Utente
Intanto buon pomeriggio e buon lavoro a tutti i dottori che leggeranno questo messaggio.

Sono una ragazza di 26 anni.
Quasi un anno fa ho perso mio padre (sarcoma dei tessuti molli).
Se n’è andato in poco più di un mese da quando l’abbiamo scoperto.
Non c’è stato nulla da fare, le metastasi polmonari erano tantissime, non avevamo nessuna speranza.
Sono stati giorni molto duri, le sue condizioni si aggravavano ad un ritmo impressionante.
Per giustificare i suoi problemi respiratori a lui avevamo detto che si trattava di una broncopolmonite (avevamo deciso di non comunicargli la notizia, era una persona molto fragile).
Il ricordo del giorno della sua morte mi fa sentire dentro un angoscia straziante.
Non riusciva più a deglutire ne a parlare.
Gli ho accarezzato il viso, gli ho chiesto se avertisse dolore e mi ha fatto cenno di no con la testa, gli ho chiesto se volava sdraiarsi, mi ha fatto cenno di si, dai suoi occhi cade una lacrima.
Lo sdraiai, si addormentò e non si risvegliò mai più.
È quella l’immagine che non riesco a dimenticare, quella lacrima.
Perché lacrimava?
Aveva capito di essere in fin di vita?
Era profondamente triste?
Perché b quella lacrima?
Io mia mamma e mia sorella in quei giorni abbiamo fatto di tutto, l’abbiamo coccolato come un bimbo, accudito al meglio, gli abbiamo dato amore, affetto, tutto ciò di cui potesse avere bisogno e non l’abbiamo lasciato da solo nemmeno un attimo, neanche di notte.
Dal giorno della sua morte evito il più possibile di pensare a lui perché ogni volta che ci penso mi torna in mente quella lacrima e mi angoscio tantissimo.
Mi comporto come se nulla fosse parlandone anche il meno possibile ma a volte basta un non nulla per riportarmi a quel momento e una morsa mi prende lo stomaco.
È un’immagine che mi provoca tanto dolore, un dolore profondo, avvolgente, sconfortante.
Mi chiedo come poter superare questa cosa.
Mi chiedo come riuscire a trasformare il ricordo di mio padre da tragico e doloroso a dolce e confortante...

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Dr.ssa Manuela Aloni

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Buonasera,
superare una perdita dolorosa richiede un processo di elaborazione che ha tempi e fasi variabili per ciascuno di noi, poiché influenzato dalla nostra storia personale e dal rapporto che avevamo con la persona che ci ha lasciati. A volte si sente che qualche pezzo del puzzle fatica a trovare la giusta collocazione dentro di noi e ci si ripresenta alla mente proprio per questo, diventando fonte di grande sofferenza, come l'immagine della lacrima per lei. Un percorso di psicoterapia EMDR potrebbe esserle di aiuto nell'elaborazione del lutto di suo padre, permettendole di lasciare andare il profondo dolore connesso a quell'immagine e di riconnettersi con quanto di positivo le appartiene.
Cordiali saluti
Manuela Aloni
Dr.ssa Manuela Aloni
Psicologa - Psicoterapeuta Emdr

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio molto dottoressa. Purtroppo non ho la disponibilità economica per potermi rivolgere ad uno psicoterapeuta. Spero che il tempo mi aiuti..