdermi ogniqualvolta io mi mostri più' forte mi ricorda tanto la danza del gambero ... se mi avvicino io lui si allontana e viceversa... Mi darebbe qualche indirizzo su come comportarmi e cosa fare, anche in queste 3 settimane di distacco natalizio... inoltre concorda con l'invito fatto da me a riflettere un po su noi due o secondo lei non porterà' a nulla?
Grazie come sempre
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
prima di tutto la invito, come avevo già fatto, a parlarci un po' di più di sé. Lei non ha vent'anni: attraverso quali esperienze è arrivato al partner attuale? Ha un buon livello di sicurezza personale o teme sempre di essere poco amato e tradito? Ha un lavoro che le piace e la gratifica, una famiglia affettuosa, degli amici, o dei buchi di affetto e di autostima?
Perché osserva con tanta attenzione quello che fa e dice il suo partner, e tanto poco sé stesso?
Non si chiede se lo ama, se è felice di questo rapporto, e nemmeno cosa vorrebbe fare di buono per lui.
Si potrebbe pensare che lei non c'è, non è presente, se non per un unico tratto: la paura di non essere amato e la necessità di essere rassicurato in maniera continua, ossessiva.
Di qui l'eccessiva attenzione alle reazioni e alle parole dell'altro, a quelli che le sembrano strani mutamenti d'umore, i continui inviti a definire i suoi sentimenti e la vostra relazione.
Ora, anche negli amori più perfetti uno dei due ama sempre più dell'altro, o lo dimostra in maniera diversa, o ha un temperamento più appassionato, o infine ha incontrato il partner in un momento della vita in cui l'amore per lui era il valore centrale, e per l'altro no.
Per quanto possa essere innamorato, il suo partner esce da una storia di cui probabilmente non ha ancora elaborato completamente il lutto. La disponibilità solo parziale verso un nuovo amore, in questi casi, è scontata.
Ma per il suo partner la faccenda è anche diversa: vive due giorni perfetti con lei, e quando sale sul treno del ritorno i suoi pensieri vanno alla routine che lo accoglierà di nuovo, non con tristezza, ma con la serenità dell'esperienza appena vissuta.
E lei come reagisce a questo tranquillo rientro nel quotidiano? "L'ho perso"; "Come puoi abbassare la saracinesca così?"; "Ma come, non sei triste, sapendo che per un lungo periodo non potremo più vederci?"
In altre parole, vede un abisso di distacco dove c'era solo tranquillità; gli prospetta una realtà cupa, e lo rimprovera di non averla lui stesso prevista, temuta.
Lei vuole un partner come se lo immagina, su misura: "se vi fossero sentimenti forti penso sarebbe difficile per lui controllarli e reprimerli al punto di essere freddo e distaccato a vacanza finita...".
Primo, chi ha detto che tutti esternino in questo modo i "sentimenti forti"? Secondo: un sentimento tranquillo e tenace non potrebbe essere anche preferibile?
Ma lei chiama "danza del gambero" i cambiamenti d'umore che lei stesso induce nel partner con un procedimento involontariamente -spero- crudele. Quando lo vede sereno lo accusa di essere freddo e forse minaccia di lasciarlo. In pratica, gli infligge una stilettata quando è felice e sta pensando che tutto va per il meglio. E purtroppo a quanto pare quest'uomo le crede, teme di essere una specie di mostro a motivo delle sue parole: "non capiva nemmeno lui come mai si fosse rassegnato senza nessun problema al rientro alla normalità e al distacco temporaneo...".
Ma ecco il punto focale: "con occhi lucidi e visibilmente dispiaciuto mi ha assicurato [...] che gli dispiace di non riuscire mai a rendermi felice al 100 per cento".
Quindi, soprattutto, lei affligge il suo partner con una perenne scontentezza. Qualunque cosa lui faccia, lei non ne è contento. Questo atteggiamento può torturare e deprimere un partner a lungo, ma ha un unico esito: la fine dell'amore.
Se è questo che vuole, se i sentimenti forti che auspica sono quelli dolorosi per il partner (come la gelosia che vorrebbe fargli provare) continui pure. In caso contrario smetta di torturarlo col ravvisare oscure freddezze dov'è solo un atteggiamento sereno; eviti di chiedergli cosa ne sarà della vostra coppia, e guardi con sincerità dentro sé stesso, per chiedersi cosa può e vuole offrire lei a questo rapporto, a quest'uomo. In questo modo capirà anche se e come cercarlo nel periodo del distacco. Spero finirà per scegliere di offrire amore, non paure e rimproveri, e che si lascerà influenzare da una visione più ottimistica della vita.
La saluto, con molti auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
Utente
Grazie sono tanto grato per il suo tempo.

