Utente
Buongiorno,
ho una relazione da 6 anni con un ragazzo con cui non convivo.
Abbiamo entrambi un carattere forte e questo porta spesso a scontrarci.

Dai nostri numerosi litigi però raramente siamo mai riusciti ad arrivare a una mediazione o a una discussione costruttiva, il conflitto infatti per lo più si esauriva per sfinimento.
La madre del mio ragazzo ha sempre avuto un atteggiamento "da chioccia" nei suoi confronti, dal quale però è nato un rapporto conflittuale: lui non accetta nessun consiglio da parte di lei anche se giusto, perchè qualsiasi cosa viene interpretata come un'imposizione e quindi con un rifiuto netto, mentre lei dal canto suo non lo tratta come un uomo ma come un bambino cresciuto che va coccolato e giustificato ad ogni costo, percui anche se si comporta male lei non manca mai di prepargli cibo in quantità e vestiti puliti (non vivono insieme) come se fosse un ragazzino.

Parlo di questo rapporto perchè a mio parere è il fulcro di ciò che di negativo ha poi generato nel rapporto tra me e il mio ragazzo: è uno stacanovista e dal punto di vista del lavoro è molto serio, mentre dal punto di vista personale nonostante sia dolce, premuroso ha sempre una giustificazione per ogni cosa, deresponsabilizzato, soffre di psoriasi severa e rifiuta di curarsi o di prendersi cura di se perchè sostiene che lo devo accettare per come è, è molto permaloso e soprattutto tende a girarsi male nei miei confronti, in modo burbero esattamente come fa con la madre (atteggiamento che copia dal padre) perchè sostiene che lo tratto come lei.

Io dal canto mio sono lungi dall'essere una persona perfetta, sono molto sensibile e sono esasperata da questa situazione.
Sono molto legata a lui, ma non riesco ad avere un confronto perchè in ogni questione secondo lui non c'è qualcosa di universalmente giusto e sbagliato ma ciò che io credo sia giusto e quindi opinabile.
Appena vede che reagisco piangendo per sfinimento causa litigi futili che si tramutano in vere e proprie crisi, sostiene che ho un problema e che dovrei parlare con qualcuno.
Ho cercato molte volte di spiegargli che la situazione mi esaspera e che dovrebbe risolvere questo conflitto con sua madre (di cui lui sembra non rendersi conto) perchè rovina il nostro rapporto ma non ha mai veramente fatto nulla a riguardo.

Riesce a plasmare ogni situazione a suo vantaggio, giocando sul fatto che nonostante io abbia ragione, alla fine per sfinimento grido o uso una parola fuori posto e appigliandosi a questo si perde di vista il vero motivo del litigio e io finisco sempre in lacrime mentre lui pretende ragioni che non ha.

Non credo di avere a che fare con una persona ragionevole, ma con qualcuno che ricerca in me quel rapporto di odio/amore che ha con sua madre.

Come comportarmi per non farmi coinvolgere fino al punto di perdere la pazienza e passare dalla parte del torto?

Come migliorare la comunicazione con una persona immatura?


Grazie

[#1]  
Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
presumo che la "persona immatura" di cui critica idee e comportamenti sia sui trent'anni. A questo punto vedrei più utile e produttivo occuparsi di un'altra persona: lei stessa.
Dunque, da sei anni lei replica con quest'uomo numerosi litigi che la sfiniscono "però raramente siamo mai riusciti ad arrivare a una mediazione o a una discussione costruttiva". I litigi si interrompono solo perché lei comincia a piangere.
Quest'uomo, pur non convivendo con la madre, pur permettendole di accudirlo materialmente come un bambino, "non accetta nessun consiglio da parte di lei anche se giusto, perchè qualsiasi cosa viene interpretata come un'imposizione e quindi con un rifiuto netto".
Inoltre "è molto permaloso e soprattutto tende a girarsi male nei miei confronti, in modo burbero esattamente come fa con la madre (atteggiamento che copia dal padre) perchè sostiene che lo tratto come lei".
Colmo dei colmi, "soffre di psoriasi severa e rifiuta di curarsi o di prendersi cura di se perchè sostiene che lo devo accettare per come è"!
Il problema, gentile utente, consiste proprio nel fatto che lei accetta, culla e rinforza tutto questo da sei anni.
"Non credo di avere a che fare con una persona ragionevole, ma con qualcuno che ricerca in me quel rapporto di odio/amore che ha con sua madre". Appunto.
E' stato giustamente detto che gli uomini sarebbero migliori se non provvedessero le donne a corromperli, facendo passare per normali tutti i loro capricci, non richiamandoli mai a responsabilità adulte, e questo per tenerseli legati alle sottane come eterni bambini.
Lei come giustifica questo? Ecco: "Sono molto legata a lui, ma non riesco ad avere un confronto perchè in ogni questione secondo lui non c'è qualcosa di universalmente giusto e sbagliato ma ciò che io credo sia giusto e quindi opinabile".
Dunque a che cosa è legata? Ad un bastian contrario ostinato, ad un uomo che poco cavallerescamente le impone la propria psoriasi... o alla sua stessa fissazione che esista "qualcosa di universalmente giusto e sbagliato", idea senza fondamento, in base alla quale lei vorrebbe imporre la sua visione della realtà spacciandola per universale e necessaria?
Un simile procedimento si può tentare solo con un bambino, e difatti lei ha scelto e coltivato un immaturo. Ammetta che se al posto della madre ci fosse solo lei a dare "consigli", "cibo in quantità e vestiti puliti", tutto le sembrerebbe perfettamente accettabile.
Provi ad uscire dal pregiudizio che esista una verità universale della quale lei sarebbe la detentrice. Cominci invece a valutare l'unica verità che ciascuno possiede: i suoi sentimenti, le sue preferenze, i suoi desideri, e confronti con questi i comportamenti e le idee del suo partner.
Solo su questa base potrà avanzare le sue richieste, proporre i suoi aggiustamenti e i suoi rifiuti.
Ci rifletta.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta