Non riesco a dimenticare il padre di mio figlio

Salve,
sono due anni che io e il padre di mio figlio non stiamo più insieme, ma io non riesco a dimenticarlo ed andare avanti.

Provo a spiegarle la mia situazione: vivevo all'estero ho conosciuto lui e la sua famiglia era molto contenta di noi, fino a quando non abbiamo scelto di andare a convivere.
Un inferno, accuse, minacce, fino a quando lui ha scelto di vivere in Italia per non avere più a che fare con la sua famiglia; sua mamma non ha mai smesso di trovare un modo per rovinare questa relazione con minacce di suicidio e molto altro, ma lui non le ha mai dato modo di intromettersi, fino a quando sono rimasta incinta e sua mamma è diventata molto più insistente, lui ha cominciato a cambiare, forse perchè era un momento delicato, stavamo per diventare genitori.

Al 5 mese di gravidanza sua madre viene a trovarlo e dopo 3 giorni che lui mi continua a dire che sua madre cerca in tutti i modi di far finire la relazione, non ho avuto più notizie.
Mi ha riscritto dopo due giorni insultandomi e dicendomi mille cose assurde, ho trovato la casa vuota e tutte le sue cose non c'erano più.

Mi ha riscritto dopo un mese chiedendomi di andare a prenderlo ma io non sono andata e poi è sparito, si è fatto risentire quando è nato nostro figlio, sembrava che anche a distanza volesse instaurare un rapporto ma dopo 3 settimane è sparito di nuovo e dicevano in giro che non era il suo che io lo avevo tradito.

Adesso siamo in causa con gli avvocati ed io ho scoperto che è sua madre a gestire il tutto e non lui personalmente, lei ha richiesto il dna ed è stata accontentata, ma anche con la conferma le cose non sono cambiate.

Dopo tutto questo io dovrei odiarlo, ma invece mi viene solo da giustificarlo e mi manca, ho provato ad uscire con altri uomini ma continuo a cercare cose di lui negl'altri.

Cosa devo fare?
Grazie
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Dr.ssa Giuseppina Cantarelli Psicoterapeuta 2
Gentilissima ,
posso immaginare , lo shock, il senso di smarrimento e la sofferenza patiti a seguito di questa terribile vicenda. E' evidente lei fosse molto innamorata di questo ragazzo, che da un certo momento in avanti però, non le ha causato altro che dolore ; sentimento che avrà avuto certamente una ricaduta anche sullo stato emotivo legato alla sua gravidanza e alla nascita del vostro bambino . Il seguito della vicenda poi, assume caratteristiche paradossali e se ciò che descrive è reale- e non ho motivo di dubitarne- ci troviamo di fronte alla possibile grave patologia di una madre a cui è concesso di dominare e determinare con il ricatto le scelte e la vita del proprio figlio, il quale peraltro da ciò che si evince, deve essere già ben più che maggiorenne , nonchè oggi neopadre. Comprendo lei lo possa considerare una vittima e tenda quindi a concedergli delle attenuanti, ma ricordi che la responsabilità dell'accaduto è principalmente di lui , dal momento che non ci troviamo nè di fronte ad un preadolescente , nè, a persona incapace di intendere e volere. In quanto al test del D.N.A. , sebbene nell'intenzione di quella donna vi fosse il desiderio di provare ad infangare la Sua reputazione e screditare la Sua persona ,credo che l'esito , non possa al contrario che esserle favorevole, confermando la malafede e la crudeltà che le sono state riservate dalla nonna e dal padre del piccolo; gravi cattiverie per le quali Lei potrebbe forse adire le vie legali e chiedere un risarcimento per il grave oltraggio e dolore che ha dovuto subire , nonchè naturalmente per pretendere la giusta quota in denaro per il mantenimento del bambino . Si consulti perciò al più presto col suo avvocato e cerchi di ottenere il meglio per sè e per il futuro di suo figlio , accantonando per un pò almeno , romantiche fantasie di improbabili ritorni. Quella persona di cui è ancora tanto innamorata , nella migliore delle ipotesi , soffre di una grave forma di immaturità, ma spetta a lui cercare di crescere, magari facendosi curare e arrivando così a delimitare il proprio territorio e confine, impedendo alla madre intrusioni così inopinate e assurde nella propria vita privata e assumendosi quindi la responsabilità della sua paternità. Per quanto riguarda lei , gentile sig.ra, credo dovrebbe intraprendere un percorso di sostegno e indagine psicologica, che la possa da un lato aiutare a valorizzarsi come persona e donna e dall'altro, consentirle di indagare in profondità i sentimenti per se stessa e per chi ha potuto farle tanto male senza riguardo alcuno e, scoprire forse alfine (questo è quantomeno ciò che io le auguro), di essere proprio lei a non volere avere più a che fare con persone che l'hanno calpestata con tanta indifferenza .
Un cordialissimo saluto.
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli

Dr.ssa Giuseppina Cantarelli

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