Spero di non aver rovinato il rapporto ... sarò ancora in tempo per virare verso una direzione più rilassata ed ottimistica? Speriamo di non averlo già allontanato involontariamente......
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Ma no, stia tranquillo. Adesso vuol sostituire un'altra paura, a quelle abituali? Sorrida!

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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Utente
Utente
Cara Dottoressa grazie come sempre - innanzitutto buone feste!

Le scrivo perche purtroppo oggi sono molto triste.
Due giorni fa dialogando al telefono siamo finiti in una delle solite discussioni in merito al fatto che lui mi chiede di aspettarlo affinché lui possa raggiungermi a livello di sentimento e convinzione e nella mia insofferenza di fronte a questo atteggiamento. Ho cercato di seguire i suoi preziosi consigli ma e’ pur vero che diventa difficile tentare di modificarmi radicalmente in poco tempo. Mi chiedevo, durante la telefonata, se fosse giusto per me subire tanta frustrazione o se semplicemente fosse meglio trovare un punto di caduta che servisse a lui per non essere costantemente (e ingiustamente lo comprendo) messo sotto pressione da me e servisse a me per ritrovare serenità. Giusto o sbagliato che sia il mio atteggiamento la mia insoddisfazione si stava facendo troppo dirompente.

Gli ho cosi parlato, col cuore in mano, proponendogli un paio di settimane di stacco per permettere a entrambi, nel silenzio rispettoso, di ascoltarli, guardarsi dentro e capire cosa vogliamo da questa relazione. Nel caso in cui lui non fosse pronto al salto omosessuale e sentimentale verso di me si chiuderebbe cosi - se invece sentisse di essere innamorato allora con pazienza e calma potremmo davvero provare a conoscerci. Senza pressioni dettate dalla mia insoddisfazione e senza sue bugie dettate dalla scollamento - ad oggi - delle nostre aspettative. Lui ha accettato.
In questi primi 3 gg di pausa lui mi ha scritto 4 messaggi molto semplici solo per dirmi che non sta molto bene in questo silenzio. Io rispondevo carina mente ma fermamente.

Ora oggi lui e’ stato in assoluto silenzio e io sto molto male. Ho paura di aver sbagliato a chiedere una pausa e di non aver ascoltato le sue richieste di aspettarlo forzandolo cosi a prendere una decisione che temo possa essere solo negativa.

Ma d’altronde mi chiedo se fosse giusto per me stesso rimanere in un limbo e soprattutto forzarmi ad essere qualcuno che non sono, fingendo di stare bene quando non ci stavo....
Cosa ne pensa? Cosa fare ora?
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
come avrà notato non le ho risposto subito, e questo per darle il tempo di riflettere sulla scelta che ha fatto; il tempo di formulare un'ipotesi su quello che realmente vuole da questa relazione.
Lei ha continuato fin qui ad eludere ogni riferimento al suo passato, ogni accenno ai suoi tratti di personalità che negli anni si sono certamente palesati, ai suoi stessi occhi o nelle osservazioni di chi le era più vicino.
Praticamente lei replica in quest'ultimo messaggio il dilemma iniziale, ma stavolta, dopo che ha scelto di agire.
Il suo dubbio a questo punto diventa: "Ho fatto male a forzare i tempi?" e d'altro canto: "Potevo fingere di star bene mentre stavo male?".
La mia impressione è che lei tenda in ogni caso a chiedere al partner manifestazioni d'amore estreme, irruente ed impulsive... per cosa? Per garantirsi di non essere abbandonato? Per gratificare un'autostima a rischio?
La vorrei invitare a rileggere tutte le amail che ci siamo scambiati. E a questo punto le suggerirei di iniziare dei colloqui psicologici dal vivo, nella zona di sua residenza, altrimenti ho l'impressione che continuerà a danneggiare prima di tutto sé stesso.
La saluto cordialmente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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