Utente
Salve a tutti gentili dottori, sono un ragazzo di 24 anni e proverò a raccontare quella che è la mia storia, negli ultimi anni di vita ho intrapreso più volte il percorso universitario arenandomi più volte, circa due anni fa, precisamente alla fine dell'estate 2018 ho deciso di iscrivermi daccapo all'università alimentato da un'energia positiva e voglia di fare che non avevo mai provato in vita mia, alla fine di quell'estate decisi di andare a vivere da solo nei pressi dell'università per concentrarmi totalmente sul da farsi, sono seguiti a quella decisione 5 mesi di risultati in cui per la prima volta sono riuscito ad ottenere il massimo dei voti e di completare tutti gli esami della sessione; poco dopo l'ultimo esame, precisamente a febbraio 2019 qualcosa si è rotto, sono comparsi alcuni sintomi fisici come acufeni, forti emicranie e sensazioni di sentirsi sempre ovattati e fuori dal mondo, per mia natura di ipocondriaco sono andato per prima cosa dal mio medico curante che mi ha detto fosse un po' di stress, il tempo passava e i sintomi aumentavano andandosi ad aggiungere anche disturbi visivi, preoccupato il medico mi prescrisse una visita da un neurologo il quale escluse problemi di tipo neurologico e per sicurezza mi fece fare una RM encefalo la quale uscì negativa e mi consigliò di andare da uno psichiatra, seguito il suo consiglio lo psichiatra mi diagnosticò una leggera forma depressiva con sintomi dissociativi e mi prescrisse Cipralex 10 mg e lamotrigina, continuai questa cura da marzo 2019 fino a circa settembre dello stesso anno in cui a seguito di ulteriori controlli lo psichiatra disse che ero ormai in fase di remissione, durante questi mesi di cura però ho riscontrato in me l'impossibilità a concentrarmi e per questa ragione lo studio universitario è andato in stallo nonostante io avessi continuato a vivere nei pressi dell'università.
Tutto ciò che facevo era per la maggior parte del tempo dormire o perdere tempo sentendomi sempre estraneo alla realtà, incapace di portare a termine qualsivoglia progetto ed a volte anche con pensieri suicidi, nonostante un leggero miglioramento, forse anche dovuto al periodo estivo, sono tornato nello stesso stato in cui mi trovavo prima di iniziare la cura e lo psichiatra sostitui il Cipralex con anafranil, medicinale che mi faceva stare male e che è stato sospeso dopo poco.
Ad oggi, luglio 2020, mi sento ancora così, privo di energie mentali, non so se tutto ciò sia reale o sia causato dall'ansia, so per certo che ormai è quasi un anno e mezzo che non riesco più a studiare, dormo il quanto più possibile perché provo un costante senso di sconforto, a volte tutto ciò che mi circonda mi sembra non sia più reale, ho intrapreso per un po' di tempo un percorso di psicoterapia ma ho come avuto sempre la sensazione che fossero buchi nell'acqua, quello che mi chiedo, alla luce di ciò che ho raccontato è se secondo voi possa essere tutto frutto della mia mente (sintomi etc) oppure no

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Dr.ssa Anna Potenza

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Gentile utente,
lei ha avuto una diagnosi e delle terapie, che in parte hanno anche prodotto degli effetti.
Se non l'hanno condotta allo stato di salute ottimale che desidera, questo può dipendere dalle terapie (sia farmacologiche che psicologiche), o dal perdurare delle condizioni di stress, o da una sua condizione originaria di disagio, o ancora da sue aspettative eccessive verso una "buona salute" ideale che in realtà non esiste.
Lo studio protratto ha molti elementi che scatenano stati di stress; perfino il successo crea aspettative ansiogene.
Ciò malgrado, una quantità di persone va avanti e si laurea, adottando svariate strategie, appoggiandosi al sostegno dei colleghi o mettendo in atto lo spirito di competizione, facendosi seguire da un coach e così via.
Gli ostacoli che appaiono insormontabili spesso conseguono ad un'eccessiva auto-indulgenza o ad un'eccessiva concentrazione su sé stessi.
Si faccia un programma di studi che preveda interruzioni quotidiane, passeggiate, "premi", e ricominci a studiare.
Se non ce la fa da solo, vada da uno psicologo strategico.
La domanda "mi chiedo, alla luce di ciò che ho raccontato è se secondo voi possa essere tutto frutto della mia mente (sintomi etc) oppure no" può avere una sola risposta: è ovvio che tutto quello che avviene nella nostra mente, se non è frutto di simulazione, è vero e reale, nel senso che trova riscontro in fattori neurobiologici.
Tuttavia, al di là di elementi anatomico/funzionali più o meno compromessi, di ormoni che agiscono da supporto o da fattori nocivi, in una parola quali che siano i correlati neurobiologici dello stress che può rendere difficile studiare, vivere piacevolmente e sentirsi bene, finché le nostre azioni e i nostri pensieri sono sotto il nostro controllo volontario, è bene che usiamo questa facoltà a nostro vantaggio.
Ci rifletta, si faccia un programma sia di lavoro che di svago e progetti i prossimi esami. Non stia a d osservarsi, ma agisca. Ci metterà tempo, i risultati saranno lenti e imperfetti, ma questa è la vita vera.
Buone cose.
Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it