Utente
Salve a tutti... Ho 23 anni e a giugno ho scoperto di aspettare un bambino.
Non sono sposata e all'inizio fra paure varie e un po di liti in casa (cosa che credo sia del tutto normale) la cosa è stata molto accettata sia dalla mia famiglia che da quella del mio ragazzo che ha la mia stessa età.
Io e il mio ragazzo litigavamo di continuo per ogni stupidaggine e anche se tutti mi dicevano che si trattava solo degli ormoni impazziti che dovevo mantenere la calma per il bene del bambino.
Ma un giorno dopo una brutta lite ho iniziato ad avere perdite, la corsa in ospedale è stata inutile il cuore non batteva più.
Interruzione all'8 settimana.
È passato un mese e le liti con il mio ragazzo continuano ma non gli faccio pesare la colpa.
Mi sento perennemente il cuore che mi esce dal petto.
Il problema è che non riesco ad accettare il fatto che ho perso il bambino.
Non riesco ad uscire da casa, non riesco a parlare con nessuno di come mi sento.
È un vuoto enorme e sto il più del tempo nel letto pensando che non è giusto che sia morto lui, ma che la morte la meritavo io.
Penso che nessuno si sia accorto di come io sto.
E provo odio verso tutti, per il mio compagno... Soprattutto verso me stessa.
Non so cosa fare e a chi rivolgermi.
Mi dicono tutti che passa ma sembra non passare mai.
Cosa devo fare?
Come mi devo comportare.
Vi prego di aiutarmi se è possibile... grazie anticipatamente

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Dr.ssa Paola Scalco

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Gentile Ragazza,
purtroppo la frequenza di aborti spontanei è molto più elevata di quanto comunemente le donne immaginano, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza (entro le 13 settimane): si stima che una percentuale variabile tra il 15 e il 30 % delle gravidanze abbia tale esito, tanto che sono moltissime le donne che hanno vissuto tale triste esperienza. Se prova a domandare alle donne di varia età con cui ha un po' di confidenza, si renderà conto concretamente.

Con i metodi attuali che ci consentono di stabilire molto precocemente se ci si trovi in quello che nel passato si definiva "stato interessante", è emersa in modo sempre più evidente la diffusione del fenomeno: le nostre nonne, in caso di un aborto spontaneo nelle primissime settimane, magari non ne erano neppure consapevoli, pensando forse ad un semplice ritardo del ciclo.

So bene che tutto ciò non lenisce più di tanto il dolore che sta provando ora per aver visto infrangersi un sogno che aveva iniziato a coltivare. Si tratta di un vero e proprio lutto, che per essere superato ha bisogno di tempo e di un sostegno psicologico che le indichi la via migliore da seguire.

Proprio per questo e per la sua giovane età, ritengo che sia non solo importante, ma proprio indispensabile rivolgersi di persona ad un nostro collega della sua zona, che l'aiuti ad elaborare quanto accaduto, prima di tutto per se stessa e poi per gli eventuali bambini che verranno in futuro.
Lo può fare gratuitamente rivolgendosi al Consultorio della sua Asl di riferimento: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_912_listaFile_itemName_4_file.pdf

Cordialità.
Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
paola.scalco@gmail.